A partire dal 1650 a.C. circa, vasi di bronzo riccamente decorati furono depositati come corredo funerario nelle tombe dei reali e della nobiltà durante l'Età del bronzo cinese: le evidenze archeologiche arrivano sino ad oltre 200 pezzi in un'unica tomba reale. Venivano prodotti per un individuo o un gruppo sociale per essere utilizzati nelle libagioni agli antenati e ad altre divinità o spiriti presso i templi di famiglia o le sale funerarie cerimoniali, i.e. per il banchetto funebre che riuniva la famiglia, viva o morta che fosse. I dettagli di queste cerimonie ci sono pervenuti dai primi documenti scritti cinesi. Alla morte del proprietario di un bronzo rituale, questo veniva deposto nella sua tomba come strumento esoterico per omaggiare il defunto nell'aldilà. Altri esemplari di bronzi furono invece espressamente realizzati per il corredo funebre ed in questa veste sono giunti sino a noi..

Probabilmente, questi bronzi rituali cinesi non venivano usati per mangiare e bere, rappresentando versioni più grandi ed elaborate dei tipi realmente utilizzati a questo scopo, oltreché manufatti con materiali preziosi. Molte delle forme passarono anche nella ceramica cinese che le conserva e riproduce ancora oggi con chiaro intento antiquario. Oltre ai vasi, anche le armi ed alcuni altri oggetti venivano realizzati in speciali forme rituali. Un'altra classe di oggetti rituali, probabilmente la più apprezzata di tutte, comprendenti anche le armi, era quella realizzata in giada, utilizzata per strumenti e armi rituali fin dal 4500 a.C. Nel loro insieme, il bronzo e la giada furono sempre preferiti dai cinesi quali medium rituali rispetto ai per loro più grezzi ferro e pietra.

Almeno inizialmente, la produzione del bronzo in Cina fu con buona probabilità controllata dal sovrano che donava il metallo informe ai suoi nobili quale segno di favore.. La tecnologia della produzione del bronzo fu descritta nell'opera miscellanea , compilato tra il V e il III secolo a.C.

Utilizzo

I "Bronzi rituali" (zh. ) sono alcuni dei pezzi più importanti dell'antica arte cinese, tanto apprezzati ed importanti da essere gestiti tramite un apposito catalogo dedicato nelle collezioni d'arte degli Imperatori della Cina. L'età del bronzo cinese iniziò durante la semi-mitica dinastia Xia (c. 2070–1600 a.C.) e contenitori rituali in bronzo costituiscono la maggior parte delle collezioni d'antichità cinesi con un apice durante la protostorica dinastia Shang (c. 1600–1046 a.C.) e la prima fase della dinastia Zhou (1045–256 a.C.), c.d. "dinastia Zhou occidentale".

La maggior parte degli antichi manufatti cinesi in bronzo sopravvissuti (strumenti o armi che siano) sono pertanto esemplari rituali e non d'uso pratico. Le armi (pugnali e scuri) avevano un significato sacrificale, a simboleggiare il potere celeste del sovrano, e per questo erano incluse nel corredo. Le forti associazioni religiose degli oggetti in bronzo fecero nascere un gran numero di tipi e forme di vasi, ad un tempo "classici" per la forma e "totemici" per l'utilizzo, poi mutuati da altri media, come la porcellana cinese, nei periodi successivi dell'arte cinese.

I Tre riti (zh. ) degli Zhou, uno classici della letteratura cinese, descrivono minuziosamente chi era autorizzato a usare quali tipi di vasi sacrificali e quanto: il Re di Zhou (zh. o ) usava 9 ding e 8 vasi gui; un duca poteva usare 7 ding e 6 gui; un barone poteva usare 5 ding e 3 gui; e un visconte poteva usare 3 ding e 2 gui. Fatte queste premesse, i reperti archeologici rinvenuti nei sepolcri dei monarchi del tempo testimoniano un ricorso addirittura smodato ai bronzi rituali: la Tomba di Fu Hao, regina Shang insolitamente potente, consorte di re Wu Ding († 1265 a.C.), conteneva una collezione di oltre 2000 vasi rituali le cui dimensioni, oltretutto, risultano significativamente maggiori rispetto a quelli del corredo d'un nobile a lei contemporaneo! Questa manifesta ostentazione di elevato status sociale, applicata ad un corredo funebre, testimonia la volontà della defunta di presentarsi al cospetto dei suoi antenati e degli altri spiriti dell'oltretomba in tutto il suo splendore.. Molti dei pezzi di Fu Hao erano fusi con iscrizioni che utilizzavano la forma postuma del suo nome, ad ulteriore riprova della loro realizzazione finalizzata al corredo funebre.

Storia e metallurgia

I bronzi rituali cinesi contengono tipicamente tra il 5% e il 30% di stagno e tra il 2% e il 3% di piombo. L'origine dei minerali e/o dei metalli utilizzati nell'allora Cina protostorica è un argomento di ricerca attuale e molto sentito.

I primi manufatti in metallo (bronzo) sul territorio dell'attuale Cina datano alla Cultura di Majiayao (3100–2000 a.C.) nella Contea autonoma di Dongxiang (Gansu), Cina del Nord, un territorio che solo a distanza di secoli sarebbe stato interessato da una sinicizzazione vera e propria durante l'espansione dello stato di Qin (778–207 a.C.). La Majiayao, in realtà una delle Culture neolitiche cinesi, importò o ricevette i manufatti bronzei dai popoli non-cinesi della steppa eurasiatica, per es. la Cultura di Afanasevo (Siberia).

La metallurgia indigena del bronzo cominciò invece in Cina, apparentemente in modo autonomo, presso i siti della Cultura di Erlitou (2000–1500 a.C.), vicino Yanshi (Henan), lungo il corso inferiore del Fiume Giallo, secondo alcuni un sito della semi-mitica dinastia Xia. e secondo altri della dinastia Shang.. Ad Erlitou furono fabbricati i primi utensili e le prime armi cinesi in bronzo. Come valso per altre civiltà antiche (Egitto, Mesopotamia, Indo), gli insediamenti di Erlitou prima e quelli propriamente Shang poi sorsero nelle valli fluviali per necessità correlate all'introduzione dell'agricoltura intensiva. In Cina, tali aree mancavano però di giacimenti minerari e richiedevano l’importazione di materiale metallurgico.

Come anticipato, i bronzi rituali Shang contengono tipicamente oltre il 2% di piombo, a differenza dei prodotti in rame giunti in Cina dalla steppa eurasiatica, mentre i bronzi pre-Shang non contengono gli isotopi radiogenici del piombo. Gli studiosi hanno pertanto cercato di determinare la provenienza dei minerali basandosi sul contenuto di piombo e sull'analisi degli isotopi in tracce. Nel caso dei bronzi del periodo Shang, in vari siti, dal primo al tardo periodo Shang, numerosi campioni della lega di bronzo sono caratterizzati da un elevato contenuto di isotopi di piombo radiogenico (derivato sia dal decadimento dell'uranio sia del torio), a differenza dei minerali di piombo cinesi nativi più conosciuti. Le potenziali fonti del minerale includono i Qinling, l'imponente catena montuosa che si estende da est ad ovest nella parte meridionale della provincia dello Shaanxi, la limitrofa area del Medio e Basso Yangtze e la Cina sud-occidentale. Alcuni studiosi hanno anche avanzato la tesi che minerale o metallo sia stato importato dall'Africa, sulla base di potenziali corrispondenze isotopiche, ma molti altri la contestano e respingono.

Il modello di circolazione dei metalli rivelato dall'esistenza di piombo altamente radiogenico rimane controverso, in parte perché le fonti di piombo radiogenico potrebbero non essere così rare in Cina come si pensava inizialmente ma anche perché diverse firme isotopiche del piombo non significano necessariamente diverse posizioni geografiche, bensì la presenza di sacche di piombo radiogenico entro un giacimento di piombo non radiogenico. Una recente analisi compositiva ha suggerito che i metalli utilizzati per fabbricare i bronzi rituali cinesi derivassero dall'estrazione di minerali progressivamente più profondi in depositi vicini a dove furono rinvenuti molti di questi bronzi, e mette in discussione le interpretazioni del cambiamento sociale, culturale e tecnologico durante l'era del bronzo cinese, caratterizzata dall'acquisizione di metalli da regioni disparate.

Tecnologia di fusione

Colata in sabbia

Dall'età del bronzo alla dinastia Han (206 a.C.–220 d.C.), la tecnica principale utilizzata nell'antica Cina per fondere vasi rituali, armi e altri utensili era la fusione in pezzo unico tramite il procedimento che sarebbe poi stato definito "colata in sabbia". Lo stampo a sezione da utilizzarsi per la colata poteva essere realizzato in due modi: (i) uno stampo in argilla attorno al modello dell'oggetto da colare, poi rimosso in sezioni; o (ii) senza modello, si crea uno stampo all'interno di un contenitore rivestito d'argilla e lo si stampa con la finitura desiderata. In entrambi i casi, le parti dello stampo vengono cotte e poi ri-assemblate. Vengono quindi realizzati i getti di argilla e le parti rimosse. La fusione di argilla risultante sembra un prodotto finito, viene lasciata asciugare e quindi limata per formare un nucleo. Ciò stabilisce lo spazio di colata, che determina lo spessore del prodotto finito. Le parti vengono quindi ri-assemblate attorno al nucleo e le parti vengono fuse. Gli stampi in argilla vengono poi frantumati e le fusioni finite vengono rimosse e lucidate con abrasivi per ottenere una finitura lucida. Il numero di parti in cui veniva tagliato lo stampo dipendeva interamente dalla forma e dal design dell'oggetto da colare..

Fusione La fusione è un'antica tecnica metallurgica cinese utilizzata per fissare manici prefabbricati e altri piccoli accessori agli oggetti in bronzo più grandi. Questa tecnica era in uso già nell'Età del bronzo, prima nella Cina del Sud e poi nella regione dello Shanghe delle pianure centrali. L'importanza della fusione nella produzione di ornamenti personali è che viene utilizzata per creare le catenelle di bronzo di collegamento tra i vari pezzi.

Fusione a cera persa

Le prime prove archeologiche della fusione a cera persa in Cina, rinvenute in un cimitero dello stato di Chu (attuale Contea di Xichuan, nel Henan), la datano al VI secolo a.C.:. ivi un Jin in bronzo, prodotto con la tradizionale colata in sabbia, risulta impreziosito dall'aggiunta di maniglie decorate a traforo, prefabbricate con una fusione a cera persa e successivamente attaccate al pezzo. La tecnica giunse in Cina dal Vicino Oriente antico, i.e. il confine occidentale estremo del mondo sinico ove tale processo ebbe origine e prosperità, ma non è chiaro esattamente quando e come.

La fusione a cera persa era più adatta per produrre manufatti decorati con sottosquadri profondi e disegni traforati rispetto al processo di stampaggio tramite il quale la gestione di ricche decorazioni risulta complicata nella fase di rimozione dello stampo. Sebbene il processo mediorientale non sia mai stata utilizzata per realizzare vasi di grandi dimensioni, divenne sempre più popolare in Cina tra la fine del dominio Zhou (i.e. Periodo degli Stati Combattenti, 453–221 a.C.) e l'Epoca Han (206 a.C.–220 d.C.) in ragione degli squisiti, opulenti esemplari realizzati: es. i pezzi inclusi nel corredo della Tomba del marchese Yi di Zeng, la più ricca fonte di bronzi rituali cinesi dopo la Tomba di Fu Hao.Il processo di fusione a cera persa era inoltre economicamente più vantaggioso nella fusione di piccole parti rispetto alla fabbricazione in stampo perché la quantità di metallo utilizzato era più facile da controllare.