I Gwanhonsangje () sono i quattro riti di passaggio più importanti nella cultura coreana: la cerimonia che celebra il raggiungimento della maggiore età (Gwallye, ), il matrimonio (Hollye, ), il funerale (Sangnye, ) e i riti funerari per onorare gli antenati (Jerye, ). Il termine è stato coniato unendo la prima sillaba del nome di ogni rito.

Storia La parola Gwanhonsangje venne usata per la prima volta nel libro classico Yegi, e da allora è stata usata in molte altre opere che descrivono vari riti. Matrimoni simili e altre pratiche sono state osservate dal periodo dei Tre Regni, anche se non è chiaro se il concetto di cerimonia nuziale confuciana si sia affermato proprio a quel tempo. Esistono brevi registrazioni di matrimoni e pratiche che ricordano la tradizione cinese, ma non è chiaro come effettivamente venissero celebrati.

Tre Regni Nel regno di Goguryeo si aveva l'abitudine di preparare il corredo funebre e di condurre riti funebri con l'accompagnamento della musica. Altre usanze seguite in passato includevano i canti per celebrare la fine del periodo di lutto dopo la morte, e portare il lutto per tre anni. I riti del Baekje erano simili a quelli osservati nel Goguryeo.

Sulla base di alcuni documenti ritrovati, si presume che in Silla i partner si inchinassero l'uno all'altro e che la festa nuziale fosse simile al matrimonio confuciano. Nelle Cronache dei Tre Regni, inoltre, viene riportato che ci fosse un periodo stabilito per indossare abiti da lutto e tenere riti funebri. In Silla la sepoltura nei cimiteri fu vietata per un periodo di cinque anni durante il regno del re Jijeung, quando fu stabilita la legge sul lutto.

Goryeo All'inizio del periodo Goryeo, nella penisola coreana arrivarono immagini sui riti confuciani dalla dinastia Song. Durante il regno di Seongjong, le principali istituzioni del regno furono riorganizzate secondo il sistema confuciano e furono adottati i rituali confuciani cinesi. Sembra che pratiche confuciane fossero seguite solo dalla classe superiore, senza un'osservanza sistematica da parte del popolo. I riti confuciani iniziarono a diffondersi, e nel tardo periodo Goryeo i funzionari accettarono attivamente il Garye, uno dei testi cinesi sull'etichetta.

Joseon La dinastia Joseon adottò il neoconfucianesimo come ideologia dominante, pertanto vennero adottati i quattro riti di passaggio, attuando varie politiche per consolidarli. Pertanto, dall'inizio del XVI secolo iniziarono a diffondersi libri relativi di etichetta scritti in stile Joseon. Il governo rese anche obbligatorio che i burocrati si sottoponessero a un esame sui rituali. In particolare, i codici relativi alle istituzioni e alle cerimonie furono compilati proprio durante il periodo Joseon, e queste istituzioni e cerimonie furono rese parte del sistema educativo. Nel XVI e XVII secolo, grazie al lavoro accademico degli studiosi, i rituali coreani raggiunsero una diffusione capillare e vennero riuniti sotto il nome di Gwanhonsangje. Vennero pubblicati più di 200 libri, prova dell'interesse di Joseon per le cerimonie di passaggio di origine cinese, che i coreani non si limitarono a seguire, ma piuttosto riadattarono al contesto di Joseon. Dopo l'invasione giapponese della Corea nel 1592, i Gwanhonsangje divennero dei riti di passaggio universali e solo alla fine della dinastia, con l'arrivo della cultura occidentale, iniziarono a cambiare.

Dominio giapponese Nel 1934 il governatore generale della Corea modificò i Gwanhonsangje, dichiarando una "regola sui riti" e obbligando alla loro semplificazione in nome della modernizzazione. Questa regola riconosceva soltanto Hollye, Sangnye e Jerye come cerimonie formali, escludendo Gwallye.

Epoca moderna I cambiamenti nella vita quotidiana provocati dall'industrializzazione e dall'urbanizzazione hanno portato all'accettazione da parte della società di molti cambiamenti ai rituali, inclusi riti funebri e di lutto più brevi e una riduzione del numero di servizi. La cerimonia nuziale è diventata un evento e, di conseguenza, ha acquisito sempre più importanza la pianificazione del matrimonio. Tra le nuove professioni, è emersa quella del direttore funebre, con sale dedicate e compagnie di pompe funebri che si occupano di tutti i preparativi. Questi nuovi fornitori di servizi professionali assumono il ruolo della persona che dovrebbe officiare il rito secondo la tradizione, garantendo il regolare svolgimento anche nel caso in cui tale persona non abbia esperienza nel metodo o nelle procedure rituali.

I quattro riti

Gwallye e Gyerye

Celebrazione tradizionale

Il Gwallye () era la cerimonia che festeggiava il raggiungimento dell'età adulta dei membri maschi della società, il che avveniva al compimento dei vent'anni o al matrimonio. I festeggiamenti dovevano aver luogo in un giorno di buon auspicio, oppure, in alternativa, durante il primo mese dell'anno, o ancora il primo giorno del quarto o del settimo mese. Come officiante veniva scelto un amico del nipote più anziano del capo della famiglia a cui apparteneva il ragazzo maggiorenne. Durante la cerimonia, il ragazzo raccoglieva inizialmente i capelli in due top knot, indossando una veste detta sagyusam e delle scarpe colorate; in seguito acconciava i capelli in un unico top knot che copriva con un copricapo nero chiamato chipogwan, tenendo l'acconciatura in posizione con una bacchetta. Si toglieva quindi il sagyusam e lo sostituiva con una veste da studioso, stretta in vita da una fascia. Le calzature colorate venivano invece cambiate con altre di colore nero. Indossato un cappello a cilindro chiamato gat, il festeggiato si toglieva la veste da studioso e indossava una tunica bianca con cintura. Questa veniva sostituita da una veste blu cinta da una fascia nera nel momento in cui il festeggiato indossava un copricapo confuciano. L'officiante gli assegnava inoltre un nome di cortesia, dopodiché il padre del ragazzo lo accompagnava fino al santuario di famiglia per riferire l'evento agli antenati.

Il Gyerye () era invece la cerimonia per l'ingresso nell'età adulta delle ragazze, che avveniva al compimento dei quindici anni o se si dovevano sposare. Il rito seguiva lo stesso schema di quello maschile. Durante il Gyerye la festeggiata indossava un binyeo, una forcina ornamentale, insieme ad altri capi di abbigliamento.

Celebrazione moderna L'industrializzazione e l'urbanizzazione hanno portato alla caduta in disuso dei costumi tradizionali. Per impedirne la completa scomparsa, è stato sviluppato un modello moderno di celebrazione, sostenuto principalmente dal Ministero della cultura e del turismo a partire dal 1999, e dal Ministero dell'uguaglianza di genere e della famiglia dal 2014. Il terzo lunedì di maggio è stato designato Giorno della Maggiore Età, e in questa giornata il Ministero organizza un semplice evento collettivo alla Sungkyunkwan University per tutti i giovani che hanno compiuto diciannove anni, la soglia della maggiore età stabilita con una riforma nel 2013..

Oltre alle cerimonie organizzate dallo Stato, se ne tengono altre in casa, offrendo regali ai festeggiati. Generalmente gli amici festeggiano il Giorno della Maggiore Età regalando rose, profumi o altro. Le rose simboleggiano la passione e l'amore e spesso ne vengono donate tante quanti gli anni compiuti, mentre il profumo rappresenta i bei ricordi.

Hollye Cerimonia tradizionale

Hollye () è il matrimonio tradizionale confuciano, che non include soltanto la cerimonia nuziale vera e propria: ha infatti inizio con le trattative matrimoniali e si conclude con la visita della sposa alla casa paterna dopo le nozze.

Il primo passo era inviare, tramite un sensale, una proposta di matrimonio alla famiglia della sposa insieme al Sajudanja (), un documento contenente i dati oroscopici (ora, giorno, mese e anno di nascita secondo il calendario lunare) dell'aspirante sposo. La compatibilità della futura coppia era determinata anche da altri elementi come aspetto fisico, educazione e carattere, oltre che dal lignaggio: le unioni tra membri dello stesso bon-gwan, o clan, erano infatti proibite.. Gli abitanti del Jeolla Meridionale accompagnavano il Sajudanja con alcuni doni, tra cui la stoffa sufficiente per realizzare una giacca e una gonna per la sposa. Lettera e regali erano avvolti in un panno di seta a doppio strato, uno rosso e l'altro blu. In caso di risposta affermativa, la famiglia della sposa comunicava per lettera ai futuri parenti il giorno delle nozze, che doveva essere lontano di almeno un anno da un periodo di lutto; lo sposo ringraziava inviando una scatola, chiamata ham, il cui valore avrebbe coperto le spese di organizzazione delle nozze. Quando il pacco giungeva a destinazione veniva posato su un tavolo, dopodiché la famiglia s'inchinava due volte verso nord e si preparava la cerimonia, che si teneva di norma nel cortile della casa della sposa. Al suo arrivo, lo sposo donava al futuro suocero un fagiano vivo, sostituito in tempi successivi da un'anatra di legno. Gli sposi s'inchinavano l'uno all'altra, condividevano del liquore e si ritiravano quindi nella camera matrimoniale: era poi tradizione porre domande imbarazzanti allo sposo su cosa fosse successo durante la prima notte di nozze, e legarlo a un palo per frustargli le piante dei piedi se non si era soddisfatti delle sue risposte.