Lo sciacallo dorato (Canis aureus ), o semplicemente sciacallo, è un canide lupino di medie dimensioni, diffuso nell'Europa sud-orientale e centrale, in Asia Minore, nel Medio Oriente e nell'Asia sud-orientale. È classificato dalla IUCN come specie a rischio minimo, grazie al suo vastissimo areale che offre abbondanza di cibo e ripari.

È una specie sociale che vive in famiglie nucleari, composte da coppie accompagnate dai loro cuccioli. Si tratta di un animale estremamente adattabile, in grado di sfruttare una grande varietà di risorse alimentari, dai frutti e gli insetti fino ai piccoli ungulati.Jhala, Y. V. & Moehlman, P. D. 2004. . In Sillero-Zubiri, C., Hoffman, M. & MacDonald, D. W., ed., Canids: Foxes, Wolves, Jackals and Dogs - 2004 Status Survey and Conservation Action Plan, 156-161. IUCN/SSC Canid Specialist Group, ISBN 2-8317-0786-2 Dal 2005, la MSWMammal Species of the World, fonte principale degli zoologi per la nomenclatura delle sottospecie. riconosce 13 sottospecie di sciacallo dorato, ma studi genetici condotti nel 2015 hanno dimostrato che sei di queste, originarie dell'Africa, appartengono in realtà a una specie distinta, il Canis lupaster. Questo ha ridotto il numero delle sottospecie di sciacallo dorato a sette.

Benché simile a un lupo grigio di taglia ridotta, lo sciacallo dorato è più snello, con un muso più stretto, una coda più corta e un'andatura più leggera. Il suo mantello invernale differisce da quello del lupo per le sfumature più fulve e rossicce. Nonostante il nome comune, non è strettamente imparentato con lo sciacallo dalla gualdrappa e con lo sciacallo striato, essendo invece più vicino geneticamente al lupo grigio, al coyote e al caberù. Può produrre ibridi fertili sia con i lupi grigi che con quelli africani.

Lo sciacallo dorato riveste un ruolo importante nel folclore e nella letteratura mediorientale e asiatica, dove viene spesso rappresentato come un ingannatore, analogo alla volpe nelle fiabe europee e al coyote in quelle nordamericane.

Etimologia La parola "sciacallo" deriva dal termine turco çakal, a sua volta proveniente dal persiano shaghāl, che probabilmente trae origine dal sanscrito śṛgālaḥ.Sciacallo,Dizionario Etimologico Online, URL consultato 2015-12-16 In lingua friulana è chiamato coiòte, mentre in veneto viene nominato sciacàl.

Descrizione

Lo sciacallo dorato è molto simile al lupo grigio nell'aspetto generale, ma se ne distingue per la taglia ridotta, il peso inferiore, gli arti più corti, il torace più allungato e la coda più corta. La punta della coda arriva fino al tallone o leggermente più in basso. La testa è meno tozza rispetto a quella del lupo, con una fronte meno elevata e un muso più stretto e appuntito. Le proiezioni del cranio sono altamente sviluppate, ma meno rispetto a quelle del lupo. I suoi denti canini sono grandi e tozzi, ma relativamente più snelli di quelli del lupo, mentre i carnassiali risultano meno robusti. I maschi misurano 71–85 cm in lunghezza, 44,5–50 cm in altezza al garrese e pesano circa 6–14 kg, mentre le femmine sono leggermente più piccole. In alcuni casi, lo sciacallo sviluppa un'escrescenza cornea sul cranio, alla quale gli abitanti dell'Asia sud-orientale attribuiscono poteri magici. Questo "corno" misura generalmente circa un centimetro ed è nascosto dal pelo.Tennent, Sir James Emerson (1861). Sketches of the natural history of Ceylon. Longman, Green, Longman, and Roberts. pp. 34-37 Le femmine possiedono 10 mammelle.

Il mantello invernale è generalmente di colore grigio-rossastro sporco, con le estremità dei peli di guardia che possono essere nerastre o rosso ruggine. La regione facciale, ad eccezione del muso, è rossastro-ruggine e ocra; sopra ogni occhio, la cui iride può essere marrone chiaro o scuro, è presente una striscia nera. Le labbra, le guance, il mento e la gola sono di un bianco sporco. La parte esterna delle zampe è rosso-ocra, mentre quella interna è di più chiara. Il mantello estivo è più rado, grossolano e corto, ma mantiene lo stesso colore di quello invernale, risultando però più lucente e meno scuro.LAPINI L., 2003 - Canis aureus (Linnaeus, 1758). In: BOITANI L., LOVARI S. & VIGNA TAGLIANTI A. (Curatori), 2003- Fauna d'Italia. Mammalia III. Carnivora-Artiodactyla. Calderini publ., Bologna: 47-58 Lo sciacallo dorato effettua la muta due volte l'anno, in primavera e in autunno.

Esemplari melanici non sono sconosciuti e in passato erano considerati "per niente rari" nel Bengala. Contrariamente ai lupi e ai coyote melanici, che hanno ereditato il manto nero attraverso incroci con i cani, è probabile che il melanismo nello sciacallo dorato sia il risultato di una mutazione indipendente e che rappresenti un tratto adattivo.Ambarlı, Hüseyin & Bilgin, C. Can. "First Record of a Melanistic Golden Jackal (Canis aureus, Canidae) from Turkey". Mammalia. Volume 0, Issue 0, Pages 1-, ISSN (Online) 1864-1547, ISSN (Print) 0025-1461, DOI: 10.1515/mammalia-2012-0009, December 2012. Nel 2012, un esemplare albino è stato fotografato nel sud-est dell'Iran.

Evoluzione e tassonomia

Lo sciacallo dorato è scarsamente rappresentato nei reperti fossili, e il suo antenato diretto rimane sconosciuto. Due possibili candidati, Canis kuruksaensis e Canis arnensis (provenienti rispettivamente dal Tagikistan e dall'Italia Villafranchiana), si sono successivamente rivelati più strettamente imparentati con il coyote che con lo sciacallo.Lapini L., 2009-2010. Lo sciacallo dorato Canis aureus moreoticus (I. Geoffrey Saint Hilaire, 1835) nell'Italia nordorientale (Carnivora: Canidae). Tesi di Laurea in Zoologia, Fac. Di Scienze Naturali dell'Univ. di Trieste, V. Ord., relatore E. Pizzul: 1-118Kurten, B., 1974. A History of Coyote-like Dogs (Canidae, Mammalia). Acta Zool. Fennica, 140:1-38. Fossili simili a quelli degli sciacalli risalgono al Pleistocene inferiore nel Sudafrica, ma esemplari inequivocabilmente identificati come Canis aureus compaiono solo all'inizio del Pleistocene medio. L'assenza di fossili nelle regioni del Caucaso e della Transcaucasia, dove lo sciacallo dorato vive attualmente, suggerisce che abbia colonizzato queste aree in tempi relativamente recenti. Tuttavia, fossili rinvenuti in Croazia indicano che la specie era presente in Dalmazia almeno dal Pleistocene superiore o dall'Olocene inferiore, suggerendo una presenza antica nella Penisola balcanica. È probabile che lo sciacallo abbia raggiunto i Balcani durante l'ultima era glaciale attraverso un ponte di terra corrispondente all'attuale stretto del Bosforo.

Lo sciacallo dorato è considerato il membro più tipico del genere Canis, grazie alla sua taglia media e alla mancanza di caratteristiche particolarmente specializzate.Clutton-Brock, J., Corbet, G.G., and Hills, M. (1976). Bull. Brit. Mus. Nat. Hist. 29, 119-199. Sebbene sia meno "primitivo" dello sciacallo dalla gualdrappa e dello sciacallo striato,Spassov, N. 1989. "The position of jackals in the Canis genus and life-history of the Golden jackal (Canis aureus L.) in Bulgaria and on Balkans." Historia Naturalis Bulgarica. 1:44-56 è anche meno specializzato del lupo grigio, come dimostrano il muso più corto, la dentatura meno robusta e le proiezioni del cranio meno sviluppate. Questi tratti sono associati a una dieta diversificata, composta da uccelli, roditori, piccoli vertebrati, insetti e carogne.Heptner, V. G. & Naumov, N. P. (1998), Mammals of the Soviet Union Vol.II Part 1a, SIRENIA AND CARNIVORA (Sea cows; Wolves and Bears), Science Publishers, Inc. USA., pp. 129-164, ISBN 1-886106-81-9 Le caratteristiche del cranio, unite alla sua composizione genetica,Lindblad-Toh et al. (2005). Genome sequence, comparative analysis and haplotype structure of the domestic dog. Nature 438: 803-819. indicano una parentela più stretta con il lupo e il coyote rispetto agli sciacalli dalla gualdrappa e striati.

Nel 2015, uno studio sul genoma mitocondriale e nucleare di sciacalli africani ed eurasiatici ha dimostrato che gli esemplari africani formano una stirpe monofiletica, giustificando la loro classificazione come specie separata, Canis anthus (successivamente rinominato Canis lupaster). Qualsiasi somiglianza superficiale tra le due specie è attribuibile a un'evoluzione parallela. Un'analisi filogenetica basata sulle sequenze nucleari ha rivelato che C. lupaster si è separato dal clado lupo/coyote circa 1,3 milioni di anni fa, mentre lo sciacallo dorato si è separato circa 1,9 milioni di anni fa.

Nel tentativo di chiarire l'identità genetica delle popolazioni europee di sciacallo dorato, una squadra internazionale di ricercatori ha analizzato 15 marcatori microsatellitari su 97 esemplari provenienti dall'Europa e dal Caucaso. I risultati hanno mostrato che gli sciacalli europei presentano una bassa variabilità aplotipica rispetto agli esemplari israeliani, che spesso si sono incrociati con cani, lupi grigi e lupi africani. La maggior parte degli sciacalli europei sembra essere di origine caucasica. I livelli più alti di diversità genetica sono stati riscontrati negli sciacalli del Peloponneso, probabilmente una popolazione relitta degli sciacalli antichi che popolavano l'Europa prima del loro sterminio.

Poiché in Estonia e in Lituania lo sciacallo dorato è considerato una specie artificialmente introdotta e quindi soggetta a sterminio, gli studi hanno prestato particolare attenzione alle popolazioni baltiche. È emerso che gli esemplari estoni provengono dall'Europa sud-orientale, mentre quelli lituani sono di origine caucasica. Questi risultati hanno messo in discussione l'ipotesi di un'introduzione artificiale, supportando invece le evidenze precedenti di un'espansione naturale verso nord delle popolazioni dell'Europa sud-orientale e orientale.Rutkowski R, Krofel M, Giannatos G, Ćirović D, Männil P, Volokh AM, et al. (2015) "A European Concern? Genetic Structure and Expansion of Golden Jackals (Canis aureus) in Europe and the Caucasus". PLoS ONE 10(11):e0141236. doi:10.1371/journal.pone.0141236

In cattività, lo sciacallo dorato può incrociarsi con i coyote, ma gli ibridi risultanti diventano sterili a partire dalla seconda generazione. Al contrario, incroci con i cani e i lupi grigi danno origine a una prole fertile senza limitazioni. Nel 2015, in Croazia, è stato confermato il primo caso di ibridazione naturale tra sciacallo dorato e cane domestico attraverso l'abbattimento di tre esemplari con morfologie anomale.Galov, Anna, et al.. First evidence of hybridization between golden jackal (Canis aureus) and domestic dog (Canis familiaris) as revealed by genetic markers . Royal Society Publishing. 2 December 2015. DOI: 10.1098/rsos.150450 Sebbene l'accoppiamento tra sciacalli e lupi grigi non sia mai stato osservato direttamente, prove di tali eventi sono emerse da un'analisi del DNA mitocondriale di sciacalli e lupi in Bulgaria. Inoltre, tracce di DNA del lupo africano sono state trovate negli sciacalli israeliani, un fenomeno reso possibile dalla connessione geografica tra Israele ed Egitto.

Sottospecie

Data la vasta diffusione dello sciacallo dorato, sono state descritte numerose varianti locali, ma la genetica di questa specie rimane ancora poco compresa. Ad esempio, mentre il cariotipo degli sciacalli croati è simile a quello di cani e lupi (2n = 78; NF = 84), quello degli sciacalli indiani presenta differenze significative (NF = 80). Questo suggerisce la possibilità che lo sciacallo dorato rappresenti in realtà un aggregato di specie non ancora ben definite.

Dal 2005, la MSW riconosce 13 sottospecie di sciacallo dorato. Tuttavia, nel 2015, studi genetici hanno rivelato che sei delle presunte sottospecie africane appartengono invece a una specie distinta, il Canis lupaster. Questa specie presenta una divergenza genetica di circa il 6,7%, superiore a quella tra lupi grigi e coyote (4%) e tra lupi grigi e cani domestici (0,2%).