Il Fascio rivoluzionario d'azione internazionalista fu un movimento politico italiano fondato nel 1914 dagli interventisti rivoluzionari.
Storia
L'interventismo rivoluzionario
Con lo scoppio della prima guerra mondiale la corrente affine al sindacalismo rivoluzionario dell'Unione Sindacale Italiana (USI), di fronte alla neutralità stabilita delle forze liberali, iniziò ad avvicinarsi una posizione favorevole all'intervento dell'Italia in guerra al fianco della Triplice intesa.. Nell'agosto 1914 l'adesione dei partiti socialisti di Germania, Austria, Regno Unito, Francia e Belgio alle politiche nazionali belliciste, provocò una spaccatura nella sinistra europea tra interventisti e neutralisti, decretando di fatto la fine della Seconda Internazionale dell'internazionalismo proletario. Nel frattempo presero posizione a favore della guerra contro gli Imperi centrali anche diverse personalità anarchiche come l'italiano Amilcare Cipriani, lo svizzero James Guillaume, il francese Gustave Hervé e il russo Pëtr Alekseevič Kropotkin.
L'8 agosto 1914 il comitato centrale dell'USI ribadì la propria posizione neutralista, scontrandosi però con importanti personalità della corrente rivoluzionaria come Tullio Masotti, segretario della Camera del Lavoro di Parma, e Alceste De Ambris, uno dei leader dell'USI di Milano. A causa delle divisioni interne, tra il 13 e il 14 settembre, l'USI riunì il consiglio generale durante il quale De Ambris presentò un ordine del giorno che auspicava l'ingresso dell'Italia in guerra al fianco della Triplice intesa, mentre l'anarchico Armando Borghi uno in senso contrario per ribadire la posizione neutralista del sindacato. La posizione interventista fu quindi voltata a maggioranza solo dalle Camere del Lavoro di Parma e Milano, provocando la scissione da parte della componente sindacalista rivoluzionaria interventista e l'elezione di Borghi alla segreteria dell'USI..
I fuoriusciti rifondarono il Comitato sindacalista milanese, a cui presto si unì anche l'Unione sindacale milanese di Filippo Corridoni iniziando a sostenere con vigore sempre maggiore l'urgenza di prendere parte alla guerra allo scopo di sconfiggere gli Imperi centrali e il loro conservatorismo, tutelando così le libertà democratiche già ottenute. In tale prospettiva, il conflitto veniva visto come un'opportunità per consolidare la posizione del proletariato, il quale avrebbe avuto maggior forza nel reclamare le proprie tutele e i propri diritti sociali una volta vinta la guerra..
La costituzione del fascio interventista Il 5 ottobre 1914 Decio Bacchi, Michele Bianchi, Ugo Clerici, Filippo Corridoni, Amilcare De Ambris, Attilio Deffenu, Aurelio Galassi, Angelo Oliviero Olivetti, Decio Papa, Cesare Rossi, Silvio Rossi, Sincero Rugarli e Massimo Rocca,Citato con lo pseudonimo di "Libero Tancredi". costituirono il Comitato promotore del Fascio rivoluzionario d'azione internazionalista. Nel proprio appello ai lavoratori italiani, i militanti della frazione rivoluzionaria criticarono duramente la Seconda Internazionale, che giudicarono impotente e tradita dai socialisti tedeschi e austriaci, i quali avevano abbandonato i principi della solidarietà proletaria per sottomettersi ai disegni imperialistici dei propri governi. Inoltre sostennero fermamente che la lotta di classe non potesse prescindere dalla risoluzione della questione nazionale e la riunione delle terre irredente, precondizione ritenuta necessarie per lo sviluppo di un vero internazionalismo. Di conseguenza, la neutralità difesa dal Partito Socialista Italiano (PSI) fu rigettata e bollata come una scelta funzionale agli interessi delle potenze reazionarie e della "fede cattolica dell'Austria". Al contrario, l’intervento a fianco della Francia e dell'Inghilterra apparve loro come l'unico strumento capace di abbattere il militarismo tedesco e di preparare il terreno per la rivoluzione sociale..
La fusione con i mussoliniani Il 29 novembre 1914 Benito Mussolini venne espulso dal Partito Socialista Italiano. Il 5 dicembre 1914 dalle colonne de Il Popolo d'Italia, Mussolini convocò in assemblea presso la sede del giornale i comitati centrali del suo Fascio autonomo d'azione interventista e del Fascio rivoluzionario d'azione internazionalista, che riunitisi la sera del giorno seguente deliberarono per la fusione dei due movimenti.
L'11 dicembre il Fascio rivoluzionario d'azione internazionalista si fuse quindi con il Fascio autonomo d'azione interventista costituendo i Fasci d'Azione Rivoluzionaria
Note
Bibliografia Primo manifesto-appello del Fascio rivoluzionario d'azione internazionalista, 5 ottobre 1914.
https://www.academia.edu/109871611/Young_Mussolini_and_the_Intellectual_Origins_of_Fascism
Voci correlate Sindacalismo rivoluzionario Fasci d'Azione Rivoluzionaria
Collegamenti esterni
Categoria:Fascismo (movimento) Categoria:Italia nella prima guerra mondiale