Il Nuovo Pordenone 2024 Football Club A.S.D., meglio noto semplicemente come Pordenone, è una società calcistica italiana con sede nella città di Pordenone. Milita in Eccellenza, quinta divisione del campionato italiano.

Nato nel 1920 da una "costola" dell'Unione Sportiva (polisportiva cittadina sorta nel 1913 e attiva in varie discipline), è in termini di lunghezza di tradizione sportiva il terzo consorzio calcistico (dopo Udinese e Triestina) della regione Friuli-Venezia Giulia. Vanta quali maggiori risultati tre partecipazioni al campionato di Serie B, una Supercoppa di Serie C e uno Scudetto Serie D.

La squadra aveva cessato le sue attività dopo la stagione 2022-2023 a causa del fallimento della società. L'attuale sodalizio si è costituito formalmente il 17 maggio 2024 in seguito al fallimento e alla successiva revoca di affiliazione da parte della FIGC del Pordenone Calcio.

Storia Le origini Il contesto: Pordenone all'alba del XX secolo Nei primi anni del Novecento, la città di Pordenone aveva conosciuto un notevole sviluppo economico ed industriale nelle lavorazioni metalmeccaniche, siderurgiche, chimiche e del legno, andate ad affiancarsi ai già avviati settori del tessile, della ceramica e della carta, grazie anche all'avvento dell'energia idroelettrica utilizzata fin dal 1888.

In città arriva il "foot-ball" All'inizio del Novecento il gioco del pallone col bracciale, per secoli il passatempo più popolare tra i rampolli della nobiltà e della borghesia di Pordenone, venne soppiantato dal football, diffusosi in città probabilmente a partire da Udine, dove aveva cominciato a essere praticato dai membri della Società Udinese di Ginnastica e Scherma.

In breve tempo il numero dei praticanti crebbe notevolmente e non era raro, come riportano le cronache giornalistiche dell'epoca, incontrare «numerosi monelli» intenti a giocare a pallone anche «nella via prospiciente la chiesa di San Giorgio con grave incomodo dei passanti». I tempi erano ormai maturi perché anche a Pordenone venisse costituita una squadra di football: nel 1913 un gruppo di appassionati decise di dar vita allUnione Sportiva, con lo scopo di sostenere e favorire la pratica delle discipline già radicate nel territorio (ciclismo, podismo e alpinismo), alle quali si affiancò il calcio. La formazione di "foot-ball" iniziò la sua attività in quello stesso anno iscrivendosi al campionato regionale di Terza Divisione con il nome di Unione Sportiva Pordenone.

Alla fine del 1914 alcuni appassionati formarono una seconda compagine, denominata Helios Football Club, che aveva a disposizione per gli allenamenti un terreno nella zona della Comina.

Lo scoppio del primo conflitto mondiale interruppe lo sviluppo del calcio pordenonese e, anche se l'entrata in guerra dell'Italia (24 maggio 1915) non fermò del tutto lo sport (si organizzavano incontri fra reparti militari ai quali partecipavano anche civili), ogni attività ufficiale, campionati di calcio compresi, venne sospesa.

Dopo la fine della guerra, la voglia della popolazione di tornare in fretta alla normalità si tradusse anche in un nuovo impulso allo sviluppo del calcio: se da una parte l'Helios non riuscì a sopravvivere al conflitto, dall'altra l'Unione Sportiva iscrisse nuovamente la Sezione Calcio al campionato di Terza Divisione nel 1919.

L'atto ufficiale di nascita Pochi mesi più tardi, il numero 235 di mercoledì 6 ottobre 1920 del quotidiano La Patria del Friuli descriveva un progetto di crescita ancora allo stadio embrionale.:

Nel 1921 la denominazione sociale della Sezione Calcio dell'Unione venne cambiata in Football Club Pordenone, sancendo de facto - se non un vero e proprio affrancamento (nel 1927 il sodalizio tornerà per un breve periodo alla vecchia denominazione Unione Sportiva Pordenonese) - l'inizio di un cammino via via più autonomo rispetto alle altre discipline.

La diffusione del nuovo sport tra i giovani raggiunse un livello tale che nel 1922 in città esistevano, oltre al Football Club Pordenone, altre tre formazioni calcistiche: il Club Torre, la società Avvenire di Borgomeduna (composta da giovani operai tessili e sostenuta dalla Camera del Lavoro) e lAssociazione Sportiva Pordenone, fondata e presieduta da Giuseppe Giovanetti.

Dagli esordi alle prime esperienze in Serie C

Anni 1920 Nei primi anni di vita il Football Club Pordenone militò in Terza Divisione, Comitato Regionale Veneto; il terreno di gioco era il campo delle Casermette di via Molinari (ove oggi sorge il Palamarmi, sede delle gare della squadra di hockey a rotelle) su un terreno di proprietà dell'Ospedale Civile che già aveva ospitato un maneggio di cavalleria. La disdetta da parte dell'amministrazione ospedaliera comportò il provvisorio trasferimento dell'attività agonistica nel cortile interno di un'ex caserma di artiglieria, su autorizzazione del comandante del presidio militare cittadino dopo intercessione dell'allora sindaco Arturo Cattaneo (non sarebbe stata l'ultima situazione di questo tipo per il sodalizio neroverde). Per la costruzione di un nuovo campo sportivo, nel 1924 venne costituito un comitato provvisorio - poi trasformato in Società Anonima - che, ottenuto in affitto ventennale dal Comune un terreno situato tra la ferrovia e il cimitero, nella primavera del 1926 diede avvio ai lavori: giusto in tempo per poter disputare le gare interne del campionato di Seconda Divisione 1926-1927 sul terreno del nuovo, seppur non ancora ultimato, stadio-velodromo, battezzato "Campo del Littorio" (siamo nei primi anni del ventennio fascista).

Il Pordenone era stato ammesso alla categoria superiore per ragioni di completamento organici, dopo aver vinto il girone C del Comitato Regionale Veneto-Trentino e giungendo terzo nel proprio girone di finale dei Comitati Lega Nord. Subì esso stesso l'influsso del regime, che impose una denominazione sociale decisamente più "italiana": Terza Coorte A. Salvato, 63ª Legione Tagliamento.

Sia la categoria che il nome non ebbero vita lunga: nonostante il settimo posto finale, sufficiente a garantire la permanenza in Seconda, il sodalizio non si iscrisse al campionato successivo, e si sciolse per poi ripartire dalla Terza Divisione Venezia Giulia 1927-1928 come Unione Sportiva Pordenonese.

Nel 1929 il team si iscrisse alla Prima Categoria del campionato U.L.I.C. (una federazione autonoma inglobata dalla FIGC nel luglio 1927 con la qualifica di "Sezione Autonoma di Propaganda") con la denominazione Pordenone Liber Foot-Ball Club: giunse primo nel proprio raggruppamento, ripetendosi nel 1930-1931 come Associazione Sportiva Dante Alighieri: in questa occasione perse poi in semifinale contro la S.C. Olimpia Udine.

Nel frattempo, si provvedeva al completamento dell'impianto cittadino (che già disponeva di una pista in cemento per le gare ciclistiche) con la costruzione della tribuna coperta, dei riflettori per l'illuminazione, degli spogliatoi per gli atleti e dei servizi igienici. Nel 1930, per sopravvenute difficoltà finanziarie della società anonima, il Comune acquisì la proprietà del campo sportivo, intitolato dopo la seconda guerra mondiale al bersagliere-ciclista Ottavio Bottecchia, morto in circostanze mai del tutto chiarite il 15 giugno 1927: veneto di nascita (era nativo di Colle Umberto, in provincia di Treviso), dopo l'esordio in sella ai cicli dell’Unione Sportiva Pordenonese si trasferì in città e venne subito "adottato" dai pordenonesi.

Anni 1930 Nei primi anni Trenta la città di Pordenone vide il suo territorio ingrandirsi, con l'accorpamento del borgo di Vallenoncello (sino ad allora comune a sé stante), mentre diverse strade e piazze cittadine venivano sistemate e allargate; nonostante una forte emigrazione, la popolazione era salita a circa residenti.

La squadra calcistica si iscrisse nuovamente ai campionati federali FIGC, venendo ammessa direttamente in Seconda Divisione: rinominata Associazione Calcio Pordenone e legata all'Opera Nazionale Dopolavoro, nel 1931-1932 arrivò terzo nel girone unico della Venezia Giulia, venendo ammesso alle finali di categoria e quindi promosso in Prima Divisione. L'impatto con la categoria superiore non fu dei più semplici: 13º posto nel 1932-1933 (retrocessione, con successiva riammissione in Prima), 12º nel 1933-1934 e 9º nel 1934-1935. Causa difficoltà organizzative e finanziarie, la dirigenza decise di non partecipare al torneo 1935-1936; l'anno successivo - anche su pressione del Direttorio della Venezia Giulia - il club, nel frattempo resosi indipendente dall'O.N.D., poté iscriversi al campionato, giungendo al 3º posto del proprio girone.

Nel 1937-1938, per protesta contro gli organi federali dopo la punizione per invasione di campo da parte del pubblico nella gara interna contro lo Spilimbergo (7 novembre 1937), il Pordenone si ritirò a campionato in corso e la società venne sciolta. Già nel 1938, tuttavia, su iniziativa del segretario politico del fascio pordenonese, venne ricostituita la sezione calcio dell'O.N.D., con la gestione affidata a Luigi Rallo: al termine di un campionato anonimo, la formazione si piazzò all'8º posto nel torneo di Prima Divisione 1938-1939, ma in virtù della conquista della Coppa Venezia Giulia, con decisione una tantum della F.I.G.C. il Pordenone fu ammesso a disputare la Serie C 1939-1940, prima volta nella sua storia. La categoria si rivelò tuttavia troppo ostica per la squadra, che pagò la propria inesperienza a questi livelli e chiuse ultima, al quattordicesimo posto, retrocedendo dopo solo un anno.

Nel frattempo, il nuovo conflitto mondiale frenò pesantemente le attività agonistiche, senza però interromperle.

Anni 1940 Nella Prima Divisione 1940-1941 la società decise di puntare su una formazione composta per lo più da giovani giocatori locali animati «dall'entusiasmo e dalla voglia di far ben figurare i colori cittadini».. Il Pordenone concluse il campionato al secondo posto, qualificandosi al girone finale per la promozione in serie C: giunse secondo alle spalle del Valvasone, ma venne ugualmente ammesso a disputare la categoria superiore per motivi di completamento organici.

Nonostante tutte le buone intenzioni di riscattare l'umiliazione di due anni prima, ancora una volta il verdetto del campo fu l'ultimo posto in classifica (16º), e conseguente ritorno in Prima Divisione.

Chiuso il successivo torneo 1942-1943 al quarto posto, la stagione 1943-1944 fu caratterizzata da due novità: un cambio di colori sociali, con il passaggio al bianco-rosso del gonfalone cittadino; nonché, essendo la società non più soggetta alle organizzazioni del regime dopo la caduta di Mussolini, la nuova denominazione Associazione Calcio SAFOPLa Società Anonima Fonderie Officine Pordenonesi, attiva dal 1923, produceva - e produce tuttora - macchine utensili., secondo la pratica dell'abbinamento (sorta di sponsorizzazione ante litteram, seppur dettata da motivazioni diverse, adottata tra le altre anche da Juventus e Torino). In quell'annata il SAFOP di Pordenone si laureò "Campione Giuliano di Prima Divisione".