Finalista agli US Open nel 2008, è stata numero 1 del mondo dall'11 al 17 agosto dello stesso anno e di nuovo dal 6 ottobre al 1º febbraio 2009. In carriera ha vinto 15 tornei WTA e 1 torneo WTA 125s in singolare (tra cui il Premier Mandatory di Indian Wells) e due in doppio, aggiudicandosi anche il torneo di Wimbledon nel doppio misto con il britannico Jamie Murray. Negli Slam vanta anche quattro semifinali: una all'Australian Open 2008 e tre all'Open di Francia nel 2007, 2008 e 2010. A Wimbledon, invece, ha raggiunto i quarti di finale cinque volte: nel 2006, 2007, 2008, 2010 e 2015. Inoltre, ha raggiunto tre volte la semifinale alle WTA Finals: nel 2008, 2009 e nel 2013. Ha partecipato una volta alle Olimpiadi, nelle Olimpiadi di Pechino nel 2008, raggiungendo i quarti di finale.

Biografia È la terzogenita di Veselin e Snežana Janković, entrambi economisti. I suoi due fratelli maggiori si chiamano Marko e Stefan. I primi contatti con il tennis di Janković avvennero al club di tennis della "Crvena Zvezda".

A 12 anni entrò a far parte della prestigiosa accademia tennistica di Nick Bollettieri e sotto la sua guida vinse l'edizione juniores degli Australian Open 2001. Janković seguì inizialmente le orme dei propri genitori studiando economia alla Megatrend University di Belgrado; in seguito alla scelta di tentare la carriera professionistica del tennis ha deciso di sospendere a tempo indeterminato i suoi studi, senza tuttavia rinunciarvi definitivamente.

Carriera sportiva Esordi Jelena Janković è nata a Belgrado nella Jugoslavia, ora Serbia. La tennista serba debutta nel circuito professionistico nel 2000, partecipando alle qualificazioni del torneo di Filadelfia, uscendo al primo round. Nel 2001, grazie a una wild card, accede per la prima volta al tabellone di un torneo WTA, a Indian Wells, dove conquista la sua prima vittoria nel circuito pro, prima di essere eliminata al secondo turno da Silvia Farina Elia.

Il 2002 è un anno di pratica per la serba che alterna tornei minori alle qualificazioni dei tornei WTA: tra di essi spiccano i quarti al torneo di Stanford, nel quale cede a Kim Clijsters in due set, dopo aver seriamente impegnato la belga nel primo. Il 2003 la vede proseguire l'apprendistato e la scalata della classifica: partecipa al suo primo torneo del Grande Slam, all'Australian Open, uscendo al secondo turno contro Amanda Coetzer. L'annata trascorre giocando molti tornei ITF, finché non si aggiudica il primo ITF ad ottobre, a Dubai, vittoria che le permette di entrare nella top 100 della classifica WTA.

2004 Il 2004 si apre con un'importante vittoria al primo turno dell'Australian Open contro la top ten Elena Dement'eva, battuta nettamente 6-1, 6-4, tuttavia la corsa della serba è breve, perché si ferma al turno successivo contro Jill Craybas. A maggio si aggiudica il primo titolo WTA a Budapest, battendo in finale Martina Suchá 7-6, 6-3. La serba prosegue l'annata ottenendo discreti risultati, ma le prestazioni migliori arrivano nel finale di stagione: a Filderstadt, partendo dalle qualificazioni, raggiunge i quarti dopo aver sconfitto Nadia Petrova e Daniela Hantuchová, arrendendosi a Lindsay Davenport; mentre a Linz, dopo aver sconfitto Patty Schnyder e Vera Zvonarëva, si arrende in semifinale ad Amélie Mauresmo. Questi risultati le permettono di raggiungere la ventottesima posizione del ranking.

2005 Il 2005 conferma i progressi dell'annata precedente. A Dubai Janković sconfigge Serena Williams 6-0, 4-3 rit. in semifinale, per arrendersi a Lindsay Davenport 6-4, 3-6, 6-4 in finale. Al torneo di Berlino raggiunge la semifinale, in cui viene battuta da Nadia Petrova 6-4, 6-7, 6-3. Sull'erba del torneo di Birmingham perde in finale contro la specialista Marija Šarapova. A ottobre raggiunge la finale a Seul, perdendo contro la giovanissima Nicole Vaidišová 7-5, 6-3, risultato che la porta al n. 17 della classifica.

2006: quarti di finale a Wimbledon

Il 2006 comincia in modo disastroso per Janković, che perde dieci partite di fila. Ottiene la prima vittoria a Roma, dove raggiunge i quarti, perdendo contro Venus Williams. Risolti alcuni problemi fisici la serba inizia a recuperare brillantezza, raggiungendo le semifinali a Strasburgo, in cui si ritira al secondo set contro Nicole Vaidišová. Al Roland Garros esce al terzo turno per mano della numero uno, Amélie Mauresmo, per 6-3 6-3. A Wimbledon, al terzo turno riesce a battere la campionessa in carica, Venus Williams, perdendo al turno successivo contro Anastasija Myskina 6-4, 7-6. Sul cemento di Los Angeles, Janković sconfigge tra le altre Sania Mirza, Ana Ivanović e Serena Williams, perdendo in finale contro Elena Dement'eva. Questo risultato le infonde fiducia per lo US Open, in cui batte Nicole Vaidišová nel terzo round, elimina Svetlana Kuznecova nel quarto e si prende una terribile rivincita su Elena Dement'eva, annicchilita 6-2, 6-1 nei quarti. In semifinale, contro la favorita Justine Henin perde 4-6, 6-4, 6-0, dopo avere condotto 6-4, 4-2, con una palla per il 5-2, non regge la tensione dopo un battibecco con il giudice di sedia per una chiamata sul suo servizio e da qui non sarà più in grado di opporsi alla belga.

Al torneo di Pechino sconfigge Nadia Petrova nei quarti ed esce in semifinale contro Amélie Mauresmo 6-1, 3-6, 7-6. Janković bissa le semifinali la settimana successiva al torneo del Canton, quando in svantaggio 7-5, 2-0 è costretta a ritirarsi contro Anna Čakvetadze. A ottobre Janković raggiunge la dodicesima posizione nel ranking. La tennista serba chiude l'annata positiva raggiungendo i quarti nei tornei di Stoccarda (eliminata dalla Kuznecova), Linz (battuta dalla Vaidišová) e Québec (ritiratasi contro la Pučkova).

2007: quattro tornei WTA, semifinale al Roland Garros e vittoria a Wimbledon in doppio misto

Janković inizia il 2007 con il piede giusto: al torneo di Auckland, dove è accreditata della testa di serie n.1, raggiunge la finale, in cui sfida la russa Zvonarëva. Il match è molto intenso: nel primo set la serba salva due set point, il secondo set viene aggiudicato dalla russa, grazie a un break nell'undicesimo game, infine nel terzo prevalgono definitivamente classe e tenacia della Janković, chiudendo in due ore e 45 minuti per 7–6(9), 5-7, 6-3. Positivo anche il torneo di Sydney, in cui supera la Hingis, la Stosur e la Mauresmo, trovandosi di fronte la Vaidišová in semifinale: Janković, grazie a un gran gioco dal fondo tiene in scacco la ceca, aggiudicandosi un match molto equilibrato. In finale affronta Kim Clijsters: la serba conquista un break al nono gioco e chiude il primo set 6-4; il secondo set, altrettanto equilibrato, offre a Janković due match point sul 5-4 e servizio che la belga annulla da vera campionessa.

Dopo avere perso queste occasioni la serba si demoralizza: nel tie-break del secondo set commette tre doppi falli, mentre nel terzo set finisce sotto 0-4, prova a rientrare in partita d'orgoglio recuperando qualche game, ma finisce 4-6, 7–6(1), 6-4. Janković dimostra comunque di esser in un buon periodo di forma e di potere ambire a risultati di spessore. La serba disputa un discreto Australian Open, anche se la sconfitta al quarto turno contro una Serena Williams appesantita e non ancora rodata dopo il suo rientro, dimostra più evidenti limiti psicologici e una sudditanza psicologica più che tecnica e atletica, come evidenziato da un fin troppo severo 6-3, 6-2 con cui Serena si è sbarazzata di Janković. La serba è anche vittima della sfortuna però, nel corso della semifinale del torneo di Dubai, mentre era in svantaggio 5-2 contro la Mauresmo, a causa di una brusca torsione della caviglia si procura una distorsione che le impedisce di correre e proseguire il match. A Doha è comunque in grado di giocare il torneo di Doha, dove si issa fino in semifinale contro Justine Henin: si aggiudica il primo set al tie-break, cede il secondo nettamente, ma impegna severamente nel terzo la campionessa belga, perdendolo 6-4.

Con questo risultato la serba continua a mostrare sensibili progressi e raggiunge il suo best ranking: il n.9. Ad Indian Wells la Janković disputa un torneo al di sotto delle sue attese, uscendo agli ottavi di finale contro la cinese Li Na, avversaria molto tosta e solida ma che per una Janković che aveva mostrato sensibili segnali di miglioramento era un'avversaria alla sua portata. Altrettanto sottotono il Tier I di Miami, in cui nel terzo turno affronta Mara Santangelo, vanificando 2 match point nel secondo set, quando ha servito sul 5-2, per farsi poi rimontare dall'italiana, sempre più padrona del campo che chiude 2-6, 7-6, 6-4. Ad Amelia Island la serba è sconfitta nelle semifinali dalla connazionale Ivanovic. Al tier I di Charleston Janković ha modo di rifarsi: al terzo turno si prende una netta rivincita sulla Santangelo, in semifinale ottiene una vittoria sofferta contro Venus Williams in rimonta di un set e ottenuta solo al tie-break del terzo. Galvanizzata dalla vittoria contro una delle più forti tenniste della storia, la Janković in finale annichilisce Dinara Safina con un doppio 6-2, aggiudicandosi il primo torneo tier I della sua carriera.

A Varsavia il suo cammino si arresta in semifinale contro la n.1 del ranking, la belga Henin, con il punteggio di 7-5, 2-6, 6-4, dimostrando che ormai il suo livello di gioco è molto vicino a quello delle migliori. Questo risultato le vale il suo nuovo best ranking, il n.6. La serba ha rinnovato la sfida con la belga anche al tier I di Berlino, questa volta ai quarti e a causa delle interruzioni dovute alla pioggia, il match è stato più volte sospeso e spalmato su due giornate. Nel terzo set decisivo Janković, pur conducendo 4-0 subisce un'incredibile rimonta della belga, che seppur più provata atleticamente dimostra di esser mentalmente più solida, mentre la Janković sembra pagare una sorta di complesso nei confronti della numero 1 del ranking. I quarti, assieme al ritiro della Clijsters, consentono alla serba di scalare un'altra posizione del ranking, raggiungendo il n.5 e tra l'altro di ottenere la testa della WTA Race per l'assegnazione degli 8 posti per giocare il Championship di fine anno. Janković si prende un pronto riscatto al Tier I di Roma, dove sconfigge Al'ona Bondarenko, la Dement'eva, la Schnyder in semifinale concedendole solo quattro game, per poi confrontarsi contro la Kuznecova per il titolo. Il match è equilibrato solo nel primo set, terminato 7-5 in favore della serba, che nel secondo viaggia sull'onda dell'entusiasmo, affiancando a un tennis muscolare colpi profondi e buona tattica chiudendo in scioltezza 6-1.

Anche a Parigi prosegue l'ascesa della tennista serba che ottiene alcune importanti vittorie contro avversarie temibili: al terzo turno supera Venus Williams, sulla quale prevale in particolare grazie alla maggiore tenuta atletica che le consente di chiudere il terzo set con il punteggio di 6-1, successivamente sconfigge Marion Bartoli e la Vaidišová nei quarti. In semifinale affronta la sua bestia nera, Justine Henin, su cui non riesce a prevalere per l'ennesima volta a causa del match perfetto giocato dalla belga che mantenendo le aspettative della grande favorita spazza via Janković con un duplice 6-2. Grazie ai punti della semifinale la serba balza al terzo posto del ranking e prosegue la corsa verso la vetta. La Janković si prende una pronta rivincita sull'erba di Birmingham dove supera in una combattuta finale Marija Šarapova, mentre sempre sull'erba, a 's-Hertogenbosch sfodera un'altra grande prestazione contro la Safina in semifinale, per poi arrendersi in finale a un'altra grande emergente, Anna Čakvetadze.