Nata a Stettino come Sofia Augusta Federica di Anhalt-Zerbst (), figlia del principe Cristiano Augusto, sovrano del Principato di Anhalt-Zerbst, venne data in sposa, sedicenne, all'erede al trono dell'Impero russo, il granduca Pietro Fëdorovič, futuro Pietro III di Russia. Con un colpo di Stato detronizzò il marito alla fine della guerra dei sette anni. Sotto il suo regno l'Impero russo accrebbe la sua potenza e visse uno dei periodi di maggior riconoscimento a livello europeo.
Volendo applicare al suo metodo di governo i principi illuministi, Caterina promosse la redazione di un nuovo codice ispirato alle idee degli enciclopedisti. Con i propri favoriti, in particolare Grigorij Orlov e a Grigorij Potëmkin, ma anche i generali di grande successo Pëtr Rumjancev e Aleksandr Suvorov, e ammiragli come Fëdor Ušakov, espanse rapidamente l'egemonia russa: a ovest approfittò dello smembramento della Confederazione polacco-lituana, occupando poi, in seguito alle guerre russo-turche, la Crimea; all'estremo est incominciò la colonizzazione dell'Alaska.
Ammiratrice di Pietro il Grande, Caterina continuò a modernizzare la Russia secondo le idee dell'assolutismo illuminato: si interessò ai problemi dell'istruzione, fondando il primo istituto di istruzione superiore femminile in Europa, delle finanze e della creazione di nuove cittadine fondate su suo ordine. Tuttavia la sua politica comportò un aumento del numero dei servi della gleba, con conseguente malcontento popolare e lo scoppio di numerose rivolte, represse violentemente, come quella guidata da Pugačëv.
Nonostante queste ambiguità politiche, grazie ai suoi rapporti epistolari e personali con vari filosofi illuministi quali Voltaire e Diderot, che ne elogiarono il governo, il periodo della dominazione di Caterina la Grande è considerato l'età d'oro dell'Impero russo. Fu sepolta nella cattedrale di San Pietro e Paolo a San Pietroburgo.
Biografia Nascita ed educazione
Sofia Augusta Federica di Anhalt-Zerbst nacque il 2 maggio (21 aprile per gli ortodossi) 1729 a Stettino, in Pomerania, nell'allora Regno di Prussia (attualmente in Polonia). Era figlia di Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst, principe di Anhalt-ZerbstFerdinand Siebigk: Christian August (Fürst von Anhalt-Zerbst). In: Allgemeine Deutsche Biographie (ADB). Band 4, Duncker & Humblot, Leipzig 1876, p. 157-59., generale prussiano e governatore di Stettino per conto della Prussia, e di sua moglie, Giovanna di Holstein-Gottorp, una principessa tedesca. Due dei suoi cugini di primo grado divennero sovrani di Svezia: Gustavo III e Carlo XIII. ch 37
Secondo il costume tipico dell'epoca presso le famiglie nobili della Germania, ricevette un'educazione accurata e di ottimo livello, in particolare dalla propria governante francese e dai propri tutori. Durante la sua infanzia venne spesso trascurata dalla madre, la quale le preferiva il fratello minore Guglielmo Cristiano Federico, e Caterina soffrì a lungo di questo fatto.. Il suo precettore era di fede protestante, ma la giovane Sofia non condivise mai la visione del mondo del suo insegnante.
Fin da bambina si mostrò di carattere vivace, estroverso, animata da una curiosità non comune, con la quale, partecipando ai balli, ai banchetti e ai salotti della nobiltà, sbalordì molti interlocutori. Un episodio, in particolare, spinse la madre a contrastarne il carattere pieno di orgoglio: quando si presentò al cospetto di Federico Guglielmo I di Prussia, la bambina si rifiutò di baciare l'orlo dell'abito del monarca, perché era troppo corto e non riusciva a raggiungerlo..
Per quanto appartenente all'alta aristocrazia tedesca, la famiglia di Caterina non godeva di consistenti disponibilità finanziarie e la sua ascesa al potere fu perlopiù frutto della necessità di reperire denaro e prestigio con un matrimonio di interesse, deciso a tavolino dai suoi parenti.Streeter, Michael. Catherine the Great (Haus Publishing, 2007), 3.. La scelta di Sofia come moglie per il suo cugino di secondo grado, il futuro zar Pietro III, fu infatti frutto delle gestioni diplomatiche del conte Lestocq, della zia di Pietro, la zarina regnante Elisabetta, e di re Federico II di Prussia. Lestocq e Federico erano interessati a rafforzare i legami tra Prussia e Russia per indebolire l'influenza dell'Austria e porre in rovina l'atteggiamento filo-austriaco del cancelliere russo Bestuzhev. Caterina incontrò Pietro la prima volta all'età di 10 anni. Sulla base dei suoi scritti, sappiamo che trovò Pietro detestabile sin dal primo incontro: si oppose alla sua tendenza a consumare alcolici sin dalla giovane età e al suo eccessivo militarismo, e il suo aspetto malaticcio, con la pelle pallida, non le lasciò una buona impressione di lui.Streeter, Michael. Catherine the Great (Haus Publishing, 2007), 6.
Gli intrighi diplomatici furono sull'orlo di fallire a causa dell'intervento della madre di Sofia, Giovanna Elisabetta di Holstein-Gottorp. Giovanna era una donna fredda e calcolatrice, ma anche amante del pettegolezzo e degli intrighi di corte, e non ebbe buoni rapporti con la zarina per questo. La sua fame di gloria aveva incentrato le prospettive della figlia a divenire zarina di Russia, ma queste sue continue interferenze fecero infuriare la zarina Elisabetta, che giunse a bandirla dal Paese dopo il matrimonio come spia per conto del re Federico II di Prussia. La zarina Elisabetta conosceva bene la famiglia degli Holstein-Gottorp, dal momento che in passato era stata promessa al fratello della principessa Giovanna, Carlo Augusto, il quale però era morto di vaiolo nel 1727, poco prima che il matrimonio potesse avere luogo.
Malgrado le interferenze di Giovanna, però, la zarina fu molto colpita da Sofia al suo arrivo in Russia nel 1744 e la stessa giovane fece ogni sforzo per ingraziarsi non solo la sovrana, ma anche il futuro marito e con loro il popolo russo. Si applicò con zelo allo studio della lingua russa, giungendo a svegliarsi in piena notte per ripetere quanto appreso nella giornata (mantenne per tutta la vita, comunque, uno spiccato accento tedesco che provò più e più volte a eliminare senza successo). Questa pratica di studiare di notte, nelle ore più fredde della giornata, la portò a contrarre una pericolosa polmonite nel marzo del 1744, da cui si riprese dopo breve.
Sofia scrisse nelle sue memorie che non appena fu giunta in Russia si ammalò di pleurite, una malattia che quasi la uccise e dalla quale si salvò solo grazie a frequenti salassi: in un singolo giorno si sottopose anche a quattro flebotomie. Sua madre, che si opponeva a questa pratica, si inimicò nuovamente la zarina Elisabetta, che la allontanò dalla corte per occuparsi lei stessa di Sofia. Quando la situazione pareva ormai disperata, la madre le inviò un pastore luterano per confessarsi. Sofia, però, rispose: "Non voglio alcun luterano; voglio il mio pope ortodosso". Questo fatto innalzò ulteriormente la stima che la zarina nutriva nei suoi confronti.
Il padre di Sofia, devoto luterano tedesco, si oppose alla scelta della figlia di convertirsi alla chiesa ortodossa. Malgrado questa obiezione, la chiesa ortodossa russa ricevette ufficialmente la principessa Sofia come suo membro il 28 giugno 1744, la quale prese il nome di Caterina e il patronimico artificioso di Алексеевна (Alekseyevna, figlia di Alessio), lo stesso nome assunto da Caterina I, madre di Elisabetta e nonna materna di Pietro. Il giorno successivo venne formalmente battezzata. Il matrimonio da lungo tempo desiderato avvenne il 21 agosto 1745 a San Pietroburgo. Caterina aveva 16 anni e Pietro 17; suo padre non presenziò alla cerimonia. Lo sposo, all'epoca noto come Pietro di Holstein-Gottorp, era divenuto duca di Holstein-Gottorp (un ducato tedesco al confine con la Danimarca) nel 1739. La coppia si stabilì alla Reggia di Oranienbaum.
Il conte Andrei Šuvalov, ciambellano di Caterina, era in contatto con il noto diarista James Boswell, e fu proprio lui a comunicargli alcuni particolari privati della vita di coppia dei giovani sposi. Secondo alcuni, Pietro aveva già poco dopo il matrimonio un'amante (Elizaveta Romanovna Voroncova),Klyuchevsky 1997:47 mentre Caterina aveva intrapreso diverse storie d'amore con Sergej Saltykov,Dangerous Liaisons. Liena Zagare, The New York Sun, Arts & Letters, p. 15. August 18, 2005. Grigorij Grigor'evič Orlov (1734-1783),June Head, Catherine: The Portrait of An Empress, Viking Press, New York, 1935, pp. 312-13.Malecka, Anna "Did Orlov buy the Orlov?", Gems and Jewellery, July 2014, vol. 23, no. 6, pp.10-12. Aleksandr Semënovič Vasil'čikov,Simon Sebag Montefiore: Potemkin och Katarina den stora - en kejserlig förbindelse (Potemkin and Catherine the Great - an imperial commitment) (2006) (In Swedish)Kaus, Gina (trans June Head), Catherine: The Portrait of An Empress, Viking Press, New York, 1935, pp. 312-16. Grigorij Aleksandrovič Potëmkin,.. Stanislao Augusto Poniatowski,Jerzy Michalski, Stanisław August Poniatowski, Polski Słownik Biograficzny, T. 41, 2011, p. 614. e altri. Divenne amica della principessa Ekaterina Romanovna Voroncova, sorella dell'amante di suo marito, la quale la mise in contatto con diversi potenti gruppi politici che si opponevano a Pietro. Il suo temperamento era insopportabile anche a coloro che facevano parte della loro "piccola corte" a palazzo. Pietro, uomo di carattere violento e incline a ubriacarsi, si dimostrò ostile verso la moglie, maltrattandola in pubblico, e anche da adulto, mantenne la sua ossessione per il mondo militare e continuava ancora a giocare con i soldatini: una volta fece impiccare un topo con una forca improvvisata perché aveva rosicchiato un suo soldatino, rovinandolo. Ignorata dal marito, lei si dedicò alle letture, che includevano anche Voltaire, Diderot e Montesquieu, e si tenne informata sugli eventi della Russia.Sergeant, Philip W. The Courtships of Catherine the Great (Kessinger Publishing, 2004), 34, 62.
Caterina, che pure soffriva della situazione, più volte richiamò nelle sue memorie di avere pensato solo alla finalità ultima di divenire zarina un giorno, salendo al trono: "Ero solita dirmi che felicità e miseria dipendono da noi stessi. Se ti senti infelice, ergiti sopra l'infelicità, e fa' che la tua felicità sia indipendente da tutto ciò che ti accade intorno.".
Il regno di Pietro III e il colpo di Stato del luglio del 1762
Dopo la morte della zarina Elisabetta di Russia il 5 gennaio 1762, Pietro venne chiamato a succedere al trono russo con il nome di Pietro III, e Caterina divenne imperatrice consorte. La coppia imperiale si spostò nel nuovo Palazzo d'Inverno a San Pietroburgo. Le eccentricità e le tendenze politiche dello zar, inclusa la sua ammirazione per il re Federico II di Prussia, alienarono ancora di più Caterina e i suoi sostenitori. Pietro intervenne in una disputa tra il suo ducato di Holstein e la Danimarca per il possesso della provincia dello Schleswig. Russia e Prussia si erano combattute nella guerra dei sette anni (1756-1763), e le truppe russe avevano occupato Berlino nel 1761. Pietro supportava invece Federico II, pur sapendo di non avere in questo il sostegno dell'aristocrazia russa. Pietro diede subito ordine di cessare le operazioni contro la Prussia e Federico lo ricompensò organizzando la partizione dei territori della Polonia con la Russia.