La necropoli di Pontecagnano a Pontecagnano Faiano è un complesso di sepolture che, allo stato attuale delle ricerche, è da riferirsi ad un'epoca compresa tra l'età del rame e il IV secolo a.C., dove sono state riportate alla luce 10.000 sepolture.
Scavi La scoperta della necropoli risale al 1962, a seguito dell'attività edilizia di quel periodo. I primi scavi furono organizzati dall'etruscologo Bruno d'Agostino, che ne intuì immediatamente l'importanza.
Di fatto, l'attività archeologica non si è mai interrotta da allora, permettendo di portare alla luce una vasta necropoli, che alla data attuale conta almeno 10.000 sepolcri, riferibili ad un arco temporale che va dall'età del rame sino all'epoca storia, attestata da tombe databili tra il III e il II secolo a.C. .
I reperti riferibili a questa necropoli sono ora esposti al Museo archeologico nazionale di Pontecagnano.
Sito archeologico Nella necropoli sono state individuate almeno tre aree sepolcrali; una in prossimità del torrente Picentino, una in prossimità del torrente Frestola e una, la più piccola, a sud del paese in corrispondenza dell'attuale linea ferroviaria.
Nell'area meridionale sono stati ritrovati sepolcri di tipo sannitico, a conferma del quadro storico della zona: dopo una fase precedente legata all’insediamento etrusco-campano, l’area fu progressivamente occupata e dominata dai Sanniti, popolazione italica. che si insediò nel territorio tra IV e III secolo a.C.
Area meridionale Nell’area meridionale è stato completamente scavato un nuovo tratto della necropoli, dove sono emerse 34 sepolture databili tra IV e III secolo a.C., tra cui un numero molto rilevante di tombe infantili, riferibili a neonati e bambini; questa parte della necropoli appare organizzata per nuclei familiari e presenta soprattutto tombe a fossa terragna con copertura in tegole a doppio spiovente, accanto a pochi casi con casse in travertino o in tufo.
I corredi funerari sono di tipo sannitico: infatti nelle tombe maschili compaiono armi, in quelle femminili monili come anelli e fibule; di particolare rilievo è la presenza di cinturoni in bronzo, normalmente associati agli adulti maschi, in due sepolture di bambini. I cinturoni caratterizzano le sepolture di uomini adulti, sono generalmente interpretati come segni di status o di appartenenza alla sfera guerriera; la loro presenza in contesti infantili solleva interrogativi sul valore simbolico di tali oggetti, che potrebbero riflettere il prestigio della famiglia, rappresentare una forma di attribuzione simbolica al defunto, oppure alludere a un rango ereditario già riconosciuto nell’infanzia.
Il vasellame rinvenuto nelle tombe è relativamente limitato e, nella maggior parte dei casi, consiste in uno o due esemplari per sepoltura, riconducibili soprattutto alla sfera del banchetto e della socialità maschile, come patere, skyphoi e piccole coppe; accanto a queste forme compaiono talvolta contenitori destinati a unguenti o oli profumati, legati ai rituali di unzione del corpo o degli oggetti deposti nel sepolcro. L’insieme dei reperti, caratterizzato dall’assenza di grandi servizi da mensa e dalla ricorrenza di armi e ornamenti personali, suggerisce un sistema funerario in cui il valore simbolico e identitario degli oggetti prevale sulla semplice accumulazione di beni.
Note
Bibliografia
Voci correlate Museo archeologico nazionale di Pontecagnano
Categoria:Architetture di Pontecagnano Faiano Categoria:Siti archeologici della provincia di Salerno Categoria:Architetture funerarie d'Italia Categoria:Siti archeologici dell'età del rame Categoria:Siti archeologici dell'età del ferro