Le norme sui diritti televisivi del calcio in Europa regolano la trasmissione, in diretta o in differita, delle partite di calcio in ambito europeo.
Calcio e TV La televisione e il calcio hanno uno stretto collegamento tra di loro. La prima partita di calcio trasmessa in televisione dalla BBC è stata una partita amichevole tra la prima e la seconda squadra dell'Arsenal, già il 16 settembre 1937. In Italia, lo stesso giorno della nascita della tv, il 3 gennaio 1954 (l'apertura ufficiale delle trasmissioni RAI), è nata anche la trasmissione “La domenica sportiva”. Il 24 gennaio 1954 per la prima volta è stata trasmessa in diretta una partita di calcio, l'amichevole Italia-Egitto.
Tuttavia, almeno fino al 1980 la gestione dei diritti televisivi per il calcio ha avuto un ruolo economico marginale. L'inizio degli anni '90 è stato invece contrassegnato da un forte sviluppo tecnologico: sono comparse le piattaforme a pagamento e le partite di calcio in Europa iniziano a vedersi tramite un pagamento.
A partire da quel periodo, le emittenti televisive versano ogni anno una somma considerevole nelle casse delle società calcistiche professionistiche. Per diverse società calcistiche i ricavi economici annuali provenienti dalle piattaforme televisive sono superiori a quelli ricavati da altri mezzi come abbonamenti, biglietti o sponsorizzazioni. Cambiamenti nel tempo In Inghilterra, prima del 1992 i ricavi generati dalla vendita dei diritti televisivi erano divisi: 50% per le squadre della prima divisione, 25% per le squadre della seconda divisione e il restante 25% per quelle della terza e quarta divisione. Nel 1992, per aumentare i guadagni, le società sportive della prima divisione della Football League hanno accettato di formare una nuova competizione, la Premier League, direttamente sotto il controllo della Federazione calcistica dell'Inghilterra. Ciò ha permesso loro di sfuggire al controllo di maggioranza dei club più piccoli in lega, e in particolare di controllare direttamente la vendita dei diritti di trasmissione e la distribuzione dei ricavi associati. Le squadre di calcio della Premier League britannica hanno registrato un aumento del fatturato dal 1991/92 al 1997/98 del 250%, rendendo la Premier League la più grande dell'Europa, con un reddito nel 1997/98 tre volte più alto di quello della lega francese e 42% maggiore di quello della Serie A in Italia.
La stagione 1996-1997 in Italia è stata l'ultima dove la distribuzione dei ricavi dai diritti televisivi era uguale per ognuna delle 38 società aderenti alla lega calcio, mentre con lo sviluppo delle piattaforme a pagamento le cose sono cambiate. Dal 1999 la vendita dei diritti è passata dalla negoziazione centralizzata alla negoziazione individuale. Nel 1998 in Italia, Spagna e Francia gli incassi dei diritti televisivi formavano una percentuale superiore al 35% degli incassi totali. Per il Milan invece, nel bilancio della stagione 1999-2000 più di 2/3 dei ricavi veniva dalla vendita di tali diritti. La dipendenza calcio-televisione è visibile anche nella modifica dei calendari, degli orari e della formula dei competizioni. Il percorso di crescita è uguale a quello degli sport professionistici negli Stati Uniti; per questa ragione si parla di americanizzazione del calcio europeo.
+ Ricavi della Serie A, stagione 1997-1998 Settore Ricavi (in miliardi di lire) Campionato 142 Coppe europee 40 Coppa Italia e amichevoli 48 Abbonamenti 192 Incassi da gare 423 Sponsorizzazioni 136 Diritti televisivi 467 Pubblicità 57 Cessione temporanea atleti 16 Altri 94 Totale altri ricavi 863 Totale 1.258
+Ricavi delle società sportive, stagione 1997-1998 Ricavi Regno Unito Italia Spagna Francia Biglietti e abbonamenti 36% 36% 45% 23% Merchandising e sponsorizzazioni 37% 25% 17% 29% Diritti televisivi 27% 39% 38% 48%
+Premier League, valore dei diritti televisivi Anni Valore (in milioni di sterline) Variazione 1992-97 192 - 1997-01 670 +250% 2001-04 1 200 +79% 2004-07 1 024 -15% 2007-10 1 706 +67% 2010-13 1 782 +4% 2013-16 3 018 +69% 2016-19 5 136 +70%
Nel 2000, il 50% degli incassi della Premier League sono stati spartiti ugualmente, 25% sulla base del numero delle partite trasmesse in tv e gli altri 25% in base alla posizione in classifica
Le offerte per il diritto di trasmissione della Champions League europea dal 1999-2002 sono state più alte rispetto a quelle precedenti in Francia, Germania, Italia, Spagna e nel Regno Unito. Anche altri eventi sportivi, come il Tour de France, Formula 1 e tennis, attirano visibilità in ciascuno di questi paesi, ma il calcio domina.
Sky Italia, a giugno 2005 ha contato 3,4 milioni di abbonati. Il lato competitivo tra gli operatori televisivi a pagamento è stato sempre imperfetto, dovuta anche alla complessità del meccanismo di vendita dei diritti televisivi. A tale competizione sono serviti servono degli interventi regolamentari appropriati. La concessionaria del servizio pubblico (Rai) nel 2005 era il principale operatore in termini di ricavi. Il suo stato di crescita nello stesso anno è stato solo del 1%, mentre il tasso di crescita di Mediaset era 5% e di Sky 29%. Lo stesso Sky raccoglieva più del 21% delle risorse complessive del sistema televisivo.
La vendita dei diritti si inserisce in un contesto in cui il mercato della Pay TV è in continuo cambiamento, con le nuove tecnologie che hanno trasformato il preesistente modello di business, mentre i servizi multimediali hanno rivoluzionato la concorrenza del mercato. Alla fine del 2014, dopo una notevole crescita, le Pay TV avevano 920 milioni di abbonati in tutto il mondo, con un giro di affari di 269 miliardi di dollari.
+Abbonati pay-tv, principali paesi europei (in migliaia) Paesi 1996 1997 1998 1999 Regno Unito 5 572 6 183 6 497 7 139 Francia 4 566 5 272 6 050 6 473 Spagna 1 463 1 567 1 691 2 231 Germania 1 429 1 703 1 968 1 831 Italia 770 927 1 203 1 831
Gli operatori di telecomunicazione hanno inoltre dato la possibilità agli utenti di guardare le partite di calcio anche nei dispositivi telefonici. Chiaramente la significativa crescita dell'utilizzo degli smartphone in Europa ha facilitato questo ripensamento strategico e ha comportato una revisione continua, da parte delle migliori emittenti televisive, del modo in cui sono gestiti i contenuti.
Binomio complesso Con la diffusione delle piattaforme a pagamento, le autorità antitrust sono intervenute a risolvere in tanti casi i problemi legati alla separazione dei diritti nello sport e sempre di più sono dimostrate interessate al calcio.
In Italia, dopo la sua fondazione nel 1990, l'AGCM ha negato il diritto di acquistare una società di calcio alle emittenti televisive, cosa che invece era stata possibile in precedenza per il Milan, acquistato da Mediaset, e per la Fiorentina. L'AGCM ha inoltre stabilito il 1º luglio 1999 che i diritti potevano essere venduti individualmente per le partite giocate in casa, mentre per i momenti salienti delle partite poteva decidere la lega calcio con una vendita collettiva.
In generale, si ritiene che la vendita collettiva metta a rischio la concorrenza dei mercati televisivi e richieda l'intervento di altre autorità. La vendita individuale agevola la presenza di una pluralità di emittenti. Le regole connesse sono in continuo cambiamento.
Caso BSkyB-Manchester United Nel 1999 la Monopolies and Mergers Commission (MMC) in Inghilterra decise di bloccare l'acquisto del Manchester United da parte di BSkyB per i seguenti motivi: Praticamente, l'acquisto del Manchester United da parte dell'emittente televisiva le avrebbe dato la possibilità di avere i diritti televisivi anche in caso di una decisione negativa per tutta la Premier League.
Pirateria e diritti d'autore Con lo sviluppo di internet, uno dei problemi più grandi è la pirateria, o la pratica di condivisione in violazione dei diritti d'autore. Tale problema è un costo aggiunto per le piattaforme televisive. La UEFA, l'organo di governo del calcio europeo, assicura l'80% delle sue entrate dalla vendita dei diritti alle emittenti televisive. La vendita di diritti per lo sport, in particolare per il calcio, alle emittenti, è diventata una attività internazionale per un valore di circa 30 miliardi di dollari all'anno. Nell'agosto del 2015, Javier Tebas, presidente della Lega spagnola di calcio (LFP) ha dichiarato che la pirateria nel mercato spagnolo è costata al campionato 300 milioni di euro a stagione. Caso Murphy-Football Association Premier League Il caso Murphy è uno dei casi più interessanti nel Regno Unito della violazione delle leggi per i diritti d'autore. Karen Murphy, proprietaria di un bar a Portsmouth acquistò un abbonamento con l'emittente greca Nova, che aveva i diritti greci di trasmettere le partite in diretta della Premier League inglese, importò un decodificatore e una carta greca e trasmise le partite del campionato inglese nel suo bar. Sky, l'emittente che aveva i diritti televisivi del campionato nel Regno Unito, aveva due pacchetti di abbonamento che si distinguevano tra abbonamento domestico/privato (un abbonamento commerciale che ti consente di farlo comunicare la trasmissione ad un pubblico). L'abbonamento di Sky Sports per un bar costava 700 sterline al mese, mentre l'abbonamento all'emittente greca costava circa 800 sterline all'anno. Karen Murphy è stata denunciata per violazione del diritto d'autore. Alla fine della sentenza, anche se la causa è stata a favore di Football Association Premier League (FAPL), tutte e due le parti hanno avuto le loro soddisfazioni. Da una parte Murphy è sfuggita alla condanna per aver utilizzato una scheda di decodifica satellitare importata, per mostrare la programmazione calcistica della Premier League di un'emittente greca, mentre dall'altra parte la FAPL ha ricevuto la conferma che i bar del Regno Unito non possono trasmettere partite della Premier League da altre emittenti dell'Unione europea.
Diritti televisivi nei principali campionati in Europa Anche se i mercati sono simili, nel 2020 esistono molte differenze tra i principali paesi europei nel modo in cui vengono venduti i diritti televisivi per il campionato nazionale.
Nel Regno Unito un numero limitato di partite è venduto per la trasmissione in diretta ad una singola emittente (che le rende disponibili anche ad altre piattaforme) sulla base che nessun altro diritto venga venduto dalla società.
In Francia, la stessa lega ha tolto questa forma di esclusività nonostante la protezione legislativa.
In Italia, il Parlamento ha approvato un regolamento che vieta a una singola emittente il diritto di trasmettere più del 70% delle partite in diretta; l'autorità garante della concorrenza vieta la vendita collettiva da parte della Lega.
In Germania, al contrario, il Parlamento ha approvato una legge che ha esentato la lega calcio dalla legislazione anti-cartello.
Inghilterra La Premier League è la lega che genera i più alti guadagni da diritti televisivi tra i cinque principali campionati europei. I diritti di trasmettere le partite sono stati venduti per un totale di 4,995 miliardi di sterline per il triennio 2019-2022, tra cui 4,725 miliardi di sterline venduti a Sky Sports e BT Group e 270 milioni di sterline venduti ad Amazon.
La rivalità tra Sky e BT negli ultimi anni ha portato a una crescita del 70% nelle ultime due aste, quella del 2013-2016 (1,78 miliardi di sterline) e del 2016-2019 (5,13 miliardi di sterline).
In un anno calcistico Sky Sports trasmette 128 partite in diretta, BT Sport 52 partite e Amazon 20 partite. Per la prima volta, dopo diversi mesi di negoziazione, sono stati venduti anche pacchetti per trasmettere online le partite della Premier League. Le partite sono quindi disponibili per gli abbonati di Amazon Prime, che nel 2008 erano più di 100 milioni. Francia