La balenottera boreale (Balaenoptera borealis ) è una balena con i fanoni; dopo la balenottera azzurra e quella comune è la terza specie più grande tra le balenottere. Può essere avvistata negli oceani di tutto il mondo e nei mari adiacenti, ma preferisce le profonde acque al largo della costa. Tende ad evitare le acque polari e tropicali e quelle dei mari troppo chiusi. Ogni anno trascorre l'estate in acque fredde e subpolari, per poi migrare d'inverno verso acque temperate e subtropicali; tuttavia, nella maggior parte delle aree in cui vive le rotte migratorie non sono ben conosciute.

Questa balenottera raggiunge i 20 metri di lunghezza e le 50 tonnellate di peso. Ogni giorno consuma in media 900 chili di cibo, costituito soprattutto da copepodi, krill e da altro zooplancton. È una tra le specie più veloci di Cetacei e su brevi distanze può raggiungere velocità di 50 chilometri all'ora (27 nodi). Il nome inglese di questa balenottera, Sei Whale, deriva dal termine norvegese per indicare il pollock, un pesce che compare al largo delle coste della Norvegia nello stesso periodo dell'anno della balenottera boreale.

In seguito alla caccia commerciale su larga scala, quando, tra la fine del diciannovesimo e quella del ventesimo secolo, vennero catturati più di 238.000 esemplari, la balenottera boreale è ora una specie internazionalmente protetta, nonostante ogni anno ne venga catturato qualche esemplare nel corso dei controversi programmi di ricerca condotti da Islanda e GiapponeWWF-International (2005-06-01). "Japanese Scientific Whaling: Irresponsible Science, Irresponsible Whaling" . Press release. Retrieved on 2006-11-10.See Whaling in Japan and Whaling in Iceland. Nel 2006, la sua popolazione globale era di 54.000 esemplari, circa un quinto di quella che era prima che venisse cacciata intensamente.

Tassonomia e nomenclatura

Questa specie è stata descritta per la prima volta da René Primevère Lesson nel 1828, ma una sua descrizione ulteriore è stata data anche da Karl Asmund Rudolphi, e per questo motivo è nota anche come balenottera di Rudolphi, oltre che come balenottera dei pollock, dei pesci carbone, delle sardine, o come balenottera del Giappone.

Il termine Sei, utilizzato per indicare questa balenottera in inglese, deriva dalla parola norvegese sei usata per indicare il pollock, noto anche come pesce carbone, un parente stretto del merluzzo. Le balenottere comuni apparivano al largo delle coste della Norvegia nello stesso periodo del pollock, entrambi per nutrirsi dell'abbondante plancton. Il nome specifico, borealis, è una parola latina che significa settentrionale. Nel Pacifico, a questa balenottera era stato dato il nome di balenottera del Giappone (Japan Finner; «finner» era un termine comunemente usato per indicare le balenottere). In giapponese veniva chiamata iwashi kujira, o balena delle sardine, dato che nel Pacifico questa specie era stata vista nutrirsi di questi pesci.

La balenottera boreale appartiene alla famiglia dei Balenotteridi, gruppo di balene con i fanoni che comprende anche la megattera, la balenottera azzurra, la balenottera di Bryde, la balenottera comune e la balenottera minore. Uno dei vecchi termini per indicare le balenottere, rorquali, deriva dalla parola norvegese røyrkval, che significa «balena rugosa», poiché i membri di questa famiglia possiedono una serie di solchi longitudinali, o pieghe, che, partendo da sotto la bocca, continuano per gran parte della regione inferiore. Si ritiene che la famiglia dei Balenotteridi si sia separata dalle altre famiglie del sottordine dei Misticeti, detti anche balene con i fanoni o grandi balene, nel Miocene medio. Tuttavia, poco sappiamo di quando i membri delle varie famiglie di Misticeti, compresi i Balenotteridi, si siano separati gli uni dagli altri.

Sono state identificate due sottospecie - la balenottera boreale settentrionale (Balaenoptera borealis borealis) e la balenottera boreale meridionale (Balaenoptera borealis schleglii). Le due sottospecie sono geograficamente separate l'una dall'altra e i loro areali non si sovrappongono.

Descrizione e comportamento La balenottera boreale è la terza specie più grande della famiglia dei Balenotteridi, dopo la balenottera azzurra (190 tonnellate) e la balenottera comune (77 tonnellate). Gli adulti misurano generalmente tra i 12 e i 16,8 metri e pesano 15-30 tonnellate. La sottospecie meridionale è più grande di quella settentrionale; inoltre, le femmine sono considerevolmente più grandi dei maschi. L'esemplare più grosso mai misurato era un esemplare lungo 19,8 metri e pesava tra le 44 e le 50 tonnellate. Tuttavia, l'esemplare più grande catturato al largo dell'Islanda superava di poco i 16 metri. Alla nascita, un piccolo misura generalmente 4-5 metri di lunghezza.

Il corpo di questo animale è generalmente di color grigio acciaio scuro, con chiazze irregolari dal grigio chiaro al bianco sulla superficie ventrale e nelle regioni adiacenti. La balenottera boreale possiede una serie di 32-60 pieghe o solchi lungo la regione inferiore, le quali durante la nutrizione permettono alla bocca di espandersi notevolmente. Il muso è appuntito e le pinne pettorali sono relativamente corte rispetto a quelle di altre balene, misurando solamente il 9-10% della lunghezza totale, e appuntite alle estremità. Dalla sommità del muso al doppio sfiatatoio, caratteristico delle balene con i fanoni, si estende una specie di cresta.

La pelle della balenottera boreale è spesso segnata da pieghe e ferite che, dopo essere guarite, divengono bianche cicatrici. Si ritiene che esse siano provocate da copepodi ectoparassiti (Penella spp.), lamprede (famiglia Petromizontidi), o, forse, dagli squali «cookie-cutter» (Isistius brasiliensis). La pinna dorsale, bassa e a forma di falce, raggiunge un'altezza di 25-61 centimetri ed è situata a circa due terzi della lunghezza testa-coda. La forma della pinna dorsale, l'aspetto della pigmentazione e le cicatrici vengono utilizzati dagli scienziati negli studi di foto-identificazione. La coda è spessa, ma i suoi lobi, rispetto alle dimensioni del corpo, sono relativamente piccoli.

La balenottera boreale è un animale filtratore che utilizza i suoi fanoni per ricavare il cibo dall'acqua aprendo la bocca e ingoiandone grandi quantità contenenti il cibo, per poi spingerla di nuovo fuori, ma non prima di avere trattenuto il cibo all'interno della bocca. Ad ogni lato della bocca sono presenti 300-380 fanoni di colore nero-cenere, lunghi circa 48 centimetri. Ognuno di essi, come le nostre unghie, è formato da una lamina di cheratina che all'interno della bocca, nei pressi della lingua, si sfilaccia in una serie di sottili peli biancastri. L'estrema sottigliezza delle setole dei fanoni della balenottera boreale (circa 0,1 mm) viene spesso citata come l'aspetto più caratteristico che differenzia questa specie da tutte le altre balene con i fanoni.

Per quanto riguarda l'aspetto, è molto simile ad altre balenottere. Il miglior modo per distinguerla dalla balenottera di Bryde, oltre alle differenze nei fanoni, sta nell'osservare la testa: quella di Bryde, infatti, presenta sulla superficie dorsale del capo una cresta laterale. Balenottere boreali piuttosto grandi possono essere confuse con la balenottera comune, anche se è facilmente individuabile la mancanza della caratteristica colorazione asimmetrica della testa propria di quest'ultima: infatti, il lato destro della mascella inferiore della balenottera comune è bianco, mentre quello sinistro è grigio. Se vista di fianco, il margine superiore della testa della balenottera boreale forma un piccolo arco tra l'estremità del muso e l'occhio, mentre il profilo di quella comune è relativamente piatto.

Le balenottere boreali si spostano solitamente da sole o in piccoli gruppi composti da un massimo di sei esemplari. In zone di foraggiamento particolarmente floride sono stati tuttavia osservati anche gruppi più numerosi. Conosciamo molto poco sulla loro struttura sociale. Tra i maschi e le femmine potrebbe formarsi un certo legame, ma per stabilire questo con sicurezza le prove a nostra disposizione sono ancora insufficienti.

La balenottera boreale è uno dei Cetacei più veloci. Su brevi distanze può raggiungere la velocità di 50 chilometri all'ora (27 nodi). Tuttavia, non effettua grandi immersioni, rimanendo sommersa solo per un periodo che va dai cinque ai quindici minuti. Tra un'immersione e l'altra, nuota presso la superficie per alcuni minuti, il che la rende ben visibile in acque chiare e calme, soffiando ad intervalli di circa 40-60 secondi. Diversamente dalla balenottera comune, non tende a mostrare troppo il suo corpo quando si immerge. Gli sfiatatoi e la pinna dorsale sono spesso esposti simultaneamente sulla superficie dell'acqua. Questa balenottera non estende quasi mai la coda sopra la superficie e salta fuori dall'acqua solo molto raramente.

Nutrizione

La balenottera boreale si nutre nei pressi della superficie, nuotando di lato attraverso gli sciami di prede per ricavare ogni giorno almeno 900 chili di cibo. Per un animale di queste dimensioni è cosa piuttosto insolita nutrirsi di animali posti così in basso nella catena alimentare, come zooplancton e piccoli pesci. La preferenza per lo zooplancton è stata determinata dalle analisi degli stomaci e dall'osservazione diretta del comportamento alimentare. Inoltre, è stato pure analizzato il materiale fecale di questa specie, ritrovato nei pressi dell'animale sotto forma di una sottile nuvola bruna nell'acqua. Queste feci sono state raccolte con le reti e il materiale genetico da esse estratto è servito a individuare le varie specie predate. La balenottera boreale compete per il cibo con una grande varietà di altre specie, tra cui pesci clupeidi (aringhe e affini), squali elefanti e balene franche.

Nel Nordatlantico, la balenottera boreale si nutre soprattutto di copepodi calanoidi, per la precisione di Calanus finmarchicus, con una preferenza secondaria per gli eufausiidi (krill), in particolare Meganyctiphanes norvegica e Thysanoessa inermis. Nel Nordpacifico, si nutre di specie simili di zooplancton, come i copepodi Calanus cristatus, Calanus plumchrus e Calanus pacificus, e degli eufausiidi Euphausia pacifica, Thysanoessa inermis, Thysanoessa longipes e Thysanoessa spinifera. Inoltre, è noto che mangi anche organismi più grandi, come il calamaro volante giapponese, Todarodes pacificus pacificusTamura, T. (October, 2001). "Competition for food in the Ocean: Man and other apical predators" (PDF). Reykjavik Conference on Responsible Fisheries in the Marine Ecosystem, Reykjavik, Iceland, 1–4 October 2001. Retrieved on 2006-12-09., e piccoli pesci, tra cui membri dei generi Engraulis (acciughe), Cololabis (lucci sauri), Sardinops (sardine) e Trachurus (sgombri cavallini). Alcuni di questi pesci sono molto importanti da un punto di vista commerciale. Al largo della California centrale, questa balenottera è stata vista nutrirsi di acciughe tra giugno e agosto, e di krill (Euphausia pacifica) durante settembre e ottobre. Nell'emisfero australe, le sue prede comprendono i copepodi Calanus tonsus, Calanus simillimus e Drepanopus pectinatus, così come gli eufausidi Euphausia superba ed Euphausia vallentini.

Ciclo vitale L'accoppiamento avviene d'inverno in mari temperati e subtropicali e si ritiene che il periodo di gestazione sia di 10 mesi e 3/4, 11 mesi e 1/4 o di un anno, a seconda del modello di crescita fetale utilizzato. Le discordanze nel periodo di gestazione sono dovute alla difficoltà di seguire per intero la gestazione di una balenottera; la maggior parte dei dati inerenti alla riproduzione delle balene con i fanoni è stata ricavata da esemplari uccisi dai balenieri, i quali offrono solamente una sola visuale dello sviluppo del feto. In seguito i ricercatori hanno tentato di estrapolare dati sulla base della misurazione e delle caratteristiche fisiche dei feti, confrontandoli inoltre con le balenottere neonate.