Il quartiere Trivigliano (o anche di Porta Santa Maria) è uno dei quartieri storici di Chieti.
È uno dei più grandi e meglio conservati della città storica, situato nell'area più settentrionale del centro, ha forma circolare, ricordo della sua fondazione medievale, abbraccia un colle circolare posto a nord ed è raggiungibile dalla direttrice del corso Marrucino, all'intersezione con via Arniense, scendendo via Toppi e percorrendo via di Porta Pescara o via degli Agostiniani. Gli accessi storici sono la Porta Pescara, di cui si conserva un arco monumentale con orologio, usato come stazione di pagamento del dazio per entrare da via Silvino Oliveri, e poi Porta Santa Maria, demolita nell'Ottocento, la più settentrionale di Chieti, accessibile dall'ex caserma Pierantoni (un tempo convento di Santa Maria).
Storia
Benché siano stati rinvenute tracce di qualche abitazione e reperti conservati nel Museo archeologico La Civitella, si pensa che quest'area del centro non fosse molto popolata, poiché corrispondeva a una periferia dell'antica Teate, insieme al Colle Gallo ed al Piano Sant'Angelo. La necropoli monumentale italica, usata anche dai Longobardi, seguiva la direttrice dell'ex via Ulpia (corso Marrucino nord), e si andava a collegare all'ex Largo del Pozzo, poi piazza Giangabriele Valignani.
Il quartiere si sviluppò nell'epoca dei Longobardi, e poi dei Normanni (XI secolo circa), quando l'area era un piccolo centro fortificato a ridosso del centro antico romano di Teate, il cui fulcro era l'attuale piazza dei Templi Romani. Già alcune abitazioni coloniche erano state edificate tra il V e il VI secolo, durante l'epoca del governo dei Goti, quando fu costruita la chiesetta di Sant'Agata "dei Goti" e il convento di San Pietro, sopra cui nel XVI secolo fu rifatto il convento di Santa Maria (oggi ex caserma Pierantoni).
Tuttavia, come si vede alla Porta Pescara delle mura, il quartiere ebbe un decisivo incremento demografico solo in epoca angioina, nel XIII-XIV secolo. Il primitivo nucleo si raccolse attorno a un monastero-fortezza dedicato a Santa Maria, da cui il nome, edificato probabilmente sopra una vecchia chiesa dedicata a San Pietro. L'antico castello-centro abitato aveva due porte di accesso: Porta Santa Maria inserita più a nord, e la Porta Pescara, perché rivolta verso l'abitato di Aterno a mare, spostata leggermente più a est, e arretrata rispetto all'attuale circonferenza dell'abitato a cerchio. Nel corso dei secoli si andò sempre più espandendo, insieme con altri castelli longobardi, come Piano Sant'Angelo o Porta Sant'Anna, il rione San Giovanni o di Porta Monacisca e il rione Sant'Andrea, fino a diventare, all'epoca di Federico II di Svevia, un unico agglomerato urbano cinto da mura. Le mura che circondavano il quartiere Trivigliano oggi sono in gran parte scomparse o inglobate tra le case, ma si conserva ancora il tratto di Porta Pescara, unica delle 9 porte medievali della città vecchia; l'altro accesso principale, demolito già nel primo '800, era Porta Santa Maria, situata proprio dove si trova l'ex convento dedicato Santa Maria, oggi trasformato nella caserma Pierantoni, durante la militarizzazione della città nella seconda metà del XIX secolo.
Nel corso del XV secolo il quartiere divenne roccaforte della potente famiglia dei Toppi, tra i quali figurò Niccolò Toppi, la quale spesso negli anni successivi si scontrò con le altre signorie feudatarie, e con i Valignani, signori di Chieti. Ancora oggi a testimonianza della presenza di tale casato c'è il Palazzo dei Toppi, con la torre di controllo risalente al Quattrocento. Il quartiere dal XVII secolo in poi subì varie modifiche, specialmente quando alcune case vennero abbattute per costruire sontuosi palazzi gentilizi, come Palazzo Zambra, Palazzo De Pasquale, Palazzo Mezzanotte; tuttavia si sono ancora oggi conservati dei vicoli tipici delle stradicciole medievali, come la costa di Porta Pescara, che è di chiara matrice medievale. Una traversa, chiamata via Santa Lucia, probabilmente portava a una chiesa oggi scomparsa. Nell'800 il quartiere perse la chiesa più importante, il convento di Santa Maria, trasformato in caserma militare, mentre il convento di Sant'Agostino fu soppresso, lasciando solo la chiesa adibita al culto, anche se nella seconda metà del Novecento tornerà alla curia, destinata a sala parrocchiale per organizzazioni varie ecclesiastiche.
Oggi, dopo le modifiche del secondo Ottocento al corso Marrucino, il quartiere Trivigliano è uno dei meglio conservati della città, ed è punto di passaggio della celebre "Processione del Venerdì santo di Chieti".
Descrizione Il quartiere ha una forma cilindrica, in origine cinto da mura di fortificazione, tipico esempio di borgo di incastellamento dei Longobardi. Partendo da est, da via Federico Salomone, ossia la zona del rione Terranova-Porta Sant'Anna, all'altezza dell'ingresso ottocentesco di Porta Pescara la circonvallazione che cinge il quartiere è dedicata a Silvino Olivieri. Dove si trovava l'ingresso medievale è il Largo di Porta Santa Maria, rovinato negli anni '60 dalla costruzione di tre complessi popolari, e da dove la via degli Agostiniano taglia a metà il quartiere in maniera perpendicolare. Su questa via si incontrano la caserma Pierantoni, il fianco della chiesa di Sant'Agostino, la chiesa di San Raffaele e via Toppi, dove si trova il palazzo con la torre, che risale fino all'intersezione di via Arniense con il corso Marrucino, all'altezza del seminario vescovile.
Monumenti
Come il borgo di San Paolo (antico nucleo romano di Teate, posto tra Porta Santa Caterina e l'inizio del quartiere Civitella), nel corso dell'XI secolo venne fondato anche il primitivo abitato di Villa Trivigliano, fuori dal contesto urbanistico della Teate romana. Nelle prime fonti il borgo viene definito "villa" o "castellum", insieme con il vicino borgo di San Giovanni, nei pressi di zona Sant'Anna. Le fonti parlano di un Castellum Tribulianum dai documenti del vescovo di Chieti, mentre nel XII era nominato "Theatinum Urben Trivillianum". Nel XIII secolo era definito "villa", ossia un piccolo borgo rurale che probabilmente fu dotato di un castello, successivamente scomparso, e fusosi con il borgo di Santa Maria, sorto attorno al convento omonimo.Il quartiere attuale è uno dei più grandi della città, e unisce le aree di San Giustino e del corso Marrucino mediante via Arniense. L'asse principale è costituito da via Toppi-via Agostiniani, seguito da via dei Crociferi, via Porta Pescara e Largo Sant'Agata. I monumenti sono: Chiesa di Sant'Agata: è una delle chiese più antiche di Chieti, situata nel cuore del quartiere, costruita nell'VIII secolo e ampliata in un monastero nel XII secolo, successivamente soppresso, di cui una parte è stata trasformata nel Palazzo De Pasquale. Sulla facciata, con profilo gotico a capanna inquadrata da due paraste cuspidate, si apre un portale medievale in pietra a forma ogivale con lunetta e soprastante medaglione.Più in alto si trova un rosone in pietra tinteggiato; la chiesa ha un impianto rettangolare a navata unica con loggia per la cantoria e altari laterali. La volta è a botte lunettata. La decorazione è in paraste con capitelli corinzi che sorreggono una doppia cornice con dentellatura, e inquadrano due altari laterali per ciascuna parete. L'altare maggiore in laterizio e stucchi ha un'edicola tra capitelli corinzi, e mostra una pala raffigurante il Martirio di Sant'Agata (1726), di Donato Teodoro.Gli altri altari sono compresi tra paraste e il sovrastante arco che si sovrappone alla cornice anteriore, e mostrano colonne e timpano spezzato con medaglioni.
Palazzo Toppi - Sanità: il palazzo di raffinata fattura è composto da più fronti realizzati in epoche diverse, e conserva la torre merlata del XIV secolo.Le forme attuali si devono agli interventi realizzati nel Settecento su committenza di Diodato e Agatopo Toppi, da cui il nome. Nella volta dell'androne si conserva un affresco riproducente lo stemma familiare. Da notare, prospiciente il piccolo cortile interno, lo scalone a doppia rampa ornato da colonne doriche e decorazioni in stucco. Palazzo Toro: situato tra largo Santa Maria e la via Agostiniani (civici 42-50), è una struttura ottocentesca in intonaco rosso di gusto neoclassico. Chiesa di San Raffaele: lungo via Agostiniani, faceva parte di un complesso conventuale oggi trasformato in convitto musicale. La piccola chiesa fu eretta nel 1625 con il titolo di "Santa Maria della Pietà". Sulla facciata si fa subito notare l'originale portale in pietra, recentemente restaurato, grazie al contributo della Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti. Esso mostra nelle estremità laterali due originali mascheroni.L'interno si presenta assai rimaneggiato nell'800, e conserva una pregevole statua vestita raffigurante la Madonna con in grembo il Cristo deposto, e la pala d'altare di scuola napoletana del Settecento, raffigurante la Deposizione. L'insieme decorativo di stucchi è risalente invece all'epoca del tardo barocco napoletano.
Palazzo De Pasquale: in Largo Sant'Agata, è stato costruito presso l'antico convento della chiesa, passato nel 1865 dalla famiglia Zambra ai De Pasquale. La facciata lunga e imponente è movimentata dal cornicione e dalle finestre riquadrate. All'interno si trova una delle scale più interessanti della città, formate da due rampe, decorate da colonne ioniche, con ripiano coperti a cupolini.Il salone centrale e gli altri ambienti sono decorati con affreschi di gusto neoclassico.
Palazzo Zambra: fu eretto dal barone Vincenzo Maria Del Monaco nella metà del 1700; quindi passò di proprietà alla famiglia Zambra nel 1817, acquistato da don Ferdinando, allora Camerlengo di Chieti. Dal 1993 è sede della Soprintendenza Archeologica d'Abruzzo. L'edificio si sviluppa nell'interno in vasti saloni con alte volte, dei quali quello di rappresentanza conserva l'affresco dello stemma famigliare. La facciata si presenta imponente, ma allo stesso tempo ben armonizzata nella stretta via degli Agostiniani, con finestre doppiamente incorniciate e portale lapideo decorato con volute a conchiglie.
Ex convento di Santa Maria - Caserma Pierantoni: dalle carte della diocesi, si sa che la chiesa è una delle più antiche di Chieti, costruita sopra una vecchia struttura consacrata a San Pietro. Il nuovo monastero sorse al termine di via Agostiniani nel 1593 per volere dell'arcivescovo Matteo Samminiato. La vecchia chiesa di San Pietro oggi è ancora visibile, adibita a Ufficio Amministrativo statale, mentre l'oratorio di Santa Maria della Pietà, da cui il nome del complesso, è ancora attivo, ha navata unica con volta a botte, vi è custodita una pala d'altare della Deposizione dalla Croce e una Madonna della Pietà lignea del XVIII secolo, di scuola napoletana. Il convento rimase attivo fino alla soppressione nel 1865, quando divenne la Caserma Pierantoni. Quanto la caserma è stata chiusa di recente, i locali dell'ex convento sono stati ripartiti in varie sedi di diverse associazioni, fino alla proposta nel 2017 di trasformare il convento in una Casa dello Studente per gli universitari.La chiesa è ancora riconoscibile al termine di via Agostiniani con via Olivieri, mentre il corpo del convento è legato al moderno parcheggio "Pierantoni", a pianta quadrangolare irregolare.