Villa Grimaldi Spinola è un'antica dimora nobiliare genovese, situata nel quartiere di Albaro; prende il nome dalle famiglie che vi hanno abitato.
L'accesso alla villa è in via Corridoni, anche se nei primi anni del Novecento vi si accedeva dalla vicina via Montallegro.
L'epoca di realizzazione dell'edificio è incerta, ma si colloca tra gli inizi del Cinquecento e gli inizi del Seicento.
Epoca di realizzazione Sulla base degli elementi stilistici, la villa sembra risalire ai primi anni del Cinquecento.
L'ipotesi sulla base degli elementi stilistici è in contrasto con quanto indicato in una lapide marmorea del 1940 collocata sul muro esterno per commemorare la visita della Regina Margherita di Savoia e l'intervento di restauro da parte dell'architetto Crosa di Vergani, commissionato dal marchese Paolo Alarame Spinola. Sulla lapide viene infatti indicata come data del completamento della villa il 1606 - tale data ricorre anche sugli affreschi di due sale all'interno - e viene indicato come committente dell'opera Luca Grimaldi De Castro, doge della Repubblica di Genova (1605-1607), senza però che sia possibile verificare la data.
Nella notifica di vincolo sulla villa, in quanto monumento storico, fatta dalla Soprintendenza al proprietario nel 1912 è descritta come "villa del XVII secolo con affreschi del Semino e del Calvi", un'attribuzione un po' generica questa, ma accettabile per l'epoca: oggi li si può ricondurre nel complesso a Marcantonio Calvi, credibilmente coadiuvato dai fratelli Aurelio e Felice. Si tratta di artisti al loro tempo assai apprezzati, ma certo la qualità dei loro affreschi è ben inferiore a quella non solo dei pittori della generazione precedente, ma anche a quella di altri genovesi loro contemporanei quali Lazzaro Tavarone e Bernardo Castello.
Secondo il gusto dell'epoca, e la limitata cultura figurativa degli autori, i soggetti sono tutti tratti dalla Bibbia, e i protagonisti delle scene principali delle volte delle sale - dove non mancano decori a grottesca e, sulle pareti, paesaggi - sono, di volta in volta, Sansone, Davide, Gedeone, Giuseppe... Se è possibile che alla scelta abbia contribuito anche il committente, Luca Grimaldi De Castro, si può dare per certo, tuttavia, che non ambisse in alcun modo ad essere paragonato a quei personaggi biblici.
Proprietari In origine la villa è appartenuta al ramo genovese della nobile famiglia dei Grimaldi, all'epoca ancora ben presente in città.
Nell'Ottocento è passata ai marchesi Veneroso, che nel 1818 la lasciarono in eredità alla famiglia De Ferrari.
Anna Maria De Ferrari, moglie del principe Scipione Borghese, la vendette a monsignor Giacomo Poggi e all'avvocato Enrico Peirano nel 1902.
Nel 1906, la proprietà passò a Paolo Alerame Spinola.
Tea Spinola la cedette alla Società Nikion nel 1970.
Dagli anni settanta fino al 2014, nella villa sono stati organizzati ricevimenti curati da Capurro Ricevimenti srl.
Descrizione Come la vicina Villa Imperiale, Villa Grimaldi Spinola si trova piuttosto lontano dalla strada urbana, a differenza della maggior parte degli altri palazzi nobiliari della zona.
I tratti architettonici sono tipicamente rinascimentali, in linea con le caratteristiche delle ville genovesi del periodo precedente all'influsso di Galeazzo Alessi.
La pianta è rettangolare; la struttura portante è disposta lungo un asse longitudinale con corpi laterali che si prolungano dai lati brevi. Al piano nobile sono presenti due logge d'angolo.
Un affresco presente al piano nobile rappresenta la villa nello stato originario e mostra che il corpo di levante era prolungato da un ampio terrazzo, in seguito demolito, che copriva un portico del piano terra. Al contrario, il corpo di ponente, è stato conservato, seppur totalmente restaurato.
Il corpo principale dell'edificio è diviso in tre piani: piano terra, piano nobile, piano di mezzanini sotto la grondaia.
Sulla facciata dell'edificio sono presenti finestre in numero pari. L'interno è caratterizzato da elementi tipici riconducibili all'architettura cinquecentesca: per esempio, sono visibili tre volte a padiglione, una a sinistra e due a destra, nell'ingresso e nelle sale laterali. Le volte, inoltre, sono contrassegnate da superfici semicircolari (lunette unghiate) affrescate e da capitelli pensili largamente utilizzati nell'architettura dell'epoca, detti peducci. Di particolare interesse è il camino dell'atrio impreziosito dal vessillo della famiglia Spinola con quattro decorazioni ovali in marmo, tra le quali vengono raffigurati Nerone ed Ottaviano. Infine, lo scalone in fondo all'atrio permette di raggiungere la loggia di sinistra del piano nobile da cui si accede al salone di 91 metri quadri che si sviluppa da loggia a loggia.
Al complesso originale è stato aggiunto un corpo laterale, nel quale sono presenti giochi prospettici ottenuti tramite quadrature, dovute alla ristrutturazione dell'architetto Crosa di Vergani.
La villa è circondata da un ampio giardino di antico impianto, nel quale si nota la fontana barocca dei Tritoni.
Note
Bibliografia
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Grimaldi Spinola Categoria:Albaro