Fu una romanziera e drammaturga acadiana. Tra le sue opere più note vi furono la novella La Sagouine e il romanzo Pélagie-la-Charrette.

Biografia Infanzia e studi

Antonine Maillet nacque il 10 maggio 1929 a Bouctouche, nel Nuovo Brunswick, ottavogenita dei nove figli, sei femmine e tre maschi., di Leonide Maillet e di Virginie Cormier. Entrambi inizialmente di professione istitutori, suo padre abbandonò questo impiego per diventare gestore dei magazzini generali Irving della città, un periodo rammentato dalla figlia nel monologo Nouël di La Sagouine Dal cognome di sua madre, Cormier, creò il personaggio di Mme Cormier, narratrice del suo primo romanzo, Pointe-aux-Coques. Ella sostenne che il nome Maillet fosse una deformazione di "martello", facendo dunque risalire i suoi antenati a Carlo Martello, padre di Pipino il Breve e nonno di Carlomagno. Il suo primo antenato in Acadia storicamente accertato fu Jacques Maillet, l'unico originario di Parigi.

Frequentò la scuola di Bouctouche, dal 1935 al 1944. Molto giovane, scoprì nel suo comune la separazione della «gente bene, ricchi e potenti» e dei «provati, poveri e spesso isolati», che divenne poi un tema importante dei suoi romanzi. I suoi genitori, ferventi patrioti, le instillarono l'acadianità e la cultura francese.

Entrò nel 1944 al Collège Notre-Dame d'Acadie di Memramcook. Fu editrice del giornale studentesco Bleuettes. Il collège si spostò a Moncton nel 1949, e fu là che ottenne il suo baccalaureato nel 1950 o 1952, secondo le fonti.

Breve vocazione religiosa e primi testi Dopo il suo baccalaureato, entrò nella Congregazione di Notre-Dame du Sacré-Cœur prendendo il nome di suor Marie-Grégoire. Divenne subito istitutrice a Richibouctou-Village, nel Cap-de-Richibouctou. Insegnò poi lettere al Collegio di Notre-Dame d'Acadie dal 1954 al 1960. Nel frattempo ottenne un diploma di Master of Arts nella medesima università nel 1959.

Fu per gli studenti del suo college che scrisse le sue prime opere teatrali, Entracte nel 1957 e Poire-Acre nel 1958. Fu d'altronde in una collezione per giovani che venne pubblicato nel 1958 il suo primo romanzo, Pointe-aux-Coques, dove trattò dell'anno da lei passato a Richibouctou-Village e narrato da una Mme Cormier, proprio il personaggio a cui diede il nome di sua madre. Fu questa, inoltre, la prima volta che utilizzò il francese acadiano in un testo.

Ricevette il premio del Festival nazionale di arti drammatiche per la sua pièce Poire-Acre nel 1958. Ottenne poi il premio del Consiglio delle arti del Canada della miglior pièce canadese nel 1960 per Les Jeux des enfants sont faits, presentata a Vancouver. Nello stesso anno, le venne conferito il premio Champlain per Pointe-aux-Coques. Antonine Maillet lasciò la congregazione poco tempo dopo.

Ritorno agli studi e insegnamento S'iscrisse nel 1961 all'Università di Montréal, ove ottenne una licenza in lettere un anno dopo. Redasse poi una memoria di laurea su Gabrielle Roy dal 1962 al 1963. Ottenne quindi una borsa dal Consiglio delle Arti del Canada per andare a studiare a Parigi, dove iniziò le sue ricerche su François Rabelais. Intraprese anche un viaggio nel Vicino Oriente e in Africa.

Insegnò all'Università di Moncton dal 1964 al 1967. Da giugno ad agosto 1966 effettuò delle ricerche sul folklore acadiano in vista della sua tesi di dottorato. Insegnò al Collegio dei Gesuiti del Québec dal 1968 al 1969. Contemporaneamente svolse anche delle ricerche sotto la supervisione di Luc Lacourcière e ottenne un dottorato in lettere dell'Università Laval nel 1969 o 1970, secondo le fonti. La sua tesi, Rabelais et les traditions populaires en Acadie, fu pubblicata nel 1971. Studiò a Parigi dal 1969 al 1970. Ne approfittò anche per scrivere dei racconti e le prime versioni de La Sagouine. Tornò a Montréal per un breve periodo ma ripartì poco dopo per insegnare creazione letteraria e letteratura orale all'Università Laval. Divenne professoressa all'Università di Montréal nel 1974. Insegnò anche all'Università della California a Berkeley e all'Università dello Stato di New York ad Albany. A seguito del notevole successo de La Sagouine, lasciò l'insegnamento nel 1975 per dedicarsi interamente alla scrittura. Lavorò in seguito per Radio-Canada a Moncton, in qualità di scenarista e animatrice.

Ciclo di Radi In On a mangé la dune (1962), l'autrice introdusse un primo personaggio ricorrente, Radi ossia la stessa bambina che fu Radegonda, un nome che Antonine Maillet si attribì nei romanzi ispirati alla sua vita e dal suo ambiente. Radi riapparve in Le Chemin Saint-Jacques (1996) e Chronique d'une sorcière de vent (1999).

Ciclo dell'Île-aux-Puces

Scrisse Les Crasseux nel 1966 ma la pièce non venne pubblicata fino al 1968. Introdusse La Sagouine, Don l'Orignal, Michel-Archange, Noume, Citrouille, La Sainte e La Cruche in un testo non contenente molto francese acadiano.

Lesse anche dei testi de La Sagouine alla ICI Radio-Canada Première nel 1970. Fece la sua prima lettura pubblica di questo testo nel 1971 al Centre d'Essai degli autori drammatici di Montréal. La Sagouine fu pubblicata lo stesso anno presso Leméac: tutte le copie furono vendute in cinque mesi. La pièce venne messa in scena da Eugène Gallant e prodotta dalla troupe Les Feux chalins de Moncton nel 1971. L'interpretazione di Viola Léger contribuì al successo della pièce. Nel 1972 la pièce fu in tournée in numerose città tra le quali Saskatoon e Montréal. La presentazione al Théâtre du Rideau Vert di questa città diede verosimilmente popolarità ad Antonine Maillet. La Sagouine fece parte del ciclo di l'Île-aux-Puces, nel quale vennero raccolte molte delle sue opere successive.

Il romanzo Don l'Orignal, pubblicato nel 1972, le valse il Prix du Gouverneur général. Introdusse finalmente il personaggio di Mariaagélas nella raccolta di racconti e di ricordi Par derrière chez mon père (1972). Ottenne un dottorato onorifico dall'Università di Moncton nello stesso anno.

La Sagouine fu prodotta a Monaco, Montréal e Moncton nel 1973.

Mariaagélas (1973) fece vincere il Grand prix de la Ville de Montréal alla sua autrice come anche il prix des Volcans e il prix France-Canada nel 1975. Considerato effettivamente come uno dei suoi più bei testi in prosa, Antonine Maillet inserì numerosi passi poetici e umoristici riuscendo tuttavia a costruirvi anche una critica sociale.

Il ciclo de l'Île-aux-Puces proseguì poi nel 1973 con Gapi et Sullivan, nel 1977 con La Veuve enragée e nel 1981 con La Contrebandière.

Il successo di Antonine Maillet non fu tuttavia riconosciuto da tutti; Victor-Lévy Beaulieu, ad esempio, dichiarò di scorgere in lei una «Acadia arrivista», mostrandosi con «tracotanza», parlando di «questa parte nulla de l'enpremier» e raccogliendo «bavosamente tutti i marmi [della letteratura]».

L'incipit del complesso ricreo-turistico del Pays de la Sagouine nel 1992 a Bouctouche diede vita ai personaggi del ciclo de l'Île-aux-Puces. Vennero realizzate anche due serie televisive su La Sagouine.

Altre opere Il suo romanzo della «natività acadiana», Emmanuel à Joseph à Dâvit, le valse il premio France-Acadie nel 1975. Nel 1977, Les Cordes-de-bois, il suo primo lungo testo di fiction, fu candidato per il Premio Goncourt e ottenne il voto di quattro giurati. Il voto per il Premio Goncourt portò, in effetti, a una parità con il romanzo John l'Enfer di Didier Decoin La giuria avrebbe allora affermato che il premio non potesse essere assegnato «a un'opera scritta nella lingua di prima di Malherbe», ciò fu criticato dalla stampa.

Nel 1976 venne nominata ufficiale dell'Ordine del Canada e fu promossa Compagnon nel 1981. Mme Maillet ricevette dalla Real Società del Canada la Medaglia Lorne Pierce nel 1980. Nel 1985 fu nominata Ufficiale dell'Ordine delle arti e delle lettere di Francia e nel 2005 venne nominata nell'Ordine del Nuvo-Brunswick. Fu anche membro del Consiglio privato della Regina per il Canada.

Nel 1979 la sua opera Pélagie-la-Charrette ottenne il Premio Goncourt, che le diede la distinzione d'essere, con Atiq Rahimi, la sola personalità non europea alla quale venne conferito questo premio. Lo stesso anno, la sua città di residenza, Outremont, rinominò la rue Wilder, luogo del suo domicilio, in avenue Antonine-Maillet, al fine di onorare il nuovo insignito del Premio Goncourt. Il suo romanzo diede il via a una scrittura più complessa, basata più sulla narrazione che sull'intrigo e costruita attorno alla relazione tra i personaggi e l'autore.

Fu autrice di numerosi romanzi e pièce di teatro molto popolari. Nel suo romanzo Pélagie-la-Charrette evocò la grande deportazione degli acadiani del 1755 a opera dei britannici. La storia e il folclore dell'Acadia furono sempre le sue maggiori fonti d'ispirazione.

Scritti Etnologia Antonine Maillet utilizzò il francese standard o il vecchio francese acadiano nelle sue opere, il tutto in una ricerca costante dell'oralità. Victor-Lévy Beaulieu ironizzò l'uso del francese acadiano da parte di Antonine Maillet, ma tale comportamento venne criticato da Ben-Z. Shek, professore di francese all'Università di Toronto, come un tentativo d'imporre agli altri autori il suo punto di vista di cosa debba essere un romanzo.

Antonine Maillet ambientò i suoi scritti nel "pays", luogo corrispondente al territorio situato tra Rogersville, Saint-Norbert e Bouctouche. Questo luogo, lo stesso evocato dai personaggi costretti a vivere altrove, come in Évangéline Deusse (1975), ebbe ogni volta un nome diverso nei vari romanzi.

In Pointe-aux-Coques, l'autrice introdusse un aspetto etnologico ma, secondo Ben-Z. Shek, mal integrato nell'universo immaginario, aspetto sottolineato più volte dallo studioso.

Critica sociale Benché lei non fosse né povera, come il suo personaggio la Sagouine, né una storica o una sociologa, Antonine Maillet prese chiaramente partito per i poveri, dicendosi attratta da quella gente, in tutto il mondo. Ella descrisse questa scelta come allo stesso tempo «umana ed estetica». Descritta da Ben-Z. Shek come una neo-nazionalista, ella si sentì coinvolta dal «dominio economico» e «dall'oppressione nazionale» ma anche dalla diversificazione sociale in seno all'Acadia. Nel suo romanzo Pointe-aux-Coques (1958) fece già menzione, sia pure in maniera rudimentale, di questo partito preso. Ella vi descrisse «l'esercito» di disoccupati della Grande depressione, e il bisogno per i pescatori di organizzarsi. In Les Crasseux (1966) introdusse la divisione fisica, sociale e culturale tra le «genti in alto» e le «genti in basso», tema più volte affrontato in molti dei suoi libri. In La Sagouine seppe combinare abilmente la critica sociale e una forma estetica appropriata, facendone una delle opere più rimarchevoli della letteratura canadese francofona del dopo-guerra. Secondo Simone Leblanc-Rainville, la sua pubblicazione fu essa stessa un avvenimento d'una grande portata sociale poiché permise «ai più svantaggiati di parlare a nome di tutti», causando uno choc presso l'élite, poiché «la miseria è un rimprovero alla loro buona coscienza». Bruno Drolet parlò ugualmente d'ingiustizie sociali «senza dubbio reali». La Sagouine causò anche un dibattito sulla rassegnazione e il fatalismo del personaggio, il suo tratto «il più tipicamente acadiano» secondo Simone Leblanc-Rainville, essendo essa latrice di una «rivolta contenuta» d'un «popolo calpestato», incapace di essere colta da gente «naïfs».

Influenze Una delle maggiori influenze di Antonine Maillet fu François Rabelais, che non solo fu l'oggetto della sua tesi di dottorato, ma la cui opera venne integrata nella sua pièce Panurge, ami de Pantagruel nel 1983. L'opera antoniniana raggiunse la rabelaisiana per la sua verve, i suoi giochi di parole e il suo gusto drammartico. L'autrice indicò come suoi idoli William Faulkner, Marcel Proust e Gabriel García Márquez.

Premio letterario Antonine-Maillet-Acadie Vie