Gorno (Góren in dialetto bergamascoIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. Si trova nella val del Riso, laterale della val Seriana.

Geografia fisica Territorio

Il comune è situato nella parte inferiore della Val del Riso, valle che parte a est del Colle di Zambla e scende aprendosi verso ovest, sfociando nella più ampia Val Seriana. Il territorio disegna un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate. L'altitudine del territorio comunale è compresa fra una quota minima di s.l.m. in località Centrale (all'imbocco del paese) e una quota massima di s.l.m. in località Preda Balaranda, con un dislivello di caratterizzato nella fascia alta da un'apertura panoramica molto ampia e suggestiva offerta dai rilievi orobici circostanti.

Il comune di Gorno si estende per e confina con i comuni di Ponte Nossa, Premolo, Oneta, Casnigo e Colzate.

Stando alla classificazione sismica della protezione civile è in zona 4, ovvero soggetto a sismicità molto bassa.

Geologia

Il territorio comunale fa parte della Formazione di Gorno, conformazione geologica affiorante in Lombardia centro-occidentale in corrispondenza della fascia prealpina orobica, che si è formato tra i 230 a 181 milioni di anni fa, nell'era Mesozoica nel periodo Triassico superiore e medio, precisamente nelle epoche del Ladinico o Esino, Carnico o Raibliano. Tra queste formazioni si trova il calcare metallifero bergamasco, così chiamato per la presenza di vari minerali, come la blenda la calamina, la galena e altri minerali in percentuali inferiori.

Questi strati metalliferi, secondo le ultime teorie geologiche, si sarebbero formati in fondo al mare a seguito di fenomeni vulcanici che avrebbero fatto affluire nelle acque la lava e i solfuri di piombo e zinco che poi si depositarono con il calcare. Successivamente, quando gli strati erano già solidificati, i movimenti della crosta sollevarono il fondo marino formando le montagne che circondano il paese, come il Monte Grem, Grina, Belloro e Golla, oggi ricche di minerali, che affiorano anche grazie all'erosione secolare..

Le rocce del Carnico o Raibliano, ricche di resti fossili, sono particolarmente interessanti ed estese nel territorio comunale. Le caratteristiche della Formazione di Gorno indicano un ambiente marino poco profondo, protetto, con fondali fangosi e abbondanti apporti terrigeni fini. I fossili di Gorno son pari a quelli di Dossena e di Esine. I ritrovamenti più frequenti sono di piccole conchiglie della famiglia dei bivalvi, soprattutto la Myophoria kefersteini (Münster) e Curionia curionii (Hauer), ma si possono trovare anche piccole ammoniti.

Idrografia Nel territorio comunale passa il torrente Riso, torrente che nasce da una cavità naturale alle pendici del monte Grem, posta a nord-est della frazione Cantoni in comune di Oneta, e prosegue per per tutta la Val del Riso, prima di sfociare nel fiume Serio, principale arteria idrica della Val Seriana. Il torrente Riso passa nella parte bassa del comune di Gorno, precisamente nelle contrade di Riso, Fondo Ripa e infine in quella del Santissimo Crocifisso.

All'interno del territorio comunale vi sono inoltre altri numerosi piccoli torrenti, alcuni perenni mentre altri sorgivi con forti precipitazioni meteorologiche, che a loro volta sfociano nel torrente Riso.

Nella parte alta del territorio comunale, dove vi sono gli alpeggi per il pascolo, sono inoltre presenti alcune piccoli laghetti e pozze perenni, che servono tuttora per l'abbeveraggio del bestiame. Alcune di queste sono state recentemente ristrutturate per un miglior assetto del paesaggio e del territorio.

Clima Data la posizione orografica e altimetrica del paese, posto sul versante sinistro della Val del Riso e con un dislivello territoriale di , c'è una diversità climatica nelle varie contrade. Le precipitazioni si concentrano soprattutto nei periodi marzo - maggio e settembre – ottobre per quanto riguarda la pioggia, mentre durante il periodo invernale la neve cade saltuariamente.

Origini del nome Non si ha una certa e comprovata teoria sulla nascita del nome Gorno, negli anni diverse sono stati gli studi che hanno portato ad ipotesi più o meno fondate.

Legate alla storia dei romani sono le versioni del Verdina, che lo farebbe risalire al nome personale romano Gornus mentre altri lo legano al lavoro delle miniere e dal nome etrusco Goreno (tutt'oggi in dialetto si dice ancora Goren).

Secondo le teorie che si possono leggere negli scritti di Don Ceruti del 1858 deriverebbe da una parola ebraica che significa aia, in quanto in antichità erano presenti molte aie per battere il frumento raccolto..

Il professor Stefano Dotti lo farebbe invece risalire alle popolazioni asiatiche, come gli Illiri e i Tauri che sarebbero migrate in antichità nelle nostre valli alla ricerca di giacimenti minerari. Nelle regioni da dove anticamente partirono sono presenti molti paesi con il nome simile a Gorno, in particolare Gorno-Altajsk e Gorno Badahsan, quest'ultimo provincia autonoma del Tagikistan..

Inoltre questa teoria sarebbe supportata dal fatto che il nome in serbo, croato e bulgaro (i cui popoli discendono dalle citate popolazioni) potrebbe significare superiore, di sopra, più alto, soprastante mentre in croato Gora, significa monte, portando al significato di sopra il monte, teoria ulteriormente avvalorata dal fatto che il primo capoluogo del paese, la contrada di San Giovanni, si trova sopra il monte Göra.

Storia

Dai popoli primitivi all'alto medioevo Non si hanno notizie certe e specifiche riguardo ai primissimi insediamenti nel territorio di Gorno, ma si possono ricostruire grazie alla storia generale dei comuni limitrofi e della Val Seriana.

Secondo studi storico archeologici i primi insediamenti nelle nostre valli si ebbero in età neo-eneolitica, quindi circa 3000 anni fa, da gruppi transalpini tra cui gli Umbro-Sabelli, Reto-Ladini, i Tauri, gli Illiri, che comprendevano anche il ceppo degli Orobi.. A testimonianza di queste ipotesi vi sono diversi ritrovamenti archeologici nei paesi limitrofi a Gorno, da segnalare a Premolo il ritrovamento di resti di un villaggio pastorizio in località Belloro e il celebre ritrovamento nel 1963 di una tomba con reperti ossei, selci lavorate e cocci nel Canale d'Andruna, mentre nel comune di Parre importante fu il ritrovamento di più di una tonnellata di manufatti bronzei all'interno di un ripostiglio di un fabbro risalente al V secolo a.C..

Ultimamente sono stati rinvenuti in loco resti di terrecotte figurate risalenti all'Età del Bronzo, reperti che sono allo studio dell'Intendenza archeologica della Lombardia. Perciò, data la presenza di minerali ed i ritrovamenti nei vicini paesi, già accertati e certificati, può essere avvalorata l'ipotesi che anche il territorio del paese di Gorno fosse area di insediamenti primitivi.

Successivamente tutti i territori di Bergamo e delle sue valli vennero invase dai Galli-Cenomani, per poi finire sotto il dominio dei romani nel 250 a.C..

All'arrivo dei romani le estrazioni minerarie erano comunque sicuramente già avviate, che ne diedero un ulteriore sviluppo collegando i vari giacimenti d'estrazione. In particolare i terreni di Gorno erano quelli con le migliori miniere di calamina, fondamentale in antichità per la produzione di bronzo.. A comprovare la presenza dei romani sono stati alcuni ritrovamenti in zona di monete romane, una delle quali con l'effigie di Sulpicio Galba, imperatore dell'Impero Romano successore di Nerone che regnò per sette mesi, dal 9 giugno 68 al 15 gennaio 69.

Secondo alcuni studiosi l'arrivo del cristianesimo coincise con l'arrivo dei romani, che qui mandavano i damnatio ad metalla, una sorta di schiavitù che i romani infliggevano per i lavori più duri nelle miniere ai criminali ma anche ai cristiani..

Con la caduta dell'Impero Romano nel 476 d.C. i terreni di Gorno finirono sotto il dominio e l'influenza Longobarda fino a quando, nel 774 d.C. la scesa di Carlo Magno e il suo nuovo dominio vennero ceduti, insieme ai terreni della Valle Seriana, alla Canonica di Tours di Francia.. Ciò spiegherebbe anche il fatto che la parrocchia di Gorno e da sempre dedicata a San Martino Vescovo.

La dominazione della canonica francese terminò con un ulteriore scambio territoriale testimoniato da una pergamena del 1037, e testimoniata anche dagli scritti del 1676 del Calvi in cui si può leggere che cedette.

In particolare da segnalare che la Val Seriana, e di conseguenza anche Gorno, era sotto il forte potere amministrativo del Vescovo di Bergamo, soprattutto per la riscossione delle imposte.

Dal medioevo al XIV secolo

Le prime testimonianze scritte dell'esistenza del comune di Gorno fanno fede a documenti che trattano lo scambio e la cessione di alcuni territori. La prima notizia la si ha con un documento di contraccambio dell'11 giugno del 1171, dove si può leggere la cessione di alcuni terreni da parte del vescovo di Bergamo Guala ad alcuni uomini di Gorno, Premolo e Parre, in cambio di altri terreni riferiti ai paesi di Urgnano e Cologno., documento che secondo gli studiosi segna anche la nascita ufficiale del comune. Nel 1179 si segnala la cessione, sempre da parte del Vescovo Guala, dei beni stabili del territorio, escluse le miniere d'argento e il bosco Campilii (forse l'attuale contrada Campello?)..

Un altro atto, datato 10 maggio 1249 fa riferimento alla transazione di alcuni terreni tra il comune di Premolo e quello di Gorno. È ormai quindi certa l'esistenza del paese o se non di un paese ben definito di alcuni nuclei abitati che si riconoscono sotto uno stesso statuto e Consoli, diventando un vero e proprio comune emancipato da ogni signoria feudale dell'epoca, dove si riconoscono ufficialmente le prime vici o contrade di Jardeno (Erdeno), Villaxio (Villassio), Cornibus (Sant'Antonio) e Puteo (San Giovanni) che negli statuti comunali sono chiaramente individuate nella loro estensione territoriale..

In questo periodo all'interno del territorio comunale si migliora l'edilizia, la viabilità, acciottolando i sentieri di montagna, si incrementò il commercio con lo sfruttamento delle acque del torrente Riso con la costruzione di mulini (se ne contano tre) e si disboscarono ampie zone boschive per la formazione di prati utilizzati per il pascolo del bestiame, per lungo tempo una delle principali risorse economiche del paese. e attraverso una nota dell'archivio parrocchiale datata 7 ottobre del 1344 che cita.:

si ha testimonianza del culto cristiano ormai attivo all'interno della popolazione, presieduto da un presbiter (un sacerdote) e dedicato a san Martino.

Il nome del paese di Gorno viene successivamente citato in documenti datati verso la fine del Trecento.

In un documento del 1375, riguardo l'abate di Leno Andrea di Taconia di Praga si può leggere

mentre note più precise riguardo al territorio e alla sua estensione le si ritrovano in un documento che venne stilato tra il 1392 e il 1395. All'epoca venne infatti ordinato, da Gian Galeazzo Visconti di eliminare le cause di liti e di stabilire un preciso quadro di riferimenti dei confini. Il 9 novembre del 1392 il Comune de Gorne, rappresentato dai consoli Pietro detto cesta fu Filippo Ambra e Stefano fu Adamo Guarinoni, definì i confini, con atto rogato dai notai Giovanni di Pagano Dordoni da Gorno e Zambono della Costa. Si ha nota quindi che i paesi limitrofi dell'epoca erano Premolo, Serina, Castigo, Colzate, Vertova ed Oneta, ma che non coincidevano totalmente con quelli attuali del paese, soprattutto nei confini occidentali con il paese di Oneta..