Il Cannone da 37/40 era un cannone da 37 mm prodotto in Italia dalla Vickers-Terni durante la Prima guerra mondiale. Impiegato durante la Grande guerra come arma aeronautica passò ad essere usato come cannone per mezzi blindati a partire dagli anni '30.

Storia Il cannone era derivato dal francese Tube-canon M1902 da 37 mm con canna rigata e camerato per una cartuccia da 37×201mmR (prodotto dietro licenza in Italia insieme al più piccolo cannone da 37/20,6, derivato dall'Hotchkiss M1885 e camerato per il 37x94R).

I francesi utilizzarono vari cannoni di origine navale sui propri velivoli fin dall'inizio della Prima guerra mondiale destando l'interesse delle forze armate italiane, che appunto acquistarono la licenza dei due modelli summenzionati.

La prime prove in Italia si svolsero, con gli originali cannoni francesi, a partire dal febbraio 1916.

La produzione venne effettuata dalla Vickers-Terni di La Spezia dal 1916 al 1919, per un totale di 120 pezzi prodotti. Il primo cannone di produzione italiana venne consegnato per le prove nel novembre 1916.

Venne adottato dal Corpo Aeronautico nel 1917 per l'impiego a bordo dei dirigibili ma ebbe uno scarso impiego in tale ruolo. Durante il conflitto venne impiegato anche come cannone antiaereo installato a terra.

Nel 1918 venne sperimentato anche come cannone da accompagnamento/cannone anticarro per la fanteria, ma la cosa rimase senza seguito.

In virtù della sua compattezza e alta velocità iniziale (per l'epoca) ebbe un nuovo utilizzo a partire dai primi anni '30 come arma per mezzi blindati e corazzati.

Visto il nuovo utilizzo venne ripresa una produzione in piccola serie dell'arma presso l'Arsenale di Piacenza (AREP) verso la fine degli anni '30.

Descrizione L'arma, nonostante la sua origine antiquata, era abbastanza leggera e compatta, la bocca da fuoco pesava 95 kg mentre l'arma completa 125 kg. Aveva un semplice otturatore a cuneo a scorrimento verticale con un unico freno-recuperatore montato sulla parte superiore dell'arma. L'otturatore era dotato di meccanismo semiautomatico per la sua apertura e chiusura, con leva di comando manuale sul lato destro.

L'affusto dell'originale versione aeronautica era a brandeggio libero, con comando di sparo a leva posto sulla parte inferiore del parabossoli. I sistemi di mira erano due: un semplice mirino metallico con mira anteriore fissa e alzo posteriore regolabile da 500 m a 2000 m, posizionato sopra al cilindro del freno-recuperatore, e un mirino dedicato ai bersagli aerei, con oculare, installato sul lato sinistro dell'arma.

Nell'installazione sul Fiat 3000 il cannone era posizionato sul lato destro della torretta, così da lasciare spazio per il cannoniere/capocarro. Il brandeggio in questo caso era vincolato, con manovella per il brandeggio orizzontale a sinistra del puntatore e manovella per l'elevazione a destra. La manovella del brandeggio orizzontale poteva essere disinserita così da poter muovere la torretta a braccia. I comandi di sparo erano due: l'originale comando di sparo a leva sul parabossoli (usato come comando di riserva) e un altro sulla manovella per il brandeggio orizzontale. I sistemi di mira erano sempre due: l'originale mirino metallico (usato come mira di riserva) e un mirino a cannocchiale, posizionato sul lato sinistro del cannone.

L'installazione sulla Fiat 611 era più spartana, non essendo dotata di ottica ma solo del vecchio mirino metallico.

Impiego su veicoli

Fiat 3000 Mod. 30: installato in torretta su 37 esemplari. Fiat 2000: due cannoni installati in altrettante barbette al posto delle precedenti Fiat mod.14, modifica effettuata su un solo esemplare per motivi propagandistici in occasione del Campo Dux del 1934. Fiat 611: installato in torretta su 5 esemplari. M 11/39: installato in casamatta.

Note

Bibliografia

Filippo Cappellano, Basilio Di Martino, Bruno Marcuzzo, Gli artigli delle aquile, l'armamento aereo in Italia durante la Grande Guerra, Aeronautica Militare-Ufficio Storico, 2011. Anthony G. Williams, Dr. Emmanuel Gustin, Flying guns, World War I and its aftermath 1914-32, Ramsbury, Airlife Publishing, 2003. Filippo Cappellano, La Vickers-Terni e la produzione di artiglierie in Italia nella prima guerra mondiale, in Società Italiana di Storia Militare, Quaderno 1999, Edizioni Scientifiche Italiane, 2003. Ministero della Guerra, Direzione Generale Artiglieria, Dati tecnici sulle artiglierie del R. Esercito, Roma, IPS, 1934. Ministero della Guerra, Ispettorato dell'Arma di Fanteria, Dati tecnici sulle armi della fanteria, Roma, IPS, 1942. Nicola Pignato, Filippo Cappellano, Gli autoveicoli da combattimento dell'esercito italiano, volume I, Roma, Stato Maggiore dell'Esercito Ufficio Storico, 2002. Filippo Cappellano, Nicola Pignato, Andare contro i carri armati, l'evoluzione della difesa controcarro nell'esercito italiano dal 1918 al 1945, Udine, Gaspari editore, 2007. Bruno Benvenuti, Ugo F. Colonna, L'armamento italiano nella seconda guerra mondiale. Carri armati in servizio fra le due guerre 1, Roma, Edizioni Bizzarri, 1972.

Voci correlate

Fiat 3000 Fiat 611 M 11/39

Categoria:Artiglierie di calibro da 20 mm a 40 mm Categoria:Armi d'artiglieria italiane Categoria:Artiglierie italiane della seconda guerra mondiale Categoria:Armi d'artiglieria della prima guerra mondiale Categoria:Armi d'artiglieria della seconda guerra mondiale