La Guyana francese o Guiana francese (AFI: ;• • in francese Guyane o Guyane française,Più desueta la forma Guyanne. pronuncia ; in creolo guianese Lagwiyann) è una regione e un dipartimento d'oltremare della Francia nell'America meridionale, con codice INSEE 973, e una regione ultraperiferica dell'Unione europea.

Confina a sud e a est con il Brasile, a ovest con il Suriname e si affaccia a nord sull'Oceano Atlantico. Con una superficie di circa , la Guyana rappresenta il più grande dei dipartimenti francesi per estensione, nonché il meno densamente popolato e quello con maggiore copertura boschiva (più del 96%). Il dipartimento guianese costituisce una delle nove regioni ultraperiferiche dell'Unione europea, della quale costituisce l'unico territorio in Sud America. Il capoluogo della Guyana francese è Caienna, sede della prefettura nonché della regione e del dipartimento, nell'ambito del quale rappresenta sia la città più popolosa sia quella con minore estensione territoriale.

Etimologia Il nome deriva dal termine arawak Wayana, dal significato di "terra ricca d'acqua".

Sebbene il nome ufficiale del dipartimento sia "Guyana", senza altre specificazioni, l'uso dell'aggettivo "francese" spesso è reso necessario per evitare confusione con altri Stati come la Guyana (in passato nota come Guyana britannica), il Suriname (in passato conosciuto come Guyana olandese), le regioni dell'ex Guayana brasiliana (in passato Guyana portoghese) e della Guayana venezuelana, o la regione storica francese della Guienna (Guiana in guascone e occitano).

Storia Le prime tracce di presenza umana nella Guyana francese risalgono all'incirca al VI millennio a.C. e consistono in alcune pitture rupestri e vasellame, appartenute a popoli vicini alle attuali tribù dei Wajãpi e degli Emerillon: alle stesse genti è ascrivibile l'inizio del processo di creazione delle aree fertili cosiddette di Terra preta, tipiche del bacino amazzonico, al fine di aumentare la produttività del terreno e quindi la densità abitativa.

Verso il III secolo, per motivazioni ancora poco chiare, si assistette a una migrazione da sud e da ovest di genti di lingua arawak (antenati degli attuali Aruachi e Palikur), che s'insediarono lungo la fascia costiera scacciandone le popolazioni residenti, di lingua tupi-guaraní. Essi vennero a loro volta ricacciati verso l'interno dall'arrivo di popolazioni di lingua caribe (antenati degli attuali Caribe, Wayana e Galibi) verso la fine dell'VIII secolo: ultimamente, in base a ritrovamenti archeologici e resoconti storici, si è ipotizzato che il processo di migrazione delle genti di etnia Caribe in Guyana possa essere avvenuto molto più recentemente o almeno possa essere durato molto più a lungo di quanto si pensasse, in quanto ancora nel XVI secolo e fino al 1720 i portoghesi attestarono la presenza di tribù di etnia Wayana e Wayampi lungo il rio Xingu e nel Nord dell'Amazzonia. Probabilmente la migrazione di questi popoli verso nord è stata una scelta dettata dall'espansione coloniale verso l'interno dell'Amazzonia, con il carico di malattie e armi sconosciute agli indigeni che essa portava.

Il primo contatto con gli europei avvenne il 5 agosto 1498, quando le navi al comando di Cristoforo Colombo durante il terzo viaggio del navigatore genovese costeggiarono la regione, che venne denominata "la terra dei paria" e la cui popolazione litoranea fu stimata in indigeni. Verso la fine dell'anno 1500, l'esploratore iberico Vicente Yáñez Pinzón reclamò per il Portogallo l'intera fascia costiera della Guyana fino all'Orinoco: tuttavia, questa regione non venne menzionata dal trattato di Tordesillas sulla spartizione del continente americano fra Spagna e Portogallo, sicché già nel 1503 la Francia v'inviò un piccolo gruppo di coloni, insediatosi sull'isola della Caienna, ma che fece ritorno in patria dopo pochi anni.

Per circa un secolo l'area, piuttosto inospitale, restò poco battuta, e si dovette attendere il 1604 prima che la regione venisse esplorata dal capitano Daniel de La Touche, che le diede il nome di France équinoxiale (Francia equinoziale).

Nel 1608 la costa guyanese venne visitata dalla spedizione Thornton, promossa da Ferdinando I di Toscana, nell'ambito di un progetto di colonizzazione italiana delle Americhe:Ridolfi, R. Pensieri medicei di colonizzare il Brasile, in «Il Veltro», Roma, luglio-agosto 1962, pp. 1-18 per l'anno successivo era prevista la fondazione una colonia commerciale e un insediamento di coloni toscani nella zona della Caienna, che tuttavia non avvenne a causa della scomparsa del granduca, i cui discendenti trascurarono i progetti di espansione coloniale.

Nel 1616 e fino al 1626 gli olandesi fondano alcuni insediamenti permanenti alle foci dei fiumi della zona, come Essequibo, Berbice e Demerara. Nel 1624 venne registrato il primo tentativo francese di creare avamposti commerciali nella zona, patrocinato dal re Luigi XIII, che autorizzò l'insediamento di coloni originari della Normandia, e dalla delibera alla colonizzazione francese della Guyana di due anni dopo da parte del cardinale Richelieu. Questo tentativo venne però presto smorzato dalle truppe lusitane, che impugnarono il trattato di Tordesillas: la Francia tuttavia non perse le speranze e nuovi tentativi di colonizzazione si ebbero nel 1630 (quando venne fondata una colonia sul fiume Sinnamary presieduta da Constant d'Aubigné, futuro suocero di Luigi XIV) e nel 1643, quando Charles Poncet de Brétigny giunse in Guyana alla testa di quattrocento coloni, comprando dai Galibi una collina alla foce del fiume Caienna alla quale diede il nome di Mont Cépérou in onore del capotribù locale, e sulla quale venne edificato un forte (per l'appunto denominato Fort Cépérou) e un insediamento stabile, con alcune piccole piantagioni, dal quale ebbe origine Caienna, attuale capitale del dipartimento. Anche questi ultimi tentativi, tuttavia, si rivelarono poco fruttuosi, con i coloni costretti ad abbandonare la zona a causa dell'ostilità delle tribù locali (che si ribellarono in più riprese ai soprusi da parte dei coloni, la cui intenzione era di ridurle in schiavitù) e dell'insalubrità del clima, tant'è vero che già nel 1648 a Fort Cépérou non rimanevano che venticinque coloni. Contemporaneamente, gli inglesi fondano Paramaribo, con il nome di Fort Willoughby.

Il 29 settembre 1652 i "dodici signori" della Compagnia della Francia Equinoziale sbarcarono alla foce del fiume Mahury con 800 uomini, trovandovi i pochi superstiti dell'insediamento di Brétigny: il mese successivo venne catturato un barcone con a bordo quattordici neri lusofoni, che vennero insediati a Remire-Montjoly e rappresentano il primo caso di tratta degli schiavi africani in Guyana. Sempre nel 1652 venne organizzata una nuova spedizione comprendente 650 coloni e capeggiata da Balthazar de Royville, i quali, mal equipaggiati e falcidiati da malattie e indigeni, dopo appena un anno furono costretti a fuggire in Suriname.

Nel 1654 un gruppo di profughi del Brasile olandese, in maggioranza ebrei, visitando la zona scoprì ciò che rimaneva dell'insediamento abbandonato di Fort Cépérou, scegliendo d'insediarvisi. Nell'insediamento, situato dove oggi sorge Remire-Montjoly, sorgono piantagioni di canna da zucchero e mulini per la produzione di zucchero di canna, e nel 1658 vi giunsero anche un certo numero di ebrei livornesi, mentre non è noto se oltre alla comunità ebraica vi fossero degli schiavi. Contemporaneamente, anche l'Inghilterra cercò di espandersi sul territorio, che venne però rilevato il 12 settembre 1659 dalla Compagnia olandese delle Indie occidentali. Un missionario francese, padre Labat, descrisse la zona come "un forte, una sinagoga, una piantagione di canna da zucchero, alcuni mulini molto buoni e fra i 300 e i 400 ebrei". La maggior parte dei coloni, tuttavia, decise di spostarsi in Suriname (allora colonia inglese), mentre solo 60-80 di essi rimasero nell'insediamento, al fine di continuare a far funzionare i mulini.

Nel 1662 si registrò un nuovo arrivo in Guyana di circa ottocento coloni francesi, ma solo un anno dopo gli olandesi non trovarono nessun abitante europeo e vi si insediarono nuovamente. Nel 1664 i francesi fondarono un nuovo insediamento nei pressi di Sinnamary con ben coloni: la colonia parve prosperare grazie alla produzione di achiote, indaco, cotone, canna da zucchero, caffè, vaniglia e spezie, tuttavia essa subì l'attacco degli olandesi a circa un anno dalla fondazione. Nel 1667 l'area venne invasa dall'Inghilterra, con Remire-Montjoly completamente rasa al suolo per ordine del generale Willoughby: contemporaneamente, gli olandesi invasero Paramaribo, rinominandola Fort Zeelandia. Con il trattato di Breda, firmato il 31 luglio dello stesso anno, gli inglesi annessero Nieuw Amsterdam ribattezzandola New York, mentre gli olandesi guadagnarono il Suriname: l'ammiraglio Jean II d'Estrées, frattanto, riconquistò la Guyana per conto della Francia. Gli olandesi occuparono nuovamente la zona nel 1676, salvo poi ritirarsi e lasciarla alla Francia.

Nel 1713, con il trattato di Utrecht, il fiume Marowijne divenne ufficialmente la frontiera occidentale della colonia della Guyana francese: contemporaneamente, la Francia rinunciò a ogni rivendicazione sul bacino amazzonico, lasciandolo al Portogallo, tuttavia le dispute territoriali fra i due Paesi sulle zone di confine continuarono fino ai giorni nostri. A partire dal 1750 numerose tribù amerindie amazzoniche si stabilirono in Guyana, mentre nel 1762 avvenne l'espulsione dei Gesuiti dalla colonia per decreto del re Luigi XV.

Con la pace di Parigi dell'anno seguente, la Francia si vide privata della maggior parte delle proprie colonie americane, con l'eccezione proprio della Guyana e di alcune isole minori: Luigi XV e il primo ministro Choiseul cercarono di favorire l'insediamento massiccio di coloni nella zona soprattutto attraverso la propaganda, in cui questi luoghi venivano descritti come un paradiso ricco di risorse (soprattutto minerarie) e di opportunità. Tale martellante propaganda fece sì che nel 1764 partì da Rochefort un contingente di circa coloni, dei quali la maggior parte () era costituita da persone originarie dell'Alsazia-Lorena, diretto a Kourou, dove i coloni giunsero nel pieno della stagione delle piogge. Delle migliaia di persone giunte in Guyana, la maggior parte perì in poco tempo a causa della durezza delle condizioni di vita, delle malattie tropicali (malaria, dissenteria, febbre gialla, sifilide) e degli attacchi dei nativi: le poche centinaia di superstiti (circa sessanta famiglie), a un anno e mezzo dall'arrivo, si rifugiarono su un gruppo di isolette poco al largo, che vennero denominate Îles du Salut ("isole della salvezza" in lingua francese), salvo poi fare ritorno verso la madrepatria. Dopo questo grave smacco per il governo francese, con la nomina a governatore della colonia di Pierre-Victor Malouet, coadiuvato dall'ingegnere di origini svizzere Jean Samuel Guisan (che aveva già lavorato in Suriname), la Guyana conobbe un periodo di prosperità e di sviluppo urbanistico, basato sulla riforma dell'agricoltura, che durò fino alla Rivoluzione francese.