Lassedio di Costantinopoli del 674 fu il primo assedio da parte delle forze arabe contro la capitale dell'Impero bizantino e fu anche la prima battuta d'arresto dell'Islam nella sua trionfale avanzata verso l'Occidente. Dopo la morte di Costante II, gli succedette sul trono di Costantinopoli il suo giovane figlio Costantino IV (668-685). Il suo regno inaugurò un periodo di importanza fondamentale sia per la storia universale sia per quella bizantina: il regno durante il quale nella lotta arabo-bizantina si ebbe una svolta decisiva. Muʿāwiya I, diventato califfo nel 661 in seguito a una guerra civile, riprese le armi contro l'Impero bizantino ambendo alla presa della stessa capitale Costantinopoli.

Secondo il cronista bizantino Teofane Confessore, l'attacco arabo fu metodico: nel 672-673 flotte arabe si assicurarono il possesso di basi lungo le coste dell'Asia Minore, e successivamente procedettero a instaurare un blocco allentato alla capitale Costantinopoli. Usarono la penisola di Cizico nei pressi della città come base invernale, e ritornavano ogni primavera per assaltare ripetutamente le Mura di Costantinopoli. Infine, i Bizantini, condotti dall'imperatore Costantino IV, riuscirono a distruggere la flotta araba facendo uso di una nuova invenzione, la sostanza liquida incendiaria nota come fuoco greco. I Bizantini sconfissero l'esercito arabo in Asia Minore, costringendoli a levare l'assedio. La vittoria bizantina fu di fondamentale importanza per la sopravvivenza dello stato bizantino, in quanto le incursioni arabe cessarono per qualche tempo. Un trattato di pace fu stipulato subito dopo, e, in seguito allo scoppio di una nuova guerra civile islamica, i Bizantini attraversarono perfino un breve periodo di limitate vittorie militari sul Califfato.

L'assedio lasciò delle tracce nelle leggende del nascente mondo islamico, venendo però confuso con un'altra spedizione contro la capitale bizantina avvenuta alcuni anni prima sotto il comando del futuro Califfo Yazid I. Di conseguenza, l'attendibilità del racconto di Teofane è stata messa in dubbio nel 2010 dallo studioso James Howard-Johnston, e più recentemente da Marek Jankowiak. Le loro analisi hanno dato importanza maggiore alle fonti arabe e siriache, traendone tuttavia conclusioni differenti sulla datazione e storicità dell'assedio. D'altra parte, le voci di un imponente assalto alle mura di Costantinopoli e del conseguente trattato di pace raggiunsero la Cina, dato che vennero registrate nelle opere storiche redatte all'epoca della dinastia Tang.

Preludio

In seguito alla disastrosa battaglia dello Yarmuk del 636, l'Impero bizantino fece evacuare la Siria dalle truppe rimaste a sua disposizione, spostandole in Asia Minore, protetta dai Monti Tauro dall'espansione islamica. Ciò lasciò campo libero ai guerrieri del nascente Califfato dei Rashidun che così poterono completare agevolmente la loro conquista della Siria, e, successivamente, dell'Egitto. Le incursioni musulmane in Cilicia e in Asia Minore cominciarono intorno al 640, e continuarono sotto la conduzione del governatore califfale della Siria, Muʿāwiya.; ; . Muʿāwiya promosse anche lo sviluppo di una potente marina militare musulmana, che nel giro di pochi anni divenne sufficientemente potente da occupare Cipro e condurre saccheggi fino a Kos, Rodi e Creta nel Mar Egeo. Infine, la giovane flotta musulmana ottenne una netta vittoria sulla sua controparte bizantina nella Battaglia di Phoenix nel 655.; ; . In seguito all'assassinio del Califfo ʿUthmān e allo scoppio della prima guerra civile musulmana, tuttavia, le incursioni arabe in territorio bizantino si interruppero. Nel 659, Muʿāwiya concluse persino una tregua con Bisanzio, che prevedeva il pagamento di un tributo all'Impero..

La pace durò fino alla fine della guerra civile musulmana nel 661, da cui Muʿāwiya e i suoi sostenitori uscirono vittoriosi, portando all'istituzione del Califfato omayyade.; . Dall'anno successivo, le incursioni musulmane ripresero con cadenza regolare: le armate musulmane cominciarono a svernare in suolo bizantino a occidente dei Monti Tauro, massimizzando i gravi danni inflitti all'economia bizantina. Queste spedizioni via terra furono talvolta coadiuvate da incursioni navali contro le coste meridionali dell'Asia Minore.; ; . Nel 668, gli Arabi inviarono aiuti a Saborios, lo strategos degli Armeniaci, che si era rivoltato e autoproclamato imperatore. Le truppe arabe, condotte da Faḍāla b. ʿUbayd, giunsero troppo in ritardo per assistere il ribelle, deceduto dopo una caduta da cavallo, ma svernarono nella esapoli presso Melitene in attesa di rinforzi.; . Nella primavera del 669, dopo aver ricevuto i rinforzi attesi, Faḍāla invase l'Asia Minore spingendosi fino a Calcedonia, a pochi passi dalla capitale bizantina, Costantinopoli. Gli assalti arabi alla città vennero respinti, e l'esercito islamico finì per essere decimato dalla carestia e dal diffondersi di malattie. Muʿāwiya inviò in aiuto a Faḍāla un altro esercito, che la storiografia filo-omayyade vuole fosse condotto da suo figlio (e futuro Califfo) Yazīd.L'intento evidente era quello di attribuire meriti bellici al figlio di Muʿāwiya, fino ad allora messosi in mostra più che altro per meriti artistici e atletici e assai poco per zelo guerriero. Fatto questo che invece costituiva un evidente pregio agli occhi dei sudditi del futuro califfo.

Ciò che accadde in seguito differisce a seconda delle fonti. Secondo il cronista bizantino Teofane Confessore gli Arabi rimasero nei pressi di Calcedonia per qualche tempo prima di ritornare in Siria, e lungo il tragitto espugnarono Amorio e vi posero una guarnigione. Questo evento probabilmente significava che gli Arabi intendevano ritornare l'anno successivo ed utilizzare la città espugnata come loro base per successivi attacchi, ma Amorio fu ripresa dai Bizantini durante l'inverno successivo. Le fonti arabe, invece, sostengono che gli Arabi attraversarono lo stretto sbarcando in Europa e sferrarono un vano assalto alle mura della stessa Costantinopoli, prima di ritornare in Siria una volta rinunciata alla vana impresa.; . Data la mancanza di ogni pur minima menzione di tale assalto nelle fonti bizantine, è molto probabile che i cronisti arabi abbiano interpretato l'attacco degli Arabi a Calcedonia (documentato da fonti bizantine) come un attacco alla capitale bizantina stessa, essendo Calcedonia un sobborgo di Costantinopoli..

Le campagne del 672 e del 673 Comunque siano andate le cose, la campagna del 669 aveva chiaramente dimostrato agli Arabi la possibilità di un assalto diretto a Costantinopoli, come anche la necessità di una base di rifornimenti nella regione. Questa fu trovata nella penisola di Cizico nella costa meridionale del Mar di Marmara, dove una spedizione marittima condotta da Faḍāla b. ʿUbayd vi svernò nel 670 o nel 671.; ; . Muʿāwiya ora cominciò a preparare l'assalto finale alla capitale bizantina. A differenza della spedizione di Yazīd, tuttavia, Muʿāwiya intendeva assaltare Costantinopoli via mare.. L'assalto fu preparato con cura: per prima cosa i musulmani dovevano assicurarsi basi strategiche sulla costa, e solo successivamente, utilizzando Cizico come base, bloccare Costantinopoli per terra e per mare e tagliarla fuori dal suo entroterra agricolo, da cui dipendeva per i rifornimenti di cibo.; .

Nel 672 tre grandi flotte musulmane vennero inviate per stabilire basi tra la Siria e l'Egeo. La prima, condotta da Muhammad ibn ʿAbd Allah, raggiunse Smirne, dove svernò, la seconda guidata da un certo Qays (forse da identificare con Abd Allah ibn Qays) svernò in Licia e Cilicia, mentre una terza flotta, sotto Khalid, li raggiunse in seguito. Secondo Teofane, quando l'Imperatore Costantino IV (661-685) apprese dell'appropinquarsi della flotta araba, cominciò a preparare e ad equipaggiare la sua flotta per la guerra. L'armamento di Costantino comprendeva navi equipaggiate con sifoni installati per utilizzare la nuova sostanza incendiaria da poco a disposizione dei Bizantini, il fuoco greco.; ; ..

Si trattava di un'invenzione dell'architetto Callinico, che dalla Siria era emigrato a Bisanzio: un esplosivo estremamente infiammabile il cui segreto di produzione era noto solo ai bizantini. Per mezzo del cosiddetto sifone veniva scagliato da grande distanza sulla nave nemica, dove provocava un rapido e distruttivo incendio. Nel 673, un'altra flotta araba, condotta da Junada ibn Abi Umayya, espugnò Tarsus in Cilicia, oltre a Rodi. Quest'ultima, a metà strada tra la Siria e Costantinopoli, fu convertita in una base di rifornimenti e centro per ulteriori raid navali arabi. I Bizantini tentarono di ostacolare i piani arabi con un attacco navale contro l'Egitto, ma invano.; . In questo periodo, le incursioni via terra in Asia Minore continuarono, durante le quali le truppe arabe svernavano in suolo bizantino..

Gli assalti arabi a Costantinopoli nel 674-678

Nel 674, la flotta araba salpò dalle sue basi nell'Egeo orientale ed entrò nel Mar di Marmara. Secondo Teofane, essi sbarcarono in Tracia nei pressi di Hebdomon ad aprile, e fino a settembre furono impegnati in scontri costanti con le truppe bizantine. Come narra Teofane, "ogni giorno vi era uno scontro militare che durava da mattina e sera, tra la Porta d'Oro e il Kyklobion, con attacchi e contrattacchi". Quando gli Arabi, fallito l'assalto, partirono, si diressero verso Cizico, che espugnarono e convertirono in un accampamento fortificato dove svernarvi. Il seguente fu lo schema che continuò ogni anno per tutto l'assedio: in primavera, gli Arabi attraversavano il Marmara ed assaltavano Costantinopoli, per poi ritirarsi a Cizico per svernarvi.; ; ; . Nella realtà dei fatti, l'"assedio" di Costantinopoli non fu un assedio vero e proprio, ma una serie di scontri nei dintorni della città, cominciati con l'attacco di Yazīd del 669.. Si noti anche che i cronisti bizantini e arabi sostengono che l'assedio non durò cinque anni, bensì sette. Ciò si potrebbe spiegare includendo nell'"assedio" le campagne di apertura del 672-673, oppure contando gli anni fino alla ritirata finale degli Arabi dalle loro basi, nel 680.; .

I dettagli degli scontri nei dintorni di Costantinopoli negli anni successivi non sono chiari, in quanto Teofane riassume il resoconto dell'intero assedio nel resoconto del primo anno, mentre i cronisti arabi non menzionano alcun assedio ma si limitano a fornire i nomi dei comandanti di non specificate spedizioni in territorio bizantino.; ; . L'unica cosa nota è che ʿAbd Allāh ibn Qays e Faḍāla b. ʿUbayd saccheggiarono Creta e vi svernarono lì nel 675, mentre nello stesso anno Malik ibn ʿAbd Allāh sferrò un'incursione in Asia Minore. Gli storici arabi d'età abbaside, al-Ya'qubi e al-Tabari, narrano che Yazīd fu inviato dal padre Muʿāwiya con rinforzi a Costantinopoli nel 676, e che ʿAbd Allāh b. Qays condusse una spedizione nel 677, il cui obiettivo è ignoto.; ; ..