Divenne universalmente celebre soprattutto grazie al suo romanzo Il buon soldato Sc'vèik, un'infinita collezione di avvenimenti comici legati a un soldato nella prima guerra mondiale. Il romanzo, una feroce satira antimilitarista, pur rimasto incompleto, è stato tradotto in sessanta lingue.
Hašek scrisse inoltre circa 1 500 racconti brevi. Era anche un giornalista dalla vita sregolata e un instancabile burlone. Hašek si prese gioco di tutto e di tutti, compreso se stesso. Non aveva alcun riguardo per lo stile o per le scuole letterarie - considerava la sua opera un lavoro, non un'arte - e scriveva spontaneamente. La sua breve vita ha avuto molti paralleli con un altro praghese suo contemporaneo, lo scrittore boemo di origine ebraica Franz Kafka (1883–1924).
Vita e opere
Hašek nacque a Praga, in Boemia, allora facente parte dell'Impero austro-ungarico, figlio di Josef Hašek, un supplente di matematica delle scuole superiori, e di sua moglie Kateřina. La povertà costrinse la famiglia, con tre bambini - l'altro figlio Bohuslav, di tre anni più giovane di Jaroslav, e la cugina orfana Maria - a traslocare spesso, almeno quindici volte. Non ebbe mai una vera casa e questa vita di vagabondaggi lo segnò profondamente.
Quando aveva tredici anni il padre morì e sua madre non riuscì ad allevarlo con fermezza. Abbandonò gli studi ginnasiali all'età di 15 anni per diventare un commesso di drogheria, ma nonostante tutto riuscì a prendere un diploma in economia e commercio. Lavorò per poco come funzionario alla banca Slavie – analogamente al suo coetaneo praghese Franz Kafka che lavorava in una società di assicurazioni - e fu anche commerciante di cani, ma preferì l'emancipata professione di scrittore e giornalista.
Improvvisava a getto continuo racconti per varie riviste, firmandoli anche con pseudonimi. Aveva una grandissima facilità di scrittura, perfino in mezzo al chiasso delle taverne, delle quali era un cliente affezionato. Collaborava con un giornale di destra e contemporaneamente polemizzava duramente con se stesso dalle pagine di un giornale di sinistra.
Nel 1906 si unì al movimento anarchico, avendo già preso parte da studente nel 1897 alle rivolte antitedesche a Praga. Tenne regolari conferenze a gruppi di lavoratori proletari e nel 1907 divenne il direttore del giornale anarchico Komuna. Essendo ben noto alla polizia ed i suoi movimenti sorvegliati, venne arrestato e imprigionato con una certa frequenza; i suoi reati comprendevano episodi di vandalismo ed un caso di aggressione a un funzionario di polizia, che gli valse un mese di prigione.
Assieme a Josef Lada fondò un improbabile dadaistico partito politico, il "Partito del progresso moderato nei limiti della legge", il cui programma prevedeva un assoluto lealismo, dal sapore beffardo ed alle elezioni raccolse solamente qualche decina di voti.
Hašek conobbe Jarmila Mayerová nel 1907, di cui si innamorò pazzamente. Tuttavia, a causa della sua condotta e del suo stile di vita, i genitori di lei non lo ritenevano un buon partito per la propria figlia. In risposta a ciò, Hašek tentò di allontanarsi dal movimento anarchico e ottenne un lavoro stabile come scrittore. Quando fu arrestato per aver vilipeso una bandiera a Praga, i genitori della Mayerová la trasferirono in campagna, nella speranza che ciò ponesse fine alla loro relazione. Ma se il trasloco non riuscì a troncare il legame, ebbe però successo nel provocare il ritiro definitivo di Hašek dal movimento anarchico e nel farlo concentrare di nuovo sulla scrittura.
Nel 1909 gli furono pubblicati sessantaquattro racconti brevi, più del doppio di qualsiasi anno precedente, e venne anche nominato direttore del giornale Svět zvířat (Il mondo degli animali). Il suo lavoro pero' non durò a lungo: venne licenziato per aver pubblicato articoli su animali immaginari facenti parte di un suo stravagante bestiario e fu fatto oggetto di lettere di protesta.
Nel 1910 sposò Jarmila Mayerová in quello che era destinato a dimostrarsi un infelice matrimonio, che durò poco più di tre anni. La Mayerová tornò dai suoi genitori nel 1913 dopo che egli venne smascherato nel tentativo di simulare la propria morte. Allo scoppio della prima guerra mondiale fu chiamato alle armi. Dalle persone incontrate durante l'esperienza militare trarrà ispirazione per molti dei personaggi dello Švejk. Non combatté a lungo al fronte, poiché venne fatto prigioniero dai russi nel 1915. Ebbe una vita relativamente facile nei campi di concentramento russi, dove i cechi erano spesso trattati con più severità rispetto agli altri prigionieri, giacché venne assegnato al comandante del campo quale segretario. Gli fu consentito di lasciare il campo nel 1916 per entrare nell'appena formata legione cecoslovacca in qualità di scrittore di propaganda.
Dopo la Rivoluzione Russa rimase in Russia come membro del partito bolscevico e durante questo periodo si risposò con Aleksandra L'vova (sebbene fosse ancora ufficialmente sposato con Jarmila). A Irkutsk dirigeva tre riviste, in tedesco, in ungherese e in burjato-mongolo e ne stava preparando una quarta in cinese. Nel 1919 ritornò a Praga nella speranza di riuscire a finire Il bravo soldato Švejk. Ma, bollato nella città natale come traditore e bigamo, scoprì che la sua presenza non era affatto gradita e fatico' per trovare un editore per i propri scritti.
Prima della guerra, nel 1912, aveva pubblicato il libro Il bravo soldato Švejk e altre strane storie (Dobrý voják Švejk a jiné podivné historky) nella quale apparve per la prima volta la figura del bravo soldato. Ma fu solamente dopo la guerra che nel suo famoso romanzo il personaggio Švejk divenne un prototipo di sancta simplicitas, un bonario idiota che scherzava sulla guerra come se si trattasse d'una rissa da taverna.
Negli ultimi anni di vita Hašek, oltre che a essere in sovrappeso, era spesso ammalato. Non scriveva più, ma dettava i capitoli del romanzo dalla sua camera da letto nel villaggio boemo di Lipnice, dove morì inaspettatamente nel 1923, non ancora quarantenne, a causa di una tubercolosi contratta durante la guerra.
Eredità Sin dalla sua morte, tutti i racconti brevi di Hašek sono stati raccolti e pubblicati in lingua ceca. Per decenni, sino al 2000, si è tenuto a Lipnice un Festival di umorismo e satira "Haškova Lipnice" Jaroslav Hašek è anche il nome dato a un collegamento ferroviario EuroCity delle ferrovie ceche České dráhy, che collega Budapest a Praga.
Opere Il buon soldato Sc'vèik. Nelle retrovie. Al fronte, 2 volumi, tradotto da Bruno Meriggi e Renato Poggioli, con illustrazioni originali di Josef Lada, Milano, Feltrinelli, 1971 (1ª ed.) Švejk contro l'Italia (Racconti 1904-1923), traduzione e postfazione di Sergio Corduas, Milano, Garzanti grandi libri, 1975 (1ª ed.) Compagno Hasek, comandante della città di Bugul'ma, Palermo, Sellerio, 2001. Racconti, traduz. e postfaz. di Sergio Corduas, Cronologia di Laura Manzardo, Milano, Mondadori Oscar grandi classici, 2006 (1ª ed.) La casa felice - Il praticante Zemla - La pietra della vita - Racconto sul ritratto dell'imperatore Francesco Giuseppe I, Asti, Librarsi-Araba Fenice, 1999. Il peccato del parroco Andrea, Milano, Nuova Accademia, 1965, con una nota di A.M. Ripellino. Lo sciopero dei malviventi e altri racconti, Roma, Lucarini, 1989 a cura di D. Massimi, con prefaz. di Eduard Goldstücker Il mio commercio di cani – il mondo degli animali, Reggio Emilia, Miraviglia editore, 2008 Storia del partito del progresso moderato nei limiti di legge, Sugaman Via Alba 49 12100 Cuneo, 2012 Traduzione e cura di Sergio Corduas
Bibliografia Angelo Maria Ripellino, Praga magica, Torino, Einaudi, 1973
Voci correlate
2734 Hašek Il buon soldato Sc'vèik Josef Lada (illustratore) Vlastimil Košvanec (pittore) Storia del porco Saverio
Altri progetti
Collegamenti esterni
da Jaroslav Hašek, Guida la Nulla da Racconti, a cura di Sergio Corduas, Mondadori, Milano, 2006, pp. 421–425.
Categoria:Anarchici cechi