Il Tarocco Siciliano o Trunfu è un antico gioco di carte di presa a punti. È uno dei mazzi e relativi giochi, eredi della tradizione del gioco dei Trionfi, inventato in Italia all'inizio del XV sec. Il mazzo utilizzato non ha nulla a che vedere con le attribuzioni occultistiche inventate in Francia alla fine del XVIII sec. né con l'uso cartomantico odierno.
È praticato con un mazzo di Tarocchi specifico, ridotto fin dalla metà del XVIII sec. da 78 a 63 carte, che lo accomuna all'altro gioco di tarocchi oggi ancora diffuso in Italia, il Tarocchino Bolognese. Nella sua forma originaria il mazzo arrivato in Sicilia e le regole di partenza sulla base del quale fu creata questa variante locale era quello dei Gallerini, il nome dato in Sicilia alle Minchiate Fiorentine.
Il mazzo comprende 41 carte numerali e figure di Coppe, Spade, Bastoni (o Mazze) e Oro (o Denari) di seme 'portoghese', simile alle Minchiate Fiorentine, più il quinto seme di 21 Trionfi (briscole o numeri) e una carta speciale il Fuggitivo (U Fujutu) corrispondente al Matto degli altri mazzi. L'iconografia delle carte è in alcuni casi differente e peculiare rispetto agli altri mazzi di tarocchi.
Dal 2014 è l'unico gioco di carte Iscritto quale patrimonio immateriale tra le pratiche espressive ed orali nel Registro Eredità Immateriali della Sicilia ai fini UNESCO.
Storia Giunto in Sicilia probabilmente nell'arco del XVI sec., e già stampato a Palermo almeno dagli inizi del XVII sec. è stato giocato in tutta la Sicilia, principalmente nei circoli di conversazione di molti paesi ancora per tutto il XIX sec. e per metà del XX sec. Oggi è ancora conosciuto e praticato principalmente in quattro paesi originari come tradizione locale:
- Mineo (provincia di Catania)
- Tortorici (provincia di Messina)
- Barcellona Pozzo di Gotto (provincia di Messina)
- Calatafimi (provincia di Trapani)
e a Catania, sotto la spinta conservativa e divulgativa dell'A. C. Gioco Tarocchi Siciliani - Michael Dummett che organizza mostre, corsi ed eventi agonistici (tornei e campionati).
A Ragusa è stato praticato fino agli anni '70 del 1900 nel Circolo di Conversazione di Ragusa Ibla in un'ulteriore variante.
Il Marchese di Villabianca, a cui si deve la gran parte delle notizie storiche riguardanti i Tarocchi Siciliani, nel suo testo De giuochi volgari, afferma: "il giuoco de Tarocchi fu portato in Sicilia dal fu Vicerè Francesco Gaetani duca di Sermoneta, che fiorì nel 1662", assumendo inizialmente il nome di "Gallerini". Il gioco era già praticato, da circa due secoli, nel Nord Italia, in particolare a Ferrara, Milano, Firenze e Bologna.
Non si conosce l'iconografia dei Tarocchi siciliani prodotti nel Settecento ma è probabile che sia la stessa dei più antichi mazzi conservati ancor oggi in collezioni pubbliche e private. Il Museo Pitré di Palermo possiede un mazzo, incompleto, che sembra essere il più antico arrivato ai nostri giorni; fu prodotto nel 1802 dalla Fabbrica Felice Cimino di Palermo, che fu attiva fino al 1838 circa. Altri stampatori noti nel corso dell'Ottocento sono "Tuzzolino" e "Lorenzo di Lorenzo".
Nel secolo seguente fu attiva sin verso il 1930 la fabbrica Azzarello di Palermo, alla quale viene attribuito un modello, intitolato "Trinacria" che, negli anni 50, fu imitato dalla Modiano di Trieste, che lo pubblica ancor oggi. Il modello "Trinacria" è stato ristampato recente da Rinascimento Italian Style Art di Asti sotto la supervisione dello storico Giordano Berti.
Un'altra versione, sempre legata al modello ormai tradizionale, fu prodotta a Catana dal 1930 al 1975, dalla fabbrica Concetta Campione.
Una nuova versione ispirata alla tradizione si deve a Lelio Bonaccorso ed è stata pubblicata dall'Associazione Culturale Gioco Tarocchi Siciliani - Michael Dummett ente no-profit che promuove dal 2014 la tutela e conservazione del gioco. Questo mazzo ha on una giocabilità da standard internazionale grazie al formato 'Bridge' ed agli indici.
Note
Bibliografia Michael Dummett, I Tarocchi Siciliani. Edizioni La Zisa, Palermo 1995. Salvatore Bonaccorsi, I Tarocchi Siciliani di Mineo. Storia e pratica del 'Trunfu' gioco di carte eredità immateriale siciliana, Centro Culturale Paulu Maura, Mineo (CT) - A.C.Gioco Tarocchi Siciliani Michael Dummett-CT, 2014 (riedizione 2023) Salvatore Bonaccorsi, Emilia Maggio (a cura di), Il Mondo in Mano. Sei secoli di Tarocchi e Carte da Gioco in Sicilia, Operaincerta, Ragusa, 2019 Simone Cardullo, I Tarocchi Siciliani, Giambra Editori, Terme Vigliatore (ME) 2014. Giordano Berti e Giulia Orsini, I Tarocchi Siciliani. Notizie storiche e pratiche divinatorie, Rinascimento-Team Service, Asti, 2026. ISBN 979-12-81247-73-4.
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