La storia della politica estera statunitense è una breve panoramica dei maggiori eventi che riguardano la politica estera degli Stati Uniti dalla guerra d'indipendenza americana al presente. Le maggiori tematiche riguardano il divenire dell'"Impero della libertà", l'avanzamento della democrazia, l'espansione sul continente, il supporto al liberal internazionalismo, la partecipazione alle due guerre mondiali e alla guerra fredda, il contrasto al terrorismo internazionale, lo sviluppo e lo sfruttamento del terzo mondo e la costruzione di una potente economia mondiale.
La nuova nazione, 1776–89 Dalla costituzione degli Stati Uniti da un punto di vista regionale e non globale, ma con un ideale di creazione a lungo termine di un "impero della libertà".
L'alleanza economico-militare con la Francia nel 1778, che condusse Spagna e Olanda a combattere i britannici, mutò la guerra rivoluzionaria americana in una guerra mondiale, nella quale la flotta britannica così come la sua supremazia militare, furono neutralizzate. I diplomatici, specialmente Franklin, Adams e Jefferson, assicurarono il riconoscimento dell'indipendenza americana e ampi prestiti al nuovo governo nazionale. Il trattato di Parigi del 1783 fu particolarmente favorevole nei confronti degli Stati Uniti che ebbero la possibilità di espandersi ulteriormente verso ovest, in direzione del fiume Mississippi.
Lo storico Samuel Flagg Bemis era il massimo esperto di storia diplomatica. Secondo quanto affermato da Jerold Combs:
La diplomazia della Rivoluzione americana di Bemis, pubblicata originariamente nel 1935, è ancora un lavoro di riferimento sul tema. Enfatizzava il pericolo del coinvolgimento americano nelle dispute europee. La diplomazia europea nel XVIII secolo era "marcia, corrotta e perfida", segnalava Bemis. Il successo diplomatico americano derivava dallo stare alla larga dalla politica europea e raccogliere i vantaggi dal conflitto europeo. Franklin, Jay, e Adams avevano fatto proprio questo durante la rivoluzione e come conseguenza avevano conquistato la più grande vittoria degli Annali della diplomazia americana. Bemis riconosce che l'alleanza con la Francia era stata necessaria per vincere la guerra. Egli, comunque rimpiange il fatto che avesse condotto al coinvolgimento con "il malevolo regno della diplomazia europea". Vergennes (il ministro degli affari esteri francese) era piuttosto favorevole a condurre l'America ad un "abattoir" (mattatoio) dove porzioni degli Stati Uniti potevano essere smembrati se questo risultasse favorevole agli interessi della Francia.Jerald A. Combs, American diplomatic history: two centuries of changing interpretations (1983) p 160.
Gli affari della politica estera americana dall'indipendenza nel 1776 alla nuova Costituzione nel 1789 furono gestiti in riferimento agli Articoli della Confederazione scritti direttamente dal Congresso fino a quando il nuovo governo decise di costituire un dipartimento degli affari esteri e l'ufficio del segretario degli affari esteri il 10 gennaio 1781.
Prima era nazionale: 1789–1800 Il gabinetto del Dipartimento degli affari esteri fu creato nel 1789 dal Primo Congresso. Fu presto rinominato Dipartimento di Stato e cambiò il titolo del segretario degli affari esteri in segretario di Stato; Thomas Jefferson ritornò dalla Francia appositamente per assumere questa carica.
Quando la Rivoluzione Francese portò alla guerra nel 1793 tra la Gran Bretagna (principale partner economico americano), e la Francia (vecchio alleato, con un trattato ancora in vigore), Washington e il suo governo decisero per una politica di neutralità. Nel 1795 Washington appoggiò il trattato di Jay, ideato dal segretario del tesoro, Alexander Hamilton per evitare la guerra con la Gran Bretagna ed incoraggiare il commercio. I sostenitori di Jefferson si opposero strenuamente al trattato, ma il sostegno di Washington risultò essere decisivo, e gli Stati Uniti e la Gran Bretagna mantennero un rapporto amichevole per un decennio. La disputa nella politica estera, comunque, polarizzò i partiti nella politica interna, portando alla nascita del primo sistema partitico.Samuel Flagg Bemis, Jay's Treaty: A Study in Commerce and Diplomacy (1923)Bradford Perkins, The First Rapprochement: England and the United States, 1795–1805 (1955).
In un "Messaggio di addio" che divenne parte delle fondamenta politiche del paese, il presidente George Washington, nel 1796 si pronunciò contro il coinvolgimento in affari stranieri:Samuel Flagg Bemis, "Washington's Farewell Address: A Foreign Policy of Independence", American Historical Review, Vol. 39, No. 2 (Jan., 1934), pp. 250–68 in JSTOR; quote from George Washington. "The Farewell Address – Transcript of the Final Manuscript", The Papers of George Washington in Accessed 2009-12-29
«L'Europa ha una serie di interessi primari, che con noi hanno un rapporto piuttosto remoto, se non quasi nullo. Quindi, questa deve essere coinvolta in una serie di controversie, le cui cause sono essenzialmente estranee rispetto alle nostre preoccupazioni. Perciò è molto imprudente da parte nostra farci coinvolgere, da falsi legami, nelle vicissitudini ordinarie della sua politica, o le ordinarie combinazioni o scontri delle sue amicizie o inimicizie. La nostra situazione, distaccata e distante, ci invita e ci permette di seguire un percorso differente».
Dal 1797, i francesi stavano apertamente confiscando le navi americane, portando allo scoppio di una guerra non dichiarata nota come la quasi guerra del 1798-99. Il presidente John Adams tentò la via diplomatica ma fu un fallimento. Nel 1798, i francesi chiesero ai diplomatici americani il pagamento di cospicue tangenti per poter incontrare il ministro degli esteri Talleyrand, gli americani però si rifiutarono. I repubblicani sostenitori di Jefferson, sospettosi nei confronti di Adams, richiesero la documentazione che Adams aveva rilasciato usando X, Y e Z come nomi in codice per identificare i diplomatici francesi. L'affare XYZ fece scoppiare un'onda di sentimento nazionalistico. Messo con le spalle al muro, il Congresso americano approvò il piano di Adams per organizzare la marina. Adams firmò con riluttanza gli Alien and Sedition Acts come misure del tempo di guerra. Adams ruppe con l'ala dei sostenitori di Hamilton del Partito Federalista e concluse la pace con la Francia nel 1800.Alexander De Conde, The quasi-war: the politics and diplomacy of the undeclared war with France 1797–1801 (1996).
L'era di Jefferson: 1801–48 Thomas Jefferson immaginava l'America come la forza dietro un grande "Impero della Libertà",Robert W. Tucker, and David C. Hendrickson, Empire of Liberty: The Statecraft of Thomas Jefferson (1990) capace di promuovere il repubblicanesimo e contrastare l'imperialismo dell'Impero britannico. L'acquisto della Louisiana del 1803, esito di un accordo da 15 milioni di dollari con Napoleone Bonaparte, incrementò del doppio le dimensioni della crescente nazione aggiungendo una grande parte del territorio a ovest del fiume Mississippi, dando l'opportunità di aprire milioni di aziende agricole per i piccoli proprietari terrieri e contadini idealizzati dalla democrazia jeffersoniana.The U.S. purchased Florida from Spain in 1819.
Il presidente Jefferson nell'atto dell'embargo del 1807 proibi il commercio sia con la Francia che con la Gran Bretagna, ma la sua politica, vista per lo più come a favore degli interessi agrari piuttosto che degli interessi commerciali, fu assai impopolare nel New England e inefficace nel placare i comportamenti scorretti da parte delle navi da guerra britanniche.
Guerra del 1812
In un primo momento, i sostenitori di Jefferson erano profondamente sospettosi nei confronti degli inglesi dal momento che gli inglesi sospesero gran parte del commercio americano con la Francia e costrinsero all'arruolamento nella Royal Navy di 6000 marinai imbarcati su navi americane che reclamavano la cittadinanza americana. L'onore statunitense fu umiliato dall'attacco inglese alla nave da guerra Chesapeake nel 1807.Norman K. Risjord, "1812: Conservatives, War Hawks, and the Nation's Honor," William and Mary Quarterly, (1961) 18#2 pp. 196–210. in JSTOR
A ovest, gli Indiani, supportati dall'Inghilterra (ma non sotto il suo controllo) fecero imboscate e incursioni per uccidere i colonizzatori, ritardando quindi l'espansione degli insediamenti di frontiera nel Midwest, Ohio e Michigan specialmente).J. C. A. Stagg, The War of 1812: Conflict for a Continent (2012)
Nel 1812 la diplomazia divenne inutile e gli Stati Uniti dichiararono guerra alla Gran Bretagna. La guerra del 1812 fu segnata dalla disorganizzazione e da una serie di fiaschi militari da ambo le parti. Questa si concluse con il trattato di Gand nel 1815. Militarmente si concluse con una situazione di stallo dal momento che entrambe le parti fallirono nei loro tentativi di invasione, ma la Royal Navy riuscì a bloccare l'accesso ai litorali arrestando così il commercio americano (fatta eccezione per i rifornimenti di contrabbando nel Canada britannico). Gli inglesi conseguirono comunque il loro obiettivo di sconfiggere Napoleone, mentre le armate americane sconfiggevano l'alleanza indiana che era sostenuta dalla Gran Bretagna, ponendo fine all'obiettivo di guerra inglese di stabilire una nazione indiana di confine, favorevole alla Gran Bretagna nel Midwest. Gli inglesi smisero di arruolare forzatamente i marinai americani e il commercio con la Francia (ora un'alleata della Gran Bretagna) ripresero, così le cause che avevano condotto alla guerra furono messe da parte. In particolare dopo la grande vittoria americana alla Battaglia di New Orleans, gli americani si sentirono orgogliosi e trionfanti per aver vinto la loro "seconda guerra di indipendenza".A.J. Langguth, Union 1812: The Americans Who Fought the Second War of Independence (2013) I generali vittoriosi, Andrew Jackson e William Henry Harrison divennero anche eroi politici.
Dopo il 1815, le tensioni diminuirono di intensità lungo il confine tra Stati Uniti e Canada, portando a scambi amichevoli e in linea di massima a buoni rapporti. Le questioni confinarie venivano risolte con mezzi pacifici. Sia gli Stati Uniti che il Canada conobbero un'ondata di nazionalismo e orgoglio nazionale dopo il 1815 che portarono gli Stati Uniti verso una democrazia più sviluppata e gli Inglesi a rinviare il progetto democratico in Canada.
Dopo il 1780 gli Stati Uniti aprirono le loro relazioni con i paesi dell'Africa settentrionale e con l'Impero ottomano.Andrew C. A. Jampoler, Embassy to the Eastern Courts: America's Secret First Pivot Toward Asia, 1832–37 (Annapolis: Naval Institute, 2015. xvi, 236 pp.
L'America Latina In contrapposizione alle nuove dichiarazioni di indipendenza delle colonie spagnole nell'America Latina, a inizio del XIX, gli Stati Uniti vararono la dottrina Monroe nel 1823. Questa politica era improntata sull'opposizione dell'intervento europeo nelle Americhe e lasciava un segno indelebile nelle mentalità dei successivi leader americani. Il fallimento della Spagna per la colonizzazione o il controllo della Florida, portarono all'acquisto della stessa da parte degli Stati Uniti nel 1819. John Quincy Adams era il diplomatico di maggior rilievo in quel periodo.Samuel Flagg Bemis, John Quincy Adams and the Foundations of American Foreign Policy (1950)