Per esercito dei Ming s'intende l'apparato militare della Cina dal 1368 al 1644, sotto la dinastia Ming. Fu creato nel 1368, durante la Rivolta dei Turbanti Rossi, dal primo sovrano Ming, Zhu Yuanzhang, salito al trono imperiale come Hongwu. Come molti aspetti della politica e della società Ming, l'esercito mescolò in sé elementi tradizionali cinesi, riferibili alla dinastia Tang, ed elementi mongoli legati al recente passato della dinastia Yuan detronizzata dai Ming. La nuova armata imperiale fu inizialmente organizzato secondo linee in gran parte ereditarie con leve fornite dalle comunità agricole autosufficienti dell'impero i cui soldati erano raggruppati in guarnigioni (wei) e battaglioni (suo), da cui il nome "Sistema Wei-Suo". Questo sistema declinò però nemmeno un secolo dopo la fondazione della dinastia, intorno al 1450, e fu definitivamente scartato in favore d'un uso intensivo di mercenari e soldati stipendiati nel corso del XVI secolo. L'esercito comprendeva inizialmente consistenti forze di cavalleria armata d'arco in stile turco-mongolo e solo nel Cinquecento iniziò a ricorrere in modo massiccio a moderne armi da fuoco di modello occidentale in dotazione a forze di fanteria organizzate in schieramenti.

Contesto e considerazioni preliminari

La corruzione dell'apparato imperiale cinese nella prima metà del XIV secolo, unito ad una serie di cogenti catastrofi socio-ambientali (inondazioni del Fiume Giallo e carestie), innescarono rivolte contadine e religiose contro la dinastia mongola Yuan (1271-1368) a partire dal 1350. Zhu Yuanzhang, una figura di umili origini distintosi come condottiero militare nel corso della «Rivolta dei Turbanti Rossi», si fece tedoforo della riconquista «cinese» del potere, conquistò Nanjing (1356), Nanchino (1359) ed infine Pechino (1368), ricacciò i Mongoli nelle steppe natie e prese per sé il trono imperiale con il nome regio di Hongwu (zh. ), fondando la dinastia Ming (1368-1644), che avrebbe traghettato la Cina nell'Età moderna.

Contrariamente allo stereotipo secondo cui i Ming confuciani si sarebbero disinteressati all'esercito, essi, in realtà, riversarono enormi risorse, non solo fiscali ma anche fondiarie, per mantenere ed ammodernare le forze armate imperiali che costituirono, non a caso, la voce più importante del bilancio statale cinese dell'epoca. Il motivo per cui i Ming posero deliberatamente i funzionari militari e civili (quindi confuciani) in contrapposizione fu per mantenere controllo ed equilibrio nell'apparato burocratico. Le truppe spesso litigavano, saccheggiavano, eludevano le tasse o resistevano alle forze dell'ordine a dispetto dei funzionari civili, spingendo il tribunale a incaricare funzionari civili di supervisionare i militari. Diversi imperatori Ming, come Hongwu (r. 1368-1398) e Yongle (r. 1402-1424), furono inoltre validi e capaci condottieri militari.

Come in molti altri aspetti, anche nella gestione dell'esercito i Ming crearono una simbiosi tra le istituzioni militari mongole lasciate dagli Yuan e la tradizione militare della dinastia Tang (618-907). Gli imperatori Ming, da Hongwu (r. 1368-1398) a Zhengde (r. 1505-1521) mantennero le istituzioni militari ereditarie lasciate dai mongoli, vestendo sé stessi e le loro guardie con abiti e cappelli in stile mongolo in ragione della loro praticità nella lotta, promuovendo il tiro con l'arco e l'equitazione e incorporando un gran numero di mongoli nel loro esercito: sino al termine del XVI secolo, i mongoli fornirono ai Ming un ufficiale ogni tre nelle forze della capitale imperiale, come la Guardia dell'uniforme ricamata (v.si seguito). Anche altri popoli nomadi delle steppe, come gli Jurchen (che avrebbero infine strappato il potere ai Ming stessi), erano prominenti tra i ranghi dell'armata imperiale Ming.. Inoltre, gli imperatori Hongwu e Yongle predilessero esercito composti da preponderanti forze di cavalleria in puro stile turco-mongolo.

Presso l'accademia imperiale del Guozijian, equitazione e tiro con l'arco furono promossi da Hongwu insieme ai classici confuciani richiesti negli esami imperiali, antica istituzione cinese dismessa dagli Yuan e riportata in auge proprio dai Ming. Il tiro con l'arco e l'equitazione furono aggiunti all'esame da Hongwu nel 1370 proprio come il tiro con l'arco e l'equitazione erano richiesti per i funzionari non militari all'Accademia della Guerra (武舉) nel 1162 dall'imperatore Xiaozong della dinastia Song, quando cioè la Cina, temendo la crescente minaccia dei nomadi della steppa sui suoi confini, cerco di appropriarsi del loro precipuo stile di combattimento.

Affine all'antica tradizione militare Han (cinese) dei Tang fu invece la creazione del c.d. "Sistema Wei-Suo" (v.si seguito) voluto per creare una classe militare fondiaria autosufficiente che sgravasse l'impero dalla pericolosa dipendenza verso truppe mercenarie.

Esegesi delle fonti Trattatistica militare

In epoca Ming vennero redatti numerosi manuali d'arte bellica, divenuti poi veri e propri classici. Anzitutto lo Jixiao Xinshu () del generale Qi Jiguang. Nella prima metà del XVII secolo, il Wubei Zhi () del 1621 di Mao Yuanyi e il Wu Bei Yao Lue del 1638 di Cheng Ziyi.

Lo Jixiao Xinshu è un trattato di strategia militare che parla anche di arti marziali cinesi. Ne vennero fatte due redazioni: una circa nel biennio 1560–1561 che conta di 18 capitoli () e un'altra nel 1584, ridotta a 14 capitoli ma arricchita di nuovo materiale. Tramite quest'opera, il generale Qi Jiguang perorò l'importanza delle arti marziali nell'addestramento militare e l'utilizzo sistematico delle armi da fuoco degli occidentali (archibugio, moschetto, carabina, ecc.), approfondì la descrizione della formazione da battaglia da lui inventata e approfondì gli aspetti logistici legati alla produzione ed all'approvvigionamento di armi per l'Impero..

Il Wubei Zhi è considerato il libro militare più completo nella storia cinese. Scritto nel 1621, contiene 240 volumi per un totale di 200.000 caratteri che ne fanno il libro più lungo mai pubblicato in Cina a proposito di argomenti militari.. vera e propria enciclopedia militare dell'Antica Cina, contiene un ricchissimo compendio grafico di mappe ed illustrazioni di armi, artiglierie ed armature, oltre a citazioni e studi di battaglie dai tempi della dinastia Zhou orientale (722-481 a.C.) agli Yuan ed all'esame delle teorie militari dei grandi strateghi sinici, tra cui Sun Tzu.

Iconografia Ming L'imperatore Jiajing (r. 1522-1566) commissionò un enorme dipinto panoramico, realizzato in due rotoli gemelli, raffigurante il corteo militare dell'imperatore durante la parata cerimoniale verso le tombe imperiali, ubicate a circa 50 km nord da Pechino, all'andata (c.d. "Araldo della partenza", lungo 26 m) ed al ritorno (c.d. "Ricompensa al ritorno", lungo 31 m). La seconda metà del dipinto, mostra anche il personale di corte/militare intento ad utilizzare delle chiatte fluviali. L'Araldo e la Ricompensa (oggi conservati nel Museo del Palazzo di Pechino), nel loro insieme, sono un'importantissima fonte iconografica per la ricostruzione dell'aspetto delle truppe cinesi d'epoca Ming, delle loro uniformi e del loro equipaggiamento.

Sistema Wei-Suo L'imperatore Hongwu, come anticipato, integrò il sistema di soldati ereditari delle guarnigioni in stile mongolo con l'antico sistema fondiario del fubing, in uso in Cina sotto le dinastie Wei (534-557), Sui (581-618) e Tang.. I soldati ereditari dovevano essere autosufficienti e furono pertanto assegnate loro delle terre pubbliche da amministrare tramite "colonie militari" (tuntian): nelle regioni confine, il 70% dei soldati coltivava la terra mentre il 30% prestava servizio attivo; nell'entroterra, i soldati in servizio attivo dovevano essere il 20%. Il servizio attivo si svolgeva presso postazioni militari, come la capitale, e campi d'addestramento dove i soldati s'impratichivano con le armi e le tattiche specializzate, per es. l'utilizzo delle armi da fuoco.. In compenso, i soldati erano esentati da gran parte delle imposte e delle corvées.

Questi soldati ereditari erano raggruppati in guarnigioni (wei) e battaglioni (suo), altrimenti noto come "Sistema Wei-Suo". Una guarnigione, stanziata in una prefettura, superiore (fu) o ordinaria (zhou) che fosse, era composta da 5.600 uomini, divisi in cinque reggimenti (qiānhù o qianhusuo) da 1.120 uomini a loro volta divisi in 10 battaglioni (bǎihù o baihusuo) di 112 uomini. Ogni battaglione conteneva due plotoni di 56 uomini (zǒngqí) e ogni plotone conteneva cinque squadre di 11 o 12 uomini (xiǎoqí). Inizialmente, l'esercito regolare contava 493 guarnigioni cui si sommavano 359 reggimenti indipendenti (shouyu) sotto il controllo diretto degli Uffici Militari provinciali (v.si seguito).

La maggior parte dei soldati dell'esercito di Ming proveniva da famiglie militari (junhu) che all'inizio del periodo Ming costituivano circa il 20% delle famiglie nell'impero.. Ogni famiglia militare doveva fornire un uomo per prestare servizio nell'esercito. Se quell'uomo moriva, la famiglia doveva inviarne un altro..

C'erano quattro modi per diventare una famiglia militare: (i) la famiglia doveva discendere da un "compagno di campagna" che aveva combattuto nelle guerre di Hongwu; (ii) la famiglia discendeva da un soldato al servizio di uno dei nemici di Hongwu amnistiato dopo la sconfitta; (iii) la famiglia discendeva da un condannato penale che aveva deciso di scontare la pena tramite il servizio militare (ma dal XV secolo le condanne penali non garantirono più la conversione di una famiglia normale in una famiglia militare ed il servizio punitivo, pur presente, fu reso non ereditario); (iv) la famiglia discendeva da un militare di leva..

Catena di comando

I wei-suo fuori dalla capitale erano sottoposti agli Uffici Militari provinciali (du zhihui shi si) che rispondevano alle Commissioni Militari (wujun dudufu), 5 in tutto divise secondo competenze territoriali, direttamente manovrate dall'imperatore, nella capitale. Le guarnigioni di stanza a Pechino (jingwei), 74 in tutto dopo il 1420, erano poste sotto il comando congiunto del Ministero della Guerra (), uno dei sei ministeri del governo imperiale, e delle cinque Commissioni Militari, il che rifletteva la separazione del potere e del comando. Il Ministero emetteva ordini che dovevano essere eseguiti dai comandanti.. Alle jingwei appartenevano le Guardie imperiali (v.si seguito).

Alcuni ufficiali furono reclutati attraverso la versione militare degli esami imperiali ma non abbastanza da imporre uno standard di qualità. Questi esami hanno comunque prodotto alcuni condottieri rimarchevoli, come Qi Jiguang e Yu Dayou..

Alla fine della dinastia Ming, le unità dell'esercito erano dominate da ufficiali ereditari arruolati per lunghi periodi (10-12 anni) e non più soggetti alla pratica di rotazione costante. Al contempo, il Comando Militare Centrale aveva perso gran parte del suo controllo sugli eserciti regionali. Si ricorse allora a dei Comandanti Supremi (Zongdu Junwu) nominati dall'imperatore per sovrintendere agli affari militari e fiscali nella loro area di giurisdizione ma divennero sempre più autonomi nei periodi successivi..

Status sociale e declino Il soldato era una delle professioni più infime nella società Ming, strettamente legata alla quadripartizione ideale confuciana della società, lo . Gli ufficiali militari non erano solo subordinati ai funzionari civili ma allo stesso modo generali e soldati erano degradati, trattati con paura, sospetto e disgusto. Il servizio militare godeva di molto meno prestigio della sua controparte civile a causa del suo status ereditario e perché la maggior parte dei soldati era analfabeta..