LExsultet (o ExultetCosì era scritto nei Messali prima del 1920) è un canto liturgico proprio della Chiesa cattolica che viene eseguito durante la Veglia pasquale da un diacono o un cantore. Per estensione si indica col medesimo termine il lungo volumen pergamenaceo su cui il canto era trascritto, avente peculiari caratteristiche codicologiche.

Il canto Dal punto di vista stilistico si tratta di un preconio (dal latino praeconium, da praeco -onis, «banditore»), ossia di un testo poetico di annuncio solenne o di encomio e lode solenne. Il testo celebra infatti la Resurrezione e la vittoria della luce sulle tenebre, rappresentata dall'accensione del cero pasquale. Viene perciò chiamato anche preconio pasquale (praeconium paschale) o laus cerei ("Lode del Cero").

Si conoscono numerose versioni del canto, sia testuali sia musicali. Di quella attualmente in uso nel Rito romano si hanno testimonianze sin dalla fine del IV secolo, benché il testo sia stato consolidato e uniformato nell'attuale versione solo nella seconda metà del XII secolo, da papa Innocenzo III. Esiste una versione di rito ambrosiano, composta presumibilmente verso il V-VI secolo ma attestata solo a partire dall'XI secolo, e una di rito bizantino anch'essa risalente all'XI secolo.

Il testo è suddiviso in due parti: un prologo, comune a tutte le versioni; un prefazio che varia secondo la tradizione romana, ambrosiana o bizantina.

Il rotolo Si conservano circa 30 esemplari di rotoli di Exsultet; i più antichi, risalenti all'XI secolo, si trovano nel museo diocesano di Bari: quello denominato Exsultet 1 è databile tra il 1025 e il 1030 e misura in lunghezza 525 cm.

La lunghezza del rotolo pergamenaceo ha una precisa funzione: esso era concepito in modo che potesse scorrere giù dal pulpito mentre ne veniva cantato il contenuto, composto da due parti, una scritta, destinata alla lettura da parte del celebrante, e una illustrata con miniature di grandi dimensioni disposte in senso contrario rispetto al testo; man mano che il volumen veniva svolto, i presenti potevano dunque osservare le immagini corrispondenti al testo che veniva cantato. I rotoli più recenti (come quelli conservati nella concattedrale di Troia) non presentano il ribaltamento testo/immagine.

Alcuni Exsultet, come quelli baresi, riportano tra le righe del testo annotazioni a neumi, riportanti la melodia su cui il declamante doveva cantare il testo. Le immagini variano a seconda del manufatto, ma compaiono frequentemente il Cristo Pantocratore, l'apicoltura, la Discesa di Cristo agli inferi, la benedizione della Terra.

Caratteristica peculiare degli Exsultet è la rappresentazione di personaggi storici dell'epoca nella parte finale del testo, generalmente detentori di cariche pubbliche, civili o religiose. In alcuni casi si osserva che, allo scopo di riutilizzare il rotolo anche dopo il passaggio di consegne tra vecchi e nuovi amministratori, il testo scritto presenta delle abrasioni o cancellature sul nome del predecessore e a margine viene indicato il nome dellufficiale in carica: non si trattava quindi di ritratti realistici, ma di immagini idealizzate.

A causa della loro preziosità, gli Exsultet sono conservati in teche in legno coperte da cristallo, isolati dall'ambiente esterno per impedire all'umidità di intaccare i fragili strati pittorici; per lo stesso motivo, essi devono essere tenuti al buio e illuminati con luce fredda solo in occasione delle visite.

Testo Rito romano

Testo latino Exsultet iam angelica turba caelorum: exsultent divina mysteria: et pro tanti Regis victoria tuba insonet salutaris. Gaudeat et tellus tantis irradiata fulgoribus: et, aeterni Regis splendore illustrata, totius orbis se sentiat amisisse caliginem. Laetetur et mater Ecclesia, tanti luminis adornata fulgoribus: et magnis populorum vocibus haec aula resultet. Quapropter astantes vos, fratres carissimi, ad tam miram huius sancti luminis claritatem, una mecum, quaeso, Dei omnipotentis misericordiam invocate. Ut, qui me non meis meritis intra Levitarum numerum dignatus est aggregare, luminis sui claritatem infundens, cerei huius laudem implere perficiat.

Vers. Dominus vobiscum. Resp. Et cum spiritu tuo. Vers. Sursum corda. Resp. Habemus ad Dominum. Vers. Gratias agamus Domino Deo nostro. Resp. Dignum et iustum est.

Vere dignum et iustum est, invisibilem Deum Patrem omnipotentem Filiumque eius unigenitum, Dominum nostrum Iesum Christum, toto cordis ac mentis affectu et vocis ministerio personare. Qui pro nobis aeterno Patri Adae debitum solvit, et veteris piaculi cautionem pio cruore detersit. Haec sunt enim festa paschalia, in quibus verus ille Agnus occiditur, cuius sanguine postes fidelium consecrantur. Haec nox est, in qua primum patres nostros, filios Israel eductos de Aegypto, Mare Rubrum sicco vestigio transire fecisti. Haec igitur nox est, quae peccatorum tenebras columnae illuminatione purgavit. Haec nox est, quae hodie per universum mundum in Christo credentes, a vitiis saeculi et caligine peccatorum segregatos, reddit gratiae, sociat sanctitati. Haec nox est, in qua, destructis vinculis mortis, Christus ab inferis victor ascendit. Nihil enim nobis nasci profuit, nisi redimi profuisset. O mira circa nos tuae pietatis dignatio! O inaestimabilis dilectio caritatis: ut servum redimeres, Filium tradidisti! O certe necessarium Adae peccatum, quod Christi morte deletum est! O felix culpa, quae talem ac tantum meruit habere Redemptorem! O vere beata nox, quae sola meruit scire tempus et horam, in qua Christus ab inferis resurrexit! Haec nox est, de qua scriptum est: Et nox sicut dies illuminabitur: et nox illuminatio mea in deliciis meis. Huius igitur sanctificatio noctis fugat scelera, culpas lavat: et reddit innocentiam lapsis et maestis laetitiam. Fugat odia, concordiam parat et curvat imperia.

In huius igitur noctis gratia, suscipe, sancte Pater, laudis huius sacrificium vespertinum, quod tibi in hac cerei oblatione sollemni, per ministrorum manus de operibus apum, sacrosancta reddit Ecclesia. Sed iam columnae huius praeconia novimus, quam in honorem Dei rutilans ignis accendit. Qui, licet sit divisus in partes, mutuati tamen luminis detrimenta non novit. Alitur enim liquantibus ceris, quas in substantiam pretiosae huius lampadis apis mater eduxit. O vere beata nox, in qua terrenis caelestia, humanis divina iunguntur! Oramus ergo te, Domine, ut cereus iste in honorem tui nominis consecratus, ad noctis huius caliginem destruendam, indeficiens perseveret. Et in odorem suavitatis acceptus, supernis luminaribus misceatur. Flammas eius lucifer matutinus inveniat: Ille, inquam, lucifer, qui nescit occasum: Christus Filius tuus, qui, regressus ab inferis, humano generi serenus illuxit, et tecum vivit et regnat in saecula saeculorum. Resp. Amen.

Testo italiano Esulti il coro degli angeli, esulti l'assemblea celeste: un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto. Gioisca la terra inondata da così grande splendore; la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo. Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore, e questo tempio tutto risuoni per le acclamazioni del popolo in festa. E voi, fratelli carissimi, qui radunati nella solare chiarezza di questa nuova luce, invocate con me la misericordia di Dio onnipotente. Egli che mi ha chiamato, senza alcun merito, nel numero dei suoi ministri, irradi il suo mirabile fulgore, perché sia piena e perfetta la lode di questo cero.

Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito.

In alto i nostri cuori. Sono rivolti al Signore.

Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta esprimere con il canto l'esultanza dello spirito, e inneggiare al Dio invisibile, Padre onnipotente, e al suo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore.

Egli ha pagato per noi all'eterno Padre il debito di Adamo, e con il sangue sparso per la nostra salvezza ha cancellato la condanna della colpa antica. Questa è la vera Pasqua, in cui è ucciso il vero Agnello, che con il suo sangue consacra le case dei fedeli. Questa è la notte in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri, dalla schiavitù dell'Egitto, e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso. Questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato con lo splendore della colonna di fuoco. Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo dall'oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo, li consacra all'amore del Padre e li unisce nella comunione dei santi. Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro. Nessun vantaggio per noi essere nati, se lui non ci avesse redenti. O immensità del tuo amore per noi! O inestimabile segno di bontà: per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio! Davvero era necessario il peccato di Adamo, che è stato distrutto con la morte del Cristo. Felice colpa, che meritò di avere un così grande redentore! O notte beata, tu sola hai meritato di conoscere il tempo e l'ora in cui Cristo è risorto dagli inferi. Di questa notte è stato scritto: la notte splenderà come il giorno, e sarà fonte di luce per la mia delizia. Il santo mistero di questa notte sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti. Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace. O notte veramente gloriosa, che ricongiunge la terra al cielo e l'uomo al suo creatore! In questa notte di grazia accogli, Padre santo, il sacrificio di lode, che la Chiesa ti offre per mano dei suoi ministri, nella solenne liturgia del cero, frutto del lavoro delle api, simbolo della nuova luce. Riconosciamo nella colonna dell'Esodo gli antichi presagi di questo lume pasquale che un fuoco ardente ha acceso in onore di Dio. Pur diviso in tante fiammelle non estingue il suo vivo splendore, ma si accresce nel consumarsi della cera che l'ape madre ha prodotto per alimentare questa preziosa lampada. Ti preghiamo, dunque, Signore, che questo cero, offerto in onore del tuo nome per illuminare l'oscurità di questa notte, risplenda di luce che mai si spegne. Salga a te come profumo soave, si confonda con le stelle del cielo. Lo trovi acceso la stella del mattino, questa stella che non conosce tramonto: Cristo, tuo Figlio, che risuscitato dai morti fa risplendere sugli uomini la sua luce serena e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Rito ambrosiano L'Exsultet ambrosiano, tuttora in uso nella veglia pasquale ambrosiana (sebbene in una forma abbreviata) è stato composto a cavallo tra il V secolo e il VI, sebbene il più antico testimone sia costituito dal sacramentarium Bergomense, datato alla fine del IX secolo o agli inizi del X.

Testo latino Messale ambrosiano – II edizione, Milano 2024 Libro del preconio per le comunità di rito ambrosiano, Milano 2025 Praeconium Paschale Ambrosianum, Milano 1933 – tra parentesi quadre le parti espunte in Messale ambrosiano – II edizione (2024) e Libro del preconio (2025) Exsultet iam angelica turba caelorum; exsultent divina mysteria, et pro tanti regis victoria tuba intonet salutaris. Gaudeat se tot tellus irradiata fulgoribus, et, aeterni regis splendore lustrata, totius orbis sentiat amisisse caliginem. Laetetur et mater Ecclesia, tanti luminis adornata fulgore, et magnis populorum vocibus haec aula resultet. Quapropter, astantibus vobis, fratres carissimi, ad tam miram sancti huius luminis claritatem, una mecum, quaeso, Dei omnipotentis misericordiam invocate, ut qui me non meis meritis intra levitarum numerum dignatus est aggregare, luminis sui gratiam infundendo, cerei huius laudem implere praecipiat. Praestante Domino nostro Iesu Christo Filio suo, secum vivente atque regnante Deo, in unitate Spiritus sancti per omnia saecula saeculorum R/. Amen.

V/. Dominus vobiscum. R/. Et cum spiritu tuo. V/. Sursum corda. R/. Habemus ad Dominum.