Dante Gentile Lorusso, Attraversamenti. Pittori e scultori in Molise dalla fine del Cinquecento agli anni Sessanta del Novecento, Campobasso, Regia Edizioni, 2022, pp. 198, 199 e 488.

Biografia Figlio di Igino Odoardo (di Rodi Garganico) e Anna Mezza (di Gaeta), Orlando fu prima attore comico e scenografo nella compagnia teatrale itinerante ("compagnia di giro") di famiglia, "Orlando - Caputo - Tamberlani", di cui il padre aveva ereditato il ruolo di capocomico da suo padre Federigo Maria (di Fossaceca, oggi Fossalto), musicista e attore. Orlando fu poi fotografo, pittore, decoratore e affreschista di scuola ottocentesca.

Appena maggiorenne il padre lo mandò a Francavilla al Mare, dove Orlando studiò pittura e fotografia dal maestro abruzzese Francesco Paolo Michetti, pittore e fotografo. Dopo un lungo apprendistato, si trasferì a Rodi Garganico, paese nativo del padre, e iniziò ad affrescare palazzi e residenze nobiliari, oltre a chiese, duomi e cattedrali, per nuove committenze e interventi di restauro, in Puglia, Abruzzo e Molise. Nel 1903 emigrò in cerca di fortuna negli Stati Uniti d'America insieme al cognato Pietro Catelli, ma dopo un breve soggiorno a New York fu costretto a rientrare a Ripabottoni per assistere sua moglie. Svolse anche l'incarico di vettore per l'emigrazione.

Tra le sue maggiori opere è noto l'intervento pittorico delle vele della cupola della Chiesa di Santa Maria Assunta di Ripabottoni del XVIII secolo, riconosciuta monumento nazionale; un precedente restauro era stato svolto poco più di un secolo prima dal più importante pittore del Settecento molisano Paolo Gamba. Sono attribuiti a Orlando anche alcuni affreschi delle sale del nobile Palazzo Cappuccilli, storica casata di Ripabottoni.

Interessanti alcune sue opere conservate dalla famiglia Orlando come Tratturo a Femmina morta (1906) e Trabucco di Termoli (1924), testimonianze del territorio molisano dell'epoca, come le cartoline postali più antiche raffiguranti Ripabottoni, riproduzioni di fotografie d'epoca da lui scattate ai primi del Novecento.Nicola Tamilia, Ripabottoni le cartoline raccontano”, Campobasso, Palladino Editore, 2011.

Tra il 1915 e il 1920, si trasferì a Genova alle dipendenze dei Cantieri Ansaldo dei Perrone (allora Cantiere navale di Sestri Ponente) come decoratore e disegnatore navale, come risulta dagli Annali della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.Augusta Molinari, Pratiche della scrittura e culture operaie. L'Ansaldo dei Perrone, 1904-1921, in Tra fabbrica e società: mondi operai nell'Italia del Novecento”, a cura di Stefano di Musso, Annali Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Volume 33, Milano, Feltrinelli Editore, 1999, pp. 598-599. Rientrò a Ripabottoni a seguito della morte del padre avvenuta il 3 agosto 1921. Nel 1924 si trasferì con la famiglia a Termoli. Nel dopoguerra la famiglia si trasferì a Ferrara, dove Orlando morì il 19 maggio 1953.

Vita privata Sposò Vittoria Catelli di Ripabottoni ed ebbe cinque figli, Eduardo, Antonio, Ugo, Pietro e Anna (Nina), ai quali riuscì a trasmettere l'amore per la Pittura e per l'Arte, anche se solo Ugo (in arte Hugo Orlando) la scelse come professione.Venanzio Raspa, Hugo Orlando. Discorsi sulle arti visive, Roma, Aracne Editrice, 2013, pp. 12-15. Suo nipote Federico Orlando, figlio di Eduardo, è stato un giornalista e politico italiano, allievo e condirettore di Indro Montanelli al quotidiano Il Giornale e alla Voce, tra i fondatori di Articolo 21, liberi di... e condirettore del quotidiano Europa.

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