Calvi dell'Umbria (Carbi in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Terni in Umbria.

Geografia fisica Territorio Il territorio comunale di Calvi dell'Umbria si trova nel contesto geografico-paesaggistico della Valle del Tevere, tra Lazio e Umbria. Il territorio comunale declina dalla catena subappenninica amerino-narnese, sui terrazzi fluviali tiberini caratterizzati da argille arenarie e ghiaie di origine pleistocenica, dove vengono coltivate viti ed ulivi, nel fondovalle emergono sporadici banchi di tufo di origine Vicana. Si alternano ai piedi delle colline diversi corsi d'acqua che la toponomastica popolare identifica come Aia, tributari di destra del Tevere rappresentano corridoi ecologici per le biodiversità. Il centro storico di Calvi dell'Umbria si erge a 401 su uno sperone di roccia calcarea emergente dalle pendici boschive del Monte San Pancrazio, in passato chiamato Monte Rosaro.

Geologia Nel territorio del comune di Calvi dell'Umbria sono state scoperte molte cavità carsiche censite nel catasto delle cavità dell'Umbria:

Grotta della StradaCensita nel 1972 dal Gruppo Grotte Pipistrelli CAI Terni. Grotta di San GirolamoCensita nel 1974 dal Gruppo Grotte Pipistrelli CAI Terni, caverna con un alto camino che conduce all'esterno. Grotta Ia del Fosso di Ponte RenanoCensita nel 1979 dal Gruppo Speleologico Utec Narni. Grotta di RoccarelloCensita nel 2022, dati rilevati da Buio Verticale - Gruppo Speleologico CAI Gubbio. Grotta la Capra Pozzo UcciCensita nel 2022 dati presi dal libro Avventure Sotterranee del GSS.

Clima Classificazione climatica: zona D, 2095 GR/G

Origini del nome Secondo un'ipotesi il toponimo Calvi, avrebbe tratto il nome dalla gens Calvia romana, o con più probabilità dal colle roccioso su cui sorge, chiamato Carbium, Calvo, perché senza vegetazione. La specificazione “dell'Umbria” è stata aggiunta per distinguerla dai Comuni della Regione Campania, Calvi e Calvi Risorta.

Storia Età arcaica Sulla sommità del Monte San Pancrazio, chiamato in passato Monte Rosaro, tra il territorio del Comune di Calvi dell'Umbria e la frazione di Vasciano del comune di Stroncone, sono visibili i resti archeologici di un centro di culto a pianta rettangolare del VI secolo probabilmente di cultura arcaica Osco-umbro-sabellica; posto a controllo della viabilità arcaica tra la Valle del NeraConca ternana. e la Valle del Tevere, il santuario poteva costituire un vero e proprio insediamento a sé stante, in genere di altura, oltre ad essere stato probabilmente un polo di aggregazione religiosa per più comunità tribali, con funzioni emporiche e di controllo, rappresentando il fulcro religioso, ma anche sociale ed economico, di un territorio non urbanizzato.

Nel territorio del Comune di Calvi dell'Umbria è avvenuto il rinvenimento di una statuetta arcaica di bronzo di un guerriero con elmo, conservata presso il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia.

Inoltre, si hanno notizie del ritrovamento di una stipe votiva con animali di epoca arcaica nel territorio comunale.Conservati al Museo Archeologico Nazionale di Perugia. Inediti. Per brevi accenni sulla stipe: U. Ciotti, Nuove conoscenze sui culti dell'Umbria antica, in Atti, Gubbio, I, pp. 110-11.

Età del Bronzo Per la sua particolare posizione, dominante sulla valle del Tevere, Calvi fu abitata fin dall'età del Bronzo, come documentano numerosi rinvenimenti sulla sommità del soprastante Monte San Pancrazio.

Età romana Resti di un'iscrizione romana sono stati rinvenuti nel centro storico di Calvi dell'Umbria.

Medioevo Nell'VIII secolo fu parte del Patrimonio di San Pietro tra i beni fondiari della Chiesa originati con la donazione al papa Zaccaria dei territori di Amelia, Orte, Bieda (l’odierna Blera) e Bomarzo fatta nel 741 dal re longobardo Liutprando. Dal X secolo compare fra i possedimenti dell'Abbazia di Farfa. Dal XII fu un libero comune nello Stato della Chiesa, al quale continuò ad appartenere, passando dal dominio degli Orsini a quello degli Anguillara. Nel XII secolo il castello di Calvi fu compreso nella diocesi di Narni, fino al 1860, ad eccezione dei brevi periodi del vicariato di Lorenzo de' Ceri e della dominazione francese. Il centro storico, costituito dal castello e dalle dimore del borgo, si sviluppa lungo una serie di vicoli medievali che salgono e scendono tra gli archi, le volte ed i resti delle mura e delle torri.

Resistenza e liberazione Durante la Seconda guerra mondiale, il 13 aprile 1944, avvenne l'Eccidio di Calvi dell'Umbria dove vennero fucilate pubblicamente 12 persone nella piazza oggi chiamata Piazzetta dei Martiri, una nel centro storico e 3 persone nella frazione Santa Maria Maddalena. L'eccidio fu perpetrato durante il Rastrellamento (“Grande operazione contro le bande”, Grossunternehmen gegen die Banden) denominato operazione “Osterei” (Uovo di Pasqua), tra il 12 e il 15 aprile 1944, nei Comuni di Calvi dell'Umbria, Narni, Otricoli, Stroncone, Configni, Vacone, Rocchette, Montebuono, tra l'area geografica subappenninica del Monte Cosce - Monte S. Pancrazio e la Valle del Tevere tra Lazio e Umbria. L'Armeeoberkommando tedesco ordinò il rastrellamento che fu attuato da 14 truppe: II./Brandenburg 3, I./SS-Polizei-Regiment 20, Alarmeinheiten della Platzkommandantur. L'episodio di Calvi, con l'uccisione di 16 cittadini, fu parte di altri tragici eventi del rastrellamento in cui persero la vita in totale 38 persone, di cui 30 civili o partigiani non combattenti, e altre 42 persone furono fatte prigioniere. Ordinato dal feldmaresciallo Albert Kesselring e dal comando supremo del sud con sede nel Bunker Soratte, fu uno dei primi rastrellamenti che segnarono la scia di sangue durante la ritirata della Wehrmacht dall'Italia.

Elenco delle vittime civili decedute: 1. Carofei Lorenzo, nato a Calvi dell'Umbria il 23/10/1885 e ivi residente, coniugato, agricoltore. 2. Fabbri Fabrizio, nato a Calvi dell'Umbria il 23/07/1902 e ivi residente nella frazione di Santa Maria in Neve, coniugato, agricoltore. 3. Guglielmi Adolfo, nato a Calvi dell'Umbria il 16/12/1896 e ivi residente, coniugato, albergatore. 4. Guglielmi Emilio, nato a Calvi dell'Umbria il 23/02/1900 e ivi residente, coniugato, autista. Carabiniere sbandato legato ai partigiani. 5. Guglielmi Ernesto, nato a Calvi dell'Umbria il 20/03/1927 e ivi residente, studente. 6. Guglielmi Genesio, nato a Calvi dell'Umbria il 12/01/1928 e ivi residente, studente. 7. Guglielmi Igino, nato a Calvi dell'Umbria il 04/07/1912 e ivi residente, coniugato, autista. 8. Lieto Antonio, nato a Casapulla (Caserta), il 25/08/1924 e ivi residente. Sbandato. 9. Londei Olindo, nato a Senigallia (Ancona), il 09/08/1924, residente a Cottanello (Rieti). Sbandato. 10. Montecaggi Liberato, nato a Calvi dell'Umbria il 04/09/1887 e ivi residente, barbiere. Antifascista. 11. Pettorossi Angelo, nato a Calvi dell'Umbria il 14/11/1916 e ivi residente, agricoltore. 12. Pielicé Pacifico, nato a Montebuono (Rieti) il 17/10/1909 e ivi residente in frazione Santa Maria Maddalena, coniugato, agricoltore. 13. Ranucci Mario, nato a Greccio (Rieti) il 27/08/1925, ivi residente, operaio. Sbandato. 14. Salvati Domenico, nato a Rossano Calabro (Cosenza) l'08/01/1905, residente a Calvi dell'Umbria, medico condotto. 15. Sernicola Ernesto, nato a Calvi dell'Umbria il 13/04/1902, residente nella frazione di Santa Maria Maddalena del Soccorso, coniugato, agricoltore.

Lapide in ricordo:

«Qui il 13 aprile 1944 furono trucidati dalle SS tedesche istigate dai delatori fascisti. Il comune per unanime volontà di popolo ne tramanda ai posteri i nomi ricordando quanto sangue costò la libertà.»

Durante la battaglia del Monte San Pancrazio, descritta nel monumento eretto il 25 aprile 1975, persero la vita 8 partigiani uccisi in combattimento:

«All'alba del 12 aprile 1944 il btg. G. Manni della brig. A. Gramsci operante nel quadrilatero Terni, Narni, Calvi, Stroncone di primaria importanza strategica venne accerchiato da ingenti forze nazi-fasciste. Alcuni giovani partigiani nell'estremo riuscito tentativo di salvare i compagni dalla strage sfidarono da soli il nemico. A viso alto affrontarono fino al sacrificio nel combattimento la mitraglia del tedesco invasore.»

Elenco dei caduti: 1. Bettini Umberto, 27 anni, di Narni. 2. Blacket George, statunitense di Filadelfia. 3. Cecchetti Vincenzo, di San Rocco di Terni. 4. Fossatelli Alvise, di Terni. 5. Mauri Vincenzo, 17 anni, di Narni. 6. Ostili Luigi, di Greccio (RI). 7. Poggetti Terzilio di Otricoli (TR). 8. Schiavello (o Schiavelli) Antonio di Reggio Calabria.

Simboli Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 15 novembre 1935.

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di Santa Maria Assunta; conserva al suo interno un fonte battesimale tardorinascimentale, una pala con la Circoncisione di Calisto Calisti, datata 1640Fiorella Pansecchi, Calisto Calistii, in Liliana Barroero, Vittorio Casale, Giorgio Falcidia, Fiorella Pansecchi, Giovanna Sapori e Bruno Toscano (a cura di), Pittura del Seicento. Ricerche in Umbria, catalogo di mostra, Venezia, 1989, p. 286. ed un'altra con la Madonna col Bambino e i Santi Biagio e Francesco di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino databile alla fine degli anni venti del Seicento.Giordana Benazzi, Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino, il Salvatore e i Santi Giovanni Battista, Giuseppe e Michele Arcangelo, in Pittura del Seicento. Ricerche in Umbria, catalogo della mostra a cura di Liliana Barroero, Vittorio Casale, Giorgio Falcidia, Fiorella Pansecchi, Giovanna Sapori, Bruno Toscano, Venezia, 1989, p. 85.

Chiesa di Sant'Antonio; conserva, nell'oratorio attiguo, un presepe risalente al Cinquecento composto da un totale di trenta statuine tutte in terracotta, risalente al XVI secolo.

Chiesa e resti del convento fatti erigere da san Francesco nei primi decenni del XIII secolo, nelle immediate vicinanze del centro abitato, dedicati al protomartire francescano san Berardo.

Monastero di Santa Brigida; per moltissimi anni abitato dalle suore Orsoline, ospita il museo che raccoglie la collezione delle opere più significative di Calvi (come l'Immacolata Concezione attribuita al Masucci) e dove è esposta anche la Collezione Chiomenti Vassalli, donata al Comune di Calvi, con importanti opere che spaziano dal XIV al XIX secolo.

Murales raffiguranti la Natività, che abbelliscono i muri delle antiche case, opera di noti pittori italiani e stranieri che ogni anno, dal 1982, arrivano nel borgo calvese per affrescare le pareti delle abitazioni cittadine in una galleria di dipinti murali a cielo aperto: Calvi è infatti da alcuni indicato come “paese dei presepi”.

Società Evoluzione demografica

Tradizioni e folclore La festa di San Pancrazio si svolge dal giorno 11 al 14 maggio; è caratterizzata da un corteo storico di circa 100 figuranti in costume d'epoca medioevale. Il Santo patrono viene rappresentato da quattro “Signorini” a cavallo, uno per ogni contrada del paese (Fiamme, Croce, Castello e Drago), e il corteo sfila per l'abitato facendo visita alle caratteristiche “Tavolate”, imbandite per la popolazione dai reggenti della festa.

Cultura Musei