Il FIRE (acronimo di Fully integrated robotized engine) è un motore 4 tempi alimentato a benzina con 4 cilindri in linea verticale e distribuzione ad asse a camme in testa a 8 (monoalbero) o 16 valvole (bialbero) a disposizione trasversale anteriore. Progettato a Torino, viene prodotto a partire dal 1985 da Fiat Auto e montato per la prima volta sulla Autobianchi Y10.
Dopo vari aggiornamenti ed evoluzioni, l'ultimo esemplare dell'originale FIRE aspirato dalla cilindrata di 1242 cm³ 4 cilindri a 8 valvole è stato prodotto nell'impianto di Termoli il 16 giugno 2025, cedendo definitivamente il posto alla successiva famiglia di motori benzina FireFly. Altre versioni del motore, come la 1.4 con testata a 8 e 16 valvole, sono ancora in produzione, così come le versioni destinate ai mercati sudamericani, dove il FIRE è utilizzato da alcune autovetture che vengono prodotte localmente.
Storia e caratteristiche I motori FIRE furono inizialmente studiati in joint venture con PSA che poi non ne sviluppò la produzione per le difficoltà economiche in cui versava il gruppo francese all'inizio degli anni 80. Fiat decise così di produrre autonomamente il motore FIRE. La nascita del propulsore ha una data ben precisa: 30 marzo 1985. Quel giorno il presidente Fiat Gianni Agnelli e il Presidente della Repubblica Sandro Pertini inaugurarono la terza ala dello stabilimento di Termoli che avrebbe prodotto in Italia quello che sarebbe diventato uno dei più importanti motori della casa torinese. Essi cominciano a rimpiazzare i vecchi motori ad aste e bilancieri Fiat, denominati "serie 100", da metà degli anni ottanta, debuttando nel 1985 a bordo della Autobianchi Y10 prima serie, erede della A112.
Il progetto, il cui design dell'aspetto esteriore fu curato da Rodolfo Bonetto è rivoluzionario: abbracciando la logica dell'integrazione, il numero di componenti era inferiore di 65 rispetto alla "serie 100", a beneficio della riduzione di peso e della facilità costruttiva. Stefano Iacoponi fu invece il responsabile della progettazione.
Per la prima volta in Fiat il team di sviluppo fu costituito dai progettisti e ingegneri motoristi, dagli ingegneri e tecnici dell'assemblaggio e dal Centro Stile Fiat. Lo scopo era quello di realizzare un motore che seguisse i concetti del project for automatic assembly e che dovesse inoltre risultare esteticamente gradevole.
Questo motore a benzina rispetto ai precedenti era più semplice, affidabile e meno costoso: infatti consumava il 15% in meno rispetto al motore da 903 cm³ della Serie 100 a parità di prestazioni. I motivi principali erano i minori attriti interni per via della qualità delle lavorazioni e il minor numero di componenti in movimento: tutto ciò ha portato all'ottimizzazione della combustione, per la prima volta studiata e perfezionata in un motore di piccola cilindrata. Questo permise di andare su soluzioni di combustione magra con rapporto stechiometrico superiore al rapporto canonico di 14,7:1.
La filosofia costruttiva lasciava il basamento in ghisa e la testa in lega leggera. Ma lo studio strutturale con l'ausilio dei sistemi CAD/CAE permise di ottenere una fusione a pareti sottili e ricavare un peso totale del motore di soli 69 kg contro i 78 kg del 903, che pure seguiva la stessa filosofia costruttiva del monoblocco in ghisa e testa in alluminio.
Da specificare un altro vantaggio dei motori FIRE: anche in caso di rottura della cinghia di distribuzione non si riportava nessun danno né alle valvole né al pistone, perché l'apertura massima delle valvole faceva in modo che, comunque, non raggiungessero il cielo del pistone, quando questo era al suo PMS (punto morto superiore).
I primi motori erano alimentati a carburatore; l'iniezione fa la sua comparsa in Italia nel 1989, mentre in Svizzera e in altri mercati europei era già in uso precedentemente a causa di normative antinquinamento più rigide.
La prima versione del motore, dalla cilindrata di , pur mantenendo la stessa potenza del suo predecessore di 903 cm³, appartenente alla famiglia Serie 100, ne migliorava la coppia motrice, i consumi e la rumorosità. L'adozione dell'albero a camme in testa e l'accensione elettronica riduceva drasticamente gli interventi di manutenzione. Lo spinterogeno calettato direttamente sull'albero a camme ha permesso di eliminare i rinvii a vantaggio di leggerezza, semplicità progettuale e realizzazione: i tempi necessari per assemblare un motore FIRE scesero a 2 ore contro le 4 necessarie per il predecessore. La pompa dell'olio direttamente inserita sull'albero a gomiti seguiva la stessa filosofia dello spinterogeno.
Fu montato per la prima volta sulla Autobianchi Y10 e subito dopo sulla Fiat Uno 45 intorno al 1985, mentre l'anno seguente esordisce il 769 cm³ che fu montato sulla Panda, questa versione ebbe problemi di gioventù che costrinsero a far viaggiare il motore con un anticipo di accensione che ne cambiava il comportamento, divenendo più reattivo, ma aumentando i consumi in maniera sensibile, con l'anticipo dichiarato sui manuali di officina il motore non teneva il minimo.
Da sottolineare che il passaggio dal 903 al 999 cm³ ha significato un netto miglioramento a livelli di rendimento del propulsore stesso, ovvero, a parità di potenza sono migliorati tutti gli aspetti a esso collegati: più coppia, più leggerezza, manutenzione ridotta, ma soprattutto minori consumi.
Nel 1985 il motore FIRE 1000 (999 cm³) nacque come motore di piccola cilindrata, capace però di un'elevata potenza; nella fase iniziale di sviluppo era capace di 70 cavalli per litro, ma dato che al tempo serviva un motore da 45 CV, venne limitato a tale potenza, come confermato da Stefano Iacoponi. Venne esposta una versione accreditata di 80 CV a 7500 giri/min. non montata su autoveicoli, che non ebbe seguito produttivo.
Dal FIRE 1000 derivarono dapprima il 1108 cm³, poi il 1242 cm³ in uso, oltre che su svariati modelli Fiat e Lancia, anche sotto i cofani della seconda generazione della Ford Ka. Il più grande motore aspirato derivato dal FIRE è il 1368 cm³ in uso su modelli Fiat, Alfa Romeo e Lancia, dal 2009 disponibile anche con sistema di aspirazione Multiair.
Nel 1992, per contribuire a rispettare la normativa antinquinamento Euro 1, le versioni con il carburatore vennero sostituite con le versioni a iniezione single point (SPI), e iniezione multi point (MPI). Poiché il motore FIRE era stato originariamente concepito per funzionare "a combustione magra", l'obbligo del catalizzatore e quindi il conseguente utilizzo del rapporto aria-benzina stechiometrico limitò il rendimento del propulsore, snaturandone il funzionamento. I valori di coppia e potenza subirono così un decremento, mentre il consumo di carburante aumentò.
Tuttavia, nel giro di qualche anno, la Fiat mise a punto aggiornamenti via via più efficaci, ripensando il funzionamento del propulsore nell'ottica delle nuove normative. Così il motore FIRE, anche grazie all'efficacia del progetto iniziale, diede vita a nuove versioni sempre più performanti e all'avanguardia.
Infatti, nel 1997 su Lancia Y debuttò l'evoluzione plurivalvole chiamata Super-FIRE, nella versione 1242 cm³ da 86 cavalli, con testata 16 valvole e due alberi a camme in testa, e iniezione multi-point semi-sequenziale (SMPI). Debutterà poi nel 2003 la versione da 1368 cm³, disponibile prima nella sola versione Super-FIRE da 95 cavalli a bordo del restyling della seconda serie Punto, poi anche nella più semplice versione 8 valvole da 77 cavalli per la Grande Punto a partire dal 2005. Sempre nella Grande Punto, è stato introdotto il FIRE 1.2 in versione da 65 cavalli.
Nel 2006 è stata presentata sulla Fiat Grande Punto la versione StarJet del FIRE, un 1.4 16 valvole da 95 cavalli munito di EGR, PDA e VVT. 1.4 Nel 2007, con la presentazione della nuova Fiat Bravo, è stato presentato il FIRE 1.4 in versione sovralimentata grazie al turbocompressore (T-Jet), montato in seguito su altre vetture del gruppo Fiat, in particolare sulle Grande Punto e sulle Abarth 500. Il più potente motore FIRE prodotto per applicazioni stradali ha raggiunto la potenza massima di 190 cavalli sotto il cofano della Abarth 500 in versione "695 Biposto". Ed è proprio il 1.4 FIRE nelle sue varie declinazioni il primo motore della famiglia ad approdare negli Stati Uniti d'America a partire dal 2010.
Sempre nel 2007 appare la versione VVT da 69 cavalli del FIRE 1.2 sotto il cofano della FIAT 500, che con l'avvento delle normative Euro 5 soppianterà le versioni da 60 e da 65 CV (non dotate di fasatura variabile delle valvole) fino ad allora esistenti.
I motori FIRE sono, inoltre, i primi motori a essere dotati del sistema di controllo dell'apertura delle valvole MultiAir, che ha fatto il suo debutto nel 2009 sotto i cofani delle utilitarie Alfa Romeo MiTo e Fiat Punto Evo.
Tale famiglia di motori, a partire dal 2016 nel mercato sudamericano e dal 2018 in quello europeo e nordamericano, ha cominciato a essere sostituita dalla nuova famiglia FireFly.
Lista di motori FIRE in ordine di cilindrata
769 cm³ 8v (dal 1986 al 1992) 999 cm³ 8v (dal 1985 al 1992) 999 cm³ 8v SPI (dal 1987 al 2002) 999 cm³ 8v SMPI (dal 2001 al 2006, solo in Brasile) 999 cm³ 16v SMPI (dal 2001 al 2003, solo in Brasile) 999 cm³ 8v SMPI flex-fuel (dal 2005, solo in Brasile) 1108 cm³ 8v (dal 1989 al 1993) 1108 cm³ 8v SPI (dal 1993 al 2000) 1108 cm³ 8v SMPI (dal 2001 al 2010 sostituito dal 1242 omologato Euro 5) 1242 cm³ 8v SPI (dal 1993 al 2000) 1242 cm³ 8v MPI (dal 1993 al 1999) 1242 cm³ 8v SMPI (dal 1993 al 2009) 1242 cm³ 8v SMPI VVT (dal 2007 al 2025) 1242 cm³ 16v SMPI (dal 1997 al 2009) 1368 cm³ 8v SMPI (dal 2005, ancora in produzione) 1368 cm³ 8v SMPI VVT (dal 2005, ancora in produzione) 1368 cm³ 8v flex-fuel (dal 2005, solo in Brasile) 1368 cm³ 16v SMPI (dal 2003, ancora in produzione) 1368 cm³ 16v SMPI VVT-PDA (Starjet, dal 2005, ancora in produzione) 1368 cm³ 16v SMPI T-JET (dal 2007, ancora in produzione) 1368 cm³ 16v SMPI MultiAir (dal 2009, ancora in produzione) 1368 cm³ 16v SMPI MultiAir Turbo (dal 2009, ancora in produzione)
I motori FIRE nel dettaglio FIRE 750
Il più piccolo (per cilindrata) dei motori FIRE è il motore FIRE 750, le cui caratteristiche generali sono: alesaggio e corsa: 65x58 mm cilindrata: 769,85 cm³
Questo motore, che era dotato di alimentazione a carburatore, debuttò nel 1986 sotto il cofano della Panda e uscì di produzione alla fine del 1992 in seguito alla decisione della casa di non omologarlo per le normative Euro 1. Unica applicazione di questo motore è proprio la Fiat Panda prima serie, che ne fece uso dal 1986 al 1992. Questo motore non è mai stato reso disponibile versione ad iniezione elettronica single point, ma venne dotato di un accessorio denominato "Ecobox", montato esclusivamente sulla Panda 750 Europa dal 1989 al 1991, che differisce rispetto la versione a carburatore semplice, per un riscaldatore sul collettore di aspirazione in grado di ridurre gli idrocarburi durante la fase di riscaldamento
Per quanto siano di pari cilindrata, il motore FIRE 750 e il motore della Panda 750 Young non hanno nulla in comune, essendo quest'ultimo basato sul vecchio motore FIAT 100 ad aste e bilancieri in versione da 903 cm³, montato, tra l'altro, proprio sui primi modelli della Panda del 1980, ossia quelli prodotti dal 1980 al 1986, anno del restyling.
Motore FIRE 750 Variante Alimentazione Rapporto dicompressione PotenzaCV/rpm CoppiaNm/rpm Normativaantinquinamento Applicazioni Anni diproduzioneFIRE 750Carburatoremonocorpo9,4:134/525056,9/3000Euro 0Fiat Panda 750, versioni L-CL-S (1986-1991) e, successivamente, base e CLX (1991-1992)1986-92FIRE 750 EuropaDispositivo EcoboxFiat Panda 750 Europa CL (1989-91)1989-91
FIRE 1000 Il motore FIRE 1000 è il primo dei motori FIRE a essere lanciato sul mercato (nel 1985, sotto il cofano dell'Autobianchi Y10) e anche il più longevo. Le caratteristiche generali sono: alesaggio e corsa: 70x64,9 mm