La criptosporidiosi è una malattia infettiva diarroica causata da protozoi del genere Cryptosporidium, a sua volta appartenente al subphylum degli Apicomplexa.
Nel 1993 a Milwaukee, nel Wisconsin, oltre persone furono colpite dall'infezione nell'ambito di una delle più grandi epidemie di criptosporidiosi mai registrate. Sebbene manchino informazioni precise, si stima che circa il 3,5% della popolazione europea diffonda le spore di Cryptosporidium nell'ambiente esterno, solitamente in condizioni di portatore sano.
L'obbligo di denuncia all'autorità sanitaria di un caso di criptosporidiosi è presente solo in alcuni Stati: ad esempio, è previsto in Germania, mentre non sussiste in Austria.
Clinica Segni e sintomi La trasmissione avviene per via orale, attraverso l'ingestione di cibo o di acqua potabile contaminati dai protozoi patogeni. È possibile anche il contagio tramite animali domestici o animali da fattoria infetti nonché da persona a persona (trasmissione interumana).
Le persone colpite soffrono di diarrea profusa, accompagnata da coliche addominali e febbre non elevata. Nelle persone altrimenti sane, la malattia si risolve spontaneamente dopo circa una settimana, generando un'immunità permanente nell'individuo. Se la malattia colpisce persone immunodepresse o in età neonatale, il suo decorso può essere molto più lungo e può portare a complicanze di vario genere.
La forma sintomatica della malattia è rara nelle persone con sistema immunitario normale, ma in pazienti con immunodeficienza (ad esempio gli individui affetti da AIDS) l'incidenza della malattia è molto più alta.
Diagnosi Finora sono state rilevate diciannove specie diverse di Cryptosporidium patogene per l'essere umano. Tuttavia, il 95% dei casi di criptosporidiosi è dovuto a Cryptosporidium hominis o da Cryptosporidium parvum; risultano talvolta patogeni anche Cryptosporidium meleagridis, Cryptosporidium felis e Cryptosporidium canis.
Le oocisti di questi protozoi possono essere rilevate all'analisi delle feci utilizzando vari metodi di colorazione (ad esempio la colorazione di Ziehl-Neelsen modificata). È anche possibile il rilevamento del microrganismo mediante immunofluorescenza, oppure il rivelamento di alcuni suoi antigeni mediante un apposto test ELISA.
Trattamento Ci si avvale di una terapia sintomatica che prevede la reidratazione attraverso l'infusione di liquidi per via endovenosa e, in caso di diarrea grave e persistente, la somministrazione di loperamide o, in alternativa, di laudano e di octreotide. La terapia antiparassitaria viene effettuata con paromomicina o albendazolo; in alternativa possono essere somministrati azitromicina o nitazoxanide.
Note
Bibliografia
Voci correlate Microsporidiosi
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