La chiesa di san Vittore (église de Saint-Victor in lingua francese) a Marsiglia è ciò che resta dell'antica abbazia di San Vittore, della quale era la chiesa abbaziale.
Essa è costituita da una parte superiore e da un'amplissima cripta. Storia La chiesa abbaziale fu costruita sul luogo dove sorgeva un'antica cava sfruttata in epoca ellenistica. La galleria a cielo aperto raggiungeva la sua profondità massima sotto l'attuale cappella di Sant'Andrea, situata nella cripta sotto la torre d'Isarn, ove si trova l'ingresso attuale.Michel Fixot et Jean-Pierre Pelletier, Saint-Victor de Marseille. Étude archéologique et monumentale, p. 31 La prima costruzione nel V secolo La Chiesa marsigliese si strutturò del tutto all'inizio del IV secolo, così come testimoniato da un vescovo di Marsiglia, Oresio, al concilio di Arles nel 314. Uno dei suoi successori, Procolo, costruì un edificio costituito dall'attuale cappella di Notre-Dame de la Confession e dall'atrio, che sarà trasformato nell'XI secolo in cripta con la costruzione della chiesa abbaziale. L'asse principale di questa costruzione è nord-sud, quindi perpendicolare all'orientamento est-ovest della chiesa superiore attuale. Una ricostruzione di questo monumento paleocristiano è stata proposta da Michel Fixot.Michel Fixot et Jean-Pierre Pelletier, Saint-Victor de Marseille. Étude archéologique et monumentale, p. 64 L'età d'oro del monastero (950-1150) Dopo le incursioni e le distruzioni operate dai saraceni sull'abbazia, terminate dopo un lungo periodo di turbolenze e di abbandono dell'intera struttura abbaziale, grazie all'intervento di Guglielmo I, conte di Provenza, detto "il Liberatore", che sconfisse definitivamente i saraceni a Tourtour, conquistando la fortezza di Frassineto, nel 972, la pace tornò in Provenza e la parte superiore della chiesa abbaziale fu integralmente ricostruita. Essa fu consacrata da papa Benedetto IX il 15 ottobre 1040, con un atto che è stato oggetto di numerosi studi. Nonostante che questo atto sia apocrifo, Paul Amargier conclude che gli amanuensi, autori del falso, abbiano utilizzato un originale, modificandolo per rafforzare il ruolo dell'Abbazia di San Vittore a detrimento di Arles, attribuendo alla prima il titolo di Secunda Roma; la data del 1040 per la consacrazione sarebbe rimasta invece esatta.Paul Amargier, Un âge d’or du monachisme, Saint-Victor de Marseille (990-1090), p. 97 La crisi tra la metà del XII secolo e quella del XIII I conflitti politici intorno al potere dell'abbazia, quello del vescovo, quello del comune di Marsiglia e quello dei potentati nobiliari locali portano le strutture abbaziali ad uno stato di abbandono, causato anche dalle difficoltà finanziarie dell'abbazia.
Finalmente, trovato un accordo, venne dato corso alla costruzione di una nuova chiesa abbaziale, sotto l'impulso di Ugo di Glazinis, ivi sepolto nel 1250 «nel tempio che egli ha costruito quasi interamente dalla fondamenta», come afferma il suo epitaffio e come precisa la cronaca di San Vittore Jean-Marie Rouquette, « L'abbaye Saint-Victor de Marseille », dans Provence romane, Édition du zodiaque, 1974, p. 445 I lavori ebbero inizio nel 1201, ma l'altare di Notre-Dame nella chiesa superiore fu consacrato solo il 3 maggio 1251 e l'intera costruzione non fu completata che nel 1279. Le parti di edificio medievali divennero le attuali cripte e la torre di Isarn fu sopraelevata. I rimaneggiamenti di papa Urbano V
Guillaume de Grimoard, abate di San Vittore, fu eletto papa nel 1362 con il nome di Urbano V. Egli commise l'ampliamento della chiesa a Rastin, mastro carpentiere, che dal 9 gennaio 1363 iniziò con ventidue operai i lavori sulla chiesa superiorePaul Amargier, Urbain V, un homme, une vie, p. 64
Poiché San Vittore aveva un ruolo importante nel sistema di fortificazioni della città di Marsiglia, l'abbazia prese un aspetto difensivo: una torre costruita sul transetto nord svolgeva la funzione di dongione e i quattro contrafforti attorno al coro quella di torrette. La parte superiore di questo dongione, dotata di ventiquattro campane, non esiste più.Jean-Marie Rouquette, p. 459 Il coro è formato da una campata con volta d'ogiva seguita da un'abside quadrata. Una cappella è stata aggiunta nella navata laterale nord tra la torre di Isarn e il dongione.
Nel 1365, probabilmente l'11 ottobre,Paul Amargier, Urbain V, un homme, une vie, p. 66 Urbano V venne ad assicurarsi della buona realizzazione dei lavori. Marsiglia lo accolse sontuosamente e fu ricevuto nella chiesa di San Lazzaro (oggi alla sbocco dell'autostrada A7) dal vescovo Guillaume de la Sudrie, quindi, circondato dai cardinali, raggiunse il convento dei Trinitari, la place de Lenche, la chiesa di Notre-Dame-des-Accoules, e infine l'Abbazia di San Vittore. Abbé Joseph Hyacinthe Albanés, Entrée solennelle du pape Urbain V à Marseille en 1365, librairie Boy-Estellon, Marseille, 1865, p. 42.
Urbano V morì il 19 dicembre 1370 ad Avignone e la sua salma venne subito inumata nella cattedrale di Avignone, ma avendo egli chiesto di essere seppellito nell'abbazia di San Vittore, la salma venne colà traslata e inumata il 5 giugno 1372, sotto la presidenza del fratello, cardinale Anglico de Grimoard. Fu deposto nella tomba ordinata dal suo successore papa Gregorio XI, un mausoleo monumentale alto 7 metri e largo 3,75, con su scolpito un giacente, che fu piazzato nella parte sinistra del coro.Paul Amargier, Urbain V, un homme, une vie, pp. 131-132 Sfortunatamente questa tomba non esiste più. Si può averne un'idea da un disegno della fine del XVIII secolo e poi dalla tomba di papa Innocenzo VI, tuttora presente nella certosa di Notre-Dame-du-val-de-Bénédiction a Villeneuve-lès-Avignon. Sul muro del coro si distinguono tracce di colonne e di un pinnacolo sradicato; ciò è tutto quel che resta, insieme a una serie di archi in pietra trilobati, tutto ciò che rimane del monumento, smontato con la fine dell'ancien régime e di cui non si sa se è stato disperso o troppo ben nascosto. Il giacente piazzato nel 1980 è un calco di quello che si trovava sul cenotafio dell'antica chiesa di San Marziale ad Avignone.Victor Louis Bourilly, Essai sur l'histoire politique de la commune de Marseille, p. 36 Il feretro, che era cerchiato di ferro e coperto di velluto, non è più stato ritrovato. Joseph Bérenger, Saint-Victor, secunda Roma, Imprimerie marseillaise, 1927, pp. 152-153
Decadenza dell'abbazia e secolarizzazione Il 13 luglio 1726 papa Benedetto XIII dichiarò la chiesa di San Vittore collegiata, il cui capitolo fu composto da un abate, un cantore, un tesoriere e sedici canonici.
Il 17 dicembre 1739 papa Clemente XII emise una bolla con la quale secolarizzava l'abbazia. Mylène Violas, «Des moines bénédictins aux chanoines-comtes : aux origines de la sécularisation de l’abbaye de Saint-Victor », dans Bicentenaire de la paroisse Saint-Victor, actes du colloque historique (18 octobre 1997), La Thune, Marseille, 1999, ISBN 978-2-84453-003-5, p. 26.
La rivoluzione francese Con la rivoluzione francese, nel 1791, l'abbazia divenne bene nazionale. Nel 1794 la chiesa viene spogliata dei suoi tesori, le reliquie bruciate, l'oro e l'argento servono a battere moneta e il luogo diviene un deposito di paglia e fieno.
Durante il 1797 una relativa calma consentì a taluni di richiedere l'utilizzo dell'antica chiesa per celebravi il culto, ma l'edificio passò all'esercito, che lo utilizzò per immagazzinarvi foraggio per i suoi cavalli.Charles Seinturier, p. 35. Nel dicembre 1802, l’arcivescovado riprese possesso dei luoghi. La decisione di restituire al culto la chiesa di Saint-Victor fu presa il 14 gennaio 1803 e venne attuata il 19 maggio 1804, per la chiesa superiore, e nel 1822 per le cripte.. La chiesa attuale La chiesa superiore
+ Leggende della pianta della chiesa superioreA- Portico d'ingresso1- Sarcofago a strigili e croce al centroB- Cappella de Santissimo Sacramento2- Altare in marmo del V secoloC- NavataD- Campata destra (lato sud)3- Sarcofago d'AbramoE- Campata sinistra (lato nord)4- Nostra Signora della saggezza5- Statua di Saint LazzaroF- Transetto6- Dipinto di Michel Serre7- Reliquario8- Dipinto di Papety9- ReliquarioG- Coro10- Altare11- Luogo della tomba di Urbano VH- SacrestiaI- Cappella dello Spirito Santo12- Fonti battesimaliJ-Ingresso della cripta
La chiesa è composta di due parti ben distinte: da una parte la navata e dall'altra il transetto e il coro. L'ingresso si trova nella torre di Isarn. Il portico d'ingresso
La porta d'ingresso è sita ad est, nella torre d'Isarn. Questo portico è molto sobrio: la volta fortemente bombata poggia su due possenti archi di ogiva di sezione rettangolare, senza chiave di volta, che ricadono su pilastri a base viva inseriti negli angoli.
All'interno del portico si trova un sarcofago in marmo di Carrara datato alla fine del IV secolo o all'inizio del V. Questo sarcofago è stato scoperto nel corso degli scavi effettuati nel sottosuolo di questa parte. La decorazione è limitata al massimo con, al centro, una croce latina posta in un compartimento rettangolare inquadrato da due grandi pannelli di strigili.Arnaud Ramière de Fortanier, Geneviève Drocourt, Daniel Drocourt, Saint-Victor de Marseille, nº 21 La navata La navata centrale e le sue laterali sono in stile gotico. Le volte a ogiva erano previste inizialmente dappertutto, ma per la navata centrale l'architetto preferì adottare volte a botte, lasciando inutilizzate le colonnette che dovevano ricevere la ricaduta delle ogive. La navata evoca così l'epoca romana. Nel XVII secolo fu realizzata un'illuminazione della navata aprendo nelle volte delle finestre. Al fondo della navata, posto su apposita tribuna, si trova l'organo, costruito nel 1840 da A. Zieger. Sotto l'organo vi è l'accesso alla cripta. Navata laterale sinistra
Al fondo di questa campata, vicino all'organo, si trova l'ingresso alla cappella del Santissimo Sacramento. A sinistra dell'entrata è posta la statua di Nostra Signora della Saggezza, realizzata sul modello di una Vergine catalana dell'XI secolo. L'altare della cappella è in marmo bianco, la tavola misura 1,78 metri per 1,12 e data dal V secolo. Sulla facciata anteriore presenta un motivo con due gruppi di 6 colombe cadauno ai lati di un emblema cristologico. Dal lato opposto lo stesso emblema sta al centro di due gruppi di pecore. Sui lati minori fregi di colombe che beccano degli acini di grappoli di vigna.Victor Louis Bourilly, Essai sur l'histoire politique de la commune de Marseille, p. 93
Nella cappella situata tra la torre di Isarn e quella di Urbano V si trova una statua di san Vittore, patrono di Marsiglia, scolpita da Van Rhijn e installata nella basilica il 24 gennaio 2007 con la benedizione dell'arcivescovo di Marsiglia, monsignor Georges Paul Pontier. Navata laterale destra Al fondo, sotto l'organo, si trova l'accesso alla cappella dello Spirito Santo ove è posto un pozzo con vera monolitica, proveniente da Saint-Rémy de Provence e utilizzato come fonte battesimale. Nella cappella poi si trovano una testa di Cristo scolpita e un arazzo di Lorimy-Delarozière, rappresentante lo Spirito Santo.
Nella campata successiva, una passerella in legno consente di accedere al sottosuolo nella parte sud della cripta con la cappella di San Biagio e lAtrium.