Il Mil Mi-24 (, nome in codice NATO: Hind) è un elicottero d'attacco e da trasporto truppe, di fabbricazione sovietica prima e russa poi, sviluppato dall'OKB Mil negli anni sessanta a partire dal Mil Mi-8 ed entrato in servizio presso le Forze armate sovietiche nel 1972.

Progettato per missioni di scorta, ricognizione, supporto aereo e contro-carro è in grado di trasportare fino ad 8 uomini equipaggiati, capacità che gli è valso il nome di AIFV, ossia corazzato da trasporto truppe volante. Caratterizzato da un'elevata potenza di fuoco ed una pesante corazzatura, con una fusoliera in grado di resistere a colpi da 12,7 mm, si contraddistingue per la forma dei cupolini degli abitacoli e per la singolare disposizione, per un elicottero da trasporto, di pilota e cannoniere.

Prodotto in più di 2.000 esemplari, ha riscosso un notevole successo commerciale ed è tuttora uno dei velivoli più diffusi tra le forze armate dei Paesi ex-URSS nonché quelli in via di sviluppo ed è stato impiegato in numerosi conflitti regionali e non, il primo dei quali fu la guerra dell'Ogaden.

È stato aggiornato in numerose versioni sin dall'entrata in servizio. la più recente è la Mi-35P prodotta in serie da Russian Helicopters a partire da agosto 2020.

Sviluppo Lo sviluppo del Mil Mi 24 iniziò all'incirca contemporaneamente a quello della controparte occidentale, il Bell AH-1 Cobra, alla metà degli anni sessanta, quando entrambi gli schieramenti compresero la necessità di disporre di elicotteri da combattimento pesanti, capaci di infliggere gravi danni al nemico e di operare nel ruolo di "Gunship". Tuttavia l'approccio al problema del capo designer della Mil Michail Leont'evič Mil' fu radicalmente diverso da quello dei progettisti americani. Mentre questi ultimi svilupparono un velivolo di dimensioni ridotte, il cui unico compito era quello di garantire il fuoco di copertura, l'industria sovietica si concentrò sulla produzione di un velivolo capace di svolgere anche il ruolo di trasporto delle truppe d'assalto e di dimensioni decisamente maggiori rispetto a quelle del Bell AH-1 Cobra. La base per la progettazione del nuovo elicottero fu data dal Mil Mi-8, che era essenzialmente un elicottero da trasporto con capacità marginali di effettuare degli attacchi.

Apparve quindi subito necessario effettuare modifiche radicali al velivolo affinché potesse assolvere i ruoli previsti. Come prima cosa furono aggiunte delle ali, ai lati della fusoliera, che avrebbero dovuto solamente garantire dei punti di appoggio per le armi, ma che si rivelarono in un secondo momento, con l'esperienza accumulata con il Mil Mi-6, un'aggiunta preziosa per migliorare le caratteristiche aerodinamiche e la capacità di carico. Il vano di carico fu quindi adattato al nuovo tipo di impiego. Le dimensioni vennero notevolmente ridotte rispetto al Mil Mi-8 e il portellone posteriore di accesso al vano di carico fu sostituito da due porte laterali. Il vano di carico del Mi-24 poteva ospitare otto soldati equipaggiati o tre soldati feriti in barella. La Mil propose quindi il prototipo del nuovo Mil Mi 24 in due versioni, entrambe dotate del motore a turbina di nuova generazione Isotov capace di erogare 1700 CV sull'albero: un modello da sette tonnellate con un unico motore a turbina e uno da dieci tonnellate con due motori a turbina.

Anche se il modello monomotore non andò mai in produzione, la Mil lo aveva proposto per vincere, con un modello più economico, la concorrenza della rivale Kamov che aveva presentato una versione modificata del Kamov Ka-25, già in servizio con la Marina militare sovietica.

Alla fine la scelta cadde su Mi-24 bimotore e il 6 maggio 1968 il Politburo autorizzò la costruzione dei primi prototipi. Nell'agosto dello stesso anno era pronto un simulacro, a cui fu dato il nome in codice di Giallo 24. Il 15 settembre 1969 fu pronto il primo prototipo e quattro giorni più tardi fu effettuato il primo volo. Con dei prototipi costruiti successivamente furono continuati i test di volo per altri 18 mesi, prima che ne fosse avviata la produzione in serie verso la fine del 1971.

Caratteristiche Per la sua pesante corazzatura, i piloti sovietici lo hanno definito a suo tempo "carro armato volante". Ciò nonostante, mentre la cabina resiste anche a colpi calibro 12,7 mm, il rotore di coda è vulnerabile alle armi da fuoco, e gli ugelli di scarico non protetti posti ai due lati della fusoliera immediatamente sotto il rotore lo rendono un facile bersaglio per i missili a guida termica come gli Stinger.

Costretto dalla motoristica e dalla mole a volare a quote medie, era un facile bersaglio per missili anti-aerei a ricerca termica.

Uso in combattimento

Durante la guerra fredda erano considerati con timore dalla NATO: infatti un gran numero di queste "cannoniere volanti" (altro nomignolo oltre al russo "Gorbach", "il Gobbo") vennero schierate nel settore europeo. Furono impiegati attivamente e con ottimi risultati nella guerra Iran-Iraq, dai libici nel conflitto in Ciad, dai siriani in Libano contro gli israeliani. Nelle prime versioni il Mil Mi 24 (battezzato in codice NATO Hind che vuol dire "cerva") presentava una carlinga differente con abitacolo unico per i tre uomini di equipaggio (pilota, puntatore e motorista). In seguito venne adottata la soluzione con pilota e puntatore su posti in tandem sotto cupole separate e il rotore di coda venne spostato dal lato destro al lato sinistro (Per l'abitacolo in tandem e le sue enormi dimensioni, le truppe sovietiche soprannominarono "coccodrillo" il Mi-24D).

Guerra afghana Nonostante il Mil Mi-24 Hind fosse già stato impiegato in conflitti prima dell'invasione dell'Afghanistan nel 1979, la campagna afghana diede la prima vera possibilità ai piloti russi di poter valutare questo apparecchio in uno scenario realistico. Dopo qualche difficoltà iniziale a causa della strategia errata adottata dai piloti, che volavano a bassa quota sugli altopiani afghani, dove il velivolo risentiva delle prestazioni inferiori provocate dall'alta quota e dal clima torrido, subendo alcune perdite, cambiarono il loro approccio. Il Mil Mi-24 non era adatto al volo radente, troppo pesante e troppo ingombrante rischiava di schiantarsi nelle strette gole montagnose, ma poteva bensì sorvolare ripetutamente il campo di battaglia attaccando con il pesante armamento di cui era dotato. I piloti russi iniziarono quindi ad effettuare attacchi simili a quelli che poteva eseguire un aereo, sorvolando il campo di battaglia a più riprese e sfruttando l'elevata velocità di crociera del velivolo. Fu allora che si rese necessario sostituire la mitragliatrice direzionabile a canne rotanti da 12 mm con un'arma più pesante. Dal momento che l'elicottero non rimaneva più in hovering per sferrare gli attacchi ma sorvolava il bersaglio ripetutamente, la mitragliatrice montata sotto il muso fu sostituita da due mitragliatrici pesanti da 30 mm fisse sul lato destro della fusoliera.

Uno dei problemi maggiori emerse quando americani e inglesi iniziarono a rifornire i ribelli con missili Stinger a guida termica. L'elevata potenza dei motori aveva come conseguenza l'emissione di una grande quantità di calore. A ciò si aggiunse il fatto che le prime versioni impiegate in Afghanistan non erano dotate di sistemi per sopprimere le radiazioni infrarosse. Il risultato fu che questi enormi apparecchi erano facili bersagli e molti andarono persi. Quando successivamente si dotarono gli elicotteri di sistemi per la soppressione dell'emissione infrarossa, che altro non erano se non miscelatori di aria che mescolavano l'aria fredda esterna con il getto caldo che usciva dalle turbine, le perdite si ridussero, ma rimasero comunque elevate, visto anche l'alto numero di missili che l'occidente fornì ai guerriglieri.

Un numero considerevole di Mil Mi-24 fu poi anche impiegato nei dintorni dell'aeroporto di Kabul per proteggere gli aerei da trasporto che atterravano e decollavano. Prima di ogni atterraggio e decollo, gli elicotteri sorvolavano la zona intorno all'aeroporto alla ricerca di possibili ribelli armati di missili Stinger. Durante la fase di decollo del velivolo da trasporto gli elicotteri lanciavano flares per ingannare un eventuale missile che era stato lanciato contro il velivolo in fase di decollo. Se necessario il pilota per proteggere il velivolo aveva anche ricevuto l'ordine di mettersi sulla linea di fuoco nemica, affinché venisse colpito il suo elicottero al posto del velivolo da trasporto. A causa di questo ordine, le unità assegnate alla protezione dell'aeroporto di Kabul avevano anche ricevuto il soprannome di unità Matrosov, in ricordo dell'eroe sovietico della seconda guerra mondiale, che si pose sulla linea di fuoco di una mitragliatrice tedesca per proteggere l'avanzata dei suoi commilitoni.

Complessivamente si può però dire che questo apparecchio ha dato buona prova di sé, anche grazie alla sua pesante corazza che in più di una occasione ha salvato l'equipaggio e al suo pesante armamento. Nonostante potesse trasportare otto soldati armati, ci si rese conto che operare con soldati a bordo non risultava particolarmente vantaggioso. Per l'equipaggio era solamente un fattore di distrazione in più, mentre l'apparecchio risultava più pesante e meno manovrabile. Si preferì quindi ricorrere all'aiuto degli Mil Mi-8 che trasportavano la fanteria mentre i Mil Mi-24 fornivano la potenza di fuoco necessaria per proteggere gli altri elicotteri. Il vano di carico, che rimase quindi libero, fu occupato da un terzo membro dell'equipaggio che, dotato di due mitragliatrici su entrambi i lati, andava ad aumentare la già imponente potenza di fuoco di questo elicottero, permettendo all'apparecchio di attaccare anche obiettivi che si trovassero ai suoi lati.

Tuttavia, le dimensioni più che ingombranti del velivolo ostruivano quasi completamente la visione posteriore del pilota. Per rimediare a questo difetto vennero proposte varie soluzioni: l'apertura di un portellone sul retro, ad esempio, si rivelò pressoché controproducente, dal momento che la polvere e i fumi in uscita dalle turbine venivano risucchiati durante il volo all'interno del vano di carico. L'elicottero venne dunque dotato di specchietti retrovisori.

Guerra Iran-Iraq

Il Mil Mi-24 fu anche impiegato nella guerra tra Iran e Iraq dalle Forze armate irachene. Ancora una volta la sua corazza resistente e il suo armamento pesante risultarono indispensabili per contrastare le forze armate iraniane. Ciò nonostante gli Hind iracheni non si dimostrarono particolarmente efficaci nei confronti di veicoli corazzati. Armati solamente con dei vetusti missili 9M17 Skorpion non furono in grado di contrastare in modo efficace le forze armate iraniane. Gli iracheni svilupparono quindi una nuova tattica d'attacco, attaccando le colonne corazzate con Mil Mi-24 che tenevano occupate le difese aeree e con degli Aérospatiale Gazelle francesi, armati di missili Tow, potevano arrecare gravi danni ai veicoli corazzati iraniani.

Durante questo conflitto ci furono anche numerosi scontri tra gli AH-1J Sea Cobra iraniani e i Mil Mi-24 iracheni. Complessivamente durante il conflitto andarono persi 6 Mil Mi-24 iracheni, mentre gli iraniani persero 10 AH-1J Sea Cobra. Nonostante i numerosi scontri verificatesi fra i due elicotteri, le perdite modeste da entrambi i lati non permettono di trarre conclusioni su quale dei due velivoli fosse superiore.

Operazione Mount Hope III