Eunice aphroditois (), detto anche verme di Rimini o eunice di Rimini, è un anellide polichete errante della famiglia Eunicidae.

Descrizione

È un predatore acquatico presente sul fondo oceanico che può raggiungere una lunghezza di 3 metri, e in rari casi è arrivato anche a 6 metri di lunghezza.

Nasconde il suo lungo corpo sotto il fondo oceanico e aspetta in agguato che una delle sue cinque antenne gli segnali la vicinanza di una preda, reagendo solamente allo stimolo delle suddette. Armato di denti affilati, il suo attacco è veloce e può a volte tagliare a metà la sua preda. Il suo corpo è principalmente morbido a partire dalla coda fino alla metà della sua dimensione, per poi diventare più duro e gommoso verso la testa.

È conosciuto anche con il nome di Bobbit worm, cioè "verme Bobbit", in riferimento al caso di Lorena Bobbit.

L'animale possiede inoltre un apparato per l'alimentazione che si rivolta in modo estroflessibile, ciò gli permette di ritirare le mandibole all'interno della bocca per poter mangiare le prede o per potersi nascondere sotto il fondale marino durante il giorno, in quanto predatore principalmente notturno. È stato inoltre notato che durante l'attacco inietti nella preda una tossina della quale ancora non è ben noto lo scopo, ma è ipotizzato serva per narcotizzare la vittima o, in alternativa, ucciderla.

Distribuzione L'animale è diffuso principalmente in acque calde e temperate, come quelle del Mar dei Caraibi o del Mar Mediterraneo.

Rapporto con l'essere umano Pesca È usato come esca per la pesca.

È conosciuto tra i pescatori come ottima esca, per molti considerato tra le migliori di tutte, che attira diversi pesci tra cui orate, saraghi e mormore. Questo fenomeno per cui attira molti pesci è dato dal suo corpo iridescente, che è visibile non appena si prende l'animale in mano, il che lo rende molto visibile di notte, quando la visibilità è minore.

Viene catturato con apposite trappole che vengono posizionate davanti la sua tana con dentro un pesce, di solito una sarda. L'animale è privo di occhi ma si fida delle sue antenne, esce allo scoperto per nutrirsi dell'esca e una volta che la prende cerca di scappare nella sua tana, ma viene bloccato in senso opposto da un meccanismo di scatto della trappola. Una volta che si è certi della sua presenza dentro di essa, la trappola viene agganciata con una bottiglia o un qualsiasi galleggiante, che lentamente tirerà il verme fuori dalla tana, fino alla coda. Questo processo però dev'essere eseguito con cautela, al fine di evitare che il verme si spezzi a metà e quindi perdere parte del suo corpo. In cattività il verme è molto tranquillo, viene conservato in apposite vaschette con acqua di mare, che va cambiata ogni giorno, al fine di evitare che l'animale muoia, e può essere conservato o in frigo o in spazi bui, anche per una settimana e in rari casi anche più. Può essere conservato anche sotto sale, però la capacità di attrarre più pesci per la pesca poi è inferiore, per cui è meglio usarlo fresco.

È un animale molto resistente, infatti per la pesca viene tagliato in vari pezzetti, a partire dalla coda fino alla testa, e mai in senso inverso, perché l'animale è capace di resistere anche con metà corpo o solo con pochi centimetri della testa. Quando si arriva in vicinanza della testa, bisogna prestare molta attenzione al fine di evitare che il verme morda, in quanto riconosce pericolo e tira fuori le sue mandibole, molto affilate e potenti.

Acquari I vermi di Rimini possono essere introdotti accidentalmente all'interno di acquari poiché possono essere presenti all'interno di pezzi di corallo o di roccia viva. Cacciando di notte, può passare del tempo prima che ci si accorga della loro presenza.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Eunicida Categoria:Taxa classificati da Peter Simon Pallas Categoria:Taxa descritti nel 1788