Ladenite tubercolare identifica un tipo di infezione delle stazioni linfonodali, in particolare quelle del collo, dovuta al genere Mycobacterium.
. Negli adulti il batterio normalmente responsabile è il Mycobacterium tuberculosis (il bacillo responsabile della tubercolosi nell'uomo), mentre negli individui giovani è generalmente causata da micobatteri non tubercolari (NTM)Dall'inglese Nontuberculous mycobacteria, conosciuti anche come "micobatteri atipici".
Nota anche come scrofolosi, era nota popolarmente con il termine di scrofula o scròfola. .
Storia
Nel Basso Medioevo, e nei secoli che vanno dal X al XII secolo, in Francia e in Inghilterra, ove la malattia era chiamata comunemente (come sopra affermato) scrofula, si pensava che i sovrani, imponendo le mani, fossero in grado di guarire tale patologia. Pertanto era denominata anche tocco reale. La scrofola era anche chiamata il male del re. Si pensava che i sovrani avessero ereditato tale capacità grazie alla loro discendenza da Edoardo il Confessore, re inglese dal 1042 al 1066, che, in base a talune leggende, lo aveva ereditato da San Marcolfo.. L'ultimo esempio di pubblico "tocco" della scrofola fu il 31 maggio 1825 ad opera di Carlo X, tra la generale incredulità e derisione. Nel Regno di Sicilia invece, secondo i dettami della Scuola medica salernitana, la si curava semplicemente con impiastri di ficoRegola sanitaria salernitana, versione italiana di Fulvio Gherli, Salerno 1954..
Epidemiologia Un tempo più diffuso, rimane di carattere raro, si manifesta in persone immunodepresse (come quelle affette da AIDS).
Sintomatologia Il sintomo caratteristico della malattia è l'ingrossamento dei linfonodi del collo, ingrossamento persistente che si aggrava con il passare del tempo, raggiungendo dimensioni tipiche della linfoadenomegalia. Ci si riferisce alle masse nodulose con il termine di ascesso freddo perché la malattia non è accompagnata da fenomeni tipici del processo infiammatorio, come l'arrossamento e l'aumento della temperatura della cute, sebbene la malattia sia spesso accompagnata da febbre, brividi e malessere. Tra i sintomi anche fistole sulla cute dei linfonodi ingrossati che guarendo lasciano cicatrici. Si possono anche avere lesioni della cornea, della mucosa nasale, lesioni eczematose del volto e del cuoio capelluto, tumefazione del naso e del labbro superiore che danno al volto, in particolare nei bambini, un aspetto caratteristico che ricorda il muso del maiale (facies scrofolosa) da cui il nome comune della malattia.
Terapia
Prognosi
Note Note al testo
Fonti
Bibliografia
Voci correlate Re taumaturghi Tubercolosi
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Categoria:Tubercolosi