Questa voce illustra la storia dell'architettura abruzzese della prima metà del Novecento, dagli anni Dieci del Novecento sino agli anni Quaranta, con particolare riferimento al periodo del regime fascista. In questi decenni si susseguirono gli stili dell'Eclettismo, del Liberty, del Moresco, del Revival gotico e dell'Arte Littoria.
Eclettismo abruzzese (anni 1910-1920)
Questo "eclettismo abruzzese" fa riferimento all'adozione di diversi stili architettonici, tra cui il Liberty, il neogotico, lo Jugendstil, il moresco e il neorinascimentale, impiegati sia nel restauro di chiese sia nella costruzione di nuovi palazzi e ville private.
Si tratta del primo movimento in cui committenti privati e architetti danno libero spazio all'affermazione della propria identità, rompendo gli schemi rigidi delle correnti artistiche precedenti, come l'architettura barocca, la romanica, la medievale e il neoclassico.
Nell'area compresa tra Chieti e Pescara, gli architetti Antonino Liberi, Camillo De Cecco e Vicentino Michetti furono protagonisti attivi di un movimento culturale, sviluppatosi negli anni Ottanta dell'Ottocento, volto alla reinterpretazione e alla valorizzazione della cultura popolare e tradizionale abruzzese, in particolare a Francavilla al Mare e nella stessa Pescara, con il Cenacolo del Michetti nel Conventino.
Ne sono esempio l'uso di decorazioni floreali e naturalistiche presenti nei cornicioni dei palazzi, come quelli di Sulmona in via Vittorio Veneto, nel Palazzo Muzii-Castelli di Vincenzo Pilotti a Teramo, nel palazzo Sirena di Antonino Liberi del 1888 e negli alberghi storici di Francavilla al Mare. Nel periodo del monumentalismo fascista, queste decorazioni allegoriche furono utilizzate da Vincenzo Pilotti a fini propagandistici, per adornare il cornicione del Palazzo del Governo di Pescara, raffigurante sia i simboli della natura sia quelli dei mestieri della neonata provincia.
Tale principio di affermazione identitaria non venne abbandonato nel periodo dello sperimentalismo eclettico, né durante il pieno regime dell'arte littoria. L'architettura littoria razionalista fu maggiormente rappresentata in Abruzzo da Vincenzo Pilotti, con evidenti richiami al classicismo greco, fatta eccezione per alcuni palazzi a L'Aquila progettati da architetti romani, come la sede dell'INPS in corso Federico II e l'INAIL in corso Vittorio Emanuele.
Il marchigiano partì da una base eclettico classicista, come nel caso del Palazzo Muzii-Castelli di Teramo sul corso Cerulli, quando nel 1926 fu istituito il comune unito di Pescara e la sua provincia, contribuendo a rinnovare l'architettura cittadina e rendendola protagonista del movimento monumentalista, poi littorio in Abruzzo. Tra le sue opere principali vi sono i complessi del Palazzo del Governo e del Municipio di Pescara, costruiti tra il 1936 e il 1937 in piazza Italia, il Cinema Teatro Massimo e il liceo classico. Insieme a lui, Cesare Bazzani seguì una linea più classica del monumentalismo di regime, progettando la nuova Cattedrale di San Cetteo, costruita tra il 1933 e il 1938, il ponte Littorio, la cui costruzione iniziò nel 1935 e che fu distrutto nel 1944, e il Palazzo delle Poste.
Oltre al carattere prettamente celebrativo e monumentale, conforme ai dettami del fascismo, l'eclettismo abruzzese si manifestò in forme diverse nella realizzazione di ville e palazzine private, soprattutto nel teramano e lungo la costa adriatica di Giulianova, Roseto degli Abruzzi e Pineto. Prima della Seconda guerra mondiale, molti alberghi eclettici sorgevano anche sulla riviera di Francavilla, Vasto Marina, come Villa Marchesani. Anche paesi come Guardiagrele, Nereto e Mosciano Sant'Angelo presentano architetture private, ma anche edifici di rappresentanza, come le sedi municipali, in stile eclettico, con varianti dal neogotico al moresco e al neoromanico.
Architetture eclettiche aquilane
Villa Silvestrella, situata in viale Duca degli Abruzzi Villa Tomai, situata tra via XX Settembre e l'incrocio con viale Crispi, oggi demolita Villa Rivera, situata all'incrocio di via XX Settembre con viale Crispi, edificata in stile pseudo-medievale Villa Nurzia, situata in viale Crispi Villa Relleva, situata in viale Collemaggio Palazzetto neogotico di Piazza Duomo, costruito dopo il 1927 Portici del Palazzo Federici, situati all'incrocio di corso Vittorio Emanuele con Piazza Duomo, costruiti dopo il 1924
Eclettismo a Pescara
L'eclettismo abruzzese si diffuse in maniera non uniforme sul territorio: se a L'Aquila si può annoverare solo l'esempio di Villa Silvestrella, presso Porta Branconio, lo stile architettonico Liberty ebbe invece rapida affermazione sulla riviera di Pescara, grazie al contributo di Antonino Liberi. È da notare la netta distinzione tra la città antica di D'Annunzio e della fortezza, e il comune di Castellammare Adriatico, situato a nord del fiume, sviluppatosi pienamente alla fine dell'Ottocento con grandi viali alberati, come la piazza del Mercato dinanzi alla stazione ferroviaria, corso Vittorio Emanuele e corso Umberto I, che giunge sino alla riviera. Non avendo problemi di impaludamenti né barriere murarie, come i bastioni della vecchia fortezza di Pescara, Castellammare si sviluppò rapidamente, tanto da alimentare forti rivalità tra le due realtà urbane, che infine si unirono nel 1927.
Tornando ad Antonino Liberi, definito il "cavaliere" dell'architettura rinascente della nuova Pescara "Portanuova", egli aveva già firmato il Palazzo Perenich, sul viale D'Annunzio, un esperimento di palazzo in bugnato costruito in stile fiorentino, e il Kursaal della Sirena a Francavilla al Mare del 1887, ricostruito nel 1947 come Palazzo Sirena. Nel 1912 la giunta comunale di Pescara approvò il progetto di risanamento del parco della "Pineta Dannunziana", a sud del fiume, al confine con Francavilla.
Le attuali via Luisa d'Annunzio, viale della Pineta, viale Scarfoglio e viale Primo Vere vennero arricchite da numerosi villini, in gran parte progettati da Antonino Liberi, che rispondevano ai canoni tipici del Liberty, con decorazioni in stucco a tralci vegetali e motivi fitomorfi: tra questi si ricordano Villa De Lucretiis, Villa Clerico, Villa Pace e le ville del quartiere della Pineta. Di particolare rilievo è inoltre l'opera di Mario Pomilio, l'ex Kursaal dell'Aurum, sede storica del liquore abruzzese prodotto a Pescara. Nella vecchia Castellammare, oggi cuore pulsante della città, vennero invece realizzati il Palazzo Muzii in piazza Salotto, in stile neorinascimentale, e il Palazzo Verrocchio, oggi Hotel Esplanade. Nel quartiere di Pescara vecchia sorsero inoltre il Palazzo "Camillo Michetti" con l'annesso teatro "Vicentino Michetti".
Architetture (lista parziale):
Palazzo Perenich – Pescara (1884), viale D'Annunzio (ex via Umberto I) Kursaal di Pescara (Palazzo Pomilio) – Pescara (1910), viale Luisa d'Annunzio Palazzo Michetti con teatro di Vicentino Michetti – Pescara (1910), viale D'Annunzio, costruito sopra il vecchio palazzo della posta Palazzo della Banca d'Italia – Pescara, piazza XX Settembre (oggi piazza Alessandrini), distrutto nel 1943, stile misto Palazzo Pace – Pescara, piazza Garibaldi (lato via dei Bastioni), costruito negli anni 1920 Torre campanaria della chiesa di San Giacomo – Pescara, via dei Bastioni, anni 1920, distrutta nel 1943 Ex litografia di Basilio Cascella, oggi Museo civico "B. Cascella" – Pescara, viale Marconi Villa Sabucchi – Castellammare Adriatico, viale Bovio, danneggiata durante la guerra e demolita negli anni 1960 Villa De Landerset – Castellammare, via del Santuario (stile misto) Kursaal Muzii – Castellammare, piazza Crispi (oggi piazza 1º Maggio), demolito nel 1923 per il teatro Pomponi, a sua volta demolito nel 1963, oggi area parcheggio Stazione di Castellammare, poi Pescara Centrale – fine Ottocento, stile neoclassico (attuale sede dell'ICRANET), piazza della Repubblica Chiesa del Sacro Cuore – Castellammare, piazza Vittorio Emanuele (oggi piazza Sacro Cuore), stile neoromanico misto Palazzo della Banca – Castellammare, angolo tra l'attuale piazza Italia e corso Vittorio Emanuele, distrutto durante la guerra
Eclettismo nella provincia di Chieti
L'eclettismo Liberty abruzzese si affermò negli anni venti, in concomitanza con l'avvento del fascismo. Nelle opere non legate al regime, uno degli esempi più significativi è il Palazzo Muzii-Castelli di Teramo, ornato da una tettoia neorinascimentale e da figure umane e vegetali celebranti la cultura agricola abruzzese. Il Liberty abruzzese può infatti essere distinto in eclettismo neorinascimentale, eclettismo neoclassico di regime e neoromanico. Questo stile venne adottato soprattutto nelle ville signorili e nelle residenze private, come la Casa del Mutilato a Teramo, realizzata in stile rinascimentale, o le ville costiere del teramano e del chietino, tra cui la Villa Marchesani a Vasto. Sempre nel chietino, i centri che beneficiarono maggiormente di tale stile furono Lanciano, Vasto e Guardiagrele. In particolare, Lanciano, grazie al nuovo corso Trento e Trieste, realizzato dal Sargiacomo intorno al 1904, si arricchì negli anni venti di eleganti palazzi che avrebbero dovuto costituire un ingresso scenografico al centro storico dalla villa comunale, nonché rappresentare il nuovo potere economico e commerciale della città moderna.
L'architetto Donato Villante fu uno dei progettisti più influenti, autore della maggior parte dei palazzi del corso, che si distinguono per la varietà stilistica, dal neorinascimentale al neoclassico fino al Liberty eclettico: Palazzo De Angelis o del Banco di Roma, Palazzo Martelli Fantini, Palazzo Iavicoli Di Santo, Palazzo Bielli, Palazzo Paolini Contento e Palazzo De Simone. A Guardiagrele il Liberty venne utilizzato come elemento decorativo di palazzi civili costruiti su preesistenti edifici; tra gli esempi più significativi figurano la casa di via San Giovanni, il Palazzo del Priore e Palazzo Liberatoscioli. Queste architetture mostrano chiaramente tracce del proto-razionalismo fascista, che negli anni venti si caratterizzava per la monumentalità dell’insieme e lo schematismo delle forme, sintetizzati in una sintonia con le linee curve.
A Vasto l'eclettismo si sviluppò soprattutto con l’avvento del fascismo, quando venne realizzata la monumentale piazza Rossetti, collegata al corso Italia e alla villa comunale. Gli elementi più evidenti della presenza fascista in città sono il Politeama Ruzzi, con l’aquila littoria, e il Palazzo delle Poste, con i fasci littori, mentre le costruzioni edificate lungo il corso nuovo, a metà tra il neoclassico e il neorinascimentale, comprendono Palazzo Bottari, Palazzo Cieri, Palazzo De Sanctis, Palazzo Martella e Palazzo Melle-Molino.
La ricostruzione della Marsica dopo il 1915
Per accelerare l'opera di riedificazione dei centri maggiormente colpiti, tra cui Avezzano stessa, vennero scelti dei piani urbanistici moderni, con sistema viario a scacchiera, alternato da piazze e giardini pubblici. Avezzano, insieme a Collarmele, Aielli, Ortucchio, Gioia dei Marsi, Magliano de' Marsi, Cerchio fu interamente ricostruita seguendo questo schema, adottato anche nel 1934 per le nuove città di fondazione sull'Agro Pontino, quali Latina, Pomezia e Sabaudia: una piazza centrale con la chiesa parrocchiale, il palazzo comunale, il palazzo delle poste e le strutture principali economico-politiche, il sistema viario principale del cardo e decumano, il collegamento con i giardini pubblici, e il campo sportivo.