Prosecutore di Pietro Aureolo e predecessore di Gregorio da Rimini, fu dalla parte di Guglielmo di Occam e Michele da Cesena contro Papa Giovanni XXII nelle dispute dei Fraticelli, che portarono alla sua espulsione dall'Ordine francescano nel 1329. Aveva idee innovative e spesso influenti in teologia filosofica, filosofia naturale, metafisica e teoria politica.
Soprannominato nel XV secolo come "doctor succinctus"Frederick Copleston, A History of Philosophy III (1999 edition), p. 124.Also Doctor Praefulgens or Praefulgidus, Doctor Distinctivus, Doctor Illustratus (Schneider p. 33 and ). e "doctor praefulgidus", come osservabile dalle iscrizioni su uno degli affreschi del convento francescano di Bolzano, fu studiato e commentato sino all'inizio del XVI secolo, soprattutto per alcune tesi risalenti attorno al 1320 del suo Commento alle SentenzeTesto Online, testo online.. Per Sentenze o Sententiae si intendono i Libri Quattuor Sententiarum, dichiarazioni sui passi biblici compilate dal teologo Pietro Lombardo, che divennero materia obbligatoria di studio in tutte le facoltà di Teologia europee.
Francesco della Marca torna all'attenzione degli studiosi a partire dagli agli anni venti del 1900Konstanty Michalski, Les sources du criticisme et du scepticisme dans la philosophie du XIVe siècle, in La Pologne au Congrès intern. de Bruxelles, Cracovie 1924, nel francescano si riconoscono l'originalità delle sue vedutecome a proposito della teoria dell'"impetus" nella filosofia della natura con Anneliese Maier: Das Lehrstück von den "vires infatigabiles" in der scholastischen Naturphilosophie, in Archives internat. d'histoire des sciences, XXXI (1952); Metaphysische Hintergründe der spätscholastischen Naturphilosophie, in Studien zur Naturphilosophie der Spätscholastik, IV, Roma 1955; Zwischen Philosophie und Mechanik, in Studien zur Naturphilosophie der Spätscholastik, V, Roma 1958, che contribuiscono all'evoluzione del pensiero basso-medievale.
Biografia Francesco della Marca nacque intorno al 1285-1290 nel borgo di Appignano del Tronto in provincia di Ascoli Piceno, nella diocesi di Ascoli Piceno facente parte all'epoca della Marca di AnconaGiovanni Giacinto Sbaraglia, Supplementum et castigatio ad scriptores trium ordinum S. Francisci a Waddingo aliisve descriptos; cum adnotationibus ad Syllabum matyrum eorundem ordinum, Ex typographia S. Michaelis ad ripam apud Linum Contedini, Roma 1806 - opera postuma. 1° volume di 3, Rome, 1908, p. 257. da una famiglia con il nome di Rubeus o RossiBiographical Index of the Middle Ages, Berend Wispelwey, De Gruyter Saur 2008. Divenne francescano dell'Ordine dei Frati Minori ed ebbe come maestro il beato Giovanni Duns Scoto. Salì nella gerarchia educativa dell'ordine, studiando teologia all'Università di Parigi intorno al 1310. Successivamente insegnò in uno studium universitario francescano non conosciuto, prima di tornare allo studium di Parigi come lettore sulle Sentenze di Pietro Lombardo nel corso di laurea in teologia dell'anno accademico 1319-1320. Francesco rimase a Parigi almeno fino al 1323, quando ormai molto probabilmente era stato promosso maestro di teologia.Pasnau, Robert, and Christina van Dyke. The Cambridge History of Medieval Philosophy. Cambridge, UK; New York: Cambridge University Press, 2010. Print. I suoi insegnamenti più famosi erano i suoi commenti sulle Sentenze all'Università di Parigi. È probabile che le lezioni del della Marca siano state trascritte dai suoi studenti generando diverse versioni del suo commento in forma di manoscritto.Robiglio, Andrea Aldo "How is Strength of the Will Possible? Concerning Francis of Marchia and the Act of the Will." Vivarium: An International Journal for the Philosophy and Intellectual Life of the Middle Ages and Renaissance 44.1 (2006): 151-83. Print.
Sono poche e discordanti le informazioni di questo periodo. Alcune suggeriscono che lasciò Parigi almeno temporaneamente già nel 1321Luca Wadding, Scriptores Ordinis minorum…, Romae 1906, pp. 77, 84, 93 per essere "a consiliis" alla corte di Roberto d'Angiò, re di Napoli, capo del guelfismo italiano e legato all'ordine francescano spirituale. Alcune sembrano suggerire che Francesco della Marca rimase a Parigi almeno fino al 1323, promosso maestro di teologiaCf. MS Napoli, Biblioteca Nazionale, VII, C.27: “Explicit fratris Francisci de Marchia super primum Sententiarum secundum reportationem factam sub eo tempore, quo legit Sententias Parisius anno Domini 1320.” componendo diversi commentari accademici, tra cui due sulla Metafisica aristotelicaCommento ai primi sette libri della Metaphysica di Aristotele e uno sulla Fisica. Altre che ebbe modo di partecipare al Capitolo generale francescano di Perugia, sottoscrivendo, il 6 giugno 1322, la risoluzione con la quale veniva dichiarata lecita la tesi secondo la quale Cristo e gli apostoli non avevano mai posseduto beni.
Un documento dell'aprile 1328Nicola Minorita, Cronaca, pag. 189 colloca il Della Marca come lettore nello studio del convento francescano di Avignone, sede della corte papale. L'ipotesi della permanenza del della Marca ad Avignone già dal 1324, si basa su un errore d'interpretazioneGiacomo di Pamiers, Quodlibet. Scrittori non del tempo affermarono che Francesco Della Marca fu eletto ministro provinciale francescano della Marca Anconetana, sua area di origine, nel 1327, ma studi recenti confutano definitivamente questa affermazione con delle proveRoberto Lambertini, Francis of Marchia in Encyclopedia of Medieval Philosophy; unico; Dordrecht, --Netherlands: Springer Netherlands -Dordrecht Netherlands:Kluwer Academic Publishers; 2011, pp. 361
Il documento del 1328Nicolaus Minorita, Chronica, Documentation on Pope John XXII, Michael of Cesena and The Poverty of Christ with Summaries in English. A Source Book, ed. G. Gal and D. Flood (St. Bonaventure, N.Y., 1996), 189 riguarda anche il dissidio di Della Marca con Papa Giovanni XXII per il sostegno del Ministro francescano Generale Michele da Cesena sulla questione della povertà apostolica“Acta, gesta et facta fuerunt praedicta coram religiosis et honestis viris, fratribus Ordinis Minorum, Francisco de Esculo, in sacra theologia doctore et lectore tunc in conventu Fratrum Minorum de Avenione...”.
La questione della povertà apostolica Francesco prese parte attiva alle lotte interne riguardanti la povertà che stavano dividendo l'ordine. Insieme a Michele da Cesena, Guglielmo di Ockham e Bonagrazia di Bergamo, sostenne una regola di assoluta povertà per i successori di Cristo e per la chiesa. Si ribellò a papa Giovanni XXII, sostenendo il suo avversario, l'imperatore Ludovico il BavaroMalcom D. Lambert, Povertà francescana. La dottrina dell'assoluta povertà di Cristo e degli apostoli nell'Ordine francescano (1210-1323), Biblioteca Francescana, 2000.
I francescani che rifiutarono la condanna della critica dei frati minori della bolla Cum inter nonnullos di Giovanni XXII, vennero accusati di eresia. Questo avvicinò l'ordine allo schieramento antipapale rappresentato da Ludovico il Bavaro. Questi era divenuto ostile al Papa dopo che gli aveva rifiutato la conferma e l'incoronazione come imperatore dopo l'elezione a re di Germania nel 1314, preferendogli Federico I d'Asburgo.
Ludovico scomunicato il 23 marzo 1324, rispose, esattamente un mese dopo, con l'"Appello di Sachsenhausen". Con esso il Papa fra l'altro, veniva accusato di eresia, quindi delegittimato per la sua presa di posizione nella disputa francescana sulla povertà. Lo scontro divenne acceso, la conciliazione di Michele da Cesena del 1325 al capitolo di Lione fallì. Nel 1327 Michele venne convocato e trattenuto ad Avignone insieme a Bonagrazia da Bergamo e Guglielmo di Occam.
Francesco Della Marca, ad Avignone come lector nello Studium generale dell'Ordine, sottoscrive una protesta redatta da Michele contro l'operato del papa. Ludovico il Bavaro giunge in Italia, prende la corona imperiale e, dichiarato deposto il Papa, nomina antipapa il francescano Pietro da Corbara, con il nome di Niccolò V.
Scomunicato dal Papa, Francesco della Marca decide di raggiungere, fuggendo la notte tra il 26 e il 27 maggio 1328, l'imperatore germanico a Pisa con i suoi confratelli prigionieri. Francesco ancora una volta si ribellò per protestare contro la sua scomunica (1329-1331)Cf. MS Florence, Biblioteca Laurenziana, Santa Croce, pluteo 31, sinistra 3, fols. 1–63. A Pisa i quattro pubblicano un documento, l'”Appellatio maior”Appellatio maior, most recent edition in Nicolaus Minorita, Chronica (cit. n. 12 above), 227- 424, for Francis in particular 423: Cui appellationi et provocationi incontinenti adhaeserunt et eam approbaverunt religiosi viri frater Franciscus de Esculo, doctor in sacra pagina..., nel quale Giovanni XXII veniva dichiarato eretico per la sua posizione nella questione della povertà e in altre controversie. Francesco e i suoi compagni andavano però perdendo le simpatie all'interno dell'Ordine.
Il tentativo di Michele, nel novembre 1328, di impedire lo svolgimento del capitolo generale convocato a Parigi fallì, mentre la riunione dell'Ordine, svoltasi nell'aprile 1329, confermò la scomunica di Michele ed elesse, quale nuovo ministro generale Guiral Ot, ovvero Geraldo di Oddone, favorevole alla Curia.
La scomunica Francesco e i suoi compagni vennero condannati e il 20 aprile 1329 fu formalmente confermata la loro scomunica.
Francesco ispirò la protesta espressa nelle Allegationes religiosorum virorumFrancesco d'Ascoli, Guglielmo di Ockham, Enrico di Talheim e Bonagrazia da Bergamo, Allegationes religiosorum virorum, 1329 Baluze-Mansi in «Miscellanea», 3, Lucca 1762, 315a-323b, e dallo Eubel in «Bullarium Franciscanum», 5, Roma 1898, 388-396. che dichiarava invalida la deposizione di Michele e l'elezione di Geraldo, per l'esclusione di metà degli aventi diritto alla partecipazione al capitolo. I quattro francescani, con Marsilio da Padova, entravano a far parte della curia di Ludovico; con lui, nel 1330, raggiunsero Monaco di Baviera, ove si stabilirono nel convento francescano.
Fu perseguitato dalle autorità ecclesiastiche in Italia nel 1341. Nel 1344 fece una ritrattazione formale (che doveva servire da esempio per tutti i dissidenti successivi) e si riconciliò con la chiesa e con l'ordine . La data della sua morte non è nota.
Filosofia Diritti di Proprietà Nel Improbatio, Francesco Della Marca si concentra sulla determinazione di quando e dove i diritti di proprietà hanno origine per sostenere la convinzione francescana che Cristo ha vissuto in povertà assoluta. Egli distingue tra due tipi di Proprietà: la proprietà prima della caduta dell'uomo e la proprietà dopo. La proprietà prima della caduta, nota anche come la proprietà dello stato prelapsario, è stato un momento in cui tutte le creature di Dio si rallegrarono nella felicità, condivisa nella creazione di Dio, ed erano profondamente collegate tra loro. La proprietà dopo la caduta è stata causata dal primo peccato di Adamo, rendendo la questione dei diritti di proprietà distintamente umaniRoberto Lambertini, Francesco d'Appignano e Guglielmo d'Ockham: alcuni aspetti di un rapporto non facile in Atti del III Convegno Internazionale su Francesco d'Appignano; Jesi, Edizione Terra dei Fioretti; pp. 89 - 104 (ISBN 9788896783078) 2006.
Il Papa aveva negato che l'origine della proprietà fosse legata agli esseri umani, sostenendo che era il peccato in sé ad esserne la causa. Francesco aveva convenuto che senza peccato non ci sarebbero i diritti di proprietà e che, tuttavia, il peccato non ha portato immediatamente al concetto di proprietà. Francesco sostenne che la legge umana è stata responsabile della formazione dei diritti di proprietà, non la legge divina, e impiegò la storia di Caino e Abele, citando la volontà corrotta di Caino per sostenere la sua convinzione.
Moto del Proiettile