LAgenzia Spaziale Italiana (ASI) è un ente governativo italiano, istituito nel 1988, che ha il compito di predisporre e attuare la politica aerospaziale italiana. Dipende e utilizza i fondi ricevuti dal Governo italiano per finanziare il progetto, lo sviluppo e la gestione operativa di missioni spaziali, con obiettivi scientifici e applicativi.
Gestisce missioni spaziali in proprio e in collaborazione con i maggiori organismi spaziali internazionali, prima tra tutte l'Agenzia spaziale europea (dove l'Italia è il terzo maggior contribuente dopo Francia e Germania, e a cui l'ASI corrisponde una parte del proprio budget), quindi la NASA e le altre agenzie spaziali nazionali. Per la realizzazione di satelliti e strumenti scientifici, l'ASI stipula contratti con le imprese, italiane e non, operanti nel settore aerospaziale.
Ha la sede principale a Roma e centri operativi a Matera (sede del Centro di geodesia spaziale Giuseppe Colombo), a Cagliari, il Sardinia Deep Space Antenna (SDSA), a Malindi, Kenya (sede del Centro spaziale Luigi Broglio). Il centro di Trapani-Milo, usato per i lanci di palloni stratosferici dal 1975, non è più operativo dal 2010.
Ha un organico di circa 468 dipendenti (al 2024), e un budget annuale di circa 2,642 miliardi di euro nel bilancio di previsione 2025. Le attività di ricerca vengono svolte in cooperazione con le Università, il CNR, gli osservatori astronomici, ecc. I campi di studio sono le "scienze dell'universo, le scienze della Terra, le scienze della vita" e la tecnologia aerospaziale.
A giugno 2023 Teodoro Valente è stato nominato Presidente dell'Agenzia, incarico ricoperto fino al decesso avvenuto improvvisamente il 16 luglio 2026.
La politica spaziale italiana prima dell'ASI
Giulio Costanzi, un cui articolo sulla navigazione spaziale e la propulsione nucleare pubblicato nel 1914 è considerato il primo contributo italiano allo studio del volo nello spazio. Luigi Gussalli, pioniere dell'astronautica, scienza cui si dedicò fin dagli anni Venti, intrecciando una corrispondenza con i padri mondiali delle attività spaziali, come Oberth e Goddard. Da ricordare il suo motore a doppia reazione, saggi sui razzi pluristadio e, soprattutto, due pubblicazioni nelle quali anticipava idee a quei tempi di là da venire: “Si può tentare un viaggio dalla Terra alla Luna?” del 1923 e “I viaggi interplanetari per mezzo delle radiazioni solari", del 1946. Gaetano Arturo Crocco, pioniere sia nel settore aeronautico che in quello spaziale, al quale si deve la prima camera di combustione a liquido italiana e, soprattutto, la formulazione della “fionda gravitazionale” o gravity assist, manovra oggi utilizzata in numerose missioni interplanetarie americane, europee e russe per accelerare le sonde con un ridotto dispendio di carburante. Luigi Crocco, universalmente riconosciuto come uno dei maggiori studiosi mondiali nel campo dell'aerodinamica teorica e della propulsione a razzo"Luigi Crocco fu un pioniere degli studi aerodinamici, missilistici e sui motori a reazione: i suoi lavori di aerodinamica erano considerati una "bibbia" da Theodore von Kármán", AA.VV:, Le attività spaziali italiane dal dopoguerra all'istituzione dell'Agenzia spaziale italiana, Agenzia spaziale europea, capitolo 1.. Aurelio Robotti, esperto di propulsione a liquido e padre del primo razzo a liquido italiano a volare con successo (AR3). Luigi Broglio, unanimemente considerato padre dell'astronautica italiana, per il suo straordinario contributo che portò l'Italia a diventare il terzo Paese al mondo ad avere un proprio satellite in orbita (il San Marco 1), il primo al mondo ad avere una base di lancio equatoriale (il Centro spaziale Luigi Broglio) e il primo al mondo ad effettuare un lancio equatoriale. Carlo Buongiorno, allievo di Broglio e primo direttore generale dell'Agenzia spaziale italiana.
Dopo la fase pionieristica le attività spaziali italiane trovano una prima sistematizzazione nel 1959, con la creazione, all'interno del Consiglio Nazionale delle Ricerche, della commissione per le ricerche spaziali, e nel 1963 venne creato, all'interno del Consiglio Nazionale delle Ricerche, un Istituto di ricerche spaziali, quale strumento di coordinamento della ricerca fondamentale e di quella applicativa per l'attuazione dei programmi spaziali nazionali.
Il primo risultato di quegli sforzi fu, nel 1964, il lancio del satellite artificiale San Marco 1, partito dalla base statunitense di Wallops Island, in Virginia, in virtù di un primo accordo con gli Stati Uniti in materia spaziale. Poco dopo questo lancio, l'Italia si dotò anche di una propria base di lancio rilevando una vecchia piattaforma da sbarco dell'esercito americano (la San Marco) e una vecchia piattaforma petrolifera dell'Eni (la Santa Rita) nei pressi di Malindi, in Kenya, e attrezzando nei dintorni anche un segmento di terra. Nasceva così il Centro spaziale Luigi Broglio, da cui sarebbero partiti negli anni successivi altri quattro satelliti della serie San Marco (San Marco 2 nel 1967, San Marco 3 nel 1971, San Marco 4 nel 1974, San Marco D/L nel 1988).
Nel corso degli anni sessanta, l'Italia iniziò a giocare un ruolo chiave anche nella politica spaziale europea, che proprio allora andava prendendo forma. Nel 1964 aderì infatti alle prime organizzazioni spaziali europee, ELDO (European Launcher Development Organisation, per la costruzione dei lanciatori) ed ESRO (European Space Research Organization, per la realizzazione di satelliti scientifici).
Nel 1970 l'Istituto di Ricerche Spaziali del CNR diventò il Servizio Attività Spaziali, nell'ambito della cui attività fu progettato, realizzato e lanciato in orbita, il 26 agosto 1977, il satellite sperimentale pre-operativo per telecomunicazioni SIRIO. Nel frattempo, nel 1975, nasceva l'Agenzia spaziale europea, di cui l'Italia fu tra i Paesi fondatori e di cui è tuttora il terzo paese contribuente dopo Francia e Germania.
Nel 1980 allo scopo di rafforzare il ruolo italiano nel settore, veniva istituito il Piano Spaziale Nazionale, la cui gestione scientifica, tecnica e amministrativa era interamente affidata al CNR. La costante crescita di importanza del settore spazio, del ruolo italiano e la necessità di una sua razionalizzazione, spinsero però alla creazione di un ente a sé stante, appunto l'Agenzia spaziale italiana, nata nel 1988.
Space economy italiana ASI ricopre un ruolo chiave nella space economy nazionale.
Con il decreto-legge n. 35 del 14 marzo 2005 viene avviato l'iter di costituzione dei Distretti Tecnologici regionali i partnership sia con gli enti del governo centrale come il MIUR che con partner privati. Il 25 febbraio 2018 entra in vigore la nuova normativa sulla Space Economy. Viene istituito il Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale. In base agli obiettivi della legge, la norma sancisce che il Presidente del Consiglio dei ministri, "con proprio decreto da adottare entro quindici giorni" dalla data di entrata in vigore della disposizione, "individua il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle politiche spaziali e aerospaziali e l'ufficio della Presidenza del Consiglio responsabile delle attività di supporto, coordinamento e segreteria del Comitato".
L'Agenzia Spaziale Europea valuta che, in Italia, per ogni euro investito nello spazio, l'economia registra 7 euro di ritorni economici, mentre tale ritorno economico, secondo uno studio effettuato dalla stessa ASI con il dipartimento di Economia dell’Università di Roma Tre, ammonterebbe a 11 euro.
In Italia, le circa 220 imprese del settore tra grandi, PMI e start-up e 11 cluster tecnologici regionali e nazionali. Il numero delle adesioni al catalogo è in costante crescita. L'Italia è il terzo finanziatore dell’Agenzia Spaziale Europea e uno dei primi dell’attuale European Astronaut Corps, nonché, realizzando sia lanciatori che satelliti, uno dei pochissimi paesi al mondo a disporre di una filiera di prodotto completa nel settore.
Nel settembre 2015 la NASA ha annunciato la selezione di 13 micro-satelliti che faranno parte della missione Artemis 1 tra i quali figura, unico tra le proposte europee, ArgoMoon, realizzato dall'azienda italiana Argotec in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana. Un altro microsatellite di Argotec che ha partecipato alla missione DART della NASA è il LiciaCube (Light Italian cubesat for imaging of asteroids) progetto di un cubesat italiano coordinato dall'ASI. Questo satellite fa parte della missione DART e si è separato dalla sonda principale poco prima dell'impatto di quest'ultima con l'asteroide Dimorphos per documentare gli effetti dell’impatto.
Viene inoltre approvato il programma multimissione PLATiNO (Piccoli Satelliti ad Alta Tecnologia), per sviluppare la capacità industriale nel settore dei satelliti di piccola massa. Il 7 agosto 2019, l'azienda Sitael ha firmato un contratto con l'Agenzia Spaziale Italiana per la realizzazione di una piattaforma satellitare, "Platino-1" che ha lo scopo di validare le tecnologie che compongono il satellite, compresa la micro-antenna SAR realizzata da Thales Alenia Space.
Nel 2020 nasce Primo Space, il primo fondo di venture capital italiano specializzato nel settore spaziale, promosso dalla società Primomiglio Sgr ed a cui partecipa Cassa Depositi e Prestiti. Il nuovo fondo nasce con il supporto dell’Agenzia spaziale italiana e della Fondazione E. Amaldi, principale advisor di Primo Space nella valutazione tecnica. Il fondo ha ricevuto 30 milioni di finanziamento dal Fondo europeo d’investimenti (FEI) nell'ambito del programma pilota InnovFin Equity Space, a sua volta inserito nel programma Ue Horizon 2020.
Ad Ottobre 2020, l'azienda Sitael ha anche vinto un bando straordinario dell'Agenzia Spaziale Europea per fronteggiare l'emergenza COVID-19 con tecnologie spaziali. Sitael realizzerà un treno-ospedale con postazioni di terapia intensiva connesse via satellite per servizi di tele-medicina anche in movimento. Il progetto si chiama ICUTRAIN (Intensive Care Unit TRAIN), ed è stato selezionato dall’ESA come vincitore del bando "Space in response to COVID-19 outbreak", fra gli oltre 130 inizialmente selezionati. ICUTRAIN è un’idea di Sitael, proposto dall'ASI.
A fine 2021 nasce inoltre il programma Iride, una nuova costellazione formata da una cinquantina di satelliti di varie dimensioni e caratteristiche, che ha visto a gennaio 2025 il lancio del satellite Pathfinder, il primo della costellazione HEO (Hawk for Earth Observation), realizzata da Argotec per il programma IRIDE, che sarà composto da sei costellazioni progettate per fornire informazioni per una vasta gamma di servizi ambientali, di emergenza e di sicurezza per l'Italia.
Il progetto del lanciatore Vega è nato in Italia e in seguito è stato fatto proprio dallAgenzia Spaziale Europea. Siamo arrivati oggi al Vega C che rappresenta l’evoluzione tecnologica del Vega. Il lanciatore è progettato per aumentare la propria capacità di carico fino a 2200 kg in orbita bassa terrestre. Il vettore è in grado di offrire migliori prestazioni rispetto al suo predecessore ed un costo più competitivo, grazie a una maggiore efficienza nei processi di produzione. Il volo inaugurale è avvenuto il 13 luglio 2022 alle ore 15:13 dallo spazioporto europeo di Kourou in Guyana Francese. Il 5 dicembre 2024 Vega C ha effettuato un lancio con a bordo