È venerato come santo dalla chiesa cattolica, da quella ortodossa e da quella copta.

Biografia

Il vescovo Dionigi è storicamente documentato in occasione del concilio milanese del 355 convocato dall'imperatore Costanzo II, su richiesta di papa Liberio, nella basilica nova, di recente costruzione, per giudicare il caso di Atanasio di Alessandria e la sua dottrina trinitarista.

Secondo Lucifero di Cagliari,Lucifer Calaritanus, De sancto Athanasio, II, 8; Corpus Scriptorum Ecclesiasticorum Latinorum (CSEL) 14, p. 161-162. Dionigi, che all'epoca aveva legami d'amicizia con l'imperatore, residente a Milano dal 352, approvò inizialmente la condanna di Atanasio e fece presumibilmente parte del gruppo di vescovi che indirizzò a Eusebio di Vercelli una lettera sinodale chiedendogli di raggiungere la capitale per aderire ai decreti emanati dall'assemblea conciliare contro il sacrilegus Athanasius.

Tuttavia, all'arrivo di Eusebio, Dionigi passò dalla parte dei sostenitori di Atanasio e dei legati pontifici, rifiutandosi di sottoscrivere la condanna definitiva del vescovo alessandrino, se prima i presenti non avessero sottoscritto la professione di fede di Nicea. Secondo quanto racconta Ilario di Poitiers,Hilarius Pictaviensis, Liber I ad Constantium, 3; CSEL 65, p. 187. quando Dionigi si accinse a firmare il testo della professione di fede nicena, Valente di Mursa gli strappò dalle mani la formula dichiarando inaccettabile tutta la procedura. La maggior parte dei vescovi presenti si sottomise alla condanna dell'alessandrino, mentre Dionigi, Eusebio e Lucifero, che si rifiutarono di aderirvi, furono deposti e condannati all'esilio.

Dionigi fu destinato in Cappadocia e la sede episcopale milanese fu occupata dal vescovo ariano Aussenzio. Mentre era sulla via dell'esilio, Dionigi fu destinatario, assieme agli altri due vescovi, di una lettera di papa Liberio,Liberius, Epistola, in Hilarius Pictaviensis, Excerpta ex opere historico, App. VII, 1; CSEL 65, pp. 164-166. scritta prima che questi venisse a sua volta esiliato nell'estate del 356; il papa deplora la condanna all'esilio dei tre vescovi, loda il loro esempio e chiede loro di riferire esattamente come si è svolto il concilio milanese. Alcune lettere di Ambrogio da Milano riferiscono che Dionigi condusse una vita ascetica.

Morì in esilio, probabilmente prima del 4 febbraio 362, quando l'imperatore Giuliano diede il permesso di rientrare in patria a tutti coloro che erano stati esiliati dal suo predecessore. Secondo Basilio di Cesarea, Dionigi venne sepolto in una tomba singola, con un'iscrizione composta da alcuni cristiani locali che lo veneravano come martire.

A Dionigi viene inoltre attribuita la suddivisione in pievi dell'Arcidiocesi di Milano..

Testimonianze successive Ambrogio, diventato vescovo milanese il 7 dicembre 374, scrisse una lettera a Basilio di Cesarea, oggi perduta, per reclamare il corpo del vescovo milanese. Malgrado l'opposizione dei cristiani locali, il corpo di Dionigi fu trasferito a Milano grazie alla mediazione di alcuni preti milanesi inviati da Ambrogio, malgrado i rigori invernali; Basilio si fece garante dell'autenticità dei resti inviati in Italia. Queste informazioni sono contenute nella Epistola 197 di Basilio,Patrologia greca 32, 710. la quale tuttavia è ritenuta manipolata tardivamente, e dunque non autentica, proprio nella parte che racconta questi avvenimenti.A. Cavallin, Die Legendenbildung um den Mailander Bischof Dionysius, in Eranos Lofstedtianus 43 (1945), pp. 136-149. M. Meslin, Les Ariens d'Occident, Paris 1967, p. 42. J.-R. Pouchet, Basile et ses amis, in Augustinianum 1992, pp. 515,525. C. Pasini, Le fonti greche su Sant'Ambrogio, Milano 1990, pp. 35-54.

Ambrogio parla di Dionigi in particolare in due lettere. In una lettera del 386Patrologia latina 16, 1012-1013. si riferisce a Dionigi come ad un suo illustre predecessore, alla stregua di Mirocle e di Eustorgio, del quale si considera l'erede spirituale. In un'altra lettera, risalente forse al 390/392 o al 396,Patrologia latina 16, 1207-1209. associa Dionigi a Eusebio di Vercelli, entrambi considerati un esempio di fede. In queste lettere non v'è alcun'allusione alla presenza delle reliquie di Dionigi a Milano.

Nel 475 morì a Milano, probabilmente in esilio, un vescovo della costa dalmata, Aurelio di Riditio, a cui fu dedicato un epitaffio, secondo il quale «Aurelio fu deposto lo stesso giorno del santo pontefice confessore Dioniso». L'epitaffio non riporta alcun'indicazione cronologica, ma lascia intendere che a quell'epoca le reliquie di Dionigi erano a Milano e che Aurelio fu sepolto nello stesso luogo dove si trovavano i resti del vescovo milanese. A partire da questo testo sorse poi una leggenda, attestata dalla Vita S. Aurelii posteriore alla prima metà del IX secolo, che legò i due personaggi, Dionigi e Aurelio, rendendoli contemporanei.De Nisco, Post busta superstes…, pp. 72-74.

A Dionigi è poi dedicato uno degli inni scritti da Ennodio di Pavia († 521), nel quale il vescovo milanese è indicato come confessore e lodato per aver resistito all'imperatore.Magno Felice Ennodio, Hymnus Sancti Dionysii , in Monumenta Germaniae Historica, Auctores antiquissimi, vol. VII, Berlino 1885, pp. 255-256.

Il martirologio geronimiano (V secolo) ricorda san Dionigi come "vescovo e confessore" il 25 maggio, che è la data tradizionale della sua commemorazione, in riferimento probabilmente al giorno della sua inumazione a Milano.Giovanni Battista de Rossi e Louis Duchesne, Martyrologium Hieronymianum, in Acta Sanctorum LXXXII Novembre, II (1894), p. .

Secondo un antico Catalogus archiepiscoporum MediolanensiumCatalogus Archiepiscoporum Mediolanensium , Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, vol. VIII, Hannover 1848, p. 102. (XI/XII secolo), l'episcopato di Dionigi si colloca tra quelli di sant'Eustorgio, vescovo dopo il 343/344, e di sant'Ambrogio. Il medesimo catalogus gli assegna 14 anni di governo, che tuttavia sono un periodo troppo lungoInfatti, confrontando il catalogus con i dati storici, nel periodo compreso tra il 343/344 e il 355 sono da collocare gli episcopati di Protaso, attestato proprio nel 343/44, di Eustorgio, di cui non si hanno dati storici certi, e di Dionigi, il cui episcopato milanese termina nel 355. La tradizione erudita ambrosiana ha modificato l'ordine dei vescovi del catalogus, anticipando l'episcopato di Eustorgio prima di quello di Protaso, e assegnando a Dionigi tre anni di governo effettivo, dal 352 al 355. Oltrocchi, Archiepiscoporum Mediolanensium series, p. 60-61. Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig 1931, p. 795., e lo dice sepolto il 25 maggioDepositus 8 kalendas iunii.; una versione successiva del catalogus, risalente al XIII secolo, aggiunge che venne sepolto in ecclesia sua, ossia nella basilica di San Dionigi, demolita nel 1793.

Culto Secondo alcuni autoriA. Paredi, I Prefazi ambrosiani, Milano 1937. C. Marcora, Il santorale ambrosiano, Milano 1953, p. 124., il culto verso San Dionigi è antichissimo e risalirebbe al V secolo, assieme a quello nei confronti dei santi vescovi Eustorgio, Ambrogio e Simpliciano.

La Chiesa cattolica lo ricorda nel martirologio romano alla data del 25 maggio con queste parole: «A Milano, commemorazione di san Dionigi, vescovo, che per la sua retta fede fu relegato dall'imperatore ariano Costanzo in Armenia, dove concluse la sua vita insignito del giusto titolo di martire.»Dal sito Santi e Beati.

In Lombardia tre parrocchie sono intitolate al santo e si trovano a Milano, a Premana (LC) e a Carcano di Albavilla (CO).

Nei ruderi del castello di Cuasso al Monte vi sono pure quelli di una chiesa a lui dedicata.

Note

Bibliografia De S. Dionysio confessore, episcopo Mediolani in Italia, Acta Sanctorum maii, tomo VI, Parigi-Roma 1866, pp. 39-49 Giuseppe Antonio Sassi, Baldassare Oltrocchi, Archiepiscoporum Mediolanensium series historico-chronologica, vol. I, Milano 1755, pp. 60-75 Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. II, Faenza 1927, p. 1014 Élisabeth Paoli, Les notices sur les évêques de Milan (IVe-VIe siècle), in « Mélanges de l'Ecole française de Rome. Moyen-Age, Temps modernes », tomo 100, nº1 (1988), pp. 216-218 Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, vol. I, Roma 1999, pp. 563-565 Agostino Amore, Dionigi di Milano, santo, in Bibliotheca Sanctorum, vol. IV, col. 642 Nicola De Nisco, «Post busta superstes». Epigrafi cristiane a Milano nell'alto Medioevo, Diss. (rel. M. Petoletti), Milano 2012, pp. 72-78

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