Biografia
Nato nel 1970, in un paesino della Mauritania, nono di 13 fratelli, vincendo una borsa di studio riesce a emigrare per studiare informatica in Germania dove poi lavora. Dopo aver subito vari interrogatori che, però, non trovano riscontro di crimini, viene rapito nel suo paese da agenti americani e tradotto segretamente prima in prigione in Giordania poi in Afganistan nella prigione di Bagram, infine a Guantanamo subendo in tutti interrogatori intensivi. Numero 760 nella struttura detentiva statunitense, il governo degli Stati Uniti ha affermato che faceva parte di Al Qaeda e che era coinvolto nell'attentato dell'11 settembre 2001. Slahi è stato sottoposto oltre alla sparizione forzata e detenzioni arbitrarie senza la possibilità di comunicare all'esterno, a ricorrenti torture come privazione del sonno, isolamento, temperature estreme, percosse e umiliazioni sessuali. È stato inoltre bendato e portato in mare su una barca per una finta esecuzione.
Nel 2010, il giudice James Robertson ha concesso un mandato di habeas corpus, ordinando il rilascio di Slahi il 22 marzo dello stesso anno. Nella sentenza, Robertson ha riportato: "Le associazioni da sole non sono sufficienti, ovviamente, per rendere legale la detenzione". Tuttavia la United States Court of Appeals for the District of Columbia Circuit ha reso vacante la sentenza e rinviato il caso alla Corte Distrettuale il 5 novembre 2010, per ulteriori accertamenti fattuali. Il tribunale distrettuale non ha mai tenuto la seconda udienza.
Il 14 luglio 2016, è stato approvato il rilascio dalla detenzione. Slahi è stato liberato ed è tornato in Mauritania il 18 ottobre 2016.
Durante la prigionia ha scritto un libro di memorie, intitolato Guantánamo Diary (tradotto in italiano con il titolo di 12 anni a GuantanamoI diari di Guantanamo,2015,Piemme), diventato poi un bestseller internazionale nonostante molte parti siano state censurate dal Governo americano. Dal libro è stato tratto il film The Mauritanian, con Tahar Rahim nel ruolo di Slahi e affiancato da Jodie Foster, Shailene Woodley e Benedict Cumberbatch.
Note
Bibliografia Mohamedou Ould Slahi con Larry Siems, Guantánamo Diary, tradotto nella prima edizione italiana con 12 anni a Guantanamo, poi I diari di Guantanamo,2015, trad. Giovanni Zucca, Piemme
Voci correlate Campo di prigionia di Guantánamo Extraordinary rendition Tortura Tecniche di interrogatorio potenziato
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