LUnione Sportiva Cremonese, meglio conosciuta come Cremonese, è una società calcistica italiana della città di Cremona. Milita in Serie B, la seconda divisione del campionato italiano.
Fondata nel 1903, la squadra ha disputato nove campionati di massima serie, di cui il miglior risultato è l'undicesimo posto ottenuto nella stagione 1993-1994. Oltre a vari titoli conquistati nelle serie minori nazionali, in campo internazionale vanta la vittoria della Coppa Anglo-Italiana 1992-1993. Figura al 31º posto nella graduatoria dei club italiani per tradizione sportiva, al 45º nella classifica perpetua della Serie A e al 15º in quella della Serie B.
Sono degni di nota i colori sociali del club, il grigio e il rosso, da cui l'appellativo di grigiorossi per designare i calciatori cremonesi. Disputa le proprie partite casalinghe allo stadio Giovanni Zini.
Storia Dalla fondazione al primo dopoguerra: i primi successi La nascita dell'Unione Sportiva Cremonese, avvenne il 24 marzo 1903, presso la trattoria "la Varesina" di piazza Sant'Angelo a Cremona. Il sodalizio fondato da un gruppo di amici, inizialmente era una società polisportiva, che aveva lo scopo di «diffondere e facilitare tra la gioventù l'educazione fisica, l'amore agli esercizi sportivi, alla disciplina ed alla concordia, onde possa rendersi utile a sé ed alla patria». Il primo presidente era il sarto Emilio Faia, e i colori sociali che furono scelti erano il bianco e il lilla. Di fatto, il calcio all'interno della società cominciò a essere praticato nel 1910 e in quegli stessi anni in città nacquero altre squadre di calcio, insieme al diffondersi dei primi tornei dedicati a questa disciplina.
L'occasione per affacciarsi al mondo agonistico arrivò nel 1911, quando Nino Gandelli venne scelto come primo allenatore della squadra, con il compito di assemblare una squadra che possa essere competitiva. Intorno a sé, egli raccolse il meglio dell'esperienza calcistica cittadina come: Zini, Defendi, Lanfritto, "Bay" Bonazzoli, Ardigò, i fratelli Mainardi, Lombardi, Bonzio, Cottarelli, Leida, i fratelli Bignamini e molti altri. Nel 1912, poi, sotto la presidenza di Piva, la società partecipò alla prima edizione del Trofeo "Città di Cremona". Nel 1913, dopo la fusione con lAssociazione Calcio Cremona, la Cremonese decise di affiliarsi alla Federazione Italiana Giuoco Calcio, partendo dal campionato di Promozione. La prima formazione ufficiale era composta da: Zini, Mainardi, Lanfritto, Curtabili, Tornetti, Talamazzini, Costa, Albertoni, Bignamini, Lombardi, Defendi.
Il debutto in una partita ufficiale disputata dal sodalizio a livello agonistico, avvenne contro il , perdendo 5-1, con la prima rete ufficiale di Guido Costa. La prima stagione nel campionato di Promozione 1913-1914 si rivelò subito formidabile per la Cremonese, in quanto venne immediatamente promossa in Prima Categoria. Successivamente, nel corso del campionato, la società decise di cambiare i colori sociali in grigio e rosso, che ancora oggi rappresentano il segno distintivo della società. Negli anni successivi però la squadra, pur non retrocedendo mai, non riuscì a superare le eliminatorie regionali. Con lo scoppio della prima guerra mondiale, tutti i giocatori dal 1915 al 1918 vennero arruolati e mandati al fronte, tra cui anche il portiere Giovanni Zini, idolo del tifo cremonese, che morirà a Cividale del Friuli per un'infezione.
Terminata la Grande Guerra nel 1918, la Cremonese, sotto la guida del presidente Ferdinando Arcari, tentò di ricostruire una squadra che potesse di nuovo partecipare alle competizioni ufficiali e così nel 1919, il club partecipò alla Coppa delle Province Lombarde, vincendola nella finale contro il Chiasso per sette reti a zero, poi, durante l'estate la società trasferì il proprio campo di gioco e decise di intitolarlo a Giovanni Zini. Nella stagione 1919-1920, la squadra si classificò quinta nel girone eliminatorio A Lombardo di Prima Categoria, invece, in quella successiva riuscì a piazzarsi al terzo posto nel girone B. Nel campionato 1921-1922, approfittando della mancata iscrizione al campionato federale delle 24 maggiori squadre del nord iscritte al concorrente campionato CCI, la Cremonese ottenne il suo miglior piazzamento nei campionati regionali di Prima Categoria con un ottimo secondo posto nel girone lombardo. Questo piazzamento le permise di restare nella massima serie rinominata Prima Divisione in seguito alla riunificazione tra FIGC e CCI senza passare per gli spareggi salvezza stabiliti dal Compromesso Colombo.
In quegli anni, quando il gioco del calcio cominciò a suscitare l'interesse dei giornali, le società concorrenti cominciarono a organizzarsi iniziando il mercato dei giocatori, e anche la Cremonese tentò di adeguarsi: il presidente Gobbi ingaggiò l'allenatore professionista Eugen Payer e gli attaccanti Jezmas e Wilhelm, tutti provenienti dall'Ungheria e che nella stagione 1925-1926 portarono i grigiorossi al secondo posto, seppur distaccata di 12 punti, alle spalle della di Gianpiero Combi.
Il periodo interbellico: il declino
Nel 1927, per la prima volta nella sua storia, la Cremonese entrò in crisi finendo il campionato al penultimo posto, ma la retrocessione venne annullata a causa dell'allargamento dei gironi della Divisione Nazionale. A livello societario, venne confermato Balestreri presidente e il gerarca fascista Roberto Farinacci nella carica di presidente onorario; inoltre la perdita dei migliori giocatori, tesserati da squadre più competitive, insieme a disponibilità economiche limitate, portarono il sodalizio verso un lento e inevitabile declino.
Con l'istituzione della Serie A a girone unico, dopo un biennio la squadra retrocedette in Serie B finendo in diciottesima posizione; nel frattempo il 29 giugno 1930 ci fu l'esordio di Aristide Rossi che a soli 15 anni, 9 mesi e 21 giorni, fece il suo ingresso in un campo di Serie A con la maglia grigiorossa. Dall'arrivo della retrocessione la Cremonese partecipò per un lustro consecutivo in Serie B fino al campionato 1934-1935, al termine del quale retrocedette in Serie C a causa della sconfitta nello spareggio salvezza con l'ex aequo : i grigiorossi pareggiarono contro la formazione dauna per 1-1 dopo i tempi supplementari nel primo incontro, e persero per 1-0 nella ripetizione.
Nella stagione 1935-1936 la Cremonese, inserita in uno dei quattro gironi della Serie C, con una formazione costituita soprattutto da giovani provenienti dal proprio vivaio, tornò immediatamente in Serie B vincendo il proprio girone; poi l'anno successivo la squadra restò saldamente nella serie cadetta, piazzandosi al quinto posto. Nonostante i risultati positivi degli anni precedenti nel campionato di Serie B 1937-1938 i grigiorossi dopo appena un biennio retrocedettero in Serie C con 693 minuti di astinenza da gol, e un terzultimo posto in classifica maturato con sole 5 vittorie e 19 sconfitte.
Dal 1938 la Cremonese disputò la Serie C arrivando più volte a sfiorare le posizioni di testa per l'immediato ritorno in cadetteria. Questo arrivò nel decennio della seconda guerra mondiale, al termine del campionato di Serie C 1941-1942, con al debutto un giovane Giacomo Mari a calpestare l'erba del campo di gioco. La stagione successiva vide il club al settimo posto finale in classifica, poi, dall'annata successiva i campionati regolari vennero sospesi per l’imminente tracollo del conflitto: nella stagione 1943-1944 la Cremonese si classificò al settimo posto nel girone lombardo del campionato di guerra organizzato dalla FIGC della Repubblica Sociale Italiana mentre nella stagione successiva rimase inattiva.
Dal secondo dopoguerra agli anni 1960: gli anni bui
Subito dopo la fine della guerra, alla ripresa ufficiale dei campionati, la sede societaria venne spostata dal Bar Flora al Bar Cremonese di Piazza Roma e il presidente Giovanni Zucchi volle riportare la squadra ad essere competitiva. Infatti, i grigiorossi allenati da József Bánás, si classificarono al primo posto nel girone B del campionato di Serie B-C Alta Italia 1945-1946, ma perse le finali con l', perdendo l'occasione della promozione in Serie A. Negli anni successivi, il club disputò alcuni campionati di Serie B, punteggiati di onorevoli piazzamenti. In questo periodo, vi furono due eventi importanti tra cui: il passaggio del club nella stagione 1947-1948 al commendatore Guido Grassi, proprietario dell'Ocrim; e l'affermazione del talento Pasquale Vivolo, protagonista nella stagione 1948-1949 con 34 presenze e 10 gol.
La discesa agli inferi della Serie C, avvenne poi al termine del campionato di Serie B 1950-1951 con un penultimo posto in graduatoria e solo 28 punti maturati sul campo. Nell'annata successiva, per i grigiorossi seguì un'altra retrocessione in Quarta Serie, dovuta ad una profonda crisi economica che portò i giocatori ad autotassarsi per poter affrontare alcune trasferte, poi, nel biennio in Quarta Serie, la Cremonese arrivò dapprima al quarto posto nel girone B e successivamente tornò di nuovo nella terza divisione professionistica arrivando prima nel girone C dopo aver vinto le finali contro il . Il club, durante il periodo di Serie C durato 13 anni dimostrò comunque di saper crescere validi giocatori, come Franco Zaglio che sarà protagonista nella metà degli anni 1950, Magnavacca che segnò 21 reti nella stagione 1955-1956 ed altri come i fratelli Armanno ed Erminio Favalli, Emiliano Mondonico, Attilio Tassi, Luciano Cesini e molti altri.
L'arrivo degli anni 1960, per le sorti grigiorosse, inizialmente portarono una sostanziale stabilità con la Cremonese situata nelle posizioni alte della classifica durante il triennio 1954-1957 oltre a obiettivi di salvezza come nella stagione 1962-1963, quando la squadra si salvò in extremis a causa dell'impraticabilità dello stadio Zini per neve per circa un mese e mezzo. Il campionato 1962-1963 vide in estate la costituzione di un gruppo di finanziatori composto dall'ingegner Barassi, l'avvocato Mondini, l'avvocato Quaini, il dottor Saccani, il dottor Caldonazzo e il ragionier Riccardi che diedero respiro alle casse societarie, eliminando i problemi economici degli anni precedenti ma con obiettivi di rilancio pressoché inesistenti e che fecero navigare i grigiorossi nelle posizioni di media classifica senza infamia e senza lode.
Dopo una serie di risultati mediocri, costellati anche dall'arrivo alla presidenza di Maffezzoni, nell'annata in Serie C 1966-1967 la società allestì una squadra per un campionato di vertice, ma le cose non andarono come sperato e con un diciottesimo piazzamento finale la Cremonese ritornò nel baratro della Serie D seguito da prestazioni altalenanti con salite e discese molto rapide tra Serie C e Serie D. Alla fine del 1967, la società venne commissariata con Celeste Cottarelli e Domenico Luzzara alla guida di una società completamente da rilanciare.
Anni 1970: l'inizio dell'era Luzzara L'evento sicuramente più importante degli anni 1970 fu l'arrivo alla presidenza della Cremonese di Domenico Luzzara nella stagione 1970-71, in cui nei successivi 33 anni la storia grigiorossa si identificherà nel suo presidente. Sotto la presidenza Luzzara, i risultati migliorarono sensibilmente con la Cremonese che non retrocesse più in Serie D e con le giocate di Aristide Guarneri e Bruno Franzini insieme a molti altri.