La dottrina Ždanov (), nota anche ždanovismo o ždanovščina fu una linea guida politico-culturale sviluppata a partire dal 1946 da Andrej Ždanov, all'epoca segretario del Comitato Centrale del PCUS. Secondo Ždanov il mondo era diviso in due campi: quello cosiddetto «imperialista» facente capo agli Stati Uniti, e quello autodefinito «democratico» guidato dall'URSS..

Il pensiero centrale della dottrina era sintetizzato dalla frase: «L'unico conflitto possibile nella cultura sovietica è quello tra il buono e il migliore». Quando lo ždanovismo prese piede su larga scala, artisti, scrittori e membri dellintelligencija dovettero conformarsi alla linea del partito nelle loro opere creative. Sotto questa politica, gli artisti che non riuscirono a soddisfare le richieste e i requisiti del governo rischiavano la persecuzione. Tale politica fu gradualmente superata a seguito della destalinizzazione dell'URSS sotto Nikita Chruščëv..

Storia La risoluzione del 1946 del Comitato Centrale fu diretta contro due riviste letterarie, Zvezda e Leningrad, che avevano pubblicato delle opere considerate apolitiche, "borghesi" e individualistiche dell'autore satirico Michail Zoščenko e della poetessa Anna Achmatova.

Precedentemente, alcuni critici e storici della letteratura furono denunciati per aver asserito che i classici russi fossero stati influenzati da Jean-Jacques Rousseau, Molière, Lord Byron o Charles Dickens. Nello ždanovismo vi era una campagna contro il "cosmopolitismo" e contro l'emulazione di modelli stranieri, mentre venivano enfatizzate conquiste russe e sovietiche.

Un decreto successivo sulla musica fu emanato il 20 febbraio 1948, "Sull'opera Velikaja družba di Muradeli", e segnò l'inizio della cosiddetta "campagna anti-formalista", dove il termine "formalismo" si riferiva all'arte realizzata per il solo interesse artistico e priva di uno scopo sociale o politico. Riguardante principalmente l'opera di Vano Muradeli, il decreto portò ad una campagna di critica e persecuzione contro molti dei compositori sovietici più importanti, come Dmitrij Šostakovič, Sergej Prokof'ev, Aram Chačaturjan e Dmitrij Klebanov, per sospetta composizione di musica "ermetica" e abuso della dissonanza.. Il decreto fu seguito ad aprile da un congresso speciale dell'Unione dei compositori, dove molti tra quelli attaccati furono costretti a pentirsi pubblicamente. Šostakovič fece una satira di tale campagna nell'opera Il piccolo paradiso anti-formalista. I compositori condannati furono formalmente riabilitati da un decreto emanato il 28 maggio 1958.

Note

Bibliografia

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