La teologia di papa Pio XII fu la visione teologica proposta dal pontefice nel corso del suo pontificato, riflessa nelle sue quarantuno encicliche, oltre ai discorsi pubblici ed ai quasi 1000 messaggi, durante i suoi quasi 20 anni di pontificato. Le encicliche Mystici Corporis e Mediator Dei hanno fatto meglio comprendere il ruolo di partecipazione dei fedeli alla vita della Chiesa. L'enciclica Divino Afflante Spiritu ha aperto le porte a nuovi studi storico-critici sul testo della Bibbia. Nei numerosi discorsi i suoi insegnamenti in materia di fede hanno toccato vari aspetti della vita dell'uomo, dall'educazione alla medicina, dalla politica alla guerra e alla pace, sino alle vite dei santi, di Maria nonché dell'eterno e del temporale.
L'unità della società umana
Affrontando i problemi del razzismo e dell'antisemitismo comparsi dal 1939, Pio XII disse:
Nella prima delle sue encicliche, Summi Pontificatus, Pio XII ha sviluppato il tema principale del suo pontificato. Il cristianesimo è universale e per questo si oppone per sua natura alle ostilità o ai tentativi di superiorità razziali o nazionali. Egli riprese questo tema anche in altre encicliche come Mystici Corporis e Mediator Dei, e in numerosi discorsi e messaggi. Egli sosteneva che non vi fossero differenze razziali perché la razza umana forma un'unità, "dall'unico antenato [Dio] che ha creato tutte le nazioni che abitano la Terra".
Nazioni che, malgrado una differenza di sviluppo dovuta alle differenti condizioni di vita e di cultura, non sono destinate a rompere l'unità della razza umana, ma piuttosto ad arricchirla ed abbellirla condividendo i loro doni peculiari in un interscambio reciproco.Pio XII, Enc. Summi Pontificatus, 4 Tutte le razze, l'intera razza umana, tutti sono amati da Cristo senza eccezioni o esclusioni. Le differenze nelle nazionalità e nella razza non importano. L'amore vero significa amore per tutti, se sono cattolici, cristiani o non cristiani.Enc. Summi Pontificatus; AAS 31 (1939), p. 413
La Chiesa come corpo mistico di Cristo
"Se dovessimo definire e descrivere la Chiesa di Gesù Cristo – che è una, santa, cattolica, apostolica e romanaConcilium Vaticanum, Constitutio de Ecclesia. Cf. ibidem, Constitutio de fide catholica, c. 1. – non troveremmo nulla di più nobile, di più sublime o più divino che l'espressione "il corpo mistico di Cristo" – un'espressione che fiorisce ed è essa stessa l'insegnamento ripetuto dalle Sacre Scritture e dai Santi Padri".Pio XII, Enc. Enc. Mystici Corporis, 13.
La Chiesa è chiamata ad essere corpo in quanto entità vivente, ed è corpo di Cristo in quanto Cristo è il suo capo e fondatore; la Chiesa è definibile corpo mistico perché non è né solo fisica né solo spirituale, ma supernazionale.AAS 35 (1943), p. 193 Pio XII ha portato avanti uno sviluppo della teologia negli anni '20 e '30 in Italia, Francia, Germania e Inghilterra, improntandolo a riscoprire l'antico concetto paolino di corpo mistico di Cristo.Sergio de Marchi, La Cristologia in Italia 1930–1990, Piemme, 1994; P. Parente, De Verbo Incarnato, 1933; Hofmann, Der Kirchenbegriff des hl. Augustinus, München, 1933; H. Käppeli, Zur Lehre des hl. Thomans von Aquin vom Corpus Christi Mysticum, Freiburg, 1931; E. Mersch, Le Corps Mystique du Christ 2 Vol. Paris, 1936; A E Rawloson, Corpus Christi Mysticum, Berlin, 1931; Robinson, H Wheeler, The Cross of the Servant, London, 1926 Pio XII ha utilizzato queste nuove scoperte teologiche ed autorevolmente ha dato loro una direzione, come documentato dall'opera del gesuita olandese Sebastian Tromp.Sebastian Tromp, Annotations ad enc MC, Periodica 32, 1943, pp. 377-401.
La Chiesa possiede due aspetti, uno visibile e uno invisibile. La piena appartenenza a queste due vite rende la rappresentazione di Cristo. La relazione della fede con Cristo è mistica, non fisica. I fedeli, attraverso la loro fede e il loro amore, sono uniti a Cristo nella Chiesa. Cristo ama e vive nella fede. Cristo e la Chiesa costituiscono l'intero corpo della Chiesa stessa, che vive tramite lo Spirito Santo. Ogni fedele è guidato dallo Spirito Santo che è anch'esso un aspetto fondamentale e costituente del corpo di Cristo. L'unificazione con Cristo ha luogo nell'Eucaristia. Nella Chiesa, non vi sono elementi attivi e passivi, capi e popolo. Tutti i membri della Chiesa sono chiamati a collaborare alla perfezione del corpo di Cristo.Pio XII, Enc. Enc. Mystici Corporis
I credenti laici sono in prima linea nella vita della Chiesa; per loro la Chiesa è l'anima della società umana. Essi hanno una coscienza chiara non solo di appartenere alla Chiesa, ma di essere la Chiesa, sia detto, la comunità dei fedeli sulla Terra sotto la guida del papa, capo comune, e dei vescovi in comunione con lui. Noi siamo la Chiesa.Pio XII, Discorso del 20 febbraio 1946, AAS 38 (1946), p. 149; cit. da Giovanni Paolo II, CL 9.
Riforme della liturgia
Nella sua enciclica Mediator Dei, papa Pio collega la liturgia con l'ultima volontà di Cristo.
"Ma è la Sua volontà, che le cose che Egli ha insegnato e praticato nel corso della Sua vita sulla Terra siano continuate anche dopo di Lui, senza interruzione. Egli non ha lascito nessuno orfano. Egli continua ad offrirci il supporto della Sua potenza, la Sua intercessione senza fine, agendo come nostro "avvocato presso il Padre." Egli ci aiuta attraverso la Sua Chiesa, dove Egli è presente in maniera ineffabile lungo tutta la sua storia: attraverso la Chiesa Egli ha costituito "la colonna della verità" e dispensa la grazia, e col Suo sacrificio sulla croce, l'ha fondata, consacrata e confermata per sempre."Mediator Dei, 18, AAS 39 (1947)
La Chiesa ha quindi, secondo Pio XII, un'anima comune a Cristo stesso, insegnando a tutti gli uomini la verità e offrendo a Dio un sacrificio a lui gradito. In questo modo, la Chiesa ristabilisce l'unità tra il Creatore e le sue creature, unità che cancella stranieri e fa tutti cittadini di Cristo.Mediator Dei, 19, AAS 39 (1947) Il sacrificio dell'altare, in quanto azione di Cristo, consente di ottenere grazie divine da Cristo ai membri del suo corpo mistico.Mediator Dei, 31, AAS 39 (1947)
La liturgia richiede la partecipazione alla fede. Pio XII riteneva che le pratiche di devozione interiore e privata durante la Santa Messa fossero superflue in un momento di necessaria comunità, non facendo altro che separare il fedele "dal sacrificio dell'altare e dall'energia vitale che scorre dal capo sino alle sue estremità". La fede del cattolico offre a Dio un duplice effetto: professione della fede cattolica e continuo esercizio di speranza e carità. L'intera liturgia quindi contiene la fede cattolica.Mediator Dei, 47, AAS 39 (1947)
Le numerose riforme liturgiche di Pio XII hanno mostrato due caratteristiche principali ricorrenti: il rinnovo e la riscoperta delle antiche tradizioni (come la ) all'insegna di un'atmosfera più strutturata nella Chiesa. L'uso del linguaggio vernacolare, accettato in certi casi da papa Pio XII, venne pesantemente dibattuto a suo tempo. . Dopo la proclamazione del Dogma dell'Assunzione, venne introdotta una nuova formula di messa per la festività del 15 agosto, affidandone la redazione alla Sacra Congregazione dei Riti, che aveva giurisdizione sui riti cattolici e sulle cerimonie della Chiesa latina, come la Santa Messa, le funzioni sacre ed il culto divino.
Stabilì che la collocazione del Santissimo Sacramento nelle chiese dovesse essere sempre presso l'altare maggiore, al centro della Chiesa.AAS 49 (1957), p. 425 Stabilì inoltre che le chiese potessero essere ornate di oggetti religiosi, ma non in maniera sovrabbondante. Prescrisse inoltre che la moderna arte sacra dovesse essere riverente nei confronti della religione e nel contempo riflettere lo spirito del suo tempo.AAS 44 (1952), pp. 542-546 e a loro venne data anche la possibilità di officiare anche la cresima in particolari circostanze.AAS 38 (1946), pp. 349-354
Sacre Scritture Nel 1893, papa Leone XIII con l'enciclica Providentissimus Deus diede le istruzioni per la ricerca biblica. Cinquant'anni dopo, Pio XII esplicitò i progressi fatti in materia. Nella sua enciclica Divino Afflante Spiritu, pubblicata nel 1943Divino Afflante Spiritu; AAS 35 (1943), p. 297 il pontefice incoraggiò i teologi cristiani a rivisitare la versione originale della Bibbia in greco ed in ebraico. Sulla base delle ultime scoperte archeologiche, la nuova enciclica di Pio XII rivedeva completamente quella di Leone XIII, la quale si limitava solo a tornare al testo delle origini e a risolvere le ambiguità presenti nella Vulgata latina. Le richieste della nuova enciclica erano quelle di comprendere al meglio la storia e le tradizioni ebraiche antiche. Essa richiedeva inoltre ai vescovi di tutto il mondo di iniziare a compiere studi sulla Bibbia in favore del popolo di Cristo loro affidato. Il pontefice chiese inoltre a tutti i sacerdoti di riorientare i loro insegnamenti nei sermoni e nelle istruzioni religiose a una rilettura delle Sacre Scritture.Divino Afflante Spiritu; AAS 35 (1943), p. 305
Mariologia e il Dogma dell'Assunzione
Il dogma del 1854 sull'Immacolata Concezione di Pio IX aveva definito la Vergine come concepita senza peccato originale, in quanto madre di Dio e nostra madre. Papa Pio XII ha ripreso questo tema nella sua enciclica Mystici Corporis, che ha riassunto anche la sua mariologia: Maria, la cui anima senza peccato venne riempita dello Spirito divino di Gesù Cristo più di tutte le altre anime, «in nome dell'intera razza umana» ha dato il consenso «per un matrimonio spirituale tra il Figlio di Dio e l'umana natura», elevando pertanto la natura umana oltre il regno del puro materiale. Ella, che secondo la carne fu madre del Capo della chiesa, è divenuta così madre di tutti noi in quanto membri del Corpo di Cristo nella Chiesa. Attraverso le sue potenti preghiere, ella ha ottenuto che lo spirito del Divino Redentore si posasse sulla Chiesa e sui suoi primi membri il giorno di Pentecoste.Pio XII, Enc. Mystici Corporis, 110 Secondo Pio XII, dunque, la Madonna regna in Cielo col Figlio e il suo corpo e la sua anima rifulgono di gloria divina.
Il 1º novembre 1950, papa Pio XII ha definito il dogma dell'Assunzione:
"Per autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei Beati Apostoli Pietro e Paolo e per nostra propria autorità, pronunciamo, dichiariamo e definiamo un dogma rivelato divinamente: che l'Immacolata Madre di Dio, la sempre Vergine Maria, ha completato il corso della sua vita terrena ed è stata assunta anima e corpo nella gloria del Paradiso."AAS 42 (1950), p. 753
Il dogma dell'assunzione corporea della Vergine Maria è la coronazione della teologia di papa Pio XII. Questo venne preceduto nel 1946 dall'enciclica Deiparae Virginis Mariae, che richiedeva a tutti i vescovi cattolici di esprimere la loro opinione su una possibile dogmatizzazione del concetto. La frase "ha completato il corso della sua vita terrena ", ha comunque lasciata aperta la questione se la Vergine Maria sia morta prima della sua Assunzione o se invece sia stata assunta in Cielo prima della sua morte. L'Assunzione di Maria fu un dono divino concesso a Maria in quanto madre di Dio. Dal momento che anche Maria ha completato il suo percorso di vita essa è d'esempio per l'intera razza umana, e la prospettiva di questo dono è offerta a ogni componente della razza umana.