L'offensiva di Šiauliai fu una manovra strategica dell'Armata Rossa, subito successiva alla vittoriosa operazione Bagration, condotta nel luglio 1944 con l'obiettivo di sfruttare il crollo del Gruppo d'armate Centro tedesco e marciare con le truppe del 1° Fronte Baltico del generale Ivan Bagramjan fino alle coste del Mar Baltico e quindi isolare negli stati Baltici l'intero Gruppo d'armate Nord della Wehrmacht.

L'operazione, intralciata da divergenze strategiche tra i generali sovietici e contrastata dalla forte resistenza tedesca, ottenne importanti successi e in un primo tempo raggiunse l'obiettivo di tagliare fuori il Gruppo d'armate Nord; tuttavia, l'alto comando tedesco sferrò una serie di aspri contrattacchi con riserve corazzate e riuscì alla metà di agosto a riaprire delle precarie vie di comunicazione con le armate asserragliate nell'area baltica. I sovietici tuttavia mantennero il controllo delle posizioni strategiche più importanti e nella metà del settembre 1944 furono in grado di riprendere con successo l'offensiva del Baltico.

Situazione strategica

Il 4 luglio 1944 lo Stavka diramò la sua direttiva strategica globale n. 220130 in cui delineava gli obiettivi e le direttrici strategiche assegnate ai Fronti sovietici impegnati a sfruttare la grande vittoria in Bielorussia e l'ampio varco aperto nel fronte difensivo tedesco dopo la distruzione quasi completa del Gruppo d'armate Centro. Mentre pianificavano un grande ampliamento delle operazioni con l'offensiva Leopoli-Sandomierz, che sarebbe iniziata il 13 luglio, e l'offensiva Lublino-Brest, prevista per il 18 luglio, Stalin e l'alto comando sovietico intendevano avanzare verso ovest con il 3º Fronte Bielorusso del generale Ivan Danilovič Černjachovskij, che avrebbe dovuto raggiungere Vilnius e Lida, e con il 1º Fronte Baltico del generale Ivan Bagramjan che avrebbe dotuto dirigere le sue forze verso KaunasJ. Erickson, The road to Berlin, p. 228.. Lo Stavka ordinò anche al generale Bagramjan di intercettare le linee di comunicazione tra il Gruppo d'armate Nord tedesco, in combattimento negli stati Baltici e i resti del Gruppo d'armate Centro che ripiegavano verso Brest e la linea del Niemen. L'attacco principale contro il Gruppo d'armate Nord sarebbe stato sferrato, secondo i progetti dell'alto comando, in modo frontale dal 2° Fronte Baltico, dal 3° Fronte Baltico e dal Fronte di Leningrado.

Il generale Bagramjan era pienamente consapevole dell'importanza di tagliare le vie di comunicazione delle cospicue ed esperte divisioni tedesche in combattimento nell'area baltica, e aveva studiato un piano di operazioni completamente diverso dai progetti dello Stavka. Il comandante del 1° Fronte Baltico intendeva sferrare l'attacco principale direttamente verso Riga e la costa baltica con una manovra di supporto verso Šiauliai, in questo modo il Gruppo d'armate Nord tedesco sarebbe stato respinto verso nord-est, dietro il fiume Dvina, dove sarebbe stato attaccato e distrutto dalle armate del 2° Fronte Baltico e del 3° Fronte Baltico. L'intera Lituania e la Curlandia sarebbero state liberate in un colpo solo.

Il comandante del 1° Fronte Baltico cercò di persuadere lo Stavka a modificare i suoi piani ed evidenziò quelli che riteneva fossero i principali difetti del piano dello stato maggiore generale; un'avanzata verso ovest non avrebbe messo realmente in pericolo le linee di comunicazione del Gruppo d'armate Nord che avrebbe quindi potuto affrontare su solide posizioni fortificate gli attacchi frontali del 2° Fronte Baltico e del 3° Fronte Baltico; inoltre il 1° Fronte Baltico marciando su Kaunas avrebbe esposto il suo fianco destro e le sue retrovie ai contrattacchi tedeschi provenienti dall'area baltica. Il generale Bagramjan era anche preoccupato per l'indebolimento delle forze assegnate al suo Fronte che aveva dovuto cedere, secondo gli ordini di Mosca, la potente 4ª Armata d'assalto al 2° Fronte Baltico con la promessa di ricevere in cambio la più debole 39ª Armata; erano state promesse anche la 2ª Armata della Guardia e la 51ª Armata ma queste due formazioni non sarebbero arrivate prima di metà luglio; la sola unità di riserva del 1° Fronte Baltico era il 1º Corpo carri equipaggiato in gran parte con carri appena usciti dalle officine di riparazione. Le considerazioni del generale Bagramjan non convinsero l'alto comando sovietico che quindi confermò il piano operativo generale per l'offensiva nel Baltico.

La battaglia Offensiva del 1° Fronte Baltico L'offensiva del 1° Fronte Baltico ebbe inizio il 5 luglio 1944 mentre contemporaneamente il 3° Fronte Bielorusso marciava su Vilnius; il generale Bagramjan non aveva atteso l'arrivo della 39ª Armata per avanzare, secondo le disposizioni dello Stavka, verso Dvinsk con la 6ª Armata della Guardia e verso Kaunas con la 43ª Armata. I sovietici, come aveva previsto il generale Bagramjan, incontrarono grosse difficoltà soprattutto nella direttrice di Dvinsk mentre la 43ª Armata del generale Beloborodov riuscì a intercettare l'autostrada Dvinsk-Vilnius a Utena il 9 luglio, minacciando anche i collegamenti ferroviaria tra Dvinsk e Šiauliai. Mentre erano in afflusso le unità della 39ª Armata, il generale Bagramjan cercò di sfruttare i successi della 43ª Armata deviando una parte delle sue forze, potenziate dal 1º Corpo carri, lungo l'autostrada Dvinsk-Kaunas per prendere alle spalle le truppe tedesche che ostacolavano l'avanzata della 6ª Armata del generale Čistjakov, ma questo piano non ebbe successo. La 6ª Armata dovette affrontare l'accanita ed efficace resistenza delle esperte divisioni tedesche che sferrarono anche una serie di contrattacchi; i sovietici erano troppo sparpagliati e inoltre soffrivano di una carenza di mezzi di trasporto, di munizioni e di rifornimenti, il supporto aereo era insufficiente a causa della mancanza di carburante, mentre le truppe si esaurirono in sterili attacchi frontali, con scarso appoggio di artiglieria. Il 12 luglio le tre armate disponibili del 1° Fronte Baltico erano entrate in linea e il generale Bagramjan decise di proseguire l'offensiva, su sollecitazione anche del maresciallo Aleksandr Vasilevskij, il "rappresentante dello Stavka" per i Fronti Baltici, che ordinò di accelerare la marcia verso ovest, anche sulla base di erronee informazioni che facevano prevedere una ritirata generale dell'intero Gruppo d'armate Nord tedesco dai paesi Baltici.

In realtà da molti giorni era in corso effettivamente un aspro contrasto di valutazioni politico-strategiche tra i generali tedeschi del Fronte orientale e Adolf Hitler e l'alto comando; erano state presentate istanze da parte del generale Georg Lindemann, comandante del Gruppo d'armate Nord, per una rapida ritirata delle sue truppe, che rischiavano di essere tagliato fuori nei paesi Baltici, al riparo dietro la Dvina abbandonando il fronte difensivo Polock-Pskov-lago Peipus. Hitler non concordava affatto con le valutazioni del generale Lindemann e riteneva disastroso dal punto di vista politico l'evacuazione dell'Estonia che a suo parere avrebbe inevitabilmente comportato la defezione della FinlandiaE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. II. p. 241.. Il 2 luglio il generale Lindemann era stato quindi destituito e sostituito dal capace generale Johannes Friessner che tuttavia giunse ben presto alle stesse conclusioni del suo predecessore e richiese a sua volta l'autorizzazione alla ritirata. Il 12 luglio, mentre iniziava l'offensiva frontale del 2° Fronte Baltico, il generale Friessner scrisse a Hitler ribadendo la necessità di ripiegare il Gruppo d'armate Nord e minacciando in caso contrario le proprie dimissioniE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. II. p. 242.. Richiamato a Rastenburg per un colloquio diretto, il generale Friessner presentò le sue richieste direttamente a Hitler che parve scosso dagli argomenti del generale ma non prese decisioni definitive. L'argomento della ritirata del Gruppo d'armate Nord rimase al centro dell'attenzione dell'alto comando: nella famosa conferenza del 20 luglio 1944 il generale Adolf Heusinger stava proprio illustrando la situazione critica delle truppe tedesche negli stati Baltici minacciati di accerchiamento, quando esplose la bomba posizionata dal colonnello StauffenbergW. Shirer, Storia del Terzo Reich, vol. II, p. 1597.. Sopravvissuto all'attentato, Hitler divenne ancora più ostinato e il 23 luglio destituì anche il generale Friessner e nominò al suo posto il tenace e fidato generale Ferdinand Schörner con l'ordine di resistere sul posto e contrattaccareE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. II. p. 243..

In realtà la situazione dei tedeschi non era così compromessa come ritenevano i comandanti del Gruppo d'armate Nord e al contrario i sovietici, a causa di errori di strategia e di direttive confuse dell'alto comando, stavano perdendo una grande opportunità operativa. Il generale Bagramjan aveva ripreso ad attaccare con la 6ª Armata della Guardia in direzione di Dvinsk, con la 43ª Armata lungo l'asse Utena-Panevėžys e con la 39ª Armata verso Ukmergė, ma egli continuava a sollecitare senza successo una deviazione dell'asse di attacco principale del 1° Fronte Baltico in direzione nord verso Riga. L'alto comando sovietico continuava ad ignorare la possibilità di tagliare fuori l'intero Gruppo d'armate Nord sfruttando il cosiddetto "varco della Wehrmacht" (l'ampio spazio vuoto compreso tra l'ala destra del Gruppo d'armate Nord e il fianco sinistro del Gruppo d'armate Centro), e contava sull'offensiva frontale del 2° Fronte Baltico, del 3° Fronte Baltico e del Fronte di Leningrado che invece procedeva con molto difficoltà e grande lentezza attraverso le efficaci posizioni difensive tedesche.

Alla metà di luglio Il generale Bagramjan riteneva che la situazione del 1° Fronte Baltico stesse divenendo rischiosa: non c'era infatti alcun segno della volontà dei tedeschi di evacuare gli stati Baltici e di ripiegare in Prussia orientale, le forze a disposizione erano esaurite in attesa dell'arrivo della 2ª Armata della Guardia e della 51ª Armata, che era previsto non prima di altri quattro giorni, la spinta offensiva sovietica in direzione ovest era praticamente inutile dal punto di vista strategico. Il maresciallo Vasilevskij condivideva in parte le considerazioni del generale Bragramjan e decise di deviare l'asse d'attacco principale del 1° Fronte Baltico dalla sterile direttrice di Kaunas alla direttrice di Šiauliai, ma lo Stavka rifiutò decisamente di autorizzare il progetto strategico del generale Bagramjan che prevedeva un'offensiva in massa verso Riga; apparentemente l'alto comando sovietico riteneva che il Gruppo d'armate Nord, pressato dall'attacco frontale del 2° e 3° Fronte Baltico, sarebbe stato presto costretto a ripiegare in Prussia orientale, evacuando Estonia e Lettonia e che di conseguenza l'attacco del 1° Fronte Baltico su Riga sarebbe stato sferrato a vuoto.

Il generale Bagramjan criticò le valutazioni dello Stavka ed affermò che non c'era alcun segno di una presunta decisione tedesca di evacuare gli stati Baltici e che il 2° e il 3° Fronte Baltico non erano abbastanza forti per poter sloggiare dalle loro solide posizioni fortificate le esperte divisioni del Gruppo d'armate Nord. In questa situazione, un attacco del 1° Fronte Baltico non sarebbe stato inutile, ma avrebbe avuto invece un'importanza decisiva; inoltre dal punto di vista tattico il generale Bagramjan riteneva di potere attaccare subito avendo le sue forze principali già in posizione sull'asse d'attacco ed essendo in arrivo le riserve della 2ª Armata della Guardia e della 51ª ArmataJ. Erickson, The road to Berlin, p. 316.. Lo Stavka continuò a respingere i piani del generale Bagramjan e confermò l'attacco sulla direttrice di Šiauliai; l'offensiva del 1° Fronte Baltico ebbe inizio il 20 luglio 1944.