Il nazionalsocialismo tedesco, prima e durante la sua permanenza del potere, tra il 1933 e il 1945, promosse un'ideologia che demonizzava i nemici del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP), in particolare gli ebrei (con l'antisemitismo) e gli affiliati al comunismo (con l'anticomunismo), ma anche il capitalismo occidentale e l'intellettualismo.

La propaganda nella Germania nazista fu pervasiva e onnipresente; essa promosse i valori assunti dai nazisti, tra cui la "morte eroica", il Führerprinzip ("principio del leader"), la Volksgemeinschaft ("comunità del popolo"), il Blut und Boden ("sangue e suolo") e l'orgoglio nel confronti dellHerrenvolk germanico (razza superiore).

La propaganda venne utilizzata ampiamente anche per mantenere il culto della personalità del leader nazista Adolf Hitler (il Führer) e per promuovere campagne atte a favorire l'eugenetica nazista e l'annessione dei territori tedeschi (Heim ins Reich) abitati da Tedeschi al di fuori dei confini nazionali (Volksdeutsche).

A seguito dello scoppio della seconda guerra mondiale la propaganda nazista colpì i nemici della Germania nazista, in particolare il Regno Unito (la "perfida Albione", attraverso l'anglofobia), l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (attraverso l'antisovietismo e l'anticomunismo) e gli Stati Uniti d'America (attraverso l'antiamericanismo e l'anticapitalismo).

Nemici

Ebrei La propaganda antisemita fu uno dei temi più comuni all'interno della propaganda nazista, anche se è stato occasionalmente occultato per ragioni meramente tattiche, come durante i Giochi della XI Olimpiade svoltisi a Berlino nel 1936. Esso è un argomento ricorrente nel libro di Hitler, il Mein Kampf, fatto pubblicare negli anni venti; fu pertanto una componente naturale dell'ideologia nazista fin dai suoi primordi.

All'inizio della sua adesione al partito nazista Hitler presentò gli ebrei come i responsabili di tutti i problemi morali ed economici della Germania, secondo lui fautori del bolscevismo e del "capitalismo internazionale". Egli accusò gli ebrei di aver accumulato in massa i soldi nazionali estirpando in tal modo le basi dell'economia già vacillante della Repubblica di Weimar, causa diretta quindi di tutti i problemi economici del paese.

Riuscì ad attirare ulteriori sentimenti antisemitici attraverso la Dolchstoßlegende (leggenda della pugnalata alle spalle), questo per spiegare la sconfitta avvenuta durante la prima guerra mondiale e giustificare le proprie opinioni come autodifesa. Nel corso di un suo discorso Hitler pronunciò una tirata antisemita concludendo con la domanda: Chi sta dietro al fallimento degli sforzi bellici dell'impero tedesco? La folla gridò esplodendo plaudente: gli ebrei".

Dopo il fallimento del Putsch di Monaco avvenuto nel novembre 1923 Hitler cominciò a moderare i suoi toni in attesa del processo, concentrando la propria difesa sulla sua disinteressata devozione al bene del Volk e alla necessità di un'azione coraggiosa per salvarlo dal baratro in cui stava precipitando. Sebbene i suoi riferimenti agli ebrei non venissero eliminati (parlando ad esempio di "tubercolosi razziale nei polmoni tedeschi") essi diminuirono per poter ottenere un maggior sostegno e una più mite sentenza processuale.

Alcuni nazisti in quella particolare circostanza ebbero a temere per qualche momento che il loro movimento avesse perso il suo peculiare aspetto e carattere antisemitico, ma pare che Hitler privatamente li venisse ad assicurare facendogli considerare i suoi precedenti punti di vista come lievi e superficiali, rispetto a quello che sarebbe venuto in seguito. Intanto il Mein Kampf "infuriava contro gli ebrei come un bacillo pericoloso".

Successivamente mormorò pubblicamente il suo viscerale antisemitismo; molti discorsi risalenti al periodo immediatamente successivo alla sua scarcerazione contengono ancora dei riferimenti agli ebrei, ma cessarono di essere puri colpi di fulmine antisemitici, a meno che un tale linguaggio non avesse fatto appello al più vasto pubblico. Alcuni altri discorsi non contengono più alcun riferimento agli ebrei, conducendo così a credere che il suo antisemitismo fosse stato soltanto uno stadio precedente.

Tuttavia i piani e le "tabelle antisemitiche" rimasero nella piattaforma del programma del partito nazionalsocialista; ancor prima di salire al potere, i libelli scritti e gli slogan espressi ad alta voce dei nazisti facevano espressamente la richiesta di boicottaggio nei confronti degli ebrei"Germans, Buy only from the Jew!". La propaganda sull'anticapitalismo, che toccava il tema dell'usura, avrebbe utilizzato elementi antisemitici facendo un'associazione tra gli ebrei e i prestatori di denaroRichard Grunberger, The 12-Year Reich, ISBN 0-03-076435-1, p. 15..

Nel 1933 i discorsi di Hitler parlavano di servire la Germania e di difenderla dai suoi nemici: i paesi ostili, il comunismo, gli esponenti del liberalismo e della cultura del decadentismo, ma non nominò gli ebrei. L'acquisizione dei pieni poteri a seguito dell'incendio del Reichstag (vedi Decreto dell'incendio del Reichstag e Decreto dei pieni poteri) portò a inaugurare il 1º aprile come giornata di boicottaggio dei negozi ebraici; Hitler, appena divenuto cancelliere del Reich, venne acclamato alla radio e sui giornali con fervore.

L'effettivo risultato dell'evento, a cui si dette la colpa prima ai comunisti e poi all'immigrato olandese con simpatie anarchiche Marinus van der Lubbe (sospettato in aggiunta di essere anche omosessuale), fu di quasi completa apatia al di fuori delle fortificazioni naziste (accettando supinamente anche la reintroduzione della pena di morte); ciò condusse l'opinione pubblica a intravedere nei nazisti gli interlocutori più affidabili e patriottici.

Nel 1935 entrò in vigore la prima serie compiuta di leggi antisemitiche nella Germania nazista; le Leggi di Norimberga vietano agli ebrei e agli oppositori politici di svolgere qualsiasi servizio nella funzione pubblica. Esse classificarono le persone con quattro nonni tedeschi come "di sangue tedesco, o imparentato a esso", mentre le persone vennero classificate come ebrei se fossero stati discendenti di tre o quattro nonni ebrei. Una persona con uno o due nonni ebrei venne definita un Mischling, un incrocio bastardo di "sangue misto".

Queste leggi privarono gli ebrei della cittadinanza tedesca e proibivano il matrimonio tra gli ebrei e gli altri tedeschiHunt, L. (2009). The Making of the West: Peoples and Cultures, Vol. C: Since 1740. Bedford/St. Martin's.; le "leggi di Norimberga" vietarono qualsiasi rapporto sessuale tra membri della "razza ariana" e non-ariani i quali erano, insieme con gli ebrei, anche gli zingari, i negri e le donne che professavano la prostituzione coi loro figli bastardi.

Il cosiddetto "paragrafo ariano" fu ufficialmente giustificato con un aperto antisemitismo, raffigurante gli ebrei come sovrarappresentati nelle professioni"Why the Aryan Law?: A Contribution to the Jewish Question"; le misure antiebraiche vennero così facilmente presentate come "difensive""The Jewish Problem". Gli oratori nazisti furono istruiti nel dire che gli ebrei continuavano a venir trattati con delicatezza"Our Battle against Judah"; sono state fornite controprove a risposta di queste argomentazioni"Ten Responses to Jewish Lackeys". Gli ebrei vennero attaccati per essere l'incarnazione vivente del capitalismoRichard Grunberger, The 12-Year Reich, pp. 44-45, ISBN 0-03-076435-1.

Dopo ben sei fascicoli dedicati all'"orgoglio etnico", Neues Volk, pubblicazione ufficiale del "Rassenpolitisches Amt der NSDAP' (l'ufficio politico-razziale del partito) descrisse in un articolo la tipologia degli "ebrei criminali" in più edizioni, sollecitando la più completa mancanza di simpatia per le vittime delle "Leggi di Norimberga", provando a convincere i suoi lettori a far sì che potesse vedere la vita ebraica svolgersi normalmente, senza alcuna presecuzione in atto.

Joseph Goebbels, a capo del Reichsministerium für Volksaufklärung und Propaganda (Ministero del Reich per l'istruzione pubblica e la propaganda), fu uno strenuo difensore della politica razziale nella Germania nazista arrivando perfino ad affermare che la cattiva pubblicità era un errore per gli ebrei in quanto portava avanti l'argomento per la discussione (la cosiddetta "questione ebraica")"Goebbels Speech at the 1933 Nuremberg Rally".

All'incontro congressuale del partito nel 1935 a Norimberga Goebbels ebbe a dichiarare che "Il bolscevismo è la dichiarazione di guerra da parte dei subumani internazionali guidati dall'ebraismo contro la cultura stessa".

I nazisti descrissero gli ebrei come Untermensch (sottouomini), questo termine venne utilizzato ripetutamente negli scritti e nei discorsi diretti contro di loro; un esempio tra i più noti è una pubblicazione delle SS del 1942 intitolata proprio "Der Untermensch"; esso conteneva esclusivamente propaganda oratoria antisemita. Nell'opuscolo intitolato "Le SS come un'organizzazione combattente antibolscevica" Heinrich Himmler scrisse nel 1936: "Ci occuperemo più mai in Germania, il cuore stesso dell'Europa, del pericolo costituito dalla rivoluzione bolscevica (la rivoluzione russa) ebraica dei subumani, che potrebbe essere accesa dall'interno o attraverso emissari esterni".

Verso la metà degli anni trenta i libri di testo con un contenuto maggiormente antisemitico erano quelli utilizzati negli istituti scolastici pubblici; questo piano talvolta fallì in quanto le caricature antisemitiche erano talmente crude che gli allievi non erano in grado di riconoscere in loro i propri compagni di classe ebrei.

L'aver posto la "questione ebraica" nell'educazione assicurò agli insegnanti che i bambini non solo erano capaci di capire il "problema" ma i loro "buoni istinti razziali" erano anche migliori di quelli dei loro genitori. Vi sono testimonianze sul fatto che i bambini corressero a nascondersi terrorizzati quando ad esempio un commerciante di bestiame ebreo si veniva a occupare degli affari dei genitori.

Le lezioni di biologia dovevano enfatizzare la suddivisione della specie animale (vedi razza) in natura, tanto da portare i bambini all'ovvia analogia (vedi razza): A questa maniera gli insegnanti vennero indottrinati; in questa maniera le "Leggi di Norimberga" divennero facilmente spiegabili.

A partire da questo momento in poi vi fu anche un vasto aumento della cultura popolare antisemita, non recante direttamente l'impronta dell'approvazione nazista; questa è stata considerata più obiettiva rispetto alle informazioni fornite dal Reichsministerium für Volksaufklärung und Propaganda. Anche i libri di letteratura per l'infanzia come Der Giftpilz (fatti pubblicare da Julius Streicher nel 1938) promossero l'antisemitismo"Der Giftpilz".

Gli accademici, in vista della sempre più crescente pressione propagandistica nazista, cominciarono a mettere in circolazione pamphlet sulla "scienza razziale" per dimostrare le differenze inconciliabili esistenti tra ebrei e tedeschi, spesso ignorando del tutto tutte le altre "razze". Nei libri di testo tali misure furono presentate come ragionevoli e persino come "autodifesa razziale dalla contaminazione".

Das Schwarze Korps, organo ufficiale delle Schutzstaffel (SS) aumentò la durezza del suo tono verso gli ebrei al fine di preparare le SS a una vera e propria "guerra razziale". Questo stesso elemento avrebbe potuto anche apparire in un altro tipo di propaganda in cui l'antisemitismo non era il fulcro di tutto e non finalizzata esplicitamente a esso. I cattivi di Hitlerjunge Quex, S.A.-Mann Brand e Hans Westmar (una trilogia di film propagandistici del cinema nel Terzo Reich realizzati nel 1933) non erano solo comunisti, ma anche ebrei.