LA.S.D. Calcio GozzanoCfr. partita IVA 00934540030 su , meglio noto come A.C. Gozzano, A.S.D.C. Gozzano o più semplicemente Gozzano, è una società calcistica italiana con sede nel comune di Gozzano, in provincia di Novara. Milita in Serie D, la quarta divisione del campionato italiano.

Fondata nel 1920 col nome di Club Sportivo Juventus Gozzano - Radio Calcio Dilettanti, 20 nov 2014, è affiliata alla FIGC dal 1924.

Ha militato per oltre novant'anni soprattutto nelle categorie regionali del Piemonte, raggiungendo la massima divisione dilettantistica a cavallo tra l’ultimo ventennio del XX secolo e l'inizio del XXI secolo. Nella stagione 2017-2018, vincendo il proprio girone di Serie D, è stato promosso per la prima volta nel professionismo; l'anno seguente ha quindi ottenuto la salvezza in Serie C, conseguendo il miglior risultato della propria storia.

Storia

La pratica del football è stata avviata a Gozzano dalla locale comunità dei gesuiti, che durante la prima guerra mondiale avevano messo in piedi una rudimentale squadra (denominata Fides) e organizzato le prime partite, sia fra i paesani che contro i comuni limitrofi.

La storia dell'AC Gozzano inizia con il Club Sportivo Juventus, primo consorzio calcistico basato a Gozzano di cui è nota la partecipazione a campionati regolari, la cui fondazione avvenne il 1º aprile 1920: i suoi colori istituzionali furono il rosa (sostituito presto dal rosso) e il blu. Le prime testimonianze sull'esistenza di tale società la descrivono come una polisportiva dedita a ciclismo e (per l'appunto) foot-ball.

Non essendo stato possibile per molto tempo risalire a un'esatta data di fondazione (la quale è stata accertata solo nei primi anni 2020 a seguito di ricerche archivistiche), l'affiliazione della Juventus alla FIGC, formalizzata il 16 giugno 1924, ha finito per essere convenzionalmente considerata come "vero" punto d'inizio della storia della squadra.

La carenza di testimonianze storiche precise si protrae fino al periodo bellico e non permette di tracciare un profilo cronologico accurato degli albori: si sa tuttavia che la Juventus rimase attiva almeno fino al 1932, per poi entrare in quiescenza e rinascere con ragione sociale Associazione Calcio Gozzano nel biennio 1937-1938.

Nel 1945, dopo un'ulteriore inattività forzata di cinque anni causata dalla seconda guerra mondiale, il sodalizio si riorganizzò sotto la guida dei presidenti Ranzini e Gioira, del vicepresidente marchese Alfredo d’Albertas e del collaboratore Rino Zanni.

Ri-ottenuta l'affiliazione alla FIGC, il Gozzano (forte di un organico di spessore in cui spiccava l’ex nazionale argentino Evaristo Barrera) esordì vincendo il girone A del campionato piemontese di Prima Divisione e piazzandosi terzo nel successivo girone valido per le semifinali regionali. La progressiva partenza dei giocatori migliori impedì, negli anni successivi, di eguagliare o migliorare tale risultato.

Nel 1948 la presidenza del Gozzano passò proprio al marchese d’Albertas, il quale riuscì a riorganizzare la rosa con l'innesto di giovani talentuosi e infine a portare i rossoblù a vincere il campionato 1951-1952, ottenendo così l'accesso alla Promozione. Tra i giocatori “lanciati” in questo periodo si fece notare il giovanissimo Ermanno Tarabbia, che di lì a poco avrebbe calcato i campi della Serie A.

Dopo aver ottenuto la salvezza per due anni consecutivi, al termine della stagione nel 1953-1954 d'Albertas si trovò a corto di risorse e decise di auto-retrocedere la squadra in Prima Divisione. Dovendo rifondare nuovamente la squadra con l'innesto di molti giovani, il Gozzano rimase nella categoria in questione fino al 1956-1957, allorché primeggiò nel proprio girone e ottenne la promozione nel Campionato Dilettanti (dal 1959 trasformato in Prima Categoria), ove rimase fino al 1962, beneficiando dell'innesto di giocatori d'esperienza quale Bruno Padulazzi.

Dopo aver chiuso il campionato 1961-1962 al quinto posto nel proprio girone, il marchese d'Albertas, lamentando lo scarso interesse della comunità di Gozzano nei confronti della propria squadra, se ne disimpegnò, decidendo di entrare nell'organigramma dello Stresa Sportiva. Non essendosi fatto avanti nessuno per subentrargli, l'A.C. Gozzano entrò in stato di inattività: per cinque anni la pratica calcistica comunale venne portata avanti unicamente nell'ambito del CSI e dell'oratorio parrocchiale.

Nel giro di poco tempo il comune di Gozzano iniziò a far pressione su d'Albertas affinché rivedesse la propria decisione: nel 1967 il marchese acconsentì e finanziò la ripartenza della squadra rossoblù dalla Terza Categoria della provincia di Novara. Vinto il campionato senza subire alcuna sconfitta, il Gozzano inanellò un ciclo di stagioni positive che già nel 1971 lo riportarono a militare in Promozione.

Dopo sette stagioni nella massima categoria dilettantistica regionale, nel 1978-1979 i cusiani vinsero il proprio girone a pari merito col : lo spareggio, giocato allo stadio della Liberazione di Omegna, vide prevalere per 2-0 proprio il Gozzano, che conquistò così il primo accesso alla Serie D.

In estate il marchese d'Albertas lasciò la carica di presidente, tenendo per sé la presidenza onoraria, ed ammise in società nuovi soggetti (onde incrementare la base finanziaria), mentre la squadra venne rifondata con numerosi nuovi acquisti. Ciò non bastò a mantenere la categoria: il Gozzano stazionò stabilmente nella bassa classifica e a nulla valsero né gli innesti effettuati nel calciomercato "di riparazione" né il doppio esonero dell'allenatore (ad Annibale Mastrini subentrò Mario Tortul, poi a sua volta giubilato in favore di Aldino Ruga).

Poco dopo la retrocessione entrò tuttavia in società l'esperto direttore sportivo Carlo Pedroli, già socio fondatore del (da lui condotto ad alcune buone stagioni in Serie C), che riorganizzò la rosa e la ricondusse già nel 1982 a giocarsi la risalita nel torneo interregionale Ancora una volta la posta venne messa in palio tramite uno spareggio, stavolta contro la . La gara, giocata allo stadio Leonida Robbiano di Vercelli, vide tuttavia dominare i biancazzurri di Cossato, che superarono il Gozzano per 3-0.

La sconfitta innescò una fase di declino per la società, che subì la scissione del settore giovanile, costituitosi in un club autonomo denominato Junior Gozzano. Il marchese d'Albertas provò a riprendere in mano la situazione, ma non ciò non bastò ad evitare, nella primavera del 1985, le relegazione dei rossoblù in Prima Categoria. Il nobile mecenate, ormai anziano e debilitato, chiuse quindi la sua esperienza nel calcio; morirà poi nel 1992.

Dopo alcuni anni interlocutori, nel 1991 l'avvento alla presidenza di Adriano Cerutti portò a una riorganizzazione del Gozzano: in pochi anni la prima squadra seppe risalire in Promozione. Poco tempo prima la FAR Rubinetterie S.p.A. (azienda gozzanese attiva nel settore idro-termo-sanitario) ne aveva assunto il patronato - Tuttosport, 31 mag 2018, garantendo al Gozzano nuove e consistenti risorse. Al titolare e fondatore della FAR, Alberto Allesina, fu conferita la carica di presidente onorario del club rossoblù.

Nel 2004 il Gozzano ascese in Eccellenza regionale, dove militò fino al 2010-2011, stagione nella quale la squadra, guidata dal tecnico Mauro Lesina, primeggiò nel proprio girone ottenendo la promozione in Serie D.

Contrariamente a trent'anni prima, alla prova del campionato nazionale il Gozzano (frattanto divenuto un'associazione sportiva dilettantistica) si dimostrò competitivo: seppur con qualche difficoltà - e rimediando molti pareggi - i rossoblù (inizialmente ancora guidati da Lesina, poi esonerato a novembre 2011 in favore di Roberto Bacchin) ottennero la salvezza. Analogo risultato si conseguì nel biennio 2012-2013, ancora una volta previo cambio di guida tecnica: a inizio stagione venne infatti chiamato Enrico Bortolas, ma fu Salvatore Mango (subentrato in autunno) a condurre in porto l'obiettivo del mantenimento della categoria - La Stampa, 10 mag 2013. Frattanto, esaurito il ciclo della presidenza Cerutti, la massima carica rossoblù era passata a Fabrizio Leonardi.

La retrocessione in Eccellenza si concretizzò nuovamente al termine del campionato 2013-2014: neanche un doppio cambio di allenatore (il neo-ingaggiato Marco Falsettini si dimise in autunno, facendo spazio al rientrante Mango - La Stampa, 17 ott 2013, poi a sua volta sostituito a febbraio 2014 da Walter Viganò) evitò ai rossoblù il 16º posto nel proprio girone; il successivo pareggio nel playout contro il relegò i cusiani in virtù della peggior posizione in regular season - Eco di Bergamo, 19 mag 2014.

Fu però solo una parentesi: nel 2014-2015 la squadra rossoblù venne ridisegnata dall'ex capitano Alex Casella, ritiratosi dal calcio giocato e nominato direttore sportivo. Affidato in panchina al confermato Walter Viganò e in campo al centravanti Massimiliano Guidetti, il Gozzano dominò l'Eccellenza regionale, vincendo il campionato con 8 turni d'anticipo sulla fine del calendario e assicurandosi anche (per la prima volta in assoluto) la fase regionale di Coppa Italia Dilettanti, risalì prontamente in serie D.

Seguirono due stagioni in crescendo di risultati: il 2015-2016 vide il Gozzano (sempre guidato da Viganò) chiudere il girone A al sesto posto, piazzamento che venne migliorato nel campionato 2016-2017 (previo avvicendamento in panchina tra Viganò e Massimo Gardano - Tuttosport, 3 ott 2016), ove i rossoblù s'attestarono in quarta posizione finale e poi vinsero i play-off del girone contro il blasonato , senza però accedere alla promozione.

Il trend ebbe il suo culmine nel 2017-2018: la squadra cusiana, guidata in panchina da Marco Gaburro, vinse un prolungato duello col e vinse il girone, ottenendo la promozione diretta in Serie C - La Stampa, 6 mag 2018. A seguito di ciò venne ripristinata la storica denominazione sociale Associazione Calcio Gozzano.

La prima stagione tra i professionisti, con la squadra passata sotto la guida di Antonio Soda, si concluse con una tranquilla salvezza nel girone d'appartenenza, divenuta matematica con tre giornate d'anticipo sulla fine della stagione regolare. Data l'indisponibilità dello stadio Alfredo d'Albertas (oggetto di un intervento ristrutturativo), il Gozzano giocò praticamente tutte le proprie gare interne dell'annata e quelle iniziali della successiva allo stadio Silvio Piola di Vercelli, potendo tornare a casa solo a fine 2019.

Proprio la seconda stagione professionistica si rivelò travagliata per i rossoblù, che nell’estate 2019 persero il patron Alberto Allesina, stroncato da una grave malattia: la FAR però confermò il suo appoggio e la presidenza onoraria passò alla vedova Marilena Fornara. Affidati dapprima al tecnico David Sassarini e quindi al rientrante Soda, i cusiani si ritrovarono tuttavia stabilmente a fondo classifica del girone A di Serie C, seppur mai troppo distaccati dalla zona salvezza. Il campionato si interruppe bruscamente a febbraio 2020 a causa dell'epidemia di COVID-19, con 11 turni non ancora disputati; dopo circa quattro mesi di decisioni contrastanti tra FIGC e Lega Italiana Calcio ProfessionisticoNiente promozione col sorteggio. Stop alle retrocessioni in serie D, in La Stampa Novara e Verbania, 8 mag 2020, l'8 giugno il Gozzano venne confermato all’ultimo posto nel girone A (ove si trovava al momento della sospensione) e retrocesso "a tavolino" in Serie D.

Sebbene il Gozzano fosse subito riuscito a vincere il proprio girone di Serie D, la società giudicò troppo oneroso reiscrivere la squadra fra i professionisti. Si decise pertanto di chiedere la riammissione in sovrannumero alla Serie D; nel successivo lustro, le stagioni vennero essenzialmente disputate a metà classifica.

Cronistoria Cronistoria dell'A.S.D. Calcio Gozzano 1920 - Il 1º aprile viene fondato il Club Sportivo Juventus Gozzano. 1921-22 - Vince il torneo di Terza Categoria del Verbano-Cusio-Ossola. 1922-24 - Attività incerta.