La campagna di Aden si svolse tra il novembre 1914 e il novembre 1918 nell'ambito dei più vasti eventi del teatro mediorientale della prima guerra mondiale. La campagna si svolse nell'attuale Yemen sud-occidentale, che all'epoca era diviso in due possedimenti periferici dell'Impero britannico e dell'Impero ottomano: il primo controllava il piccolo possedimento di Aden ed aveva esteso la sua influenza nell'entroterra tramite una serie di accordi di protettorato con alcuni sultanati locali; il secondo controllava la parte settentrionale della regione come "Vilayet dello Yemen", anche se il dominio degli ottomani era avversato dalle popolazioni locali.

Dopo la dichiarazione di guerra del Regno Unito all'Impero ottomano il 5 novembre 1914, le ostilità furono aperte anche nello Yemen, con i britannici che occuparono il piccolo avamposto ottomano di Cheikh Saïd all'imboccatura dello stretto di Bab el-Mandeb. Nel luglio 1915 invece furono gli ottomani a passare all'offensiva, occupando il Sultanato di Lahej, alleato dei britannici, e respingendo in disordine un contrattacco della guarnigione di Aden; l'arrivo di rinforzi consentì alle forze britanniche di consolidare la loro posizione nei pressi del villaggio di Sheikh Othman, mettendo in sicurezza gli approcci ad Aden e i rifornimenti idrici della città. Per il resto del conflitto la situazione si mantenne in stallo, con i britannici trincerati attorno a Sheikh Othman e gli ottomani attorno a Lahej, con una vasta terra di nessuno in mezzo; i due schieramenti ingaggiarono ancora scaramucce e incursioni, ma senza impegnarsi in offensive su vasta scala, vista la scarsità delle forze a disposizione.

Il fronte davanti ad Aden rimase statico fino agli ultimi giorni di guerra: dopo la stipula dell'armistizio di Mudros il 30 ottobre 1918 tra l'Impero ottomano e gli Alleati, la notizia della fine della guerra giunse lentamente anche nello Yemen, portando alla capitolazione delle locali forze ottomane entro il dicembre dello stesso anno.

Antefatti

Nel novembre 1838 truppe della Compagnia britannica delle Indie orientali sbarcarono nei dintorni di Aden e ne occuparono il porto e le sue immediate vicinanze, strappandolo al controllo del locale Sultanato di Lahej. La mossa costituiva più che altro un tentativo di porre fine agli attacchi dei pirati locali ai danni delle navi della Compagnia, e nei decenni seguenti Aden rimase un dominio britannico alquanto negletto: designato come "Insediamento di Aden", il possedimento era amministrato come una dipendenza periferica della Presidenza di Bombay. L'importanza dell'insediamento iniziò però a crescere a partire dal 1869, con l'apertura del Canale di Suez: posta alla congiunzione tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden, porta per l'accesso all'oceano Indiano, Aden iniziò allora a rivestire una certa importanza strategica come punto di transito e stazione di rifornimento sulla nuova rotta navale che collegava il Regno Unito ai suoi possedimenti nell'India britannica; l'apertura del canale risvegliò tuttavia anche nell'Impero ottomano l'attenzione per le lontane contrade dell'Arabia meridionale..

I primi tentativi di penetrazione ottomana in quello che è il moderno Yemen settentrionale datavano almeno al XVI secolo, ma erano sempre stati respinti, nel corso di una serie di conflitti, dalle popolazioni locali, fedeli alla confessione dello zaydismo (una variante dell'islam sciita) e fedeli solo ai loro imam (i Rassidi). L'espansione ottomana nello Yemen riprese con più vigore dopo la metà del XIX secolo, portando infine all'occupazione delle città di Sana'a e Taʿizz e all'istituzione, nel 1872, del Vilayet dello Yemen; il mantenimento di questo possedimento richiese comunque ulteriori campagne per fronteggiare le periodiche rivolte delle tribù yemenite, anche se la situazione si stabilizzò nel 1911, quando l'imam zaydita Yahya Muhammad Hamid ed-Din siglò un trattato di pace, accettando la dominazione ottomana sulle aree costiere della Tihama in cambio di una certa autonomia per le regioni dell'interno.. Con gli ottomani che si espandevano verso sud nello Yemen, i britannici iniziarono a temere per il loro controllo su Aden: verso la fine del XIX secolo il governo di Londra avviò quindi una serie di trattative per giungere ad accordi di protettorato con il coacervo di sultanati e sceiccati che punteggiava l'entroterra dello Yemen meridionale a nord e ad est di Aden; più che con il fine di espandere l'area di controllo britannica in Arabia meridionale, questa mossa era volta a creare una fascia di sicurezza che tenesse il più lontano possibile gli ottomani dai confini dell'Insediamento di Aden. Dopo alcune scaramucce di frontiera, nel 1902 britannici e ottomani aprirono trattative diplomatiche per la definizione dei confini delle rispettive zone di controllo nello Yemen, arrivando a un accordo in tal senso nel 1904..

Nell'agosto 1914 l'Insediamento di Aden si estendeva sui due lati della baia di Aden. Il centro del possedimento era la penisola rocciosa che si protendeva verso sud lungo il lato orientale della baia, non più ampia di 24 miglia quadrate in totale e collegata a nord da uno stretto istmo alle regioni desertiche dell'interno: l'abitato di Aden sorgeva sulla costa nord-orientale della penisola, mentre sulla costa nord-occidentale, dal lato opposto dell'istmo, si trovava l'insediamento di Tawahi (Steamer Point per i britannici). A nord dell'istmo, il terreno desertico saliva gradualmente fino a una serie di alture nei pressi dell'insediamento di Sheikh Othman, da cui partiva il principale acquedotto che riforniva Aden di acqua potabile; per incrementare il rifornimento idrico, i britannici avevano poi installato tre condensatori di vapore a Steamer Point. Subito a nord di Sheik Othman si estendeva il territorio del Sultanato di Lahej, il cui sovrano aveva accettato i trattati di protezione offerti dal Regno Unito; più a nord di esso iniziava il territorio sotto dominio ottomano. Dall'Insediamento di Aden dipendeva amministrativamente anche la piccola isola di Perim, occupata dai britannici nel 1856: collocata 100 miglia più a ovest di Aden, l'isola era situata in una posizione strategica, sorgendo proprio in mezzo allo stretto di Bab el-Mandeb (lo sbocco meridionale del Mar Rosso). In mezzo ai due possedimenti britannici sorgeva un avamposto ottomano, un piccolo forte costruito sulla penisola di Cheikh Saïd lungo la sponda orientale dello stretto di Bab el-Mandeb..

Forze in campo

Il 4 agosto 1914 il Regno Unito dichiarò guerra all'Impero tedesco, facendo quindi il suo ingresso nella guerra mondiale da poco iniziata. A quella data, nonostante la sua importanza strategica, Aden disponeva di una ridotta guarnigione militare, consistente in due battaglioni di fanteria (uno britannico e uno del British Indian Army) supportati da un distaccamento di Royal Engineers e una troop di cavalleria forte di non più di 100 uomini; la guarnigione schierava tre compagnie di artiglieria costiera statica della Royal Garrison Artillery, ma non disponeva di artiglieria campale o da montagna per operazioni mobili.. Il comandante della guarnigione militare britannica rivestiva anche il ruolo di governatore del possedimento, con il titolo di Political Resident, rispondendo del suo operato alla Presidenza di Bombay e quindi al governo dell'India britannica; dal 1910 il Political Resident designato era il generale di brigata James Alexander Bell, ma nel 1914 le sue funzioni erano esercitate in loco dal tenente colonnello Jacobs..

I britannici avevano poche notizie certe circa la consistenza delle forze turche schierate nello Yemen: le ultime informazioni disponibili risalivano a un'ispezione condotta da alcuni funzionari britannici nel 1905, durante la missione per la delimitazione dei confini tra i rispettivi possedimenti.. Il Vilayet dello Yemen era presidiato allo scoppio della guerra dal VII Corpo d'armata ottomano (7. Kolordu) al comando del generale Ahmed Tevfik Alpsoy; il corpo metteva in campo due divisioni di fanteria: la 39ª Divisione del colonnello Ali Sait Akbaytogan, con sede a Taʿizz, e la 40ª Divisione del colonnello Hüseyin Ragıp Bey, schierata lungo la costa della Tihama. In totale gli ottomani avevano circa uomini nello Yemen, anche se solo un terzo di essi poteva essere sottratto ai compiti di guarnigione e impiegato in operazioni mobili; anche così, gli ottomani godevano di un leggero vantaggio numerico sul presidio britannico di Aden..

La campagna L'apertura delle ostilità

Allo scoppio delle ostilità tra Regno Unito e Germania nell'agosto 1914, l'Impero ottomano si mantenne ufficialmente neutrale, al punto che i britannici richiamarono da Aden il battaglione britannico lì schierato (il 1st Battalion del Royal Irish Rifles) per impiegarlo in Europa.. I britannici tuttavia diffidavano della posizione del governo di Costantinopoli, a causa dei solidi legami militari ed economici tra l'Impero e i tedeschi; in effetti, il 2 agosto 1914 tedeschi e ottomani avevano siglato un trattato di alleanza segreto che impegnava i secondi a entrare in guerra a fianco della Germania non appena questa si fosse trovata in conflitto con l'Impero russo. Divisioni in seno al governo ottomano ritardarono l'applicazione del trattato ma, dopo aver dato ospitalità a navi da guerra tedesche, il 29 ottobre la flotta ottomana lanciò una serie di attacchi ai principali porti russi nel Mar Nero, aprendo le ostilità; il 1º novembre la Russia dichiarò quindi guerra all'Impero ottomano, seguita il 5 novembre dai suoi alleati britannici e francesi.

La guarnigione di Aden fu messa in stato di allerta il 29 ottobre: gli ordini riguardavano in particolare la necessità di presidiare gli accessi al Mar Rosso, difendendo il possesso dell'isola di Perim e mantenendo sotto controllo i movimenti degli ottomani nella penisola di Cheikh Saïd. Come misura tampone, un distaccamento del 1st Battalion, Lancashire Fusiliers, fu inviato da Karachi ad Aden per rinforzare la guarnigione; il comandante delle forze britanniche in Egitto, generale John Grenfell Maxwell, offrì la 28th Indian Brigate del generale George Younghusband come rinforzo per Aden, ma decise di rinviare il suo trasferimento nel possedimento. Piuttosto, il comando britannico decise di consolidare la posizione di Perim, occupando con le truppe della 29th Indian Brigade del generale Vaughan Cox, in trasferimento in Egitto e il cui convoglio si trovava in quei giorni a transitare proprio per Aden, l'avamposto ottomano di Cheikh Saïd. Supportate dal fuoco dell'incrociatore corazzato , le truppe anglo-indiane sbarcarono a Cheikh Saïd il 10 novembre e sconfissero la piccola guarnigione ottomana al termine di un breve scontro; sul posto venne catturato un significativo ammontare di rifornimenti militari e, dopo aver distrutto il fortino ottomano, la forza anglo-indiana fu reimbarcata per proseguire il viaggio verso l'Egitto.. La cattura di Cheikh Saïd avvenne fondamentalmente senza consultare le autorità di Aden, le quali criticarono apertamente la mossa: l'attacco aveva realizzato poco sul piano militare, mentre sul piano politico aveva indispettito le autorità locali yemenite, le quali vi videro un atto di aggressione al loro territorio. La risposta si vide ai primi di gennaio 1915, quando l'imam zaydita Yahya Muhammad inviò una colonna di guerrieri ad attaccare e saccheggiare la cittadina di al-Bayda', parte del territorio del protettorato britannico..