La North American Soccer League (NASL) fu la lega professionistica che, dal 1968 al 1984, organizzò il campionato di vertice nordamericano di calcio. Il campionato si svolgeva da aprile a settembre / ottobre; dal 1979 prese vita anche il torneo indoor che si disputò nel periodo invernale, a cavallo delle stagioni regolari. L'ultimo torneo estivo si disputò nel 1984, quello indoor a cavallo tra 1983 e 1984 (e una stagione, la 1982/1983, non fu disputata per problemi economici).
Pur fallita finanziariamente, sotto il profilo sportivo e dal punto di vista dell'approccio alla disciplina calcistica, l'esperienza della NASL fu il primo tentativo - in parte riuscito - di lega professionistica del calcio negli Stati Uniti e in Canada. Tale tentativo trovò più tardi realizzazione nell'attuale Major League Soccer. Nel 2009 nacque un'altra North American Soccer League, che fu attiva dal 2011 al 2017 e rappresentava il secondo livello sotto la Major League Soccer.
Storia L'origine della Lega e la prima crisi (1967-1969) Si ritiene che l'improvviso interesse per il calcio professionistico in Nord America e, più in generale, in tutto il mondo anglosassone, fosse nato sulla scorta del successo dell' nel campionato del mondo 1966 e del film-documentario che a esso seguì, Goal.
Nel 1966 nacque, quindi, una Lega a opera di un gruppo di impresari dello sport e dello spettacolo. Essa era nota come North American Soccer League e ottenne, quasi subito, il patrocinio sia della U.S. Soccer Federation sia della FIFA, la quale le riconobbe lo status di campionato di Prima Divisione. Era, tuttavia, nato una lega rivale, la National Professional Soccer League (nota come NPSL I), in alternativa alla NASL; il presidente della NASL, l'impresario sportivo canadese Jack Kent Cooke, onde evitare confusioni sugli acronimi, rinominò quindi la sua lega in United States Soccer Association (USSA).
Si giunse così alla situazione nella quale la USSA deteneva la prerogativa di campionato riconosciuto dalla FIFA, ma era la NPSL I ad avere un contratto televisivo (con la CBS). Questo provocò la migrazione in massa di tutti i giocatori delle squadre (franchise ) della USSA verso la NPSL. Inizialmente intenzionata a partire nella primavera del 1968, la USSA si trovò così spiazzata e decise di "importare" intere squadre europee e sudamericane in Nord America e facendo loro disputare il torneo del 1967 per conto delle franchise già stabilite, al fine di dar loro il tempo di ricostruire le squadre per la stagione successiva. Vennero invitate squadre dall'Inghilterra, dalla Scozia, dal Brasile, dall'Argentina e dall'Italia.
La scarsa audience rese insostenibile per la CBS proseguire la collaborazione con la NPSL oltre il suo primo anno di attività e, quindi, nel 1968 avvenne la fusione tra USSA e NPSL (tecnicamente la NPSL fu incorporata dalla USSA) e la North American Soccer League riprese il nome originario. La NASL operò nella giurisdizione delle federazioni calcistiche canadese e statunitense, e la FIFA le mantenne lo status di campionato di vertice del sistema di lega nordamericano.
La prima edizione del torneo vide ai nastri di partenza 17 squadre — in gran parte provenienti dalle due leghe precedenti — le quali vennero divise in quattro gironi. Le quattro squadre vincitrici dei propri raggruppamenti disputarono i playoff, al termine dei quali si laurearono campioni gli Atlanta Chiefs. Gli scarsi introiti economici misero però in crisi numerose franchise e il campionato del 1969 registrò, prima dell'avvio, la defezione di dodici squadre che avevano disputato il torneo precedente. Furono, quindi, solo cinque squadre, tutte statunitensi, a prendere parte al torneo, al termine del quale si laurearono campioni i Kansas City Spurs.
La ripresa (1970-1974)
L'edizione del 1970 fu la prima a registrare nuove iscrizioni: due club della costa orientale (Rochester Lancers e Washington Darts) che avevano abbandonato l'American Soccer League II.
I primi veri segnali di ripresa arrivarono nel 1971 con la nascita dei New York Cosmos, squadra-copertina nata per iniziativa di due fratelli a capo di un'etichetta discografica del gruppo Warner Communications, e costruita per vincere e creare entusiasmo intorno a una disciplina ancora a livello poco più che amatoriale in America. Al primo anno il Cosmos raggiunse la finale e nel 1972 Cosmos si laureò campione, mentre la Lega cresceva lentamente sia come numero di spettatori che di franchise partecipanti (6 nel 1971; 8 nel 1972; 9 nel 1973).
Il 1974 vide un deciso incremento rispetto alla stagione precedente, il più significativo della storia della ancor giovane lega: nonostante le defezioni del Montréal Olympique e degli Atlanta Chiefs, le squadre passarono da 9 a 15. Particolarmente importante fu il gran numero di nuove franchise della costa occidentale: Vancouver Whitecaps, Seattle Sounders, San Jose Earthquakes e Los Angeles Aztecs. Per la prima volta il titolo andò a una squadra del Pacifico: furono i Los Angeles Aztecs a laurearsi campioni battendo Miami per 4-3. La finale era una gara unica e ogni anno disputata in una città diversa, in analogia con il Super Bowl organizzato dalla lega di football americano.
Gli anni d'oro (1975-1981) La lega stava per entrare nella sua fase di massimo successo e l'ottava stagione della NASL che si disputò nel 1975 vide la partecipazione di 20 squadre, ovvero le 15 già presenti nel 1974 più gli Hartford Bicentennials, i Portland Timbers, i Tampa Bay Rowdies, i Chicago Sting e i San Antonio Thunder. La stagione 1975 fu memorabile per l'acquisto di Pelé da parte dei Cosmos, che, tuttavia, ancora non bastò ai newyorkesi per laurearsi campioni nella prima edizione del Soccer Bowl e il titolo andò agli esordienti Tampa Bay Rowdies.
Il campionato 1976 vide una grossa novità: il partizionamento interzone del campionato, con finali geografiche e creazioni di conference, veri e propri sottocampionati. La consistenza numerica del torneo fu uguale a quella dell'anno precedente, stante lo spostamento di due franchise (i Denver Dynamos si erano trasferiti ed erano divenuti i Minnesota Kicks mentre i Baltimore Comets dopo trasferimento erano divenuti San Diego Jaws) che portarono la California ad avere tre club e la costa del Pacifico sei, rendendo la NASL un campionato rappresentativo. La vittoria andò di nuovo a una compagine dell'Est, ma la novità fu che i vincitori furono canadesi, i Toronto Metros-Croatia.
Gli anni successivi videro aumentare il numero di spettatori sino a un massimo di 14.000 di media. Nel 1977, per aumentare lo spettacolo, furono introdotte alcune novità regolamentari come l'eliminazione del pareggio e la possibilità di assegnare la vittoria tramite gli shootout, una variante dei calci di rigore che consisteva nel partire con la palla al piede da una certa distanza dal portiere (35 yard) e tentare di realizzare il goal entro un intervallo di tempo stabilito.Chandler, p. 150. Dal punto di vista sportivo, invece, furono caratterizzati dal dominio dei New York Cosmos, ormai diventati un team di livello mondiale grazie agli acquisti di calciatori di primissimo piano come Carlos Alberto, Giorgio Chinaglia, Giuseppe Wilson, Vladislav Bogićević e Franz Beckenbauer. Il team di New York vinse tre titoli nei successivi cinque anni, perdendo solo una semifinale nel 1979 contro i Vancouver Whitecaps (seconda e ultima formazione canadese a vincere la NASL) e un Soccer Bowl nel 1981 (contro il Chicago Sting). Nel 1979 la TV ABC comprò i diritti di trasmissione delle partite della NASL.Marcovitz e Hellerman, p. 167.
Le stagioni indoor
La NASL organizzò nel 1971 il primo campionato indoor per riempire il vuoto sportivo della pausa invernale: il torneo, che univa alcune regole del calcio con quelle dell'hockey, venne vinto dal ma non ebbe immediato seguito.
Il successo dell'indoor soccer è da attribuire alla tournée effettuata dalla selezione di calcio dell'Armata Rossa sovietica che, nel febbraio 1974 affrontò dapprima una selezione All-Star della NASL e poi i campioni in carica NASL del . Nonostante le sconfitte subite, il successo di pubblico e di critica indusse la NASL a creare un vero e proprio campionato indoor per le stagioni 1975 e 1976.
Dopo altri due mini tornei ad inviti nel 1978 e 1979, la nascita nel 1978 di una lega concorrente, la MISL, spinse definitivamente la NASL a organizzare regolari campionati indoor nella stagione invernale, fino al proprio fallimento nel 1984.
La prima edizione regolare del campionato indoor prese il via nel 1979, con lo scopo di impiegare anche la stagione invernale (in Nord America essendo la stagione di gara regolare quella estiva da aprile a ottobre). Parteciparono sei squadre della NASL e il titolo fu appannaggio dei . L'anno seguente le squadre partecipanti quasi raddoppiarono (19 contro le 10 della stagione precedente) e si rese necessario suddividere il torneo in cinque divisioni. Il trofeo andò agli Edmonton Drillers, che così furono gli unici canadesi a vincere il titolo NASL al coperto.
Il periodo di successo durò però poco e già l'edizione successiva vide un drastico ridimensionamento, in quanto molte squadre risentirono del clima di crisi economica incombente sulla lega nordamericana. Rispetto alle 19 del 1980-1981 parteciparono 13 squadre, un terzo in meno. Il trofeo andò ai San Diego Sockers, mai vincitori delle stagioni all'aperto. Dopo un anno di pausa dovuto alla crisi economica della lega (per mancanza di fondi non si riuscì a organizzare la stagione indoor 1982-1983), le squadre che si iscrissero al campionato indoor 1983-1984, l'ultima al coperto, furono solo sette. Non vi fu neppure bisogno di suddividerle in gironi o divisioni: fu disputato un girone unico al termine del quale le prime quattro classificate giocarono le semifinali secondo il criterio della scelta riservata alla miglior piazzata in regular season. Vinsero il titolo, per il secondo anno consecutivo, i San Diego Sockers, che si rivelarono poi veri specialisti del calcio al coperto in quanto, una volta trasmigrati alla Major Indoor Soccer League, riportarono sette vittorie in nove stagioni.
Il declino e la chiusura (1982-1984) Il 1982, anno del 15º campionato NASL, segnò l'inizio del declino della lega nordamericana che avrebbe chiuso i battenti di lì a due stagioni. Le prime avvisaglie si ebbero con la brusca riduzione di squadre partecipanti, molte delle quali trovarono più redditizio partecipare al campionato indoor, che si svolgeva a cavallo delle stagioni NASL. Rispetto alla stagione 1981 il campionato presentò sette squadre in meno, sei per abbandono e una per fusione. A peggiorare la situazione ci fu il mancato rinnovo dei diritti di trasmissione da parte dell'ABC, insoddisfatta per gli ascolti troppo bassi. I campioni furono, per la quinta e ultima volta della loro storia, i New York Cosmos.
La stagione estiva del 1983 fu disputata in tono ancor più dimesso della precedente: all'emorragia già consistente avvenuta tra il 1981 e il 1982 si aggiunse l'abbandono per la stagione 1983, per motivi economici, di Portland, Edmonton e Jacksonville (la quale chiese la retrocessione in American Soccer League II). A tamponare parzialmente la fuga di molte squadre, la breve rinascita — lo spazio di una stagione — di una squadra di calcio a Washington, il Team America, che portò così a dodici — il minimo dal 1970 — il conto totale delle compagini. Vinsero il titolo i Tulsa Roughnecks, in quella che fu l'ultima edizione del Soccer Bowl, abbandonato per carenza di spettatori televisivi e sostituito, per la successiva e ultima annata, con la vecchia formula della finale di andata e ritorno.