Biografia

La giovinezza, la formazione e l’attività artistica dopo il primo conflitto mondiale Luigi Amato nasce il 1º gennaio del 1898 a Spezzano Albanese, piccolo centro in provincia di Cosenza.

A soli cinque anni perde la mamma, Sofia Arabia, e dunque, a crescerlo è suo padre Francesco.

Questi era di professione costruttore edile e spesso portava il pittore insieme a lui nei vari cantieri di lavoro.

Proprio in questo periodo, Luigi Amato mostra il suo talento innato e la sua passione per il disegno e per la geometria, ricevendo i primi rudimenti dal genitore.

Dopo aver frequentato le scuole elementari da privatista, nel 1911 consegue il diploma di Maturità presso la Scuola Elementare di Rossano, in provincia di Cosenza.

L’anno successivo, si trasferisce a Roma, dopo aver vinto una borsa di studio messa in palio dalla Regione Calabria e inizia a frequentare la Regia Accademia di Belle Arti in Via di Ripetta.

Suoi maestri furono gli artisti Umberto Coromaldi, Duilio CambellottiBiography of Luigi Amato (edukalife.blogspot.com) consultato il 23 marzo 2021;. Il 1916 è l’anno della chiamata alle armi. Luigi Amato è costretto ad interrompere il suo percorso di studi artistici perché, come tanti giovani dell’epoca, deve partire per il fronte.

Il congedo del 1919 gli consentirà di completare il percorso interrotto, che concluderà nell’estate del 1920.

Da qui in avanti si dedicherà completamente alla pittura, con una particolare propensione al ritratto.

Il 1920 è un anno importante per Luigi Amato, poiché esordisce con la sua prima mostra personale nel paese natio, Spezzano Albanese. Ad incoraggiare e patrocinare questa iniziativa furono Ferdinando e Gennaro Cassiani. Il primo avvocato meridionalista e storico, il secondo suo figlio, poi deputato. La mostra fu allestita presso il Circolo Formazione e Cultura sito nel comune calabrese.

L’evento espositivo fu, perciò, pretesto importante per far apprezzare le grandi capacità dell’artista, come dimostrano anche le parole pubblicate su Azione Nuova nel Novembre del 1920: “[…] Tutti i lavori esposti hanno riscosso e riscuotono l’ammirazione dei numerosi visitatori per precisione e correttezza di linee, per gusto squisito di intonazione e per caratteristici e vigorosi effetti di luce e d’ombre. […]. Al coro di congratulazioni degli innumerevoli visitatori, uniamo le nostre, con gli augurii più fervidi di un avvenire pieno di gloria.”Azione Nuova, 10 Novembre 1920;

Egualmente la notizia viene riportata sul Il Mattino del 10 ottobre del medesimo annoIl Mattino, 10 ottobre 1920;.

Nel 1921, sulla rivista Calabria Vera, nel numero del 1º gennaio si riporta un'interessante descrizione critica dell’Amato, quale promessa dell’arte: “ L’Amato è giunto all’arte a furia di sacrifizi e per forza di amore. […]. Dei lavori esposti due sono di paesaggio e sei di figure: l’Amato, forse prematuramente confida di preferire la figura e di aspirare ad essere ritrattista. […] È nei paesaggi che l’Amato offre della composizione: sia nel quadro “Chiaro di luna” sia nell’altro “Dopo il crepuscolo”. Temi di virtuosismo per ogni altro giovane, mentre l’Amato non ha fatto altro, svolgendo il primo, che fondere gradualmente le tonalità di luce lunare sul cielo alla luce riflessa lagunare, sullo sfondo della notte nubila specie sotto le arcate del ponte, e così nell’altro paesaggio “Dopo il crepuscolo” ha pure fuso in senso verticale, la luce crepuscolare esterna alla luce del focolare domestico in un interno agreste. […].Calabria Vera, 1 gennaio 1921;

Il talento del giovane calabrese non tarda ad essere riconosciuto, infatti è datata al 5 dicembre del 1922 la lettera ufficiale in cui viene favorevolmente accolta la sua richiesta di ingresso nella storica “Associazione Artistica Internazionale di Roma” di Via Margutta. Risale proprio a questo periodo anche la sua partecipazione all’Esposizione del Ritratto organizzata da quest’ultima. Della mostra, ed in particolare dell’artista, scrive Il Piccolo, pubblicando il ritratto di Vittoriana Zingone, figlia di Gennaro Zingone, industriale molto noto a Roma: “ […] è stato esposto un bellissimo quadro del giovane pittore calabrese Luigi Amato, che rappresenta la bella e intelligente bimba Vittoriana Zingone, figlia del nostro amico cav. Gennaro, l’industriale così noto nella Capitale. Il ritratto della Vittoriana è un pastello pregevolissimo per freschezza e somiglianza ed è stato oggetto di lodi e congratulazioni. Il giovane pittore Luigi Amato è un ritrattista già apprezzato dalla critica e dal pubblico, al quale è riservato il più lusinghiero avvenire."Il Piccolo, 22-23 dicembre 1922;

Il 1925 è un anno importante per il pittore che, incoraggiato dall’amico poeta Trilussa, tiene la sua prima personale a Roma, che sarà organizzata proprio da quest’ultimo, presso le sale dell’Associazione Italo-Americana a Palazzo Salviati in Corso Umberto I 271, riscuotendo grande favore di critica e di pubblico.

L’evento attirerà anche l’attenzione dei giornali, tanto che Norberto Pazzini ne scrisse sul Messaggero del 9 gennaioNorberto Pazzini in Il Messaggero 9 gennaio 1925;. La notizia uscì anche su L’Epoca del 25 gennaio, sul Tevere del 10 gennaio, fino alla Cronaca di Calabria del 1º febbraio, di cui scriverà Ferdinando Cassiani, organizzatore della mostra a Spezzano Albanese del 1920.

La sua attività artistica è in incremento e Amato decide di affittare uno studio nella centralissima Via Montebello, come testimonia la ricevuta di pagamento di locazione datata al 23 maggio del 1925.

Nel 1926 espose presso la Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma, nel 1931 presso l’Associazione Calabresi e Lucani e nel 1934 alla Sindacale Romana.

Nel 1927, in occasione del ricevimento in onore di Michele Bianchi, tenutosi presso l’Associazione Calabrese situata in Corso Umberto I, sempre nella capitale, un ritratto a pastello dell’Amato viene donato a questi. Dell’evento e del dono riportano cronaca sia il Messaggero del 28 aprileIl Messaggero, 28 aprile 1927;, che la Cronaca di Calabria del 1º maggioCronaca di Calabria, 1 maggio 1927;,

Nel 1928 esegue il ritratto dell’allora Miss Italia Livia Marracci.Il Tevere, 28 marzo 1928

Luigi Amato eccelle nel ritratto, genere in cui ama cimentarsi da sempre, pur se aveva dimostrato valentia esecutiva anche nel paesaggio. Le committenze si susseguono e nel 1929 realizza i ritratti del generale Francesco Saverio GrazioliIl Messaggero, 2 gennaio 1929; e della vedova del poeta Giuseppe Aurelio Costanzo,Il Messaggero, 5 gennaio 1929 Linda.

È del 1932 il ritratto del generale Attilio TeruzziCronaca di Calabria, 31 marzo 1932;. A quegli anni risale il quadro che l’Amato fece della madre di quest’ultimo, pubblicato sul Piccolo nel mese di giugno 1933Il Piccolo, 10 giugno 1933;.

Nel 1935 le opere dell’artista appaiono sempre più di frequente sulla rivista Le Carnet Mondain.

In questo periodo il suo studio si trova in Via Maria Cristina di Savoia, sempre in Roma, e viene descritto come ampio, elegante e luminosoLe Carenet Mondain, Marzo 1935 XIII, pp. 24-25;, a dimostrare il successo che Amato aveva ormai guadagnato nell’ambiente artistico.

Sempre sul Carnet Mondain è in copertina con i ritratti del Re d’Italia Vittorio Emanuele IIILe Carnet Mondain Agosto-Settembre 1936 XIII; e con quello della Regina ElenaLe Carenet Mondain Gennaio 1936 XIV;.

Nel dicembre del 1937, la vita del pittore si arricchisce di una grande gioia: nasce il figlio Francesco, avuto dalla moglie Marcella Giuntini, sposata alla fine degli anni Venti.Le Carnet Mondain Dicembre 1937 XVI, p.44;

Al 23 novembre del 1937 è datata la lettera di una committenza del Circolo delle Forze Armate di Palazzo Barberini, in cui si richiede al pittore la realizzazione della copia del dipinto di sua Maestà la Regina Elena d'Italia. Luigi Amato aveva dunque raggiunto stima e notorietà in Italia, ma sono anche le esperienze all’estero a confermare questo successo. Ad accoglierlo, sul finire degli anni Trenta, saranno, infatti, due importanti e vivaci capitali europee, quali Londra e Parigi.

Gli anni Quaranta in Italia e l’attività ed i riconoscimenti a Londra e Parigi

Nel 1938 il pittore giunse a Londra, dove espose alla trentanovesima mostra della The Pastel Society, tenutasi al Royal Institute Galleries 195, a Piccadilly.Catalogo della mostra The Pastel Society. Catalogue of the Thirty-ninth Exhibition of the Paste Society – 1938, pp..32, 45; Inizialmente è invitato come esterno, ma poco dopo, il 26 gennaio 1939, sarà invitato come socio effettivo. La sua presenza alla mostra e l’apprezzamento per il suo lavoro sono testimoniati anche da un articolo uscito sul Daily Telegraph del 14 gennaioDaily Telegraph, 14 gennaio 1938; di quell’anno.

Sempre nel 1938, a Maggio, a “Le Salon” di Parigi prende parte alla "151° Exposition Officielle des Beaux-Arts” presso il Grand Palais des Champs Élysées con lo splendido pastello “Piccola Calabrese”. Nel relativo catalogo è riportato che Amato risiede a Folkestone, in InghilterraCatalogo della Mostra, Société des Artistes français, Le Salon 1938, 151° “Exposition Officielle des Beaux-Arts”, Grand Palais des Champs Élysées, Avenue Alexandre III, p. 64;. Proprio partecipando a questo evento espositivo, riceve una Menzione d’Onore, attirando subito l’interesse dei critici e delle riviste di settore come “Arts” in cui, nelle note biografiche sarà definito “Enfant prodige de la peinture” e di cui verrà sottolineato, oltre alle importanti doti artistiche, il suo ingresso nella Pastel SocietyArts, luglio 1938, p.5;. Anche “Le Revue Moderne” scriverà di lui, ponendo in risalto le sue capacità sin dalla giovane età, la sua formazione romana con Coromaldi e Cambellotti, sino alla sua maturità espressiva che lo aveva fatto apprezzare non solo in Italia, ma anche all’esteroLa Revue Moderne . Illustrèè de Arts ed de la Vie, Paris, Anno 30 N°14, 30 luglio 1938, p. 7;.

Tale menzione fu proposta sia dal critico M. Henry Maistre (della rivista Arts), con una lettera datata 9 maggio 1938, che dalla rivista Le Revue Moderne, con lettera dell’11 maggio dello stesso anno.

Nel catalogo della mostra della Pastel Society del 1939, Luigi Amato è inserito quale membro effettivo e con considerevoli quotazioniCatalogo della mostra The Pastel Society. Catalogue of the Fortieth Exhibition of the Paste Society – 1939, pp. 4, 14;. Nel marzo del 1939 tiene una mostra presso la Arlington Gallery, situata al 22 della londinese Bond Street, dove sono esposti diversi ritratti e studi, ad olio e pastello.Catalogo della Mostra, Portraits and studies in Pastels & Oils by Luigi Amato, Arlington Gallery at 22 Old Bond Street, W.I.

Sempre relativamente all’attività del pittore all’estero, è fondamentale citare il contenuto del catalogo d’arte Apollo che nel numero dell’aprile del 1939 contiene un interessante saggio su Pablo Picasso, Luigi Amato e Ben Nicholson, in cui è riportato che: “[…] These three artist may therefore readily stand as representatives of three distinct categories of art […]” ed in cui si fa riferimento proprio alla mostra presso l’Arlington Gallery.Apollo. The Magazine of the Arts, april 1939, p.204;

Nel mese di maggio del 1939 Luigi Amato si sposta a Batsford, Campden, nel Glouchestershire, così come testimoniano i documenti ufficiali della regolarizzazione della residenza.

Nel luglio dello stesso anno partecipa alla mostra “Exhibition summer 1939” di “The Royal Society of British Artists” presso Suffolk Street, Pall Mall, London, con il pastello “Study”.Catalogo della mostra, The Royal Society of British Artists, One Hundred & Ninety – First Exhibition Summer 1939 London and Londoners, Suffolk Street, Pall Mall, London, p. 21, 60;

Il 28 ottobre 1939 viene insignito del prestigioso titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, 3 febbraio 1940, p. 17;