Le opere architettoniche e artistiche del Vittoriano, monumento nazionale italiano situato a Roma, sul versante settentrionale del colle del Campidoglio, rappresentano, tramite allegorie e personificazioni, le virtù e i sentimenti che hanno animato gli italiani durante il Risorgimento, il periodo durante il quale l'Italia ha conseguito la propria unità nazionale e la liberazione dalla dominazione straniera.. Per tale motivo il Vittoriano è considerato uno dei simboli patri italiani.
Fu il progettista del monumento, Giuseppe Sacconi, che decise di porre solamente opere d'arte esclusivamente allegoriche, perché riteneva che solo attraverso un'arte priva di ogni riferimento alla contemporaneità si potesse dare al monumento un valore universale, che non risentisse dello scorrere del tempo. Sacconi dovette ripetutamente contrastare le varie proposte di porre all'interno dell'edificio anche opere d'arte che rappresentassero personaggi e fatti storici precisi, al di là, naturalmente, del re Vittorio Emanuele II, a cui il monumento è dedicato.
Centro architettonico del Vittoriano è la statua equestre di Vittorio Emanuele II, unica rappresentazione non allegorica presente nel monumento.. Il termine "Vittoriano" deriva proprio dal nome Vittorio Emanuele II di Savoia, primo re dell'Italia unita, uno dei protagonisti del Risorgimento e del processo di unificazione italiana, tant'è che viene indicato dalla storiografia come uno dei quattro "Padri della Patria", insieme a Cavour, per la sua opera politica e diplomatica, a Garibaldi, per le sue azioni militari, e a Mazzini, il cui pensiero ha illuminato la mente e le azioni dei patrioti italiani. In tale ambito, per la realizzazione del Vittoriano, Giuseppe Sacconi prese spunto dall'architettura neoclassica, di corrente neogreca con influenze eclettiche, su cui furono innestati elementi italici..
Pianta del Vittoriano Ingresso del Vittoriano con cancellata artistica di Manfredo Manfredi; Gruppo scultoreo Il Pensiero di Giulio Monteverde; Gruppo scultoreo L'Azione di Francesco Jerace; Fontana dell'Adriatico di Emilio Quadrelli; Gruppo scultoreo La Forza di Augusto Rivalta; Gruppo scultoreo La Concordia di Lodovico Pogliaghi; Fontana del Tirreno di Pietro Canonica; Gruppo scultoreo Il Sacrificio di Leonardo Bistolfi; Gruppo scultoreo Il Diritto di Ettore Ximenes; Leoni alati di Giuseppe Tonnini(una statua per lato); Scalinata d'ingresso; Vittoria alata su rostro di Edoardo Rubino; Vittoria alata su rostro di Edoardo De Albertis; Altare della Patria, che ospita la tomba del Milite Ignoto; Statua della Dea Roma di Angelo Zanelli; Statue delle quattordici città nobili di Eugenio Maccagnani; Statua equestre di Vittorio Emanuele II di Enrico Chiaradia; Vittoria alata su colonna trionfale di Nicola Cantalamessa Papotti; Vittoria alata su colonna trionfale di Adolfo Apolloni; Propileo con colonnato sulla cui sommità è presentela Quadriga dell'Unità di Carlo Fontana; Vittoria alata su colonna trionfale di Mario Rutelli; Vittoria alata su colonna trionfale di Arnaldo Zocchi; Propileo con colonnato sulla cui sommità è presentela Quadriga della Libertà di Paolo Bartolini; Sommoportico con colonnato;sul cornicione sono presentile statue rappresentanti le regioni d'Italia;sulla terrazza sotto allo stilobate,ci sono i cippi delle città redente.
Generalità
Sviluppandosi sul colle del Campidoglio, il Vittoriano si erge nel centro simbolico della Roma antica ed è collegato a quella moderna grazie alle strade che dipartono a raggiera da piazza Venezia.. Il complesso monumentale del Vittoriano è alto 70 metri (81 metri se si comprendono le quadrighe di coronamento dei due propilei), largo 135 metri, profondo 130 metri, occupa una superficie di metri quadrati e possiede, grazie al cospicuo sviluppo degli spazi interni, una superficie calpestabile di metri quadrati... La scalinata d'ingresso è larga 41 metri e lunga 34 metri, mentre la terrazza dove è situato l'Altare della Patria è larga 66 metri. La profondità massima dei sotterranei del Vittoriano raggiunge la quota di 17 metri sotto il livello stradale. Il colonnato è formato da colonne alte 15 metri e la lunghezza del porticato è pari a 72 metri. Dal giugno 2007 è possibile salire alla terrazza delle quadrighe usufruendo di un ascensore: questa terrazza, che è la più alta del monumento, è anche raggiungibile tramite 196 scalini che partono dal sommoportico.
Uno degli elementi architettonicamente preponderanti del Vittoriano sono le scalinate esterne, costituite nel complesso da 243 gradini, e il portico situato sulla sommità del monumento, inserito tra due propilei laterali. Il portico del Vittoriano è detto "sommoportico" per la sua posizione sopraelevata (da "sommo", ossia "alto", "grande", "parte più elevata"). Altro elemento architettonicamente rilevante è l'ampio colonnato di ordine corinzio che caratterizza il sommoportico e i due propilei..
Le allegorie (ovvero i concetti astratti espressi attraverso immagini concrete) delle opere artistiche del Vittoriano rappresentano, secondo i canoni dello stile Neoclassico, perlopiù le virtù e i sentimenti, spesso resi con personificazioni, che animarono gli italiani nelle lotte per l'unità nazionale durante il Risorgimento, inteso come periodo che va dai moti del 1820-1821 alla presa di Roma (1870), o, secondo altri, alla vittoria nella prima guerra mondiale. Nel Vittoriano è cospicua la presenza di statue rappresentanti Vittorie alate, sia in marmo sia in bronzo, che simboleggiano il buon auspicio avuto nella realizzazione dell'unità nazionale italiana.
Sono numerose anche le opere artistiche che richiamano la storia dell'antica Roma. Fin dalla sua inaugurazione il complesso del Vittoriano celebra infatti anche la grandezza e la maestà di Roma, che è eletta al ruolo di legittima capitale d'Italia.. Diversi poi sono i simboli vegetali presenti, fra i quali la palma (che richiama la vittoria), la quercia (la forza), l'alloro (la pace vittoriosa), il mirto (il sacrificio) e l'ulivo (la concordia). Tutte le opere d'arte realizzate per il Vittoriano hanno impegnato i maggiori artisti allora attivi in Italia.Guida rossa del TCI, volume Roma, edizione del 2004, p. 203
Nel Vittoriano sono diffusi significati allegorici che, nelle intenzioni dei loro realizzatori, avrebbero dovuto essere chiari e univoci. Secondo alcuni autori,. però, questo obiettivo non fu raggiunto, visto che le opere, a loro parere, hanno spesso subito delle interpretazioni ambigue. Chi sostiene quest'ambivalenza intrinseca del Vittoriano ne trova le cause nel Risorgimento che, secondo la visione revisionistica, fu caratterizzato da una natura duale: da una parte ci sarebbero stati i patrioti, dall'altra la maggioranza silenziosa, formata principalmente da contadini e dalla classe media, che sarebbe rimasta indifferente al processo di unificazione italiana. Gli stessi patrioti avevano d'altronde vedute diverse sul futuro sistema di governo italiano: fin dall'inizio furono infatti divisi in centralisti e federalisti, in monarchici e repubblicani. Tutti, in ogni caso, si riconoscevano nella stessa bandiera tricolore e condividevano gli stessi ideali di unità e di indipendenza.
A ciò va aggiunta la stratificazione storica e la profonda differenza di impiego pubblico del Vittoriano, in particolare il contrasto politico tra l'Italia liberale e quella fascista nel diffondere i rispettivi messaggi politici. Se l'Italia liberale vedeva nel Vittoriano un tempio laico dove celebrare metaforicamente l'unità e la libertà della patria,. il fascismo considerava il monumento come un palcoscenico dove ostentare la potenza militare aggressiva del Paese.. Infine, dalla nascita della Repubblica Italiana esso è considerato come il "foro della Repubblica"..
Da un punto di vista stilistico, l'architettura e le opere d'arte che impreziosiscono il Vittoriano sono state concepite con l'obiettivo di creare uno "stile nazionale", un modello da utilizzare poi anche in altri ambiti. Era questa, infatti, l'esigenza manifestata dai critici d'arte nei primi decenni di unità, in cui la nazione metteva a punto la sua identità anche dal punto di vista artistico. Questo "stile nazionale", secondo Camillo Boito che ne fu il teorico, non poteva essere nuovo di pianta, ma anzi, per avere indole compiutamente nazionale, avrebbe dovuto collegarsi alle architetture italiane del passato; lo studio dei classici, però, doveva essere considerato un punto di partenza e non di arrivo. Questa era la responsabilità sentita da Sacconi nel suo progetto.
In tale ambito, per la realizzazione del Vittoriano, Giuseppe Sacconi prese spunto dall'architettura neoclassica, di corrente neogreca con influenze eclettiche, su cui furono innestati elementi italici. Il Sacconi tenne presente anche lo stile architettonico in voga durante il Secondo Impero francese di Napoleone III (1852-1870), che fu assai comune nei nuovi edifici costruiti a Parigi in quel periodo, portando alla completa trasformazione della capitale francese;. questo stile era infatti l'unico che egli apprezzasse tra quelli a lui contemporanei, pur non condividendone l'eccessivo decorativismo e la sontuosità.. Secondo alcuni autori, Sacconi si sarebbe ispirato inoltre alle forme utilizzate, anche in ambito coloniale, da diverse nazioni imperialiste dell'epoca come il Regno Unito, la Francia, l'Impero tedesco e il Belgio.
Le fontane dei due mari Addossate al basamento esterno del Vittoriano, ai lati della cancellata d'ingresso di piazza Venezia, si trovano le "fontane dei due mari", rispettivamente dedicate al mare Adriatico e al mar Tirreno. Entrambe sono inserite in un'aiuola e possiedono, fin dall'origine, un sistema idraulico che ne ricicla l'acqua evitando gli sprechi.. Un tempo era anche attiva una cisterna da litri d'acqua, poi abbandonata, che si trova nei sotterranei del monumento.
Le due fontane rappresentano i due maggiori mari italiani, che costeggiano le rive laterali della penisola italiana, simboleggiata invece dal Vittoriano: in questo modo è rappresentato, anche geograficamente, l'intero Paese. A destra della fontana dell'Adriatico si osservano i resti del sepolcro di Gaio Publicio Bibulo, monumento dell'epoca repubblicana e importante punto di riferimento per la toponomastica romana antica.
+ Opera Descrizione Autore Immagini Fontana dell'Adriatico Si trova a sinistra dell'ingresso al Vittoriano. È una personificazione allegorica che rappresenta il mare Adriatico, con un braccio rivolto a Oriente e quell'altro che poggia su un Leone di San Marco, che simboleggia la città di Venezia. Emilio Quadrelli Fontana del Tirreno Si trova a destra dell'ingresso al Vittoriano. È una personificazione allegorica che rappresenta il mar Tirreno, sdraiato sulla lupa capitolina e con un braccio poggiante su una scultura su cui è scolpita la sirena Partenope a simboleggiare, rispettivamente, le città di Roma e di Napoli.Pietro Canonica
Le scalinate esterne e le terrazze Generalità
Le scalinate esterne del Vittoriano si adattano ai fianchi del versante settentrionale del Campidoglio e conducono, partendo dall'ingresso di piazza Venezia, alla terrazza dell'Altare della Patria, quindi alla terrazza delle città redente (quella immediatamente al di sotto del colonnato del sommoportico) e infine alle terrazze dei due propilei, che si affiancano al sommoportico costituendone gli ingressi..
Il Vittoriano è stato ideato come un grande foro aperto ai cittadini, una sorta di piazza sopraelevata nel cuore della capitale organizzata come un'agorà su tre livelli dove sono ampi gli spazi riservati al transito e alla sosta dei visitatori, di cui le scalinate e le terrazze costituiscono l'elemento fondamentale..