Gli Arazzi di Santa Maria Maggiore sono un ciclo di venticinque arazzi di varie misure realizzati da artisti e artigiani tessili differenti e conservati presso la basilica di Santa Maria Maggiore di Bergamo. Gli arazzi coprono le pareti della basilica originariamente decorate con affreschi, e si possono dividere tra quelli di scuola fiorentina e di scuola fiamminga, anche questa suddivisa in due sezioni a seconda della loro storia e aspetto..
Storia e descrizione Dall'XI secolo ebbe inizio la lavorazione di manufatti che riproducevano su tessuto di lana arricchito con fili d'oro e di seta, disegni preparatori impreziosendoli. Inizialmente furono usati per coprire pareti rovinate, e a volta noleggiati per un breve periodo e poi riconsegnati all'artigiano arazziere, fino a diventare veri arredi murali.
Già nell'inventario del 1449 viene indicata la presenza di drappi che coprivano le panche «quatuor banchaleria viridia figurata seu vergata», e nel 1521 viene indicata la presenza di “spalere”..
Negli ultimi decenni del XVI secolo, i rettori della congregazione della Misericordia Maggiore volevano trovare la soluzione ottimale per decorare la basilica mariana durante particolari festività liturgiche: Il consiglio della Misericordia acquistò e commissionò ben venticinque arazzi a tre scuole differenti: la serie più importante commissionata all'Arazzeria Medicea, un'altra fiamminga a tema profano acquistata nel 1627 ed un'ultima serie fiamminga della fine del Seicento.
Arazzi fiorentini Come si è detto, nel 1580 i deputati della Misericordia Maggiore decisero di fornire la Basilica di arazzi destinati a ornare l'edificio nelle occasioni solenni, risparmiando così le cifre ingenti che si spendevano per gli apparati effimeri: per il tramite di Girolamo Biffi, uomo d'affari bergamasco d'origine ma da anni residente a Firenze, si decise, probabilmente anche su suo suggerimento, di rivolgersi ad una delle più importanti manifatture del tempo, quella medicea a Firenze. La Misericordia prese quindi contatti con il Granduca di Toscana per ottenere i permessi necessari, e con l'Arazzeria Medicea per l'esecuzione. I nove arazzi raffiguranti le Storie della Vergine e dell'Infanzia di Cristo furono realizzati tra il 1580 e il 1586 sulla base di cartoni realizzati da Alessandro Allori con la collaborazione della bottega, in particolare di Alessandro Pieroni e di Giovanni Maria Butteri. La tessitura fu affidata a Benedetto di Michele SquilliA. Meli 1962, cit. in bibliografia, pagg. 24 - 37.. I primi tre arazzi, eseguiti nel 1583, furono quelli della Natività, dell'Adorazione dei Magi e della Fuga in Egitto, i cui cartoni preparatori sarebbero gli unici autografi dell'Allori, presentando particolari già presenti negli affreschi dell'artista presenti nella villa medicea di Poggio a Caiano.
Arazzi fiamminghi La serie degli arazzi fiamminghi si presenta eterogenea sia nel soggetto che nella confezione. Questi si possono dividere in due gruppi, uno composto da tredici arazzi, e uno tre a tema sacro. I due gruppi si possono dividere ulteriormente.
Il primo gruppo si compone di tredici arazzi a carattere profano divisi su tre cicli. I primi otto furono realizzati in un laboratorio del nord Italia, e facevano parte di quegli arredi definiti “spalliere”. La loro raffigurazione profana fa pensare che quanto indicato dai sindaci della congregazione della Misericordi Maggiore in riferimento alla loro raffigurazione sacra poteva essere violato, sei di questi sono ad adornare le cantorie, questi, infatti, non furono ordinati direttamente dai sindaci ma acquistati da mercati di passaggio nella città orobica, vengono infatti indicati come “vecchi” e “usati”.. I primi quattro conservati sui parapetti delle cantorie furono acquistati con delibera del 23 agosto 1627. Questi sono di fattura cinquecentesca e il simbolo «MIA» apposto solo successivamente. Secondo la storica Dahnens presentano assonanze con le opere di Pieter Coecke van Aelst La seconda serie è una trilogia a carattere sacro. Risulta che fossero poi acquistati altri pezzi fino al 1672, che forse hanno coperto quelli precedenti.. Trilogia fiamminga Una ulteriore trilogia, questa volta a carattere sacro, venne commissionata e realizzata per la basilica tra il 1696 e il 1698. Il grande arazzo della Crocifissione è posto sulla parete di controfacciata, sotto il dipinto di Luca Giordano con il Passaggio del Mar Rosso, e fu eseguito dopo in Fiandra dall'artigiano Giovanni Regelburg su disegno di Lucas Van Schoor, nel 1698 che eseguì anche i cartoni per il panno con Signore che parla a Mosè sul monte Oreg e per quello con l'Immacolata, collocati sulle pareti laterali della zona presbiteriale.
Note
Bibliografia
Voci correlate Basilica di Santa Maria Maggiore (Bergamo) Arazzi fiamminghi della basilica di Santa Maria Maggiore
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Categoria:Dipinti nella Basilica di Santa Maria Maggiore (Bergamo)