LAntico Testamento (anche Vecchio o Primo Testamento) è la prima parte della Bibbia cristiana, contenente i libri precedenti la vita di Gesù, narrata nel Nuovo Testamento.

Il canone dell'Antico Testamento varia a seconda delle diverse confessioni cristiane, ma sommariamente corrisponde al Tanakh. Mentre la Chiesa cattolica e quella ortodossa seguono canoni più ampi ed antichi, cioè il canone alessandrino, derivato dalla versione dei Settanta della Bibbia, le comunità ecclesiali scaturite dalla riforma protestante del XVI secolo hanno generalmente ripreso ad utilizzare, in opposizione al cattolicesimo, il canone consolidatosi a partire dal II secolo in seno alla corrente spirituale ebraica dei farisei, l'unica superstite dopo la repressione della ribellione ai romani, culminata nella distruzione di Gerusalemme, nel 70 d.C., e dalla quale origina il moderno ebraismo rabbinico.

Origine del termine e suoi aspetti Il termine "Antico Testamento" rende il greco antico Παλαιά Διαθήκη2 Cor 3,14 (palaia diatheke, lett. "antico patto") con cui alcuni scrittori e teologi cristiani dei primi secoli (come Ireneo di Lione) legittimarono l'appropriazione cristiana degli scritti ebraiciGiovanni Filoramo. Cristianesimo. Milano, Mondadori/Electa, 2007, pag.60.

Ad avviso di questi autori cristiani, le Scritture ebraiche avevano profetizzato l'avvento di Gesù Cristo, il messia promesso ai giudei, questi ultimi non riconoscendolo come tale avevano tradito l'"antico patto" stretto con Dio per mezzo del "sacrificio" di Isacco da parte di Abramo e, successivamente, rinnovato con la consegna della 'Tōrāh' a Mosè. Con coloro, giudei e gentili, che invece avevano riconosciuto il messia in Gesù Cristo, rappresentando il "vero Israele", Dio avrebbe stretto un "nuovo patto" ovvero un "Nuovo Testamento".

Lo storico del Cristianesimo, Giovanni Filoramo osserva a tal proposito:

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