Entrato in politica dopo la rivoluzione romena del 1989, negli anni novanta è stato membro del Partito Nazionale Liberale (PNL) e di alcune formazioni minori di matrice liberale (Partito Nazionale Liberale-Ala Giovanile e Nuovo Partito Liberale). Rientrato nel PNL nel 1993, ne è stato vicepresidente fino al 2004 e presidente dal 2004 al 2009.
È stato ministro dell'industria del governo Ciorbea tra il 1996 e il 1997.
Nel 2004 è stato nominato primo ministro dal neopresidente della Romania Traian Băsescu. Il suo periodo al governo è stato caratterizzato da una sostenuta crescita economica, dall'adesione della Romania all'Unione europea e dall'introduzione di misure di rilassamento fiscale. A partire dal 2005 è entrato in contrasto con Băsescu e nel 2007 ha sostenuto il referendum per l'impeachment del presidente della Romania. Ha concluso il mandato nel 2008 dopo aver guidato due governi.
Dopo l'esperienza di primo ministro ha sostenuto i governi socialdemocratici di Victor Ponta, prima come rappresentante del PNL e, dopo la sua fuoriuscita dal partito del 2014 scaturita dai contrasti con il nuovo leader Crin Antonescu, come parlamentare indipendente. In seguito alle dimissioni dal PNL è stato a capo del Partito Liberale Riformatore (2014-2015) e dell'Alleanza dei Liberali e dei Democratici (2015-2020). Tra il 2016 e il 2019 l'ALDE ha partecipato ai successivi governi promossi dal Partito Social Democratico.
Il 10 marzo 2014 è stato eletto presidente del Senato e ha rinunciato all'incarico il 2 settembre 2019, in conseguenza della scelta dell'ALDE di lasciare la maggioranza.
Nel 2014 si è candidato alle elezioni presidenziali, arrivando terzo con il 5% dei voti.
È stato deputato in cinque legislature (1990-1992 e 1996-2012) e senatore in due (2012-2020).
Formazione Famiglia Călin Popescu Tăriceanu nacque nel 1952 da una famiglia di origine greca. Il nonno materno, Gheorghe Atanasiade, fu tra gli anni venti e quaranta del novecento uno dei pionieri dell'importazione di automobili in Romania.
La madre, Alexandrina-Louise Atanasiade, sposò il padre naturale di Tăriceanu nel 1945. Dopo il divorzio da questi, si unì in seconde nozze allo storico Dan Amedeo Lăzărescu, uno dei membri fondatori del Partito Nazionale Liberale, che divenne genitore adottivo del figlio.
Studi e carriera professionale Diplomatosi al liceo Sfântul Sava della capitale rumena, studiò poi idrotecnica all'Università tecnica d'ingegneria civile di Bucarest (UTCB), in cui si laureò nel 1975.
Nel 1981 conseguì un master in matematica e informatica all'Università di Bucarest..
Tra il 1975 e il 1980 svolse la professione di ingegnere presso il Consiglio nazionale delle acque del distretto di Argeș e l'Impresa per le costruzioni industriali di Bucarest. Fu successivamente assistente universitario all'UTCB tra il 1980 e il 1990.
Attività imprenditoriale Nel 1990 fondò la prima stazione radio privata della Romania, Radio Contact, della quale fu direttore tra il 1992 e il 1996.
Nel 1993 divenne socio dell'Automotive Trading Services, azienda importatrice del marchio Citroën in Romania. Fu anche membro fondatore e presidente (1994-1997) dell'Associazione dei produttori e degli importatori di automobili (APIA), divenendone presidente onorario nel 2003.
Detiene titoli azionari nelle principali banche e società d'investimento della Romania.
Carriera politica Militanza nei partiti liberali Entrò in politica dopo la rivoluzione romena del 1989, iscrivendosi al Partito Nazionale Liberale (PNL), del quale fu segretario esecutivo tra il marzo e il luglio 1990.
Fu eletto per la prima volta deputato in occasione delle elezioni del 1990, quale rappresentante per il distretto di Arad.
Subito dopo le elezioni fece parte della corrente del PNL che accusava il presidente Radu Câmpeanu di aver gestito in maniera fallimentare la preparazione alla tornata elettorale e di rimanere ancorato ad una versione non attuale del liberalismo. Nel luglio 1990, perciò, fu tra i promotori della scissione che portò alla nascita del Partito Nazionale Liberale-Ala Giovanile (PNL-AT). Il nuovo partito militava per un liberalismo radicale e per l'attuazione di una terapia shock per la transizione della Romania al capitalismo. Tăriceanu fu membro del consiglio direttivo del partito dalla sua fondazione fino al luglio 1992. Tra gli altri rappresentanti della dirigenza figuravano Dinu Patriciu, Andrei Chiliman, Radu Cojocaru, Radu Boroianu e Viorel Cataramă.
Nel febbraio 1992 fu uno dei trentatré candidati alle amministrative per l'elezione a sindaco di Bucarest.
Nel luglio 1992 lasciò il PNL-AT e seguì Viorel Cataramă nel Nuovo Partito Liberale (NPL), del quale fu vicepresidente fino al 1993.. In seguito allo scarso risultato ottenuto alle elezioni del 1992 (intorno allo 0,5%), nel febbraio 1993 il NPL confluì nel Partito Nazionale Liberale. Dopo il congresso del 25 e 26 febbraio 1993, quindi, Tăriceanu tornò a rivestire un ruolo di dirigente nel quadro del PNL con il ruolo di vicepresidente, che mantenne fino al 2004.
Rieletto alla camera dei deputati alle elezioni del 1996, partecipò alla commissione per l'economia, la riforma e la privatizzazione. Nel dicembre 1996 fu nominato ministro di Stato e ministro dell'industria e del commercio del governo Ciorbea. Fu revocato dall'incarico in seguito al rimpasto del 5 dicembre 1997.
Alle elezioni del 2000 ottenne il terzo mandato da deputato, mentre il PNL passò all'opposizione di un governo formato dal Partito Social Democratico (PSD). Nel corso della legislatura 2000-2004 fu vicepresidente della commissione bilancio, finanze e banche e vicecapogruppo del PNL alla camera (fino al febbraio 2002).
Il 17 febbraio 2001 presentò la propria candidatura alla presidenza del PNL, ma ottenne 248 voti a fronte dei 508 del nuovo capo del partito Valeriu Stoica. L'anno successivo, in occasione del congresso del 25 agosto 2002, fu scelto dal nuovo presidente Theodor Stolojan come membro dell'ufficio esecutivo del PNL..
Nel 2003 venne eletto vicepresidente del Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori e fu riconfermato anche nel 2005 per un nuovo mandato fino al 2007.
Elezioni del 2004
Nel corso del 2003 il PNL formò una coalizione con il Partito Democratico (PD) di Traian Băsescu, che prese il nome di Alleanza Giustizia e Verità (DA). All'inizio della campagna per le elezioni del 2004 gli alleati presentavano Stolojan come candidato alla presidenza della Romania e Băsescu come primo ministro. Il 2 ottobre 2004, però, Stolojan si ritirò dalla competizione, accusando dei problemi di salute, che lo obbligarono a lasciare a Băsescu il ruolo di candidato a presidente della repubblica. Per quanto riguarda la leadership del PNL, Stolojan ebbe cura di raccomandare Tăriceanu come suo successore. Il 4 ottobre questi fu convalidato dalla dirigenza del partito quale nuovo presidente ad interim del PNL..
Il Partito Social Democratico fu la formazione più votata alle elezioni parlamentari del 28 novembre 2004, mentre la coalizione di centro-destra arrivò seconda. Poiché nessuna delle due forze avrebbe potuto costituire individualmente una maggioranza, la nomina del governo fu frutto di lunghi negoziati. Il 12 dicembre 2004 la vittoria di Băsescu al ballottaggio delle elezioni presidenziali contro il leader del PSD Adrian Năstase fu determinante per gli eventi successivi. Il nuovo capo di Stato dichiarò che il successo elettorale apparteneva a DA e designò Tăriceanu quale primo ministro. Per formare una maggioranza gli alleati promossero una coalizione di governo con l'Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR) e il Partito Umanista Rumeno (PUR), che prima del ballottaggio avevano avviato delle trattative con il PSD..
Alle parlamentari, inoltre, Tăriceanu fu nuovamente eletto deputato e nel corso della legislatura partecipò alla commissione per i diritti umani.
Primo ministro Governo Tăriceanu I Il governo Tăriceanu I ottenne il voto di fiducia delle camere il 28 dicembre 2004 con 265 voti a favore e 200 contrari e prestò giuramento al presidente della Romania il giorno successivo. Il programma presentato in parlamento contemplava tra i propri punti un'ampia liberalizzazione dell'economia, il consolidamento dello stato di diritto, la lotta alla corruzione e il rafforzamento dei rapporti con Unione europea e NATO, oltre a iniziative sul piano sociale per ridurre la povertà...
L'esecutivo realizzò immediatamente delle forme di rilassamento fiscale, tra le quali l'introduzione della flat tax al 16% per i redditi di società e persone fisiche, varata nel corso della prima seduta di governo del 29 dicembre 2004.. Furono in seguito attuate la riduzione dei contributi sociali per i redditi da lavoro e la semplificazione di una parte della legislazione fiscale, che favorì la crescita degli investimenti esteri. A livello di politica monetaria il 1º luglio 2005 entrò in circolazione una nuova valuta pesante, che sostituiva il vecchio leu con un nuovo leu con un rapporto di 10.000 a 1.
Il governo conseguì discreti successi anche nella privatizzazione delle aziende pubbliche. Il 20 dicembre 2005 fu completata la vendita della Banca Comercială Română al gruppo Erste Bank, che versò nelle casse statali 2,2 miliardi di euro, la cifra più alta mai ricevuta dallo Stato rumeno per la privatizzazione di una società pubblica...
In seguito alla firma del Trattato di Lussemburgo del 25 aprile 2005, inoltre, il 1º gennaio 2007 al fianco della Bulgaria la Romania entrò a far parte dell'Unione europea, grazie agli accordi formalizzati dal precedente governo, con ricadute positive sull'economia. La Commissione europea, però, istituì un sistema di controllo su giustizia e affari interni, il Meccanismo di cooperazione e verifica (MCV).. Nella prima parte del 2005 il governo varò il provvedimento relativo alla restituzione integrale e senza limitazioni delle proprietà che erano state nazionalizzate dalla dittatura comunista a partire dal 1945. Contestualmente lavorò anche a un pacchetto di riforma della giustizia mirato a limitare la corruzione.. I due progetti di legge vennero presentati alle camere il 14 giugno 2005. In tale occasione il primo ministro pose la fiducia in parlamento, secondo il processo di angajarea răspunderii previsto dall'ordinamento costituzionale rumeno.. Il 6 luglio 2005, però, la Corte costituzionale della Romania si espresse su un ricorso presentato da 140 parlamentari del PSD, dichiarando incostituzionali diversi punti del piano sulla giustizia proposto dal governo.
Le forze della maggioranza accusarono la Corte di ostruzionismo e di favoritismo nei confronti del PSD.. Il presidente Băsescu avanzò l'ipotesi delle dimissioni del governo in modo da forzare elezioni anticipate e permettere la costruzione di una più solida maggioranza e, perciò, evitare eventuali blocchi da parte dell'opposizione. Tăriceanu, inizialmente d'accordo con il piano proposto, tornò sui propri passi rinunciando all'idea delle dimissioni, reclamando la necessità di doversi concentrare sulla ricostruzione delle aree flagellate dalle inondazioni dell'estate 2005... L'evento segnò l'inizio di una serie di contrasti tra presidente della Romania e primo ministro.
Il 28 giugno 2006 Tăriceanu chiese il ritiro delle truppe dell'esercito rumeno dall'Iraq, che non si realizzò per via del categorico rifiuto di Băsescu...
Nel marzo 2007 Tăriceanu rivestì ad interim il ruolo di ministro degli esteri in seguito alla decisione di Băsescu di rigettare la nomina quale nuovo titolare di Adrian Cioroianu.
Continui conflitti su numerosi aspetti della vita politica, alla fine, il 1º aprile 2007 spinsero il primo ministro ad escludere il Partito Democratico dal consiglio dei ministri a causa del sostegno incondizionato del PD al capo di Stato. Di conseguenza il premier stabilì la nascita di un nuovo governo di minoranza composto da PNL e UDMR, che insieme disponevano del 20% dei posti in parlamento..
Governo Tăriceanu II