LOffensiva Proskurov-Černovcy () fu una grande operazione strategica sferrata dall'Armata Rossa sovietica nell'inverno-primavera 1944 durante la seconda guerra mondiale sul Fronte Orientale, per liberare l'Ucraina occidentale e distruggere le forze della Wehrmacht tedesca schierate nel settore meridionale del fronte.

Iniziata il 4 marzo 1944 dopo i durissimi combattimenti invernali della battaglia di Korsun', venne guidata dal maresciallo Georgij Žukov in persona, passato al comando del 1º Fronte ucraino, dopo la morte, a causa di un agguato di nazionalisti ucraini, del generale Nikolaj Vatutin; le armate corazzate sovietiche avanzarono in profondità nonostante le difficoltà del terreno fangoso per il disgelo, e travolsero inizialmente le forze tedesche del feldmaresciallo Erich von Manstein che subirono pesanti perdite di uomini e mezzi. Il maresciallo Žukov spinse in avanti con grande rapidità le sue armate che raggiunsero il 29 marzo 1944 il centro strategico di Černivci sul fiume Dnestr, accerchiando, in collaborazione con una parte delle forze del 2º Fronte ucraino del maresciallo Ivan Konev, un gran numero di divisioni tedesche.

Le truppe tedesche accerchiate nella sacca di Kamenec-Podol'skij riuscirono tuttavia a ripiegare verso ovest e a sfuggire alla distruzione ma dovettero abbandonare gran parte dell'equipaggiamento e rifluire verso i Carpazi. L'offensiva Proskurov-Černovcy raggiunse quindi un grande obiettivo strategico e, insieme alla contemporanea offensiva Uman'-Botoșani, permise all'Unione Sovietica di liberare tutta l'Ucraina occidentale sulla riva destra del Dnepr e raggiungere posizioni d'attacco verso i Balcani e l'Europa centrale.

Storia L'offensiva sovietica invernale del 1944

Dopo la sanguinosa battaglia di Korsun', conclusa il 17 febbraio 1944 con la vittoria delle armate del 2º Fronte ucraino del generale Ivan Konev e la distruzione di una parte rilevante delle truppe tedesche accerchiate, l'Armata Rossa aveva ottenuto altri successi più a sud dove erano stata liberata il 22 febbraio 1944, da parte delle forze del 3º Fronte ucraino del generale Rodion Malinovskij, l'importante città industriale di Krivoj Rog. Questi successi tuttavia non avevano completamente disarticolato lo schieramento difensivo tedesco della Wehrmacht che opponeva ancora forte resistenza in tutti i settori del fronteJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 179-180.. Adolf Hitler e l'alto comando tedesco ipotizzavano che le dure battaglie invernali, iniziate il 24 dicembre 1943, avessero indebolito anche l'Armata Rossa e che l'imminente periodo del disgelo primaverile (rasputiza), con la trasformazione delle strade e dei terreni in mari di fango quasi insuperabile, avrebbe ulteriormente rallentato l'offensiva del nemico; il dittatore tedesco riteneva probabile un arresto definitivo degli attacchi sovietici in attesa della stagione calda. Di conseguenza, nonostante le informazioni allarmanti del servizio segreto del generale Reinhard Gehlen, Hitler minimizzò i pericoli e continuò a rifiutare ogni ritirata strategica e anche ogni rinforzo di riserve provenienti da altri frontiP. Carell, Terra bruciata, pp. 547-548..

Il feldmaresciallo Erich von Manstein, comandante del Gruppo d'armate Sud, schierato in Ucraina occidentale, era molto meno ottimista e temeva una nuova grande offensiva sovietica contro la sua ala settentrionale in direzione della linea ferroviaria strategica Leopoli-Odessa. In assenza di rinforzi sostanziali, il feldmaresciallo von Manstein aveva deciso di modificare lo schieramento delle sue armate trasferendo sulla sua ala sinistra che egli riteneva l'obiettivo della possibile offensiva nemica, le migliori Panzerdivision ancora disponibili; queste moderne unità mobili, essenziali per contrattaccare e respingere gli attacchi sovietici avevano subito forti perdite nelle battaglie invernali precedenti e disponevano solo di circa trenta mezzi corazzati ciascuno; nel complesso il Gruppo d'armate Sud poteva impiegare all'inizio delle nuove operazioni non più di circa 400 carri armati su tutto il suo lungo fronte difensivoE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. 6, p. 68.. In realtà anche le forze corazzate dell'Armata Rossa avevano subito pesanti perdite nelle aspre battaglie del fronte orientale, secondo i calcoli tedeschi quasi 4000 mezzi corazzati distrutti, ma apparentemente sembravano ancora in piena efficienzaE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. 6, p. 69.. Il feldmaresciallo von Manstein cercò quindi di rinforzare la 4. Panzerarmee del generale Erhard Raus, che sbarrava le vie di accesso al centro di comunicazioni di Tarnopol, trasferendo a nord, nel settore di Šepetovka e del Bug, la massa principale della 1. Panzerarmee del generale Hans Hube con cinque Panzerdivision; in questo modo però l'8. Armee del generale Otto Wöhler, già indebolita dopo la battaglia di Korsun', schierata più a sud a difesa dell'importantissimo settore di Uman', fu privata della metà delle sue riserve corazzate, pericolosamente esposta a un attacco sovieticoP. Carell, Terra bruciata, p. 547..

In realtà Stalin e lo Stavka non solo non intendevano affatto sospendere le operazioni in attesa della primavera, come sperava Hitler, ma al contrario stavano pianificando da settimane una gigantesca offensiva generale in tutto il settore meridionale del Fronte orientale con obiettivi molto più grandiosi anche rispetto alle ipotesi pessimistiche del feldmaresciallo von Manstein. Le direttive dettagliate di Stalin furono diramate il 18 febbraio 1944 e coinvolgevano tutte le armate sovietiche schierate tra le paludi del Pripjat e il Mar Nero. Si trattava di un piano offensivo senza precedenti per vastità di obiettivi e per la quantità degli uomini e dei mezzi impegnati. Il progetto dello Stavka prevedeva una serie di complessi spostamenti di truppe per concentrare le masse offensive nei punti previsti; tutte queste complicate manovre dovevano essere eseguite con la massima rapidità nonostante le crescenti difficoltà causate dal clima e dai primi segni del disgeloAA.VV., L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. 4, pp. 1292-1294..

Nella grande offensiva sarebbero state impegnate le ingenti forze dei tre Fronti sovietici schierati sulla riva destra del Dnepr; il 1º Fronte ucraino del generale Nikolaj Vatutin, il 2º Fronte ucraino del maresciallo Ivan Konev e il 3º Fronte ucraino del generale Rodion Malinovskij, che avrebbero sferrato i loro attacchi in rapida successione con movimenti coordinati, rispettivamente il 4 marzo, il 5 marzo e il 6 marzo; tutte e sei le armate corazzate dell'Armata Rossa sarebbero state messe in campo per sfruttare gli sfondamenti e avanzare a grande profonditàJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 180-181.. Le armate del generale Vatutin avrebbero costituito la massa offensiva più importante, avanzando in direzione sud-ovest almeno fino alla linea del fiume Dnestr per tagliare fuori completamente tutte le forze tedesche del Gruppo d'armate Sud che contemporaneamente sarebbero state attaccate frontalmente dalle forze del maresciallo Konev e del generale Malinovskij. Il 1° Fronte ucraino ricevette ingenti riserve e alla vigilia dell'attacco schierava cinque armate con 56 divisioni di fucilieri e tre armate corazzate; secondo i calcoli del servizio informazioni sovietico avrebbe dovuto affrontare e sconfiggere le forze principali tedesche, ventisei divisioni di cui nove PanzerdivisionJ. Erickson, The road to Berlin, p. 181..

Il piano di operazioni studiato dal generale Vatutin prevedeva l'attacco a partire dal settore di Dubno-Šepetivka-Ljubar; dopo lo sfondamento le riserve corazzate sarebbero avanzate prima su Čortkov e poi direttamente su Černivci sul Prut; nell'ultima settimana di febbraio le armate del 1° Fronte ucraino erano in movimento per raggiungere le loro posizioni di partenza. La maggior parte delle forze si stava concentrando sul fianco destro: la 60ª Armata del generale Ivan Danilovič Černjachovskij coprì il raggruppamento a Šumsk della 3ª Armata corazzata della Guardia del generale Pavel Rybalko e della 4ª Armata corazzata del generale Vasilij Michajlovič Badanov, mentre anche la 1ª Armata della Guardia del generale Andrej Antonovič Grečko cambiò posizione; la 13ª Armata del generale Nikolaj Pukhov avrebbe coperto il fianco destro del fronte attaccando in direzione di Brody; al centro e sul fianco sinistro si trovavano la 18ª Armata del generale Zuravlev e la 38ª Armata del generale Kirill Semënovič Moskalenko che era in contatto con il 2° Fronte ucraino. Il generale Vatutin disponeva infine della 1ª Armata corazzata del generale Michail Efimovič Katukov che era in riserva a Pogrebišče; la 2ª Armata aerea avrebbe fornito il supporto dall'ariaAA.VV., L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. 4, p. 1294..

L'Armata Rossa si trovava ora in combattimento in Ucraina occidentale dove era in corso fin dal 1941 una violenta e brutale guerra civile all'interno della guerra contro i tedeschi, tra i gruppi nazionalisti dell'UPA e i gruppi partigiani sovietici che colpivano i tedeschi ma intendevano anche schiacciare ogni aspirazione nazionalista; i gruppi nazionalisti ucraini a loro volta combattevano con grande accanimento sia i partigiani sovietici, in nome dell'indipendenza dell'Ucraina, sia l'esercito tedesco che era soprattutto interessato a depredare, saccheggiare e distruggere, sia le unità regolari dell'Armata Rossa. Il 29 febbraio 1944 il generale Vatutin, in ispezione al posto di comando della 60ª Armata, cadde in un'imboscata di nazionalisti ucraini e rimase gravemente ferito; l'esperto e abile generale sarebbe morto il 15 aprile successivo per le ferite riportateG. Žukov, Memorie e battaglie, pp. 577-578..

Appresa la drammatica notizia del grave ferimento del generale Vatutin, il maresciallo Georgij Žukov, che si trovava già sul posto, assunse dal 1º marzo 1944, il comando del 1° Fronte ucraino; Stalin approvò subito la decisione del suo principale collaboratore militareG. Žukov, Memorie e battaglie, p. 578..

L'avanzata delle armate corazzate sovietiche

Il maresciallo Žukov, assunto il comando il 1 marzo 1944, non fece grandi variazioni nel piano operativo già preparato dal generale Vatutin; egli rinuncio all'attacco della 13ª Armata e concentrò ancor di più le sue forze d'attacco; il maresciallo soprattutto diede prova della sua grande energia e determinazione. Nonostante le difficoltà di rifornimento e i ritardi nelle forniture logistiche, in particolare di carburante, di cui all'inizio c'erano scorte solo per due giorni nelle armate corazzate, il comandante del 1° Fronte ucraino confermò che l'attacco sarebbe iniziato come previsto il 4 marzo, contando su misure d'emergenza improvvisate per colmare a tutti costi nel corso delle operazioni le carenze di carburante per i carri armati.