Lisbona (, ) è la capitale e la principale città del Portogallo. Con una popolazione censita di abitanti all'interno dei suoi confini amministrativi, e circa 3 milioni nella sua area urbana (undicesima nell'Unione europea) è la città più popolosa del Paese. Situata sull'estremità occidentale della penisola iberica, presso l'estuario del fiume Tago, è amministrativamente la capitale e geograficamente la zona più occidentale dell'Europa continentale.
Lisbona è considerata una città globale in virtù della sua discreta importanza in settori come finanza, commercio, editoria, arte, commercio internazionale, istruzione e turismo. È un importante centro economico, con un settore finanziario in crescita e uno tra i più importanti porti affacciati sull'Atlantico. L'aeroporto di Lisbona ha servito circa 35 milioni di passeggeri nel 2024 e importanti strade e autostrade collegano la capitale alle altre città portoghesi. La città ha ricevuto nel 2024 circa turisti, di cui stranieri. La regione di Lisbona ha un PIL pari a milioni di euro e un PIL procapite di , pari al 158% della media nazionale (dati del 2023). La maggior parte dei quartier generali delle multinazionali portoghesi è localizzata in città, che è anche il maggior centro politico del Paese, essendo sede del Governo e della presidenza della Repubblica.
Nel 2020 la città ha ricevuto il Premio Capitale verde europea.
Geografia fisica Territorio La città sorge alla foce del fiume Tago (Tejo in portoghese) le cui sponde sono collegate da due grandi ponti: il ponte 25 Aprile, inaugurato nel 1966, e il ponte Vasco da Gama, lungo 17,2 km e inaugurato il 29 marzo 1998 in occasione di Expo '98.
Secondo la tradizione la città sorge, analogamente a Roma, su 7 colli: São Jorge, São Vicente, Sant'Ana, Santo André, das Chagas, Santa Catarina, São Roque. Tale parallelismo è in realtà un'invenzione letteraria del cronista Nicolau de Oliveira (ca. 1566-1634) contenuta nel suo Livro das Grandezas de Lisboa e ripresa da autori successivi.
Clima
La città e i dintorni di Lisbona godono di un clima Atlantico, con inverni miti ed estati moderatamente calde, ma ben ventilate.
Le precipitazioni sono abbondanti tra l'autunno e l'inverno, mentre in estate sono frequenti i periodi di siccità, a causa dell'espansione verso est dell'anticiclone delle Azzorre e di quello verso nord dell'anticiclone subtropicale africano. L'umidità relativa può essere piuttosto elevata. Il clima è monitorato tramite la Stazione meteorologica di Lisbona Centro. Le ultime maggiori nevicate storiche sono state registrate un paio di volte durante la metà del Novecento negli anni 1944, 1954 e 1956. Nel 2006 è stata registrata una breve fioccata dopo 50 anni.
Storia
Etimologia del nome Il toponimo Lisbona avebbe, secondo José Pedro Machado (come riportato nella voce corrispondente del Dicionário Onomástico Etimológico da Língua Portuguesa) origine sicuramente pre-romana. Vi sono al riguardo due ipotesi principali. Una indica un'origine fenicia del toponimo, riconducendolo all'espressione Alis-Ubbo, lett.: "insenatura amena" (vedere ad esempio Barbara Fraticelli, La imagen de la ciudad de Lisboa, entre lo real y lo imaginario, Madrid, Universidad Complutense de Madrid, 2001, pp. 17 e 53). Tuttavia l'etimologia più plausibile sembrerebbe essere non fenicia: l'elemento -ipo o -ippo, presente nel nome Olisipo, è riscontrato con grande frequenza in toponimi dell'antichità della penisola iberica sud-occidentale (ad es. Collippo, attuale Leiria; Calippo, l'odierno fiume Sado e possibile antico nome di Alcácer do Sal) ed è associato alla cosiddetta civiltà di Tartesso. Questa tesi, sostenuta da Francisco Villar Liébana e José Pedro Machado, indicherebbe quindi un'origine pre-celtica se non anche pre-indoeuropea del nome, non collegata alle lingue semitiche come il fenicio.
Dal Neolitico all'Impero Romano
Durante il Neolitico la regione è stata abitata da popolazioni di origine iberica che a quel tempo occupavano anche altre regioni dell'Europa atlantica. Come prova di questa occupazione rimangono dolmen e menhir, che si possono vedere nelle campagne intorno alla città.
Reperti archeologici suggeriscono che la città sia stata sotto l'influenza dei Fenici fin dal 1200 a.C.; alcuni storici ipotizzano che un centro di commercio fenicio occupasse il centro dell'attuale città, sul versante meridionale della collina del Castello. Il porto naturale formato dalla foce del fiume Tago rendeva la città un luogo ideale per rifornire di prodotti alimentari le navi fenice in viaggio verso le Isole Scilly e la Cornovaglia. Oltre che come punto di sosta, un approdo alla foce del fiume più importante della penisola iberica era interessante anche per gli scambi commerciali con l'entroterra, permettendo l'accesso a prodotti come materiali preziosi, sale e i famosi cavalli lusitani.
In passato si credeva che Lisbona fosse stata fondata dai Fenici e questo sembrerebbe accreditato dai recenti ritrovamenti di reperti fenici risalenti all'VIII secolo a.C. sotto la medievale Sé de Lisboa, la cattedrale della città moderna. La maggior parte degli storici moderni, tuttavia, ritiene che Lisbona fosse un antico insediamento di popolazioni autoctone (ciò che i romani chiamavano un oppidum) che ha mantenuto prolungate relazioni commerciali e culturali con i fenici. Un possibile esempio di questa acculturazione è stato individuato nella cosiddetta lapide funeraria di Wadbar, datata al VII secolo a.C. Il manufatto, scoperto nel Palácio dos Condes de Coculim nel 2014, riporta un'iscrizione in alfabeto fenicio, pur menzionando i nomi di due individui, Wadbar e suo padre Ibadar, che suggeriscono un'origine locale.
I greci conoscevano Lisbona con il nome di "Olisipo", che, secondo il mito, fu fondata da Ulisse durante il suo viaggio di ritorno da Troia ad Itaca.
Dall'Impero Romano alla dominazione araba
Durante le guerre puniche, una volta sconfitto Annibale, i romani decisero di privare Cartagine di uno dei suoi territori più importanti: l'Hispania, il nome latino della penisola iberica. Olisipo (anche "Olissipo" od "Olisippo".) si alleò nel 205 a.C. con i romani e inviò soldati a combattere a fianco dei legionari contro le tribù celtiche del nord-ovest. Come compenso Olisipo fu integrata, su iniziativa di Gaio Giulio Cesare, nella Repubblica romana come municipio, col nome di Felicitas Julia. Furono garantite ampie autonomie su un territorio fino a 50 km attorno alla città, avente uno status giuridico distinto dalla Lusitania, esenzione dalle tasse, e cittadinanza romana per tutti gli uomini liberi che vi abitavano.
Durante il periodo di Augusto furono erette delle mura difensive, un grande teatro (sul lato sud della collina del castello di San Giorgio, riscoperto nel 1798), delle terme (sotto l'attuale Rua da Prata), numerosi templi, una necropoli (sotto l'attuale Praça da Figueira), un grande foro e numerose abitazioni nella zona tra il castello di San Giorgio e la Baixa.
La città fu da sempre economicamente forte grazie al commercio del sale, del vino, dei cavalli e del garum, una salsa di pesce molto apprezzata al tempo. Fu tuttavia con la sconfitta della pirateria e le innovazioni tecnologiche che la città assunse grande importanza come punto strategico per il commercio con la Cornovaglia, la zona del Reno e con l'interno della penisola iberica.
La città era anche un punto di collegamento tra due importanti città del tempo: Bracara Augusta (oggi Braga) ed Emerita Augusta, capitale della Lusitania romana (oggi Mérida in Spagna).
Olisipo, come la maggior parte delle grandi città occidentali dell'Impero romano, fu un centro per la diffusione del Cristianesimo. Il suo primo vescovo attestato fu Potamio (circa 356). Secondo la tradizione Lisbona fu il luogo del martirio dei cosiddetti Santi martiri di Lisbona, i fratelli Maxima, Verissimus e Julia, le cui vicende vengono riportate da Usuardo nel suo martirologio.
Sul finire della dominazione romana, Olisipo subì numerose invasioni da parte di Alani e Vandali, che dominarono la regione tra il 409 d.C. ed il 429 d.C. Tra il 409 d.C. e il 585 d.C. la regione di Olisipo fu dominata per lunghi periodi dai Suebi, che avevano fondato un regno in Gallaecia (regione comprendente l'attuale Galizia e il nord del Portogallo), con capitale Bracara Augusta (oggi Braga).
Nel 585 d.C. Olisipo fu aggregata al regno visigoto di Toledo, che arrivò così a comprendere l'intera penisola iberica. In quel periodo la città era nota con il nome di Ulishbona.
Il periodo arabo
Il 6 agosto 711 la città fu conquistata dagli Omayyadi, guidati da Abd al-Aziz ibn Musa. Sotto la dominazione islamica la città fu nota con il nome di al-ʾIšbūnah (). La città, divenuta un importante centro commerciale ed amministrativo, si arricchì di varie strutture, di natura militare e civile: venne realizzata una nuova cinta muraria (cerca moura) e un castello sul sito dell'attuale castello di San Giorgio. La città fiorì e conobbe un'ampia espansione. Durante la dominazione musulmana si sviluppò il quartiere dell'Alfama, il più antico di Lisbona e tra i pochi ad aver conservato la sua fisionomia medievale avendo subito solo danni di lieve entità in seguito al terremoto del 1755. La popolazione divenne sotto la dominazione araba estremamente eterogenea: oltre ai musulmani, in città vivevano cristiani di rito mozarabico ed ebrei, ai quali fu concesso lo status di Dhimmi. L'influenza araba è ancora visibile in alcuni toponimi di Lisbona.
La prosperità di Lisbona la rese un obiettivo appetibile per invasori esterni: nel 798 la città venne catturata e saccheggiata da Alfonso II delle Asturie, mentre nell'844 la città venne conquistata ed occupata per diversi giorni dai vichinghi nell'ambito delle operazioni militari che sarebbero culminate nell'attacco vichingo di Siviglia.
Politicamente Lisbona fu nel corso del IX secolo sottoposta al califfato di Cordova. Nel primo decennio dopo l'anno mille, Lisbona, in seguito alla frammentazione del califfato, passò sotto il controllo della prima taifa di Badajoz, creata dal saqaliba Sabur al-Saqlabi. In seguito la città divenne il centro di una taifa indipendente governata dai successori di Sabur, i figli Abd al-Aziz ibn Sabur e Abd al-Malik ibn Sabur. La taifa di Lisbona sopravvisse fino al 1034, quando venne nuovamente conquistata dalla taifa di Badajoz, retta dalla nuova dinastia degli Aftasidi. Nel 1093 la città venne brevemente occupata dal regno di León, passando in seguito sotto il controllo degli Almoravidi, che la tennero per circa un cinquantennio. Infine passò a far parte della autoproclamata seconda taifa di Badajoz, sorta in seguito alla crisi della dinastia almoravide.
Diversi geografi e viaggiatori arabi hanno lasciato descrizioni di Lisbona nell'ultimo secolo di dominazione musulmana, lodandone la prosperità e la bellezza. Tra questi troviamo Muhammad al-Idrisi e Yaqut.
Lisbona attraverso la riconquista cristiana, l'età delle scoperte e l'unione iberica
Il 25 ottobre 1147 Alfonso I di Portogallo, al comando di un esercito comprendente forze portoghesi e crociati, dopo un lungo assedio che durava dal 1º luglio, entrò a Lisbona, in seguito alla resa della città da parte delle forze musulmane, negoziata il 21 ottobre. In seguito alla conquista della città si ebbe un esodo della popolazione musulmana e si verificarono saccheggi contro la popolazione locale, pur senza gravi spargimenti di sangue. Gli eventi dell'assedio e immediatamente successivi ad esso vennero descritti nella cronaca redatta da un crociato, nota come De expugnatione Lyxbonensi.